Alps

Un film di Yorgos Lanthimos. Con Angeliki Papoulia, Ariane Labed, Aris Servetalis, Johnny Vekris Titolo originale Alpis. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 93 min. - Grecia 2011. - Phoenix International Film uscita mercoledì 28 dicembre 2016. MYMONETRO Alps * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,00/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
 pubblicon.d.
Ancora più estremo e disturbante di Dogtooth, un film pieno di humor nero e crudeltà.
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primo piano
Un esperimento socio-attoriale per preservare dai dolori del mondo
Edoardo Becattini     * * * - -

Ad Atene, una squadra formata da un paramedico, un'infermiera, una ginnasta e il suo allenatore sostituisce sotto compenso persone appena defunte per aiutare amici e parenti a lenire il dolore dell'elaborazione del lutto. Si fanno chiamare Alpeis (Alpi), perché, come quelle montagne, possono rappresentare qualunque altro monte nel mondo ma non possono essere scambiate per altri. Ognuno di loro porta il nome di una delle vette della catena montuosa. Fra questi, Monte Rosa è la donna che si occupa di assistere in ospedale una giovane giocatrice di tennis che ha appena avuto un incidente ed è vicina alla morte. Senza rivelarlo agli altri membri del gruppo, la donna comincia a sostituirsi alla ragazza e ne assume a poco a poco l'identità.
Dai piccoli canini di Dogtooth alle alte vette delle Alpi, si capisce come siano le punte acuminate, gli spigoli e le asperità del comportamento umano a dettare la poetica di Yorgos Lanthimos. Là una famiglia che difendeva morbosamente la propria unità nucleare dalla corruzione del mondo esterno; qua un gruppo di persone adibite a penetrare nei nuclei familiari per tutelarli dall'urto del dolore. C'è una sorta di laboratorio sociale dietro queste trame, un tentativo di raccontare storie di cavie chiamate a sperimentare la possibilità di preservare l'uomo dalla sua natura corrotta. Un progetto tuttavia non tanto "behaviorista", quanto cinematografico. In Alps infatti, la finzione, la recitazione e il cinema divengono in maniera ancora più evidente le chiavi con cui tentare di chiudersi a doppia mandata dal dolore del mondo esterno. "Qual era il suo attore preferito?" chiedono insistentemente i quattro specialisti ai parenti dei defunti, come a intendere che è dalla dimensione attoriale che occorre partire per costruire queste recite familiari dal copione predeterminato. Le quattro "alpi" divengono così quattro attori che lavorano unicamente sul corpo e su una serie di battute da recitare meccanicamente, imitatori in cerca di identità e di una performance perfetta che possa lenire l'angoscia personale e altrui.
Con uno stile fin troppo vicino ai canoni del cinema d'autore europeo (disinquadrature, estetica del pedinamento, fuori fuoco), il regista greco conferma che la sua idea di cinema non è quella di un passatempo che preserva o allontana dai turbamenti del mondo, ma quella di un "metodo (fanta)scientifico" in cui finzione e realtà divengono gli strumenti per studiare le turbe dell'identità e del comportamento sociale. Qualunque situazione e qualunque battuta è infinitamente replicabile. Ma lo stesso non si può dire per le dinamiche degli affetti.

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Psicodramma pirandelliano...secondo lanthimos

sabato 13 giugno 2015 di gianleo67

Quattro persone, due uomini e due donne, decidono di fondare una bizzarra agenzia di recitazione in cui gli stessi componenti si prestano ad impersonare i ruoli di persone decedute, sostituendosi ad essi nelle rispettive famiglie per quattro ore settimali, e riproducendone esattamente abitutidi e gestualità con lo scopo di consolare i parenti per la loro perdita e renderne così meno doloroso il distacco. Allontanata forzatamente dal gruppo per averne trasgredito le regole ed il continua »

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In linea di congiunzione con kinetta

venerdì 1 aprile 2016 di Guidobaldo Maria Riccardelli

Ottima pellicola, che si pone su una linea di congiunzione parecchio prossima al capolavoro Kinetta (2005), andando ad indagare le medesime aree di interesse, le medesime "malattie sociali": la solitudine, l'assenza di comunicazione vera e di contatto fisico (ancorché mediato), l'uso del codice linguistico come arma di sopravvivenza, l'impossibilità di trovare una propria dimensione all'interno di una società dai confini laschi ed insicuri. Rispetto continua »

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Il greco "Alps" così cerebrale

di Alessandra Levantesi La Stampa

Nella filmografia di Yorgos Lanthimos, Alps precede The Lobster, attualmente in corsa per i Golden Globe al miglior film straniero, ma ne rispecchia interamente il surreale registro d'autore. In scena quattro pirandelliani personaggi - un paramedico, un'infermiera, una ginnasta e il suo allenatore - che di mestiere assumono i panni di persone morte di fresco per aiutare i familiari a metabolizzare il lutto. Qual è il motivo per cui questi simil-attori, che portano i nomi d'arte di famose vette alpine, hanno scelto una tale attività? Non certo per vocazione umanitaria: i loro rapporti con i clienti sono improntati alla freddezza, privi di calore e non esenti da aggressività; mentre le relazioni all'interno del gruppo risultano ambigue, tese, incomprensibili. »

Le montagne si alleano per alleviare il dolore del lutto

di Roberto Nepoti La Repubblica

Quattro personaggi eterogenei si riuniscono in una società segreta dall'insolita finalità: sostituirsi a persone appena decedute, per alleviare i loro congiunti e amici durante il lutto. Prendono il nome da cime alpine; perché queste, dice Monte Bianco, possono sostituirsi a qualsiasi altra montagna ma non possono essere sostituite da alcuna. Il concetto è ostico? Lo è anche Alps di Yorgos Lanthimos, noto per un film dal soggetto non meno bizzarro come The Lobster. È una curiosa coincidenza che esca da noi in contemporanea con Paterson. »

L'autore di The Lobster resuscita i defunti per caprie meglio i vivi

di Francesco Alò Il Messaggero

Una ginnasta artistica che vorrebbe danzare su una canzone pop al posto dei Carmina Burana, il suo coach severo («Non sei ancora pronta per il pop»), un'infermiera paziente e il guidatore di un'ambulanza patito di Bruce Lee. Sono "le Alpi", un gruppo clandestino greco il cui leader vuole essere chiamato "Monte Bianco". Progettano un golpe? Sognano la rivoluzione? Desiderano uccidere qualcuno? No. Vogliono semmai riportare in vita i morti, impersonandoli, ad uso e consumo di quei parenti non rassegnati alla scomparsa del caro. »

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