Bar Sport

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Un film di Massimo Martelli. Con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino.
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Commedia, durata 93 min. - Italia 2011. - 01 Distribution uscita venerdì 21 ottobre 2011. MYMONETRO Bar Sport * 1/2 - - - valutazione media: 1,62 su 82 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente no!
1,62/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
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Ci sono bar e bar, ma il Bar Sport è molto di più. In ogni città, in ogni paese, esiste il Bar Sport, sempre con le porte sulla piazza principale.
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primo piano
L'antropologia surreale di Benni per una rimpatriata comica con la data di scadenza
Edoardo Becattini     * * - - -

1976. In un piccolo paese di provincia vicino Bologna viene inaugurato il Bar Sport. Il gestore, detto Onassis per la sua tirchieria, condivide per l'occasione un paio di bottiglie di lambrusco e qualche pastarella con i vecchi amici del luogo e con il nuovo arrivato Eros, un tuttologo chiacchierone, mentre il povero Bovinelli cerca invano di accendere l'insegna del locale. Dai gelati estivi alla riffa natalizia, l'umanità che popola il Bar Sport si ritrova assieme giorno dopo giorno, fra chiacchiere amene e battute salaci, partite a carte e tornei di boccette, trasferte fuori rotta e aneddoti mitologici. Un anno trascorso in compagnia dello scontroso Muzzi e dell'ingenuo Cocosecco, della procace cassiera Clara e del pedante geometra Buzzi, di un giovanissimo ciclista spericolato e di un nonno dalla tosse catarrosa, di un playboy fanfarone e di due vecchie signore dabbene con volpe al collo anche in piena estate. E della Luisona, la decana delle paste: una bomba di crema pasticcera mai consumata e conservata sotto teca da decadi come un'opera d'arte.
L'antropologia da bar è una delle espressioni più significative dell'italica commedia umana. Sempre uguale eppure sempre incredibilmente diversa, la popolazione dei caffè italiani possiede quel fascino meravigliosamente quotidiano che, attraverso personaggi, situazioni e dialoghi facilmente riconoscibili, regala un'ampia visuale del costume nazional-popolare. Su questo luogo "comune", socio-culturale prima ancora che fisico-commerciale, Stefano Benni è riuscito a costruire un fantasioso compendio narrativo che, dagli anni Settanta in cui è stato scritto, rappresenta degnamente ancora oggi il più tipico bestiario da bar.
L'impresa di fare della sua struttura rapsodica e frammentata il soggetto per un film si misura, ancor più che in un qualunque adattamento da romanzo, con la necessità di utilizzare un registro virtuoso e iperbolico, capace di creare caricature realistiche ed evocare un susseguirsi di situazioni assieme paradossali e ordinarie. Il Bar Sport di Massimo Martelli riprende spesso alla lettera il trattatello comico di Benni, cercando dove può di sopperire all'immaginazione e al potere della trasfigurazione linguistica col supporto di effetti speciali e di brevi sequenze animate.
Bisio, Battiston & co. portano avanti il ruolo che ognuno tiene naturalmente dentro di sé: Bisio è il tuttologo affabulatore, Battiston il timido imbranato, Catania il misantropo brontolone, Cornacchione il dissacratore fulminato, e via dicendo; ognuno adattato dentro a dei pantaloni a zampa e delle camicie a fiori per dare una patina vintage a un'atmosfera che ricorda troppo da vicino una rimpatriata fra comici di Zelig.
In questo modo, anziché immaginarsi, alla stregua del "tennico" di Benni, una zuffa allo stesso tavolo fra Zavattini e Calvino o una partita a tressette tra Fellini e i Monty Python, il Bar Sport per immagini si risolve in un cabaret leggero che mette purtroppo in evidenza anziché smussare lo schematismo del trattato di antropologia surreale che ne sta alla base. E, soprattutto, perde la miglior qualità del testo di Benni, ovvero l'universalità, trasformando i suoi caratteri in caratteristi. E facendoli quindi uscire da una sorta di limbo al di sopra del tempo per collocarli dentro alla comicità televisiva degli anni Duemila, dove vezzi e battute non sono come la "Luisona" e portano una data di scadenza.

Incassi Bar Sport
Incasso Totale* Italia: € 2.824.000
Ultima rilevazione:
Box Office di domenica 20 novembre 2011
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Una pellicola indigesta come la luisona

sabato 22 ottobre 2011 di owlofminerva

 Lento e soporifero, pervaso dall’ovvietà e costruito sull’ennesima ripetizione delle maschere del tirchio, del tuttologo che non sa niente , della vecchia pettegola e impicciona, del fanfarone cantastorie coi pantaloni a zampa d’elefante, del depresso  che soffre pene d’amore, del misantropo lamentone e  della bella col ‘culo grosso’ dietro cui piace sbavare sia al camionista da bar che al professore di lettere.  E sarà pure continua »

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Se fossi rimasta a casa....

domenica 23 ottobre 2011 di celticpadriga

Un film che, visto il cast, mi aveva allettato, ma che delusione... Film lento, noioso, frammentarioe anche banale. Non traspariva nulla della gioisa ironica bolognesita' anni 60. Alcune battute erano davvero da far gelare...aiuto fuori l'autore, ma certo non per applaudirlo. Bisio, unico carattere forte della pellicola, ha fatto i salti mortali per resuscitare una sceneggiatura cosi' povera e banale. Ho sentito poche risate intorno a me, e tutti eravamo li' per passare una continua »

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Ma per favore

mercoledì 25 marzo 2015 di 1234567890987654321

Una sola domanda: ma che roba è? Ma è un film o è una specie di reality show filmato? Posso pure accettare che si faccia un lungometraggio ispirato a un libro ma non sia attinente a questo, e ok. Ma almeno fate un film, non dico decente, ma perlomeno consistente. Bar Sport è ispirato all'omonimo libro di Stefano Benni, ma del libro dello scrittore bolognese c'è ben poco: il film è solo un susseguirsi di storie, storie incentrate su tristi personaggi di provincia legati per l'appunto al bar dove continua »

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Basta il trailer

giovedì 12 novembre 2015 di Achab50

E' il classico film che è tutto nel trailer; i restanti 90 minuti sono di "recitativo" se fosse un'opera lirica! Inizia già male con un imbarazzante prologo ambientato nella preistoria e poi procede ambientato negli anni '70 (in realtà senza motivo visto che di quel periodo nulla viene citato). In effetti il film non c'è perchè qui siamo di fronte ad una serie di scenette che vorrebbero essere comiche ma nella loro frammentarietà continua »

Cocosecco (Bob Messini ) e il tennico (Claudio Bisio)
"Non avevo mai visto Onassis toccare una donna"
"Se è per questo non l'ho mai visto fare neanche a te!"
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Cocosecco (Bob Messini ) e il tennico (Claudio Bisio)
"Non avevo mai visto Onassis toccare una donna"
"Se è per questo non l'ho mai visto fare neanche a te!"
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Il barista (Giuseppe Battiston ), Clara (Aura Rolenzetti), Muzzi (Antonio Catania)
"Piacere: Antonio, detto Onassis."
"Perché Onassis?"
"Perché è così tirchio che se va avanti così diventa ricco come lui!"
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DVD | Bar Sport

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 18 aprile 2012

Cover Dvd Bar Sport A partire da mercoledì 18 aprile 2012 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Bar Sport di Massimo Martelli con Claudio Bisio, Antonio Catania, Giuseppe Battiston, Angela Finocchiaro. Distribuito da Rai Cinema - 01 Distribution. Su internet Bar Sport (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 4,99 €
Prezzo di listino: 7,99 €
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INCONTRI | Oggi 8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, parliamo con sei protagoniste del cinema italiano.

Il cinema delle donne

martedì 8 marzo 2011 - Ilaria Ravarino

Il cinema delle donne Poche registe, dietro alle macchine da presa che contano. Tante scrittrici invisibili. Costumiste senza budget, attrici sottoutilizzate, produttrici eterno braccio destro, tecniche eccellenti costrette ad espatriare. Donne rare come i panda nei posti di comando e folle di lavoratrici che soffocano reparti deboli nelle trattative, deboli per definizione perché declinati al femminile. Il cinema italiano, che per primo nella storia degli Oscar ha avuto una regista candidata in cinquina (Lina Wertmuller, Pasqualino Settebellezze, 1976), sembra essere diventato un'industria quasi completamente rivolta al maschile.

   

GALLERY | Le foto del film tratto dal romanzo di Stefano Benni, con un cast d'eccezione.

Molto più di un semplice bar

martedì 18 ottobre 2011 - a cura della redazione

Bar Sport, molto più di un semplice bar Nessun bar è come il Bar Sport. In ogni città, in ogni paese, esiste un Bar Sport, e quasi sempre le sue porte guardano alla piazza principale. Più che un punto di ritrovo è un punto di riferimento, un luogo dell’anima che accomuna e fonde in un solo spazio, un universo di situazioni e personaggi che almeno una volta abbiamo incontrato o che ci piacerebbe conoscere. Il Bar Sport, gestito da Antonio il Barista detto anche Onassis per la sua tirchieria, è frequentato da una galleria di curiosi personaggi, ognuno con la propria stravagante personalità ma tutti innamorati perdutamente della bellissima (ma irraggiungibile) cassiera.

   

Ci sono tutti inutilmente

di Roberta Ronconi Liberazione

Al Bar Sport si rischia di rimanere offesi, fisicamente e moralmente. Il primo racconto ironico e divertente pubblicato da Stefano Benni nel lontano 1976, viene qui trasformato dalla sceneggiatura di ben quattro teste (Martelli, Alvau, Pecorelli, Pellegrini) e la regia di Massimo Martelli in una sorta di carosello scaduto di scenette bolognesi. La doppia botta arriva da una parte perché il pubblico si aspetta una determinata cosa (il bar italiano è al centro della nostra cinecommedia così come della nostra vita) e viene deluso, sia perché la sfilza di attori coinvolti promette meraviglie e le tradisce tutte. »

Un po' troppe macchiette in questa umanità da bar

di Alessandra Levantesi La Stampa

Un bar in un paesino del Bolognese, alla metà degli anni ‘70, quando l’Italia era un’altra. Lo gestisce Onassis (Giuseppe Battiston), così soprannominato per via della sua spilorceria, mentre il «Tennico» (Claudio Bisio), frequentatore fisso del locale, è un tipo che pretende di saper tutto su ogni cosa; Bovinelli (Antonio Cornacchione) è un elettricista incapace di illuminare un’insegna, il playboy (Teo Teocoli) uno che si inventa incredibili avventure amorose, Angela (Finocchiaro) e Lunetta (Savino) due anziane avventrici sempre pronte a spettegolare. »

Ritratti di provincia

di Alberto Crespi L'Unità

Secondo molti fans di Stefano Benni era un’impresa disperata. In realtà, perché no? Portare al cinema Bar sport significava lavorare sui personaggi e trovare un corrispettivo allo stile. Martelli c’è riuscito realizzando alcune parti a disegni animati – i mitici racconti del Piva e del Pozzi – e il tono del film è quello giusto, anche se forse qualcuno si aspetterà più risate, più comicità e meno surrealismo. Cast di grande livello (bellissimo il cammeo di Teocoli), Battiston perfetto, altri un po’ meno. »

Flipper e moto

di Antonello Catacchio Il Manifesto

C'è un destino che lega il cinema al bar, a partire dal Salon Indien del Grand Cafè, dove si svolse la prima proiezione pubblica dei film dei fratelli Lumière nel 1895. Irrompe quindi a pieno titolo nella sale cinematografiche Bar Sport che Massimo Martelli ha diretto dopo averlo sceneggiato (con la complicità di Nicola Alvau, Michele Pellegrini e Giannandrea Pecorelli, che lo ha anche prodotto). Per i lettori di questo giornale è un sussulto perché il libro da cui è tratto non è un libro qualsiasi, è un volumetto che ognuno di noi ha negli scaffali: Bar Sport di Benni, rigorosamente edizione Oscar Mondadori (la prima era del marzo 1976), poi negli anni '90 i diritti sono finiti a Feltrinelli. »

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