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erne27
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venerdì 7 gennaio 2011
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zalone da paura
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è un film dirompente, estremamente irriverente e assolutamente divertente.
memorabile la famiglia capobianco.
insomma..come i vecchi film della disney. se lo si guarda con atteggiamento superficiale si ride, se si è capaci o si ha voglia di andare un po' più in profondità si fanno tante tante risate (per la maggior parte amare) in più.
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nino pell.
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giovedì 6 gennaio 2011
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buona anche la seconda
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Dopo un esordio sorprendente e piacevole come "Cado dalle nubi" questa volta a Checco Zalone, nel cimentarsi nel suo secondo film, sarebbe toccato il compito più arduo: riuscire a bissare il successo, la simpatia e l'originalità che tanto hanno caratterizzato la sua opera prima. Vedendo "Che bella giornata" mi sento di affermare che l'impresa dell'attore pugliese pare essere andata in porto. Certo, rispetto a "Cado dalle nubi", questa volta è venuto a mancare un pò l'effetto sorpresa, ma del resto una cosa del genere era da mettere in conto e che comunque il buon Checco riesce discretamente a superare grazie ad una serie di situazioni stravaganti che il fido regista Gennaro Nunziante gli cuce addosso e grazie ad alcune sue trovate che non possono non strappare qualche sincera e divertente risata da parte del pubblico.
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Dopo un esordio sorprendente e piacevole come "Cado dalle nubi" questa volta a Checco Zalone, nel cimentarsi nel suo secondo film, sarebbe toccato il compito più arduo: riuscire a bissare il successo, la simpatia e l'originalità che tanto hanno caratterizzato la sua opera prima. Vedendo "Che bella giornata" mi sento di affermare che l'impresa dell'attore pugliese pare essere andata in porto. Certo, rispetto a "Cado dalle nubi", questa volta è venuto a mancare un pò l'effetto sorpresa, ma del resto una cosa del genere era da mettere in conto e che comunque il buon Checco riesce discretamente a superare grazie ad una serie di situazioni stravaganti che il fido regista Gennaro Nunziante gli cuce addosso e grazie ad alcune sue trovate che non possono non strappare qualche sincera e divertente risata da parte del pubblico. Nel complesso, Zalone conferma una sua comicità ben salda (e questo naturalmente non può che fargli merito) che sembrerebbe essere solo all'apparenza semplicistica e manieristicamente schietta, ma che in realtà ingloba nel suo insieme sprazzi acuti di riflessione, soprattutto su certi modi di agire particolarmente diffusi nel nostro paese, determinati, appunto, dalla mentalità dell'italiano medio. E' il caso, ad esempio, della classica raccomandazione ricevuta per entrare nel corpo di vigilanza del Duomo di Milano o anche quella scherzosamente ricevuta dalla sua amica Farah, affinché quest'ultima venga accettata, dal parroco del suo paese pugliese, nel poter fare da testimone nel corso di una cerimonia in Chiesa di un parente. Ed ancora, si pensi alle azioni sottobanco di alcuni uomini appartenenti alle forze armate (i parenti del protagonista che illegalmente utilizzano fuochi esplosivi sequestrati) oppure al padre del protagonista, interpretato dall'esperto attore Rocco Papaleo, il quale dichiara apertamente di svolgere la sua missione di pace nell'Islam spinto soprattutto da un movente pratico: la necessità economica. In "Che bella giornata" vi è poi da evidenziare che il film è sorretto da una trama che non è affatto da considerarsi piatta o evanescente come spesso accade in molti film comici del genere. Simpatica ed originale la storia che si svolge tra il protagonista e l'araba Farah. E ciò mette a confronto due mentalità quasi opposte, scaturite da usanze e costumi sociali diversi. Lei del resto è in combutta con una banda di loschi concittadini allo scopo di far saltare in aria la Madonnina del Duomo. Grazioso, poi, il momento quando l'azione si sposta in Puglia dove la ragazza straniera si imbatte in un mondo a lei completamente sconosciuto. A proposito: Caparezza nei panni di cantante invitato ad una festa in piazza è un autentico cameo. Infine, realistico e poco scontato il finale dove i due protagonisti si salutano per ritornare nelle loro rispettive realtà sociali. In conclusione, quindi, Checco Zalone con questa sua seconda opera, conferma e consolida il suo ingresso tra i personaggi comici più "in" del modo contemporaneo di fare Cinema in Italia.
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valentinamì
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lunedì 10 gennaio 2011
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dietro la risata un'amara verità
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Luca Medici torna a farci ridere,e la sua è una comicità che non ha bisogno dei soliti volgarismo a cui siamo ormai abituati e annoiati .
Si ride di personaggi semplici, che sanno di terra pugliese e genuità.
Nunziante dirige alla perfezione un cast che insieme lavora perfettamente,il tempo in sala vola tra una risata e l'altra.
Caparezza,Facebook,l'universitaria,Milano,l'arte e in primo piano l'Italia dei raccomandati.
Papaleo geniale come sempre, nel ruolo del soldato in missione "mutuo da saldare".
Si ride di Checco,si ride dell'Italia,si ride di noi stessi.
[+] k fameee
(di simogay)
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renato volpone
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lunedì 10 gennaio 2011
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una bella storia
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Una bella storia: Checco Zelone si ripropone con un film comico che, come nel primo film "Cado dalle nubi", tocca tematiche sociali importanti con garbo ed ironia. Simpaticamente affronta il tema dell'integrazione razziale e dei possibili rapporti affettivi tra persone di religioni diverse, non manca di dare uno sguardo alle difficoltà nel mondo del lavoro e nelle pessime abituidini delle raccomandazioni nel nostro paese, bellissima la battuta: "In italia studiare non serve". Il film non è mai volgare, le gags sono esilaranti e gli attori convincenti. Tutto da ridere
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navoce
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giovedì 27 gennaio 2011
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addio commedia all'italiana
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Di certo non si posson fare paragoni con la famosa Commedia all'italiana,altrimenti si dovrebbe definire questo film,un' opera decisamente scadente.
Anche analizzando il prodotto nel contesto attuale,purtroppo non si rivaluta il giudizio.
Un viaggio nell' Italia delle bustarelle,de gli amici degli amici,delle raccomandazioni,fatto con un pò di ironia,con battute e situazioni scontate,un paio di risate ma,nulla di più.
Bisogna fare i conti con quello che c'è..Non abbiam più i vari Monicelli,Germi,Steno,De Sica e tanti altri maestri della regia,non abbiam più attori del calibro di Mastroianni,Sordi,Chiari,abbiam perso anche i grandi sceneggiatori Age e Scarpelli su tutti e perfino i comprimari,le seconde figure come Capannelle,Murgia e i Carotenuto.
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Di certo non si posson fare paragoni con la famosa Commedia all'italiana,altrimenti si dovrebbe definire questo film,un' opera decisamente scadente.
Anche analizzando il prodotto nel contesto attuale,purtroppo non si rivaluta il giudizio.
Un viaggio nell' Italia delle bustarelle,de gli amici degli amici,delle raccomandazioni,fatto con un pò di ironia,con battute e situazioni scontate,un paio di risate ma,nulla di più.
Bisogna fare i conti con quello che c'è..Non abbiam più i vari Monicelli,Germi,Steno,De Sica e tanti altri maestri della regia,non abbiam più attori del calibro di Mastroianni,Sordi,Chiari,abbiam perso anche i grandi sceneggiatori Age e Scarpelli su tutti e perfino i comprimari,le seconde figure come Capannelle,Murgia e i Carotenuto.
Purtroppo la "vecchia scuola" non ha lasciato eredi..e i risultati,ahinoi,si vedono.
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[+] e bbasta con ste commedie degli anni 60
(di epidemic)
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angelo libranti
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giovedì 27 gennaio 2011
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grande comico?
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Confesso di non aver visto i film del Checco nazionale, ma l'ho seguito in televisione. Non sembra un grande comico, se
lo valutiamo col metro dei comici di tradizione. Probabilmente si è esaurita la vena delle battute spiritose e della mimica, che al solo muovere di sopraciglia indicavano uno stato d'animo ed una sottile ironia.
I comici d'oggi campano di battute prevedibili e di parolacce fini a se stesse. Non c'è arguzia e non ci sono contenuti
che legano il filo del discorso, magari paradossale ma umoristico. Non si è capaci di mettere a fuoco un personaggio curioso, con le sue bizze, i suoi tic, la sua buffa vita.
Per tornare al personaggio, sembra il solito studente simpatico e zuzzurellone, che allieta la comitiva con battutine apprese dal padre, quando recitava Ifigonia all'Università e con la disinvoltura tipica del ragazzo allegrone e disimpegnato.
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Confesso di non aver visto i film del Checco nazionale, ma l'ho seguito in televisione. Non sembra un grande comico, se
lo valutiamo col metro dei comici di tradizione. Probabilmente si è esaurita la vena delle battute spiritose e della mimica, che al solo muovere di sopraciglia indicavano uno stato d'animo ed una sottile ironia.
I comici d'oggi campano di battute prevedibili e di parolacce fini a se stesse. Non c'è arguzia e non ci sono contenuti
che legano il filo del discorso, magari paradossale ma umoristico. Non si è capaci di mettere a fuoco un personaggio curioso, con le sue bizze, i suoi tic, la sua buffa vita.
Per tornare al personaggio, sembra il solito studente simpatico e zuzzurellone, che allieta la comitiva con battutine apprese dal padre, quando recitava Ifigonia all'Università e con la disinvoltura tipica del ragazzo allegrone e disimpegnato.
Angelo Libranti
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[+] ma..vedere prima il film e poi commentare?
(di epidemic)
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ciccioaffare
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martedì 25 gennaio 2011
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non regge il confronto con qualunquemente
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Il film di Zalone è in alcuni tratti fantasioso in modo imbarazzante (vedi la parte finale col papa)... esagerato e poco credibile...
mentre Albanese è in difetto rispetto alla realtà... quando si dice che la realtà supera l'immaginazione.. ogni riferimento a Berlusconi è puramente casuale!
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moniquette
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domenica 30 gennaio 2011
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forse per ridere bisogna essere come lui
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Io ho amato la commedia all'italiana, quella che la vedevi e ritrovavi i vizi degli italiani, e ridevi ripensando al vicino di casa, allo zio.
Ma qui non mi ci sono immedesimata: banalità sui pugliesi che mangiano ai battesimi (che scoperta), all'invadenza della famiglia e del clientelismo (la famiglia capobianco insediata ovunque).
E per ridere con Zalone non bisogna amare per forza la volgarità
è vero che bisogna immedesimarsi nella sua ignoranza, nel suo non capire quando la docente del corso parla un italiano un po' più forbito (ma con Fantozzi spesso si imparava... quando parlava il supermegapresidente), nel suo prendere un quadro dal museo.
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Io ho amato la commedia all'italiana, quella che la vedevi e ritrovavi i vizi degli italiani, e ridevi ripensando al vicino di casa, allo zio.
Ma qui non mi ci sono immedesimata: banalità sui pugliesi che mangiano ai battesimi (che scoperta), all'invadenza della famiglia e del clientelismo (la famiglia capobianco insediata ovunque).
E per ridere con Zalone non bisogna amare per forza la volgarità
è vero che bisogna immedesimarsi nella sua ignoranza, nel suo non capire quando la docente del corso parla un italiano un po' più forbito (ma con Fantozzi spesso si imparava... quando parlava il supermegapresidente), nel suo prendere un quadro dal museo.
Più che davanti a un film elisarante ci troviamo davanti a qualcosa che l'italiano medio capisce e che vede senza dover decodificare trame e personaggi, tra l'altro poco caratterizzati.
Un filmetto crino che col passaparola, chissà forse anche attraverso il facebook di cui Checco parla, ha avuto il suo momento di gloria.
Speriamo in un film intelligente e divertente che venda ancora più biglietti!
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[+] no moniquette,
(di marezia)
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(di marezia)
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[+] basta!!
(di dubai millennium)
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fragola
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domenica 9 gennaio 2011
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uan step biònd, luca!
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Il nazionalpopolare Luca Checco Medici Zalone, che si è conquistata la popolarità mappando scrupolosamente le bassezze italiane e facendone eco con parodie e canzoncine, dimostra di essere un serio e scrupoloso professionista nella realizzazione dei suoi film.
Sicuramente in crescendo rispetto a "Cado dalle nubi", che mirava a bersagli più facili e ovvii(i pregiudizi verso i gay, certa ottusità leghista...), questa volta gli argomenti sono più interessanti e coraggiosi: certe motivazioni nelle missioni di pace, "hai studiato? pensa che qui in Iatlia non serve a niente...", le risate sprezzanti alla frase di Checco "ma voi venite dall'Islam?", lo sfondo dell'Ilva che incombe sulla meravigliosa veduta di Taranto.
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Il nazionalpopolare Luca Checco Medici Zalone, che si è conquistata la popolarità mappando scrupolosamente le bassezze italiane e facendone eco con parodie e canzoncine, dimostra di essere un serio e scrupoloso professionista nella realizzazione dei suoi film.
Sicuramente in crescendo rispetto a "Cado dalle nubi", che mirava a bersagli più facili e ovvii(i pregiudizi verso i gay, certa ottusità leghista...), questa volta gli argomenti sono più interessanti e coraggiosi: certe motivazioni nelle missioni di pace, "hai studiato? pensa che qui in Iatlia non serve a niente...", le risate sprezzanti alla frase di Checco "ma voi venite dall'Islam?", lo sfondo dell'Ilva che incombe sulla meravigliosa veduta di Taranto.
Certo che siamo ancora molto lontani dal genio di Alberto Sordi, ma se il bravo Luca Medici volesse pensare di seguire questa strada non mi dispiacerebbe affatto: la cura che si nota nella sua recitazione, la sua capacità di rinnovarsi non smarrendo la bussola dei gusti dell'italiano medio, fanno ben sperare che possa continuare nel suo cammino rifuggendo facili posizioni di rendita.
Tra i ben conosciuti Attori (la A in maiuscolo non è casuale, considerando quello che si vede in giro oggi) che hanno accompagnato Checco Zalone al successo, vorrei menzionare Luigi Luciano che, benchè apprezzatissimo sul democratico e imparziale YouTube (chi non ha visto il pezzo sull'usciere?), fino ad oggi non aveva avuto occasione di proporsi in ambiti più importanti. E anche questo è un punto a favore dell'acume di Luca Medici!
Il mio giudizio è tre stelline e mezzo.
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nicola.acinapura
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lunedì 14 marzo 2011
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umorismo spicciolo
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Zalone regala dei sorrisi, ma bisogna essere dalla risata facile!!!
Umorismo spicciolo, adatto ad una massa poco acculturata: battute tipiche da lazzo, ma se le stesse battute vengono riviste anche a distanza di anni non riescono a strapparti un sorriso. Per vedere questo film bisogna spegnere il cervello, e convincersi di voler ridere: solo così, a mio avviso, diventa divertente.
Checco ha fatto bene nel film, ha dato a noi tutti quello che volevamo: un umorismo poco ricercato ed immediato. Ed il botteghino gli ha dato ragione, così come ha dato ragione a Boldi e DeSica più e più volte.
Questo film è degno di sventolare il tricolore: è quello che ci meritiamo.
Consigliato a chi non si intende di cinema, sconsigliato a che è un appassionato.
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Zalone regala dei sorrisi, ma bisogna essere dalla risata facile!!!
Umorismo spicciolo, adatto ad una massa poco acculturata: battute tipiche da lazzo, ma se le stesse battute vengono riviste anche a distanza di anni non riescono a strapparti un sorriso. Per vedere questo film bisogna spegnere il cervello, e convincersi di voler ridere: solo così, a mio avviso, diventa divertente.
Checco ha fatto bene nel film, ha dato a noi tutti quello che volevamo: un umorismo poco ricercato ed immediato. Ed il botteghino gli ha dato ragione, così come ha dato ragione a Boldi e DeSica più e più volte.
Questo film è degno di sventolare il tricolore: è quello che ci meritiamo.
Consigliato a chi non si intende di cinema, sconsigliato a che è un appassionato.
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