Wall Street - Il Denaro non dorme mai

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braxio lunedì 25 ottobre 2010
il fallimento di un sequel Valutazione 2 stelle su cinque
65%
No
35%

Ben 23 anni sono trascorsi da quando il primo Wall Street comparve sui nostri schermi. Il decennio dei rampanti manager della Grande Mela volgeva al termine e le crepe dell'imbellettato edonismo reaganiano cominciavano ad affiorare in superficie. All'epoca Stone, tormentato e contraddittorio osservatore della società a stelle e strisce, costruì un convincente apologo sulle possibili deviazioni dell'economia di mercato, servendosi delle maschere azzeccatissime di Michael Douglas e Charlie Sheen ( al primo andò un Oscar per il suo ruolo ) e di una sceneggiatura che, per buona parte del film, riusciva ad evitare uno dei difetti più cospicui del regista, quello del moralismo didascalico; difetto che, ahimé, riaffiora pesantemente in questo sequel, il cui obiettivo, stavolta, è costituito dal recente crollo finanziario delle banche d'affari come Lehman Bros e Goldman-Sachs. [+]

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armstrong lunedì 18 luglio 2011
la leggenda torna in vita Valutazione 3 stelle su cinque
87%
No
13%

Non ce lo sarebbe mai aspettato, tantomeno da uno come Oliver Stone. Ecco invece che il controverso regista newyorkese riprende in mano il film capolavoro del 1987 attualizzandolo alla odierna situazione economica che l'uomo si ritrova a fronteggiare.
Dopo quasi nove anni trascorsi in prigione, Gordon Gekko ritrova la libertà della quale l'epilogo del primo film l'aveva privato. Ma nessuno, al di là del cancello del penitenziario, c'è ad aspettarlo. La figlia, Winny, l'ha rinnegato, attribuendogli la colpa per la morte di suo fratello, tossico-dipendente probabilmente morto di overdose. La trama del film si dipana attraverso l'intreccio che viene a crearsi tra la famiglia Gekko e il giovane broker di successo Jake Moore, fidanzato di Winny e grande ammiratore di Gordon. [+]

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francocesario sabato 30 ottobre 2010
la corrotta strada del capitale. Valutazione 3 stelle su cinque
84%
No
16%

Wall Strett è un film potente, sostanzioso, un bel pugno nello stomaco in pieno stile Oliver Stone che è riuscito a concepire un sequel di un mitico film anni '80 senza scimmiottarne le idee cardine e i maggiori spunti che lo hanno reso un cult degli scorsi decenni. Convincente la prova di Michael Douglas, quasi profetico nel momento in cui parla di malattie incurabili e di tempo che passa viste le sue recenti vicissitudini personali. Molto azzeccate, come quasi sempre nelle opere del regista newyorkese, alcune battute (“ho combattuto il socialismo per tutta la vita!” “mia figlia lavora ancora per quel sito di comunisti?”) al vetriolo degli squallidi personaggi che popolano (tragicamente per noi) il mondo patinato e finto del brokeraggio assassino e incurante delle esigenze della collettività che in America ha il suo massimo brodo di coltura (nonostante anche la recente crisi economica). [+]

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marce84 sabato 20 novembre 2010
superficialità economiche: si salva solo douglas Valutazione 1 stelle su cinque
74%
No
26%


L’argomento è di stretta attualità ( la crisi economica ), il regista viene da una serie di flop ( Alexander e World Trade Center ), ma è una garanzia quando si tratta di mettere a nudo gli eccessi della società americana, eppure Wall Street, sequel del film di successo del 1987, non riesce un granchè. In primis, perché la materia è già di per sé difficile e poco cinematografica ed in secondo luogo perché il più delle volte i sequel nascono con l’ombra ingombrante del primo film e con l’obiettivo di proseguire i guadagni iniziali, risolvendosi solamente in una macchina da soldi di scarsa qualità artistica. [+]

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cannedcat domenica 24 ottobre 2010
pretty women 2010 Valutazione 1 stelle su cinque
53%
No
47%

A parte la presunzione di Stone di voler superare sir Alfred Hitchock nel piazzarsi in ben due camei, il film è una specie di Pretty Women 2010, una melensa ingombrante storia familiare - per altro recitata malissimo da una insignificante ragazzetta - in una storia dove non si spiega nulla di come sia scoppiata l'ennesima (e purtroppo non ultima bolla finanziaria) e dove le riunioni fra i big brass della finanza non danno per niente nè il senso dell'immane dramma finanziario ma neppure dell'arroganza megagalattica dei banchieri "to big to fail". Una regia lenta, vuota, con ben 7 minuti iniziali di visioni di New York che dimostrano il fascino che Big Apple, mezza buona e mezza avvelenata coem la mela di Crimilde, ha su Oliver Stone, uno che fa il fustigatore (ma con frusta di velluto d'ordinanza) della società americana di cui subisce il fascino, sopratutto di quella ricchissima di belle donne e case di lusso. [+]

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dario carta lunedì 8 novembre 2010
il sequel profetico Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

Nel 1987 con "Wall Street",Oliver Stone catturò l'era e l'ethos di un idealismo economico che animava una società pervasa dai fermenti innovativi dell' America agitata dagli scompensi consumistici che segnarono per la nazione un passaggio epocale.
Gli eventi descritti nel film tessevano la storia di un giovane agente che speculava in borsa con abili strategie commerciali,avvalendosi del denaro di un potente finanziere,in uno scenario di complessi movimenti di titoli da parte di società inserite in una struttura comunitaria predatrice ed eticamente inerte quale era la realtà di Wall Street degli anni '80.
Non a caso la pellicola entrò nei cinema poche settimane dopo il collasso del mercato mondiale registrato come il Black Monday del 19 ottobre 1987,ratificando il sospetto di un pubblico avverso al malcostume dell'organico bancario corrotto dall'avidità fatta passare per virtù. [+]

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gort-mvc giovedì 4 novembre 2010
i cattivi (e i buoni) pescecani Valutazione 1 stelle su cinque
65%
No
35%

Non è il film più riuscito di Oliver Stone. Wall Street 2 non poteva essere 1 ma ci auguriamo che non sarà 3, 4, ecc. . La rappresentazione dei meccanismi e delle feroci regole che sottendono i rapporti tra i grossi operatori di borsa fa da sfondo a una harmony storia d' amore. I cattivi sono così cattivi, i buoni sono veramente buoni (w la fusione), il pentito  è prima buono, poi cattivo ma infine ottimo. A proposito di quest' ultimo viene un dubbio: per decuplicare il valore del suo fondo in poco tempo quante persone ha dovuto rovinare? Il film non ce lo dice. Probabilmente si sarebbe incrinata la felice conclusione. L' ostentazione dei marchi del lusso ricorda molto i pacchetti di sigarette presentati in primo piano in molti B movie. [+]

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brunus10480 mercoledì 29 dicembre 2010
uno spaccato del mondo finanziario Valutazione 3 stelle su cinque
67%
No
33%

A sentire parecchi commenti ero scettico. Ebbene il film è risultato piacevole e ben costruito; un sequel a distanza di vent'anni deve proporre qualcosa di diverso e questa pellicola centra il bersaglio: viene mostrata un'America che si scopre debole, che prova a cambiare, ma che inevitabilmente cade negi stessi errori che ha compiuto nel passato. Le bolle e le criso sono cicliche, così come la buona e la cattiva sorte, sia nell'ambito professionale che familiare. Stone mostra le due facce dell'animo umano( solo americano?)teso a soddisfare le proprie ambizioni ma nello stesso tempo rivolto alla famiglia. Buone le interpretazioni dei tre protagonisti, compresa quella di Carey Mulligan, adattissima al ruolo col suo viso fragile e infantile. [+]

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bearshunter73 domenica 7 novembre 2010
fuori tempo massimo Valutazione 1 stelle su cinque
61%
No
39%

Questo film sarebbe stato brutto se fosse stato girato negli anni '80, ma avrebbe avuto una sua logica. C'era ancora il comunismo, c'erano ancora i buoni e i cattivi, il rosso e il nero.... Girarlo nel 2010 è imperdonabile. Oliver Stone non si è accorto che sono passati 25 anni dal suo primo Wall Street... non si è accorto che ormai un viaggio a NY se lo possono permettere (quasi) tutti... che il trading on-line è più popolare del poker e la stessa parola Wall Street non affascina più nessuno. Oliver Stone va ancora a caccia dei colpevoli, divide ancora in buoni e cattivi e confeziona un film il cui manicheismo lascia sconcertati, per non parlare delle metafore da quattro soldi (qualcuno ha detto bolla?). [+]

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immanuel domenica 24 ottobre 2010
un ventaglio di dinamiche umane globali Valutazione 3 stelle su cinque
61%
No
39%

Lungo la narrazione del film si intrecciano più piani. Quello del dramma umano, col quale si apre e conclude la pellicola, quello dello psicodramam globale e in ultima analisi quello delle problematiche future che attendono l'umanità e le loro potenziali soluzioni, discutibili o meno che siano. La tragedia personale, lo iato intrafamiliare, la sconfitta individuale che attraversano la trama sono il riflesso oscuro di una più ampia lacerazione sovrastrutturale. In gioco c'è infatti l'equilibrio di un mondo. In discussione ci sono l'efficacia di un modello economico, la sua attualità, praticabilità, l'alternativa tra anarchismo, socialismo e capitalismo. Nessuna di queste sembra essere stata prediletta dal cineasta. [+]

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