The Way Back

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pensionoman lunedì 28 gennaio 2013
peter weir. il ritorno di un grande regista. Valutazione 5 stelle su cinque
79%
No
21%

The Way Back, ovvero come la mano di un grande artista può raccontare una storia epica e senza tempo.
1939. Nella Polonia invasa dai nazisti, Janusz (un giovane ufficiale polacco) viene condannato per spionaggio, in base alle accuse della moglie, costretta con la violenza a testimoniare contro di lui. Con questo fardello terribile nell'anima, senza un processo, viene spedito senza complimenti nell'inferno dei gulag siberiani, dove il suo destino si incontrerà con quello degli altri dissidenti, l'americano Mr. Smith (un Ed Harris semplicemente strepitoso), l'attore russo Khabarov, il criminale ladro e assassino Valka (bravissimo Colin Farrell), il prete Voss e il cuoco artista Tomasz. [+]

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no_data venerdì 6 luglio 2012
il bellissimo ritorno di un maestro Valutazione 3 stelle su cinque
77%
No
23%

sarò di parte, in quanto mi sono sempre piaciuti moltissimo i film di Weir (l' attimo fuggente, the truman show, picnic ad hanging rock, master e commander),ma anche questa sua ultima opera mi ha colpito moltissimo.è un film semplice e lineare ma fatto benissimo sotto tutti gli aspetti: la sceneggiatura non rende mai banale una storia,come ho già detto, semplice (cosa molto difficile da fare); la regia riesce ad emozionare ad ogni inquadratura ed a rendere realistici luoghi come i campi di lavoro; i costumi e le scenografie sono perfetti; il cast fornisce ottime prove attoriali (su tutti Ed Harris,Colin Farrel e Saroise Ronan).Pellicola emozionante, coinvolgente fin da subito,ricca di grandi messaggi e di personaggi memorabili (impossibile dimenticare quello interpretato da Colin Farrell). [+]

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jaylee lunedì 23 luglio 2012
il viaggio dentro Valutazione 4 stelle su cinque
67%
No
33%

Picnic a Hanging Rock si incrocia con Master & Commander nella più recente prova del maestro Peter Weir. Arrivato con ben due anni di ritardo sullo schermo, The Way Back racconta del ritorno a casa di Janusz, (Jim Sturgess) militare polacco ingiustamente accusato di spionaggio ed imprigionato in Siberia e che impiegherà ben 48 anni per farlo (dal 1941, anno in cui si svolge la trama, al 1989, anno del crollo del comunismo in Polonia)… Dovrà attraversare i ghiacci della Siberia, le paludi della steppa, il deserto del Gobi, le vette dell’Himalaya… fino ad arrivare in India, dove potrà finalmente riposare. Sarà un lunghissimo viaggio, seguito da una gruppo di disperati come lui, un prete lettone, un ragioniere jugoslavo, un cuoco ed artista ungherese, un ingegnere americano, un delinquente russo, una ragazzina polacca… qualcuno si fermerà prima della fine, qualcuno morirà, qualcuno arriverà con lui fino alla fine. [+]

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filippo catani venerdì 26 luglio 2013
un viaggio drammatico ma emozionante Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

Nel 1940 nella Polonia occupata dall'Armata Rossa si susseguono le deportazioni. Un giovane viene spedito nei gulag siberiani dietro la testimonianza estorta con la violenza alla moglie che lo accusa di essere una spia. Una volta in Siberia, l'uomo deciderà di intraprendere una missione suicida: fuggire attraverso la Siberia per raggiungere la Mongolia prima e l'India poi.
Nel suo Le origini del totalitarismo Hanna Arendt vede nella delazione il frutto peggiore e più avvelenato di una dittatura e anzi quando questa funziona e viene incoraggiata è la spia che ci indica che siamo in presenza di un regime autoritario. La Arendt parlava della peggiore di tutte e cioè di madri che denunciavano i figli al partito comunque nel film è una moglie a denunciare il marito. [+]

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fabian t. giovedì 16 agosto 2012
la lunga marcia verso la libertà Valutazione 3 stelle su cinque
56%
No
44%

Film serio, solido, sobrio, del tutto privo di spettacolarizzazione. Una regia quasi invisibile per un lungo e sofferto viaggio verso la libertà non solo fisica ma soprattutto interiore. La forza di volontà, le motivazioni personali, l'equilibrio mentale e il sapersi mettere in discussione sono i temi chiave di questa ennesima prova cinematografica di Weir dedicata alle inoocenti vittime dei gulag sovietici. La storia è certamente lineare e scorrevole, senza sorprese o artificiosità, giocata soprattutto sulla caratterizzazione e l'interazione dei personaggi. Lodevoli dunque le prove recitative del gruppo protagonista, anzitutto di Colin Farrell, l'odioso e rozzo russo con una sua feroce ma coerente morale, nonché del bravo Ed Harris (l'anonimo Mr. [+]

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donni romani venerdì 6 luglio 2012
fuga verso la libertà Valutazione 3 stelle su cinque
53%
No
47%

Per il ritorno su grande schermo dopo quasi dieci anni di assenza Peter Weir sceglie una storia di fuga, di sopravvivenza e di solidarietà dove a dominare sono gli ambienti naturali che i protagonisti si trovano ad affrontare giorno dopo giorno per 6500 chilometri. Tanti sono infatti sono i metri strappati alla morte che un gruppo di detenuti, evasi da un carcere siberiano nel 1938, in pieno regime comunista, devono percorrere per tentare di raggiungere l'India, e con essa la libertà. Dalla Siberia al Tibet, dalll'Himalaya al deserto, dalle tempeste di neve a quelle di sabbia, dal lago Baikal a Lhasa niente verrà risparmiato a questo gruppo di uomini in fuga, ognuno con una storia alle spalle, ognuno con un vissuto doloroso che fa da sfondo alla disperazione crescente che accompagna ogni tribolazione fisica. [+]

[+] bravo, bella recensione. (di antonio montefalcone)
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ultimoboyscout domenica 24 marzo 2013
finalmente la libertà! Valutazione 1 stelle su cinque
43%
No
57%

E' la storia della grande fuga di sette prigionieri da un gulag sovietico, tra i quali un attore russo e un ufficiale polacco accusato di spionaggio, che rischiarono la vita per lasciare la Siberia e arrivare nell'India inglese attraversando la Mongolia, il Desero dei Gobi e la Grande Muraglia cinese. A loro si uniràstrada facendo un'orfana polacca. Peter Weir non dirigeva un film da ben sette anni  e con "The way back", distribuito in Italia con forte ritardo, il regista australiano porta sul grande schermo il libro autobiografico di Slavomir Rawicz "Tra noi e la libertà". Weir, partendo da fatti realmente accaduti, ha costruito personaggi di finzione per dimostrare fino a che punto un essere umano è disposto a spingersi per salvarsi. [+]

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tiamaster sabato 7 luglio 2012
peter weir è una garanzia Valutazione 4 stelle su cinque
47%
No
53%

Sono un grande fan di Peter Weir, in quanto la sua filmografia è ricca di film che sono e ritengo dei cult assoluti.....come dimenticare il geniale "the truman show" o il poetico "l'attimo fuggente"???impossibile!!!e impossibile non rimanere coinvolti dal suo ultimo lavoro, uscito in italia con due anni di ritardo.Memorabile ogni singola inquadratura ed ogni singolo personaggio,perchè in questo gioiello cinematografico tutto è curato con la massima cura,tutto è approfondito e mai lasciato alla banalità,nemmeno i più semplici dialoghi (come dimenticare quello del sale,citato nella recensione del sito???).Incredibile il realismo della pellicola, dove tutto è ricostruito alla perfezione e nei minimi dettagli. [+]

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molenga lunedì 30 luglio 2012
morire o vivere, ma liberi Valutazione 4 stelle su cinque
43%
No
57%

un gruppo di uomini internati in un gulag decide di tentare una folle fuga fino al baykal per passare il con fine con la Mongolia ed essere di nuovo liberi: sono, tra loro, diversi per nazionalità e crimini: c'è Janusz, un soldato polacco condannato come spia dei regimi capitalistici in seguito ad una confessione della moglie(ottenuta sotto tortura dai russi che avevano appena invaso la polonia), c'è un attore, un delinquente che ha debiti di gioco con gli altri detenuti( un incredibile , inizialmente irriconoscibile colin farrell), c'è un americano, mr.Smith...e altri, dalla lettonias, dalla Finlandia, tuti con il loro fardello di pensieri. solo alcuni di loro riuscuiranno a raggiungere la Mongolia, per scoprirla in mano ai sovietici; il cammino proseguirà fino al tibet e all'India. [+]

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cenox sabato 8 dicembre 2012
una fuga infinita da un gulag russo Valutazione 3 stelle su cinque
25%
No
75%

Il film è ambientato nel 1940, in un gulag russo, in cui le condizioni per i prigionieri, politici e non, non erano molto più confortevoli che quelle di un campo di concentramento tedesco. Questa storia vera, ha per protagonisti un manipolo di prigionieri, ognuno con il proprio carattere e la propria storia, che di notte riesce a fuggire da quell'inferno ghiacciato (siamo in Siberia). La fuga non sarà facile poichè lontanissima è la Mongolia, ove i protagonisti cercheranno rifugio, anche se il loro percorso è destinato ad allungarsi ulteriormente, mettendo a dura prova la loro forza di volontà ed il loro fisico. E' incredibile il cambio di scenari che affronteranno, dalla tundra siberiana ai deserti mongoli. [+]

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  1° | pensionoman
  2° | no_data
  3° | jaylee
  4° | fabian t.
  5° | filippo catani
  6° | donni romani
  7° | tiamaster
  8° | ultimoboyscout
  9° | molenga
10° | cenox
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