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valeria1273
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mercoledì 7 marzo 2012
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delizioso
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divertente, spassoso, da vedere
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francesca meneghetti
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sabato 28 gennaio 2012
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gli eterni dilemmi della cross generation
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Almanya esce nelle sale italiane mentre è in corso una campagna atta a garantire la cittadinanza secondo il principio dello jus soli, per cui chi nasce in Italia è cittadino italiano, a prescindere dallo status dei genitori, al fine di evitare quel limbo giuridico ma anche esistenziale in cui si trovano ora bambini e adolescenti figli di stranieri. Si è riaccesa così l'attenzione sui figli degli immigrati, chiamati G2(seconda generazione). Il termine più indicato, e ora preferito dagli studiosi, è quello di cross generation: espressione che sottolinea il tratto più significativo della loro condizione: essere un crocevia di culture, di lingue, di opinioni religiose e di valori. Difficile che l’incrociarsi di messaggi di provenienza diversa produca fin da subito un risultato armonioso e scontato.
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Almanya esce nelle sale italiane mentre è in corso una campagna atta a garantire la cittadinanza secondo il principio dello jus soli, per cui chi nasce in Italia è cittadino italiano, a prescindere dallo status dei genitori, al fine di evitare quel limbo giuridico ma anche esistenziale in cui si trovano ora bambini e adolescenti figli di stranieri. Si è riaccesa così l'attenzione sui figli degli immigrati, chiamati G2(seconda generazione). Il termine più indicato, e ora preferito dagli studiosi, è quello di cross generation: espressione che sottolinea il tratto più significativo della loro condizione: essere un crocevia di culture, di lingue, di opinioni religiose e di valori. Difficile che l’incrociarsi di messaggi di provenienza diversa produca fin da subito un risultato armonioso e scontato. Parecchidei protagonisti del film sono (o sono stati) appunto in questa condizione, che è gravida di contraddizioni a volte insanabili, ma anche di esiti originali e creativi, specie là dove si mescolano orgoglio per le proprie radici e condivisione di una civiltà più tecnologica. Tutti questi motivi fanno di Almanya un film molto interessante dal punto di vista dei contenuti. Tuttavia esso paga il prezzo di non essere il primo: "East is east", "Sognando Beckam", "Il mio grasso grosso matrimonio greco", tanto per nominare alcuni dei predecessori, hanno creato un genere. Difficile inserirvisi con tratti marcati di originalità. Pur apprezzando le intenzioni del regista, se ne ricava un'impressione di irresolutezza stilistica, che oscilla tra tragico e comico. Intendiamoci: la contaminazione dei due generi, fin dal tempo di Dante (in letteratura) è geniale e potente, ma qui dà la sensazione di una discontinuità non sempre giustificata ed anzi incerta. O forse lo spettatore rischia di restare deluso quando ha visto il trailer: una successione di battute fulminanti e scoppiettanti che creano aspettative divertenti nel film, quanto a ritmo e comicità. Le battute ci sono e restano forti, ma non c'è poi moltissimo di che ridere. Molto apprezzabili l'interpretazione di Vedat Erincin, di Demet Gül, e di tutti gli attori-bambini.
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vervain
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lunedì 9 gennaio 2012
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tra vita e ...commedia
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Commedia generazionale piacevole e scorrevole, anche se a tratti discontinua e scontata. Un po' troppo mielato il finale, ma comunque un film da consigliare.
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linus2k
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sabato 7 gennaio 2012
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riduttivo chiamarlo "commedia di immigrazione"
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"una volta un saggio, alla domanda chi o che cosa siamo noi, rispose così: Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti"
ecco... questo è Almanya, piccola commedia tedesca che sarebbe limitativo delimitare nel semplice filone della commedia di immigrazione.
Almanya entra in pieno in quella commedia familiare, di commedia che sa narrare l'anima e la vita di ognuno di noi, che sa modulare in maniera perfetta sorriso e pianto, raccontando la storia eterna dell'amore familiare, delle origini che restano salde nonostante tutto.
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"una volta un saggio, alla domanda chi o che cosa siamo noi, rispose così: Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti"
ecco... questo è Almanya, piccola commedia tedesca che sarebbe limitativo delimitare nel semplice filone della commedia di immigrazione.
Almanya entra in pieno in quella commedia familiare, di commedia che sa narrare l'anima e la vita di ognuno di noi, che sa modulare in maniera perfetta sorriso e pianto, raccontando la storia eterna dell'amore familiare, delle origini che restano salde nonostante tutto.
Almanya è uno di quei piccoli regali nascosti da tanti, inutili pacchi pieni di fronzoli... il più piccolo ed il più prezioso, perché sa parlare di ognuno di noi, perché nella famiglia turca emigrata in Germania ci siamo tutti, chi era immigrato, chi non lo è mai stato, chi è stato semplicemente figlio, mamma, nonno ed ha vissuto con una famiglia dalle tante generazioni ben presenti e valide...
C'era la mia famiglia, mai emigrata, ma riconoscibile nel numero e nelle dinamiche anche di lotta tra fratelli, c'erano le tante famiglie di immigrati con i figli più integrati dei genitori..
In Almanya c'è l'amore, quello filiale, quello puro, narrato con soavità e delicatezza, e non si può non voler bene a questo film...
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linus2k
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sabato 7 gennaio 2012
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una commedia dell'anima
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"una volta un saggio, alla domanda chi o che cosa siamo noi, rispose così: Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti"
ecco... questo è Almanya, piccola commedia tedesca che sarebbe limitativo delimitare nel semplice filone della commedia di immigrazione.
Almanya entra in pieno in quella commedia familiare, di commedia che sa narrare l'anima e la vita di ognuno di noi, che sa modulare in maniera perfetta sorriso e pianto, raccontando la storia eterna dell'amore familiare, delle origini che restano salde nonostante tutto.
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"una volta un saggio, alla domanda chi o che cosa siamo noi, rispose così: Siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto. Siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato, o che la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più, e ciò che non sarebbe mai accaduto se non fossimo mai esistiti"
ecco... questo è Almanya, piccola commedia tedesca che sarebbe limitativo delimitare nel semplice filone della commedia di immigrazione.
Almanya entra in pieno in quella commedia familiare, di commedia che sa narrare l'anima e la vita di ognuno di noi, che sa modulare in maniera perfetta sorriso e pianto, raccontando la storia eterna dell'amore familiare, delle origini che restano salde nonostante tutto.
Almanya è uno di quei piccoli regali nascosti da tanti, inutili pacchi pieni di fronzoli... il più piccolo ed il più prezioso, perché sa parlare di ognuno di noi, perché nella famiglia turca emigrata in Germania ci siamo tutti, chi era immigrato, chi non lo è mai stato, chi è stato semplicemente figlio, mamma, nonno ed ha vissuto con una famiglia dalle tante generazioni ben presenti e valide...
C'era la mia famiglia, mai emigrata, ma riconoscibile nel numero e nelle dinamiche anche di lotta tra fratelli, c'erano le tante famiglie di immigrati con i figli più integrati dei genitori..
In Almanya c'è l'amore, quello filiale, quello puro, narrato con soavità e delicatezza, e non si può non voler bene a questo film...
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zoom e controzoom
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mercoledì 4 gennaio 2012
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trailer che crea aspettative
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Molto atteso per l'amiccante trailer che fa prevedere un film trattato in modo tale per cui la tristezza delle pesanti condizioni sociali di chi le vive, viene raccontata con l'occhio di chi ha superato tutto ciò conoscendone un riscatto e si può permettere di estremizzare il vissuto mettendo in evidenza gli aspetti ridicoli, comici e ironici. Così non è.
In realtà sono solo pochi e sporadici gli episodi con questa peculiarità e soprattutto sono staccati dal resto del racconto in modo tale che il film non ha un'identità compatta, forte; non si percepisce nettamente un filone dell'ironia e non si percepisce realmente il dramma, come non emerge chiaramente l'anima dei personaggi che vagano ognuno in un mondo proprio che ha come collante la volontà del nonno, ma dei personaggi nulla di più di un'esistenza episodica.
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Molto atteso per l'amiccante trailer che fa prevedere un film trattato in modo tale per cui la tristezza delle pesanti condizioni sociali di chi le vive, viene raccontata con l'occhio di chi ha superato tutto ciò conoscendone un riscatto e si può permettere di estremizzare il vissuto mettendo in evidenza gli aspetti ridicoli, comici e ironici. Così non è.
In realtà sono solo pochi e sporadici gli episodi con questa peculiarità e soprattutto sono staccati dal resto del racconto in modo tale che il film non ha un'identità compatta, forte; non si percepisce nettamente un filone dell'ironia e non si percepisce realmente il dramma, come non emerge chiaramente l'anima dei personaggi che vagano ognuno in un mondo proprio che ha come collante la volontà del nonno, ma dei personaggi nulla di più di un'esistenza episodica. I luoghi comuni che creano differenze di costume, sono appunto trattati come i luoghi comuni, quindi già conosciuti e logori a livello di scheck.
I flashback non sono sufficienti ad entrare nei personaggi che danno solo l'impressione di recitare una commedia alla quale non appartengono. L'unico plot che crea lo scatto, facendo procedere la narrazione dandole una frustata che modifica l'atteggiamento lagnoso dei personaggi, è la morte del nonno. Questo evento - purtroppo non sufficientemente utilizzato e sfruttato nella sua fondamentale importanza - crea collante come se l'assenza di chi ordinava, stabiliva, teneva unita la famiglia, come se nel vuoto improvvisamente il gruppo parentale trovasse motivi propri d'orgoglio di appartenenza molto più sentiti, per poter prendere una decisione in modo univoco. In quest'ultima parte - purtoppo proprio nel finale - ci si ritrova in una realtà attendibile, rispettosa delle regole senza momenti forzatamente farseschi.
Tecnicamente accettabile tranne qualche scena volutamente di confusione creativa - che in realtà crea solo difficoltà e non poesia - non necessaria in una storia così poco ben definita nelle sue scelte di critica o di ammiccamento.
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maria.f
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sabato 31 dicembre 2011
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evviva i buoni film!
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Ebbene sì il film mi è piaciuto molto. Dialoghi molto efficaci, frasi molto significative, la storia ben rappresentata.
Ho riso e ho anche pianto. Gli attori hanno dato vita a dei personaggi molto reali. Musica di effetto. Insomma un film riuscito.
Una delle cose che mi ha intenerito e commosso è stata la sensibilità dela regia nel presentarci alla fine tutti i protagonisti con accanto ad ognuno di essi il fanciullo che erono stati e il senso di protezione e di tenerezza che mostravano per quell'essere stati un tempo giovani e vulnerabili. Un'immagine davvero molto poetica. Grazie è stato un magnifico regalo per il pomeriggio del 31.12.2011. Maria.f
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osteriacinematografo
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martedì 27 dicembre 2011
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"noi siamo come l’acqua"
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Almanya è un viaggio cinematografico in doppio senso di marcia lungo la linea d’integrazione che corre fra Germania e Turchia.
Una famiglia di origini turche vive in Germania, e mentre il nonno –il capo famiglia- annuncia ai suoi di aver acquistato una casa in Anatolia per le vacanze, e mentre –subito dopo- la famiglia si muove come un corpo unico verso la terra d’origine, si sviluppa il racconto del viaggio inverso, quello affrontato dal nonno decine di anni prima per giungere in Almanya, per inseguire il sogno di un lavoro, per offrire la possibilità di una vita diversa ai suoi cari.
E’ una storia d’amore per la propria terra, per le proprie origini, è un percorso a tappe mnemoniche, è la vita stessa, è il tempo che passa ma che rimane dentro ogni persona e ne diviene parte, è lo strano ciclo naturale che si perpetua nei modi più svariati.
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Almanya è un viaggio cinematografico in doppio senso di marcia lungo la linea d’integrazione che corre fra Germania e Turchia.
Una famiglia di origini turche vive in Germania, e mentre il nonno –il capo famiglia- annuncia ai suoi di aver acquistato una casa in Anatolia per le vacanze, e mentre –subito dopo- la famiglia si muove come un corpo unico verso la terra d’origine, si sviluppa il racconto del viaggio inverso, quello affrontato dal nonno decine di anni prima per giungere in Almanya, per inseguire il sogno di un lavoro, per offrire la possibilità di una vita diversa ai suoi cari.
E’ una storia d’amore per la propria terra, per le proprie origini, è un percorso a tappe mnemoniche, è la vita stessa, è il tempo che passa ma che rimane dentro ogni persona e ne diviene parte, è lo strano ciclo naturale che si perpetua nei modi più svariati.
“Noi siamo come l’acqua: non importa che forma abbiamo, noi ci siamo sempre.” – dice un padre al figlio.
Quello che siamo, che siamo stati e che saremo è una cosa sola, un unico filo avvolgente e multi sfaccettato di cui non riusciamo a percepire le estremità.
“Una volta un saggio alla domanda “Chi o cosa siamo noi?” rispose così: siamo la somma di tutto quello che è successo prima di noi, di tutto quello che è accaduto davanti ai nostri occhi, di tutto quello che ci è stato fatto, siamo ogni persona, ogni cosa la cui esistenza ci abbia influenzato o con la nostra esistenza abbia influenzato, siamo tutto ciò che accade dopo che non esistiamo più e ciò che non sarebbe accaduto se non fossimo mai esistiti!”
Così recita il film nel finale.
La morte viene interpretata come una forma di continuità, di ereditarietà di sé nelle persone che sono state “sfiorate” o “persuase” da chi apparentemente non c’è più. Nulla si perde, nemmeno una stilla, di quanto è valso a far gorgheggiare l’acqua.
E forse è proprio così.
L’acqua come memoria, l’acqua come elemento di scorrimento unificante.
L’acqua di chi lascia continua a scorrere nell’alveo di chi resta:
perciò, forse (sempre forse), non si muore mai davvero;
per lo stesso motivo, forse, “il nonno è evaporato”.
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astromelia
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lunedì 26 dicembre 2011
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ricco di umanità
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bello,semplice,ben recitato,ecco come dev'essere un buon film,storia ricca di umanità,di sentimenti,di un vissuto che si ripete anche ai giorni nostri,dove non si parla di razzismo ma si convive sotto lo stesso cielo fatto di speranza,che è sempre l'ultima a morire..
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