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emanuele 1968
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sabato 21 aprile 2012
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molto bello
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Un grande regista, un grande cast, un capolavoro.
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diego p.
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giovedì 29 marzo 2012
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salvo la colonna sonora
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ACAB
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 6 & 1/2
Cobra, Negro e Mazinga sono tre poliziotti del reparto mobile della celere, legati dal lavoro ma ancor più da uno spirito di fratellanza che li unisce durante gli scontri negli stadi, nelle piazze, nella loro città, avendo a che fare con criminali, ultras, clandestini e prostitute quotidianamente.
Ognuno di loro ha una vita parallela, non è chiaro se sia la vita privata o il lavoro, le difficoltà di queste due realtà andranno a sfociare e sfogarsi conseguentemente sull'altra portando inevitabilmente una vita dentro all'altra. Spina, giovane celerino, fin da subito spicca per il carattere irrequieto ed esagerato e sarà ben presto reso “fratello” dai tre che lo vogliono indirizzare sulla loro retta via, via per loro già compromessa interiormente da fantasmi, paure, angosce che riescono a dimenticare solo abbassando le visiere, impugnando i manganelli e alzando gli scudi.
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ACAB
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 6 & 1/2
Cobra, Negro e Mazinga sono tre poliziotti del reparto mobile della celere, legati dal lavoro ma ancor più da uno spirito di fratellanza che li unisce durante gli scontri negli stadi, nelle piazze, nella loro città, avendo a che fare con criminali, ultras, clandestini e prostitute quotidianamente.
Ognuno di loro ha una vita parallela, non è chiaro se sia la vita privata o il lavoro, le difficoltà di queste due realtà andranno a sfociare e sfogarsi conseguentemente sull'altra portando inevitabilmente una vita dentro all'altra. Spina, giovane celerino, fin da subito spicca per il carattere irrequieto ed esagerato e sarà ben presto reso “fratello” dai tre che lo vogliono indirizzare sulla loro retta via, via per loro già compromessa interiormente da fantasmi, paure, angosce che riescono a dimenticare solo abbassando le visiere, impugnando i manganelli e alzando gli scudi.
Con l’intreccio di storie di attualità, dalla scuola genovese Diaz passando per l’uccisione dell’ispettore capo Filippo Raciti a quella del tifoso laziale Gabriele Sandri, il gruppo viene mostrato per tutte le paure intime, e per tutti gli eccessi di violenza, senza dare sentenza alcuna.
Una visione molto stereotipata e ricca di qualunquismo viene data a quella che dovrebbe raffigurare la situazione sia degli addetti all’ordine pubblico sia di coloro i quali l’ordine pubblico lo destabilizzano (siano essi ultras, clandestini, delinquenti, o abusivi).
Non mi è piaciuta l’estrema FASCISTIZZAZIONE, per cui si è portati a pensare che la violenza venga molto più dall’estrema destra che non dalla fazione opposta, non si ha trattato minimamente il fatto che Spina tenga nascosto ai suoi amici di quartiere la sua affiliazione al corpo della polizia mobile, si doveva approfondire, finale poi che lascia a bocca asciutta, non per un colpo di scena, ma per la mancanza dello stesso. Ho trovato questo film come un calderone in cui si prova a buttare dentro un po’ di tutto per non scontentare nessuno ma che alla fine dai troppi gusti non permette di ottenere una qualsiasi ricetta: dolce o salato? Mistero.
In compenso una regia nuova in Italia, molto moderna, e un’ottima colonna sonora.
Diego Pigiu III
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niloko
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mercoledì 7 marzo 2012
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la vera italia !
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“ACAB” racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), che militano nel reparto speciale mobile della polizia. Il film è tratto da un libro di Carlo Bonini, ”ACAB”, ovvero All cops are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi).Il film di Stefano Sollima, regista della serie italiana che ha ottenuto grande successo “Romanzo Criminale”, racconta con toni duri e violenti il punto di vista dei poliziotti durante manifestazioni e proteste. Sollima riesce a presentare la realtà italiana con una serie di problemi (dagli extracomunitari ai gruppi di estrema destra),in maniera molto equilibrata.
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“ACAB” racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra (Pierfrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini), che militano nel reparto speciale mobile della polizia. Il film è tratto da un libro di Carlo Bonini, ”ACAB”, ovvero All cops are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi).Il film di Stefano Sollima, regista della serie italiana che ha ottenuto grande successo “Romanzo Criminale”, racconta con toni duri e violenti il punto di vista dei poliziotti durante manifestazioni e proteste. Sollima riesce a presentare la realtà italiana con una serie di problemi (dagli extracomunitari ai gruppi di estrema destra),in maniera molto equilibrata. I protagonisti del film sono uomini che in parte hanno ideologia fascista, uomini che comunque hanno una famiglia da mantenere, dei figli da crescere e cercano di sopravvivere in un Italia logorata da migliaia di problemi sociali e politici. Il film, al di là di quello che si è detto in giro, è completamente sopra le parti. “Acab” ha la capacità di rappresentare la realtà vera, escludendo pregiudizi e luoghi comuni.
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realfeel
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lunedì 27 febbraio 2012
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film bellissimo
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Uno dei film piu belli del genere come qesto che abbia mai visto, tocante, emozionante.. e soprattutto tante verità..
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uranio
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domenica 26 febbraio 2012
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piccola recenzione
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Purtroppo c'è solo una morale, le classi sociali piu povere si scontrano tra di loro per i piu diversi motivi, trovandosi talvolta dalla parte di chi pensa di essere nel giusto o talvolta dalla parte di chi la ragione crede di avercela ma è solo la sua visione di verità.....quale è la piccola morale??? Nel ring ci sono i galli, ma i menager danarosi danno gli stimoli per farli scontrare....cosi da distrarre i galli:)
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chiarialessandro
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martedì 21 febbraio 2012
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destra? sinistra? gaber?
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Secondo alcuni è un film di “destra” e pertanto, come tale, è meglio perderlo che trovarlo. A me, questo tipo di ragionamento, sembra infantile e riduttivo; mi sembra fatto da persone che, se una certa cosa è fatta da qualcuno di sinistra, è una cosa giusta ma se la stessa identica cosa è fatta da uno di destra diventa sbagliata (e viceversa). Forse questa pellicola può non essere stata apprezzata per un motivo che molti rifiutano di esternare ed allora cercano il famoso filo d’erba dietro cui nascondersi: non tutti hanno il coraggio di confrontarsi con la realtà (soprattutto quando è sgradevole) e questa pellicola ti sbatte proprio in faccia una realtà con cui spesso dovremmo fare i conti (volenti o nolenti): razzismo, violenza (più o meno organizzata), sopraffazione, immigrazione (soprattutto irregolare), degrado, povertà …… In questo laido quadro si muove un lavoro scritto, diretto ed interpretato in modo decisamente efficace (soprattutto da Favino, che riesce a dare schegge di lucida e credibile follia al suo personaggio), affondando con profondità inusuale per gli standard cinematografici nella psicologia e nelle motivazioni dei personaggi.
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Secondo alcuni è un film di “destra” e pertanto, come tale, è meglio perderlo che trovarlo. A me, questo tipo di ragionamento, sembra infantile e riduttivo; mi sembra fatto da persone che, se una certa cosa è fatta da qualcuno di sinistra, è una cosa giusta ma se la stessa identica cosa è fatta da uno di destra diventa sbagliata (e viceversa). Forse questa pellicola può non essere stata apprezzata per un motivo che molti rifiutano di esternare ed allora cercano il famoso filo d’erba dietro cui nascondersi: non tutti hanno il coraggio di confrontarsi con la realtà (soprattutto quando è sgradevole) e questa pellicola ti sbatte proprio in faccia una realtà con cui spesso dovremmo fare i conti (volenti o nolenti): razzismo, violenza (più o meno organizzata), sopraffazione, immigrazione (soprattutto irregolare), degrado, povertà …… In questo laido quadro si muove un lavoro scritto, diretto ed interpretato in modo decisamente efficace (soprattutto da Favino, che riesce a dare schegge di lucida e credibile follia al suo personaggio), affondando con profondità inusuale per gli standard cinematografici nella psicologia e nelle motivazioni dei personaggi. Molto, molto difficile fare i conti con noi stessi; vuoi mettere quanto è più semplice dire che è un film di destra?
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g_andrini
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martedì 21 febbraio 2012
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buon film.
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Il finale è un po' "assente", ma nel complesso la pellicola regala bei momenti di patos. Tende un po' ad esaltare gli animi, ma lo fa nel rispetto delle parti. Consigliabile? Direi proprio di si.
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jimmylsanto
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domenica 19 febbraio 2012
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diventerà un cult ???
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vendetta, ansia, giustizia sommaria, ingiustizia, sopraffazione, abuso di potere, rabbia, esaltazione, nonnismo, ma anche pietà.. tutti stati d'animo che fà vivere la visione del film.
Bella interpretazione da parte di tutti gli attori, Favino dimostra ancora di più di essere un attore eccelso, coraggio e bravura da parte del regista a far correre la trama su fatti realmente accaduti.
Complimenti al finale, non all'americana, con il "traditore- denunciante" che alla fine, nel momento del pericolo più estremo, aiuta gli ex compagni.. l'ho trovato molto realista!
film che riesce ad essere equilibrato facendo vedere le varie sfaccettature e i vari punti di vista degli eventi.
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vendetta, ansia, giustizia sommaria, ingiustizia, sopraffazione, abuso di potere, rabbia, esaltazione, nonnismo, ma anche pietà.. tutti stati d'animo che fà vivere la visione del film.
Bella interpretazione da parte di tutti gli attori, Favino dimostra ancora di più di essere un attore eccelso, coraggio e bravura da parte del regista a far correre la trama su fatti realmente accaduti.
Complimenti al finale, non all'americana, con il "traditore- denunciante" che alla fine, nel momento del pericolo più estremo, aiuta gli ex compagni.. l'ho trovato molto realista!
film che riesce ad essere equilibrato facendo vedere le varie sfaccettature e i vari punti di vista degli eventi.
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federico1977
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domenica 12 febbraio 2012
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pianeti sconosciuti
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acab è un film che scorre su di una pellicola trasparente, senza tracce, senza significato alcuno; parla di poliziotti violenti, di società violenta, di pianeti sconosciuti a chi vive di polizia in questa società.
E' un film alienato, mediocre, intruso da una violenza neanche lontanamente accostabile a "clockwork orange" del M°Kubrick che, per lo meno, è opera cinematografica di livello..i poliziotti sono questi? sono davvero gli stessi che vengono pagati 1300 euro (800/1000 di trattenute al mese), che fanno turni massacranti con mezzi e strutture fatiscenti, che sanno gestire le emergenze e salvano vite, che ad ogni fine turno tornando a casa si rincuorano dai mille problemi che li affliggono guardando negli occhi i loro figli.
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acab è un film che scorre su di una pellicola trasparente, senza tracce, senza significato alcuno; parla di poliziotti violenti, di società violenta, di pianeti sconosciuti a chi vive di polizia in questa società.
E' un film alienato, mediocre, intruso da una violenza neanche lontanamente accostabile a "clockwork orange" del M°Kubrick che, per lo meno, è opera cinematografica di livello..i poliziotti sono questi? sono davvero gli stessi che vengono pagati 1300 euro (800/1000 di trattenute al mese), che fanno turni massacranti con mezzi e strutture fatiscenti, che sanno gestire le emergenze e salvano vite, che ad ogni fine turno tornando a casa si rincuorano dai mille problemi che li affliggono guardando negli occhi i loro figli..?sono poi gli stessi che donano sempre un sorriso ed un gesto gentile a tutti? sono persone dall'animo nobile, educate, intelligenti che nulla hanno a che fare con la violenza;questo film non è n poliziesco..non è nulla, non è cinema.
Mi vergogno di questo modo di fare cinema, erede di quei successi ottenuti raccontando la storia della banda della magliana, e a quanto pare emulati nella realtà da novelli bulli di periferia(molto pericolosi).
Questa non è la polizia, questi non sono poliziotti, questa non è la società in cui viviamo,questo non è cinema.
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giacomogabrielli
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domenica 12 febbraio 2012
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bilanciato. ***1/2
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Spietato film che non risparmia nulla e nessuno. Prima della sua uscita se ne sono dette di tutti i colori. Si pensava ad un film razzista, di parte, contro i poliziotti, contro gli immigrati o che parlasse male dei tifosi e dei manifestanti di piazza. Niente di tutto ciò. 'Acab' è un film assolutamente neutro, che non risparmia nessuno nel vero senso della parola, ne ha per tutti. Il regista di 'Romanzo Criminale-la serie' confeziona per bene un'opera violenta e sincera concentrata su personaggi che, tra storie e sottostorie, danno vita ad un piacevole svolgimento. La polizia italiana dal punto di vista del cellerino, il poliziotto col manganello, tra personaggi dal carattere all'apparenza forte e duro, ma dai risvolti deboli, e situazioni familiari critiche.
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Spietato film che non risparmia nulla e nessuno. Prima della sua uscita se ne sono dette di tutti i colori. Si pensava ad un film razzista, di parte, contro i poliziotti, contro gli immigrati o che parlasse male dei tifosi e dei manifestanti di piazza. Niente di tutto ciò. 'Acab' è un film assolutamente neutro, che non risparmia nessuno nel vero senso della parola, ne ha per tutti. Il regista di 'Romanzo Criminale-la serie' confeziona per bene un'opera violenta e sincera concentrata su personaggi che, tra storie e sottostorie, danno vita ad un piacevole svolgimento. La polizia italiana dal punto di vista del cellerino, il poliziotto col manganello, tra personaggi dal carattere all'apparenza forte e duro, ma dai risvolti deboli, e situazioni familiari critiche. Nel film c'è tutto: dallo sbirro al naziskin, dal drogato all'ultrà, dal figlio problematico alla moglie che vuole il divorzio. Un film che parla dell'odio; odio come regola di una società che pare non riprendersi più. Ottima la regia, bravi Favino, Giallini e Nigro. BILANCIATO. ***1/2
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