|
|
francesco2
|
mercoledì 11 aprile 2012
|
la strada
|
|
|
|
Le strade di questo film, a tratti, ricordano quelle kiarostamiane. Le macchine che, progressivamente, si allontanano diventano sempre più piccole, come quelle del poco riuscito "Il vento ci porterà via". Anche quello in fondo era un film che, nelle intenzioni, raccontava il travaglio di un uomo. Anche Padre Christian, in una scena, così vicino agli ltri monaci ma anche alla missione che ha scelto, appare -Cito Wenders-...così lontano, dato c e la macchina da presa lo ritrae mentre si allontana da noi sempre di più.
Qui si sovrappongono un itinerario spirituale ed etico, legato all'immanenza ed alla trascendenza: il senso del dovere nei confronti di una missione, da un lato, e la paura di soccombere, dall'altro.
[+]
Le strade di questo film, a tratti, ricordano quelle kiarostamiane. Le macchine che, progressivamente, si allontanano diventano sempre più piccole, come quelle del poco riuscito "Il vento ci porterà via". Anche quello in fondo era un film che, nelle intenzioni, raccontava il travaglio di un uomo. Anche Padre Christian, in una scena, così vicino agli ltri monaci ma anche alla missione che ha scelto, appare -Cito Wenders-...così lontano, dato c e la macchina da presa lo ritrae mentre si allontana da noi sempre di più.
Qui si sovrappongono un itinerario spirituale ed etico, legato all'immanenza ed alla trascendenza: il senso del dovere nei confronti di una missione, da un lato, e la paura di soccombere, dall'altro. In questo senso funzionano bene, oltre alle citate immagini, certi primi piani -Volutamente- quasi in puro bianco e nero, che (con)fondono i monaci come gruppo, ovvero Corpo di Cristo e della chiesa: didascaliche, secondo chi scrive, appaiono invece troppo spesso le preghiere, siano esse di gruppo o individuali.
Se incide maggiormente rispetto al "Grande silenzio", anche "Uomini di DIo" , per ritrarre la spiritualità, si prde in una pace spirituale più evocativa che profonda; il macchiettismo d i certi monaci , nonché (Credo) situazioni come l'improvviso rispetto dei terroristi, contribuiscono ad accentuare questi difetti.
Film comunque godibile, in varie situazioni propriamente interessante.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
chaoki21
|
lunedì 9 aprile 2012
|
dio è il padre di tutti!
|
|
|
|
Bellissimo film sugli anni in cui il FIS in Algeria ha seminato morte, massacrando la popolazione di interi villaggi. Di una forza straordinaria il messaggio del priore del convento. Meravigliosi i momenti intimi dei padri del convento che rimettono in gioco la loro vovazione. Meravigliosi i cammei dei padri, ognuno diverso dall'altro ma, alla fine, tutti uniti. Il rapporto che i padri hanno con la gente del villaggio berbero dovrebbero essere un insegnamento per tutti.
|
|
|
[+] lascia un commento a chaoki21 »
[ - ] lascia un commento a chaoki21 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nigel mansell
|
venerdì 24 febbraio 2012
|
non si fanno film con le buone intenzioni
|
|
|
|
Se all'inizio la lentezza del film può essere funzionale con l'intento di far entrare lo spettatore nella tranquilla e rasserenante vita monacale, alla lunga la cosa penalizza il film facendolo diventare noiso. Per carità il messaggio passa, ma un film non deve essere solo un messaggio, altrimenti si scrive un saggio e si fa prima.
|
|
|
[+] lascia un commento a nigel mansell »
[ - ] lascia un commento a nigel mansell »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
misesjunior
|
sabato 9 luglio 2011
|
la testa dello struzzo
|
|
|
|
Il film è ottimo.
Ma non dimentichiamo che l'incitamento alla "guerra santa permanennte" e ad uccidere gli "infedeli", e la caratterizzazione degli ebrei come "maiali" da uccidere e derubare, sono scritti nel Corano.
|
|
|
[+] lascia un commento a misesjunior »
[ - ] lascia un commento a misesjunior »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ipno74
|
mercoledì 6 aprile 2011
|
inno alla vita
|
|
|
|
Di questo film sono stati fatti tutti gli elogi possibili, ed effettivamente è un gran bel film.
Si tratta di un film impegnato, lento ma intenso.
La storia che assisterete è vera e con un finale raggelante.
Per tutto il film sentirete, come i protagonisti, l'avvicinarsi della morte.
Ottimo film
|
|
|
[+] lascia un commento a ipno74 »
[ - ] lascia un commento a ipno74 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vittorio
|
lunedì 21 marzo 2011
|
pesante ma bello!!
|
|
|
|
Bel film, con una bella trama, dei dialoghi interessanti ed una splendida fotografia....peccato per i tanti momenti di silenzio o di assoluta preghiera...a volte infatti risulta troppo pesante!!
Complessivamente da vedere!
|
|
|
[+] lascia un commento a vittorio »
[ - ] lascia un commento a vittorio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
protus74
|
martedì 15 marzo 2011
|
dio ha fede nell'uomo?
|
|
|
|
Nell'esperienza di cinema, la sala, il pubblico e l'uscita serale dal tepore domestico non è estranea alla visione della pellicola. Personalmente, preferisco le proiezioni tarde, possibilmente al terzo spettacolo (sempre più rare), un po' per l'insofferenza di fare la coda alla biglietteria, un po' per la "trance" dopo visione che mi coglie all'uscita, quel particolare stato di veglia che mi permette di vivere interiormente il ricordo della pellicola appena vista. La serata trascorsa in occasione del film di Beauvois ha confermato quest'attitudine solipsistica alla visone di un film. In maniera inattesa, la sala era gremita ed il pubblico rumoreggiava sommessamente durante certe fasi iniziali del film.
[+]
Nell'esperienza di cinema, la sala, il pubblico e l'uscita serale dal tepore domestico non è estranea alla visione della pellicola. Personalmente, preferisco le proiezioni tarde, possibilmente al terzo spettacolo (sempre più rare), un po' per l'insofferenza di fare la coda alla biglietteria, un po' per la "trance" dopo visione che mi coglie all'uscita, quel particolare stato di veglia che mi permette di vivere interiormente il ricordo della pellicola appena vista. La serata trascorsa in occasione del film di Beauvois ha confermato quest'attitudine solipsistica alla visone di un film. In maniera inattesa, la sala era gremita ed il pubblico rumoreggiava sommessamente durante certe fasi iniziali del film. Poi, un silenzio meditativo è calato, silenzio che ciha accompagnato ben oltre l'uscita, denso di echi monodici dei canti dei frati trappisti, il silenzio del rispetto nei confronti di chi ancora oggi testimonia la propria scelta umana di essere un passo oltre l'umanità nella direzione della fede.
Al di là del tragico fatto di cronaca, è infatti la fede, a mio avviso, l'elemento principe di questo film, sospeso nella quotidianità semplice e lineare di una piccola comunità di frati francesi in Algeria, che condividono il loro presente con la comunità locale ed i rapporti collegiali tra le diverse personalità del loro piccolo gruppo. Nel silenzio del limite del deserto, tra canti appassionati di salmi, dialoghi intensi e delicati e monologhi interiori, Beauvois riesce a vincere la scommessa di non cadere in un'apologetica definizione di sacro, ma costruisce con abilità e finezza un percorso di discernimento di coerenza e senso, all'interno di una vicenda torbida e umana. Senza effeti speciali, senza scene d'azione, senza attori gettonati dallo star system, questo film cesella in rilievo su un presente rumoroso di estremismi, la posizione silenziosa di una parte di umanità che riesce ancora a credere che c'è un valore nel dono della vocazione ed è inquieta nella tensione alla coerenza con i propri principi. Ed allora il silenzio della sala cinematografica fa da contrappunto ai dialoghi cantati - parte integrante della sceneggiatura di Beauvois, sottolineando il rapporto intenso tra la fratellanza degli uomini e la parola vissuta di dio o degli dei, come sottolineato dal titolo originale.
Al di là del film in sè stesso, mi ha fatto riflettere il mutamento del pubblico in sala, da apparentemente sospettoso a silenzioso e meditativo. Al di là delle note critiche sulla tessitura tecnica del prodotto finale, penso che Xavier Beauvois abbia centrato in pieno l'obbiettivo di rendere memoria di una realtà da secoli presente nella nostra società, lontana spesso dai riflettori, ma sempre presente nel tessuto delle realtà povere: l'esperienza del religioso.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a protus74 »
[ - ] lascia un commento a protus74 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
andrea
|
domenica 13 marzo 2011
|
la vita vissuta cone fede
|
|
|
|
La vita vissuta come FEDE.
A proposito della critica di Maurizio Porro : non ha capito niente .
Andrea
|
|
|
[+] lascia un commento a andrea »
[ - ] lascia un commento a andrea »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
donnarosa
|
domenica 13 febbraio 2011
|
urgente urgente voglio portare questo film
|
|
|
|
URGENTE URGENTE!!!!Fra 10 giorni parto per l'Africa come volontaria presso una Missione sperduta nella foresta vorrei poter portare questo film da far vedere. sO CHE USCIRà IN dvd IL 23 marzo ma io sarò già a destinazione e non potrò acquistarlo in quel periodo. Chi può avere l'opportunità di farmelo acquistare prima del 20 febbraio???
E' un film molto bello e rispecchia in modo mirabile la realtà dei missionari.
[+] ?
(di fede81)
[ - ] ?
|
|
|
[+] lascia un commento a donnarosa »
[ - ] lascia un commento a donnarosa »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
reservoir dogs
|
giovedì 20 gennaio 2011
|
dio, l'uomo e il libero arbitrio
|
|
|
|
Algeria 1996, un gruppo di monaci del monastero dell'Atlante vive modestamente, perfettamente inserita tra la popolazione algerina mussulmana grazie anche al monaco Luc (Lonsdale), dottore che cura gratuitamente i malati del paese; anello di congunzione tra cristianesimo e islamismo assieme a padre Cristian (Wilson) che intrattiene periodicamente conversazioni con la popolazione.
L'arrivo degli integralisti Algerini nel paese e al monastero porta agitazione e preoccupazione per il possibile sangue che verrà sparso e i monaci in un irruzione a natale al monastero riescono a sopravvivere grazie alla comunicativa e la conoscenza del Corano di padre Cristian, ma la visita non sarà l'ultima.
[+]
Algeria 1996, un gruppo di monaci del monastero dell'Atlante vive modestamente, perfettamente inserita tra la popolazione algerina mussulmana grazie anche al monaco Luc (Lonsdale), dottore che cura gratuitamente i malati del paese; anello di congunzione tra cristianesimo e islamismo assieme a padre Cristian (Wilson) che intrattiene periodicamente conversazioni con la popolazione.
L'arrivo degli integralisti Algerini nel paese e al monastero porta agitazione e preoccupazione per il possibile sangue che verrà sparso e i monaci in un irruzione a natale al monastero riescono a sopravvivere grazie alla comunicativa e la conoscenza del Corano di padre Cristian, ma la visita non sarà l'ultima.
In risposta ad Yasujiro Ozu che aveva l'abitudine di inserire scene di "quotidianità"(panni distesi ad asciugare, treni che passano) tra un sequenza e l'altra, il francese Xavier Beauvois inserisce a sua volta la quotidianità di 9 cistercensi attraverso i loro (bellissimi) canti in preghiera.
La morte viene trattata (e rappresentata) con estrema pudicità: è un passaggio dal regno degli uomini al regno di Dio in un paesaggio immerso nella nebbia.
Dio ha creato l'uomo legato al libero arbitrio e grazie ad esso l'uomo agisce di sua volontà nella speranza di operare secondo il volere di Dio sono quindi Uomini di Dio sia i monaci che i terroristi Algerini che agiscono in base al volere dei loro Dei.
Gli uomini però a differenza degli Dei inevitabilmente muoiono anche se operano in linea con essi.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a reservoir dogs »
[ - ] lascia un commento a reservoir dogs »
|
|
d'accordo? |
|
|
|