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Corpo Celeste |
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Un film di Alice Rohrwacher.
Con Yle Vianello, Salvatore Cantalupo, Pasqualina Scuncia, Anita Caprioli, Renato Carpentieri.
continua»
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 98 min.
- Italia 2011.
- Cinecittà Luce
uscita venerdì 27 maggio 2011.
MYMONETRO
Corpo Celeste
valutazione media:
3,47
su
36
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Tornata a Reggio Calabria, la giovane Marta incontra un mondo sconosciuto diviso tra ansia di consumismo “moderno” e resti arcaici.
![]() Ritratto sincero di un'adolescente alle prese con i sacramenti, dentro e fuori la Chiesa |
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Giancarlo Zappoli
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Marta ha 13 anni ed è tornata a vivere alla periferia di Reggio Calabria (dove è nata) dopo aver trascorso 10 anni in Svizzera. Con lei ci sono la madre e la sorella maggiore che la sopporta a fatica. La ragazzina ha l'età giusta per accedere al sacramento della Cresima e inizia a frequentare il catechismo. Si ritrova così in una realtà ecclesiale contaminata dai modelli consumistici, attraversata da un'ignoranza pervasiva e guidata da un parroco più interessato alla politica e a fare carriera che alla fede.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 2 |
Sopravvalutato
venerdì 3 giugno 2011
di miazitu
Il film parte da un assunto interessante: una ragazzina, cresciuta in Svizzera, ritorna con la madre e la sorella a vivere in Calabria. Un corpo estraneo in un mondo lontanissimo, che non conosce. Un mondo che potrebbe dare infinite possibilità di racconto, un percorso di crescita e di scoperta che potrebbe portare ad orizzonti inaspettati. Ma la regista sceglie tutt'altra strada: quella di limitare quella di restringere quel mondo a uno solo, quello di una chiesa che rincorre modelli continua » |
Che bello questo film
sabato 28 maggio 2011
di algernon
la tredicenne Marta torna a Reggio Calabria dopo 10 anni in Svizzera e frequenta il catechismo per prepararsi alla cresima. e viene così in contatto con i terrificanti personaggi della parrocchia, il parroco don Mario, dedito alla raccolta delle preferenze elettorali e delle quote dell'affitto, la catechista Santa, impregnata di nozioni televisive e segretamente innamorata del suo parroco, il vescovo, scostante e altezzoso. Marta poco si adatta a questo mono strano, curiosa e schietta, osserva le continua » |
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Una bella novità.
lunedì 6 giugno 2011
di Boyracer
Opera prima di Alice Rohrwacher (sorella della già affermata attrice Alba), questo film è una bella novità nel panorama autoriale italiano, presentato a Cannes in una categoria secondaria al concorso, e dove è stato giustamente molto apprezzato. Il degrado del sud Italia è rappresentato con voce pacata ma spietata attraverso l'esperienza di una ragazzina cresciuta fino ai tredici anni in svizzera. La storia parte dal ritorno in Calabria insieme alla madre continua » |
Mio commento personale
martedì 31 maggio 2011
di Flyanto
Film sulla crescita e formazione di un'adolescente nel periodo della sua preparazione alla Cresima. Molto poetico e delicato il ritratto della ragazzina (peraltro molto brava l'attrice che l'interpreta) che rivela, a mio parere, come sia sensibile ai problemi della crescita la giovane regista, anch'ella mamma di una bimba. Essendo un'opera prima, trovo che il film abbia rappresentato bene i conflitti continua » |
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INTERVISTE | Reduce da Cannes con Corpo Celeste, la regista toscana si racconta.Sorella d'arte
lunedì 23 maggio 2011 - Ilaria Ravarino
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Tra i candidati italiani, spiccano Moretti e Crialese.Chi sarà il portabandiera agli Oscar?
martedì 20 settembre 2011 - Robert Bernocchi
Ieri sono stati comunicati gli otto titoli che si giocheranno la possibilità di diventare i candidati italiani per l’Oscar al miglior film straniero. Intanto va specificato che, in questa fase, sono gli stessi produttori a proporre i loro film. Se molti, sapendo di non avere nessuna speranza, non ci provano nemmeno, altri invece lo fanno solo per promozione o per accontentare i registi/le star delle pellicole in questione. Pensiamo al caso di Nessuno mi può giudicare, brillante esordio alla regia di Massimiliano Bruno, che ha ottenuto un buon successo di critica e di pubblico, ma che non ha nessuna chance di farcela. continua » |
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Cresima show
di Curzio Maltese
Se una regista nemmeno trentenne è capace di creare con pochi mezzi e tante idee un film come Corpo Celeste, si può essere ottimisti sul futuro del cinema italiano. A Cannes il film di Alice Rohrwacher è parso a molti il film più interessante della Quinzaine, laboratorio del futuro dove hanno esordito fra i molti Fassbinder e Herzog, Carmelo Bene e George Lucas, Oshima e Jarmusch e i fratelli Dardenne. È presto per dire se Rohrwacher si aggiungerà alla lista, ma certo il suo è un esordio folgorante. » |
Giù al Sud
di Alberto Crespi L'Unità
C’è una nuova regista in città: Alice Rohrwacher, sorella dell’attrice Alba, si va ad aggiungere a un parco esordienti che negli ultimi anni ha regalato al cinema italiano diverse belle scoperte. Corpo celeste, appena passato alla prestigiosissima Quinzaine di Cannes, è uno dei migliori esordi di questi anni. Non solo per la storia che racconta, ma proprio per lo stile che la giovane regista abbraccia con coerenza dalla prima all’ultima inquadratura. A un primissimo, superficiale sguardo Corpo celeste potrebbe sembrare un film-Dogma. » |
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Marta, un «Corpo celeste» ribelle alla ricerca di altri mondi possibili
di Roberto Silvestri Il Manifesto
La Calabria montagnosa, aspra e affascinante, già set solare, e nero-verde, delle Quattro volte di Michelangelo Frammartino, accoglie e valorizza questo splendido esordio alla regia di Alice Rohrwacher, Corpo celeste, di cui ha scritto da Cannes Crislino Piccino. Ma il film, ben accolto sulla Croisette, è così affascinante e misterioso, apre talmente tante chiavi di lettura, da sopportare ulteriori analisi. Intanto per la delocalizzazione del personaggio principale, che, è poi quella di tanti «nordici» allevati al sud, di tanti emigrati trasportati al nord. » |
Marta torna a casa
di Roberto Nepoti La Repubblica
Se una regista nemmeno trentenne è capace di creare un film come Corpo Celeste, si può essere ottimisti sul futuro del cinema italiano. A Cannes il film di Alice Rohrwacher è parso a molti il più interessante della Quinzaine. Tratto dal romanzo della Ortese, è la storia del ritorno a casa di una giovane madre calabrese con due figlie, dopo dieci anni in Svizzera. Ma soprattutto è il romanzo di crescita di Marta, 13 anni, del suo sguardo straniero e smarrito sui riti di una comunità adulta che ha perso ogni ragione di stare insieme, e ne cerca il surrogato in un vuoto conformismo ammantato di parvenza religiosa, per quanto la regista si affanni a ripetere che non si tratta di un film contro Chiesa e religione. » |
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