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cenox
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martedì 15 maggio 2012
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il più grande drammaturgo di tutti i tempi
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Il film analizza la vita di William Shakespeare, ma lo fa dando adito ad una leggenda legata alla sua vita che presenta diversi misteri strettamente connessi con la sua figura. Notevolissimo per quanto riguarda le scenografie ed i costumi d'epoca, il film è abbastanza complesso, soprattutto perchè il regista sceglie, per raccontare la storia, di intrecciare diversi momenti della vita del famoso scrittore con un continuo spaziare avanti e indietro lungo la linea temporale. Emmerich, il regista, compie un ottimo lavoro, che riesce a coinvolgere, a sorprendere, ed a far pensare su chi sia veramente stato l'autore di opere teatrali immortali.
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ultimoinquisitore
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giovedì 9 febbraio 2012
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roland emmerich bravo senza catastrofi
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Molti sono stati sviati dall'interesse di andare a veder e il film per aver letto il nome del signor Roland Emmerich alla regia. Non sta molto simpatico a tanta gente, si sa, e un film come Indipendence Day lo si fa solo una volta, ok, ma questo è il ritratto di un'avventura con alla base una leggenda e come sfondo la verità storica (molto curata) e diversi personaggi perfetti per raccontarla. Il nome di Emmerich non verrebbe mai in mente (a parte in qualche estro registico quando si "lancia" sopra la città per darle un po' di respiro e ammirazione). Dopo Un quarto d'ora ci si dimentica che si un falso storico, e si comincia a divertirsi vedendo il povero Shakespeare ubriacarsi, prendersi meriti che non sono suoi e fare addirittura da antagonista.
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Molti sono stati sviati dall'interesse di andare a veder e il film per aver letto il nome del signor Roland Emmerich alla regia. Non sta molto simpatico a tanta gente, si sa, e un film come Indipendence Day lo si fa solo una volta, ok, ma questo è il ritratto di un'avventura con alla base una leggenda e come sfondo la verità storica (molto curata) e diversi personaggi perfetti per raccontarla. Il nome di Emmerich non verrebbe mai in mente (a parte in qualche estro registico quando si "lancia" sopra la città per darle un po' di respiro e ammirazione). Dopo Un quarto d'ora ci si dimentica che si un falso storico, e si comincia a divertirsi vedendo il povero Shakespeare ubriacarsi, prendersi meriti che non sono suoi e fare addirittura da antagonista. Shakespeare in love (1998) di Madden metteva in parallelo la vita di Shakespeare con la sua opera "Romeo e Giulietta". Qui è in parallelo con l'Amleto. L'Amleto è il Duca di Oxford, che deve mentire per dar fiato (non il suo) alle parole delle sue opere. Menzogne, segreti, amore, ambizioni al trono e "mostri" che appaiono appunto macchiette del teatro. Come nel teatro elisabettiano il pubblico (la regia) circonda senza dare respiro e modo di scappare a nobili, re, plebei, attori, mostri, zingari, militari, tutti.
Si ride, ci si commuove, si sta in tensione e si riflette, non c'è tregua per lo spettatore che viene chiamato a partecipare. In fondo è un'avvincente storia confezionata con gusto e rispetto, ma stavolta Emmerich avrebbe dovuto usare uno pseudomino. Pellicola vivamente consigliata.
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vittorio
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venerdì 3 febbraio 2012
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interessante ma non verra' ricordato
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Avvincente, con questa storia che lascia il dubbio fino alla fine....Shakespeare è stata una montatura??? E' un impostore? Film differente che pero' si perde in qualche leggerezza e che lascia lo spettatore troppo freddo...
Complessivamente da vedere...
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luana
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martedì 27 dicembre 2011
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un film che vuole dimostrare una tesi
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Plausibile.I drammaturghi Ben Johnson; Christopher Marlowe; per non parlare di Shakespeare fanno in questo film una ben magra figura; sono davvero ridicolizzati, soprattutto Shakespeare, rappresentato come un attoruccolo furbo, abile e soprattutto quasi analfabeta.Viene edificato invece il personaggio del duca di Oxford, il nobile che sarebbe stato il vero autore delle opere shakespeariane.La tesi è suggestiva in lo stesso,in quanto facente parte della corte poteva essere davvero quello che poteva davvero avere un punto di vista privilegiato per scrivere di certi intrighi e altro. Inoltre la sua figura è tratteggiata come estremamente fantasiosa e poetica più che attiva:"sentiva le voci" e le doveva mettere su carta.
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Plausibile.I drammaturghi Ben Johnson; Christopher Marlowe; per non parlare di Shakespeare fanno in questo film una ben magra figura; sono davvero ridicolizzati, soprattutto Shakespeare, rappresentato come un attoruccolo furbo, abile e soprattutto quasi analfabeta.Viene edificato invece il personaggio del duca di Oxford, il nobile che sarebbe stato il vero autore delle opere shakespeariane.La tesi è suggestiva in lo stesso,in quanto facente parte della corte poteva essere davvero quello che poteva davvero avere un punto di vista privilegiato per scrivere di certi intrighi e altro. Inoltre la sua figura è tratteggiata come estremamente fantasiosa e poetica più che attiva:"sentiva le voci" e le doveva mettere su carta.Tra parentesi "sentire le voci" richiama una forma di psicosi. Il film ha però un montaggio pessimo e per chi non conosce bene la storia dei Tudor, risulta davvero confusionario e dal lato storico ( tutto il piano relativo alla rappresentazione del Riccardo terzo con la conseguente decapitazione del conte di Essex e il salvataggio del figlio "bastardo",anch'esso amante della regina,il conte di Southampton: tra l'altro il bellissimo attore australiano Xavier Samuel) da ignorante della materia, non so da che fonte possa provenire. Il film però non ha momenti di vera suggestione:non ti fa cioè penetrare nella sua tesi. Da un altro punto di vista si può dire che smitizza e umanizza certi miti...ma davvero troppo. I sonetti; alcune opere di Shakespeare sono musica per le orecchie di noi italiani. Figuriamoci per gli inglesi!!.
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astromelia
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venerdì 16 dicembre 2011
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chi sia stato non si sa..........
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al di là del dubbio "hamletico" per restare in tema sull'esistenza di un chichessia shakespeare,devo dire che questo tipo di film in costume,sulle dinastie e i misfatti di quell'epoche,ono sempre ottimi affreschi, piacevoli e densi d'inquadrature "pienotte" e di bei dialoghi come in questo film.
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theproof
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venerdì 9 dicembre 2011
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se non ci lasciano più nessuna certezza
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Il film di Emmerich ha il merito di porre la questione al grande pubblico: ci sono infatti molte incongruenze nella biografia del grande Bardo di Avon. Una società inglese, sede a Oxford, sostiene che l'autore dei Sonetti e delle 36 opere pubblicate nel 1623, a undici anni dalla morte di William Shakespeare, fosse in realtà il conte di Oxford Edward De Vere. Non così il recente romanzo di John Underwood, che ripropone la candidatura di Cristepher Marlowe, non morto misteriosamente nel 1593 (guarda caso due settimane prima della pubblicazione del "primo lavoro" che W. Shakespeare si attribuisce) ma bensì fatto fuggire in esilio e costretto a continuare a scrivere, senza poter rivendicare la sua opera.
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Il film di Emmerich ha il merito di porre la questione al grande pubblico: ci sono infatti molte incongruenze nella biografia del grande Bardo di Avon. Una società inglese, sede a Oxford, sostiene che l'autore dei Sonetti e delle 36 opere pubblicate nel 1623, a undici anni dalla morte di William Shakespeare, fosse in realtà il conte di Oxford Edward De Vere. Non così il recente romanzo di John Underwood, che ripropone la candidatura di Cristepher Marlowe, non morto misteriosamente nel 1593 (guarda caso due settimane prima della pubblicazione del "primo lavoro" che W. Shakespeare si attribuisce) ma bensì fatto fuggire in esilio e costretto a continuare a scrivere, senza poter rivendicare la sua opera. Mark Twain era convinto che fosse Marlowe il vero autore; Sigmund Freud pensava che fosse De Vere. Questo per dire il calibro di alcuni tra gli "anti-stratfordiani" (come Henry James e altri). Per dire che la questione è aperta, nonostante l'opinione consolidata della maggior parte degli studiosi in materia. Del resto NON CI SONO scritti autografi di William Shakespeare, figlio di un guantaio analfabeta. Will non fece studiare i figli e non mostrò, nemmeno nel famoso testamento, nessuna traccia di grande genio poetico. Tuttavia non ci sono prove, ne' riscontri, ma solo congetture e supposizioni a favore delle altre tesi: il che resta un fatto anomalo, in un Paese come l'Inghilterra sia pure del '600. La tesi che rimane più plausibile è quella di una equipe di scrittori-attori che rimaneggiarono più e più volte testi che hanno, nella loro stesura originaria, il ruolo di canovaccio che viene migliorato e affinato, nel corso delle prove e delle rappresentazioni, dal contributo autoriale di molte persone: i capocomici, alcuni scrittori che si celavano dietro un nome comune che era diventato una garanzia di successo, lo stesso William come impresario per le sue doti di organizzatore e per la sua abilità nel fare soldi. In quest'ottica ha un senso la figura di John Florio, nato a Londra da genitori italiani, la cui madre si chiamava SCROLLA LANZA!! che è la traduzione letterale di Shake-speare: da notare che, nell'atto di matrimonio del 1582, il cognome di William era ancora Shagsper o Shaksper. Questo Florio avrebbe benissimo potuto essere uno degli scrittori di questa fantomatica equipe. Come lo stesso Marlowe, che poteva avere il ruolo, dall'esilio in cui era stato nascosto, di "correttore di bozze" ad alto livello poetico. Tuttavia il film preferisce prendere una posizione più consona alle sceneggiature hollywoodiane: il mistero dell'autore nell'ombra, le agnizioni fra padri-madri-figli illegittimi, la spettacolarizzazione di alcune ipotesi non poste nella loro rilevanza problematica e incerta, come sarebbe stato difficile da rendere per uno spettacolo d'impatto. Un regista di film ad alto contenuto di effetti speciali non riesce, in questo contesto, a rendere il meglio di se', se non nella bellissima inquadratura sulla neve del funerale di Elisabetta. Gli attori sono bravi, non c'è che dire. Peraltro alcune caratterizzazioni di sceneggiatura sono troppo deboli, come Elisabetta I, che viene presentata in completa balìa del suo Cancelliere lord Cecile. Il film comunque vale la pena di essere visto, per la recitazione, le ricostruzioni dei costumi e della vita a Londra, per le scenografie e per l'amore che tutti portiamo verso le opere immortali, chiunque ne sia l'Autore (o gli Autori), che di solito vengono attribuite a William Shakespeare.
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brian77
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lunedì 5 dicembre 2011
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graphic novel in costume
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Veramente un film pessimo. Tronfio, pedante e noioso. Visivamente piattissimo: anche quando modella le sue inquadrature sulla grande pittura fiamminga, sembra rifarla per un blockbuster fumettaro.
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simon0000
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domenica 4 dicembre 2011
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ottimo film
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5 stelle per il coraggio di portare un dramma-storico nelle sale, rimettendoci al botteghino.
4 stelle per la storia , intrigata e appassionante...ma a tratti un pò complicata e lenta
5 stelle per i costumi, assolutamente fantastici
5 stelle per la fotografia, l'uso di inquadrature alla sola luce di candela o in ambienti scuri è davvero ammirevole
5 stelle per scenografia e effetti speciali, ricostruzione della Londra storica perfetta. Sequenze aeree e di massa in CGI d'impatto.
4 stelle per la musica, molto sinuososa e nei giusti momenti d'azione.
4 stelle alla recitazione, tutti attori inglesi, molto espressivi.
3 stelle per la storicità, alcuni fatti risultano paradossali.
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snaif
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sabato 3 dicembre 2011
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anonymous...(forse)
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Senza dubbio quando ho letto che alla regia ci stava Roland Emmerich mi ero un pò preoccupato. Avevo già immaginato un incrocio tra Romeo and Juliet e 2012.
Ma dopo aver visto il film vi posso assicurare che Emmerich sa dirigere un film. In maniera discreta, ma ci riesce.
Ci regala un film che può essere a tratti splendido a tratti un pò bianco e nero.
Senza dubbio la trama c'è! Poi se uno ci crede o non ci crede, non mi importa. Io ho visto il film giudicandolo come film e non "tratto da una storia vera".
E' intrigante peccato per il montaggio che sopratutto nella prima parte crea veramente troppa confusione.
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Senza dubbio quando ho letto che alla regia ci stava Roland Emmerich mi ero un pò preoccupato. Avevo già immaginato un incrocio tra Romeo and Juliet e 2012.
Ma dopo aver visto il film vi posso assicurare che Emmerich sa dirigere un film. In maniera discreta, ma ci riesce.
Ci regala un film che può essere a tratti splendido a tratti un pò bianco e nero.
Senza dubbio la trama c'è! Poi se uno ci crede o non ci crede, non mi importa. Io ho visto il film giudicandolo come film e non "tratto da una storia vera".
E' intrigante peccato per il montaggio che sopratutto nella prima parte crea veramente troppa confusione. A tratti lento ma sicuramente affascinante.
Ottimi i costumi anche le atmosfere create che ci catapultano in un periodo storico davvero caotico.
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albydrummer
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sabato 3 dicembre 2011
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lasciamo da parte un pò i miti!!!
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Il film può essere interessante,se vlo vediamo in un'ottica di spettacolo,come fantasy,e come è successo,nel codice da vinvi,beh lì,si è voluto costruire un thriller,su un dipinto,su una storia di uno scrittore,e via. Ma in Anonymous,lasciamo perdere,queste storie,per far credere,per spettacolarizzare nuove storie,mettendo in evidenza,uno scrittore,una cultura,e poi far credere chela storia è diversa,e da documenti e storie infondate,solo da un altro libro commerciale. Prendiamola solo come spettacolo,e come storia cinematografica.Ma fuori dalla sala lo scrittore vero Shekspeare,rimarrà sempre lui.Il mito!!
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