The Way Back

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Un film di Peter Weir. Con Dragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan.
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Drammatico, durata 133 min. - USA 2010. - 01 Distribution uscita venerdì 6 luglio 2012. MYMONETRO The Way Back * * * - - valutazione media: 3,36 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
gurthang venerdì 6 gennaio 2017
scade progressivamente nel polpettone Valutazione 2 stelle su cinque
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Film che inizia benissimo e scade progressivamente nel polpettone hollywoodiano. La situazione di partenza è emozionante e suscita in qualsiasi persona onesta un senso di ammirazione per il vigore con cui il socialismo sovietico sapeva proteggersi da traditori, sabotatori e delinquenti; la vita nel gulag è rappresentata realisticamente e la prima parte della fuga è al tempo stesso verosimile e coinvolgente.
 
Purtroppo il film scade poco a poco in un giro del mondo in 80 giorni tanto irrealistico quanto imbevuto dell’ottusa moralità americana, che tutto stravolge sulla base di canoni sufficientemente insulsi da risultare introiettabili al gregge. [+]

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folignoli sabato 23 aprile 2016
bellissimo Valutazione 5 stelle su cinque
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Visto ieri sera su Rai 3. Emozionante, ogni film dovrebbe raccontare un'emozione, più che una storia. Le atmosfere dell'est a noi occidentali sconosciute, diventano il simbolo di questo film. Gli spazi sconfinati ti fanno addentrare in un universo in cui la natura era (è) veramente padrona. La cosa che più mi ha colpito è che il film attraversa diverse condizioni metereologiche; dal freddo estremo della Siberia al caldo del deserto, dove la ragazza e il disegnatore perdono la vita. Anche Mr. Smith sta per morire, ma una provvidenziale oasi nel deserto lo salva. Superato il deserto torna la neve... l'Himalaya dove probablmente finisce la loro fuga in un villaggio dove vengono accolti amichevolmente. [+]

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ginopipillo venerdì 22 aprile 2016
si volta pagina sulla storia. Valutazione 4 stelle su cinque
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Finalmente esce in parte la verità, dopo 70 anni di film e documentari ossessivi sulla shoa e la "resistenza" e di silenzio sui crimini del comunismo. I gulag non sono stati niente di meno grave dei lager nazisti, con la differenza che gli internati in Siberia non hanno mai avuto il potere economico degli ebrei, oltre al fatto che Stalin aveva vinto la guerra. Una correzione importantissima è però che il GULag (l'organizzazione dell'arcipelago dei campi) l'ha inventato Lenin ed è andato avanti per molto tempo dopo la morte di Stalin (1953). Quindi dare la colpa al criminale Stalin è troppo semplice; è il COMUNISMO la vera ideologia ed organizzazione a delinquere. Lo dimostra il fatto che mentre la tv di stato ci annega nei presunti documentari su Hitler "per non dimenticare" e "perché non succeda mai più", nella Cina del 2016 ci sono i Laogai; cercate su Google questa parola e ne vedrete delle belle sulla crudeltà dell'ideologia comunista. [+]

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iuriv lunedì 9 novembre 2015
uomini in fuga. Valutazione 3 stelle su cinque
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Si dice ultimamente che le serie televisive stiano diventando il nuovo cinema. Forse è vero. Di sicuro c'è che, probabilmente, i produttori di questo The Way Back avrebbero potuto pensare di realizzarne una, visto l'ampio respiro di questa narrazione. O magari no, data l'importanza del finale circolare, atto a provocare commozione e labbra tremanti negli spettatori e che aveva bisogno di essere consumato a stretto giro. La scelta di Peter Weir nel raccontare questa storia è stata quella di prendersi tutto il tempo per esaltare l'ambientazione. Ed è una scelta giusta, visto che la natura è un personaggio attivo nella trama (direi il villain, ma è un sostantivo molto inadeguato). I ritmi sono sempre compassati per consentire la minuziosa descrizione dei fuggitivi in progressivo decadimento, e, soprattutto, del loro rapporto con un ambiente avaro di ricompense. [+]

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kondor17 lunedì 12 gennaio 2015
bella fotografia. Valutazione 2 stelle su cinque
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Il film è lento e succede pochissimo. l'attenzione resta sveglia grazie a immagini splendide di boschi e montagne e grotte e laghi. La storia, che inizialmente si credeva vera ma che vera poi non è, fece vendere a Rawicz oltre mezzo milione di copie. Anche il libro, come la pellicola, è pieno di pause e di incrongruenze, con una serie interminabile di interrogativi senza risposta. 
Parlando del film, manca di ritmo e, visto che si tratta di plausibile realtà, non capisco come un regista come Peter Weir non sia riuscito a renderlo più interessante inserendo scene d'azione che svegliassero dal sonno polare lo spettatore accoccolato sulla poltrona. [+]

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giorpost venerdì 26 settembre 2014
la durezza della natura e la tenacia del perdono Valutazione 4 stelle su cinque
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Peter Weir rappresenta una ristretta categoria di cineasti sognatori e visionari che non amano la banalità. Ha diretto Robin Williams nella perla de L’ attimo fuggente e Jim Carrey nel capolavoro The Truman Show fino ad arrivare, nel 2010, a dirigere un cast di ottimo profilo in una storia avventurosa e drammatica: The way back (USA).
 
Ambientato in un gulag situato nel mezzo della steppa siberiana, il film racconta di un gruppo di prigionieri, catturati più o meno per giusta causa dai russi, che si ritrovano in un campo di concentramento lontano migliaia di kilometri dalla civiltà, al freddo, con cibo scarso e di poca qualità. [+]

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francesco izzo sabato 20 settembre 2014
un altro bel film di peter weir Valutazione 4 stelle su cinque
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No
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Non c'è alcun dubbio: per me è un bel film. Complimenti al regista e a tutto il cast.
Il gruppo di evasi - al quale poi si aggiunge una ragazza polacca - solidarizza nonostante le forti diversità essenzialmente per sopravvivere.
La diffidenza- anch'essa finalizzata alla sopravvivenza- del gulag si trasforma in coesione umano-animale. Superano così il pericolo di congelamento,lupi,ghiacci,fame e sete - con la perdita di uno solo di loro,affetto da cecità - per arrivare ai deserti della Mongolia. Il criminale comune non se la sente di lasciare la Russia (ha più paura dei debiti che della schiavitù,dice ) e si congeda dagli altri. [+]

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gadman domenica 5 gennaio 2014
la vita e'una lotta continua Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
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Un film bellissimo dove c'è la lotta dell'uomo contro l'uomo (politica e ideologia), c'è la lotta dell'uomo contro la natura (la natura ha le sue regole e'l'uomo che per sopravvivere si deve adattare), c'è la lotta dell'uomo con se stesso(ogni uomo ha una sua ragione di vita che ti da' la forza di lottare fino alla fine e vincere le sfide apparentemente impossibili).Grande REGISTA, bellissimo FILM!

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tom vet mercoledì 14 agosto 2013
un altro capolavoro targato peter weir Valutazione 5 stelle su cinque
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Un film meraviglioso quello di Peter Weir!!! Emozionante e coinvolgete; spettacolari i paesaggi e la fotografia, i dialoghi e il trucco!! Tutti gli attori interpretano alla grande il proprio personaggio facendoci immedesimare nella storia e provocando in noi stessi un sentimento di solidarietà verso quegli eroi!!!
Eccezionale anche la rapidità delle scene che nulla toglie alla trama ne incorre nel pericolo di appesantirla...
Un film toccante che consiglio a tutti!!!

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rick_76 domenica 28 luglio 2013
bella scenografia Valutazione 4 stelle su cinque
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E' un film godibile, soprattutto per chi prova un certo interesse (non morboso) per la realtè ex-comunista e per come venivano trattati i prigionieri politici (magari qualcuno ha letto anche il libro l'uomo del gulag). Le scene iniziali del film sono realistiche su cosa accadeva in quelle terre.
Apprezzabile davvero la scenografia, straordinaria dall'inizio alla fine. Film un po' lungo, ma cmq non pesante. Bravi gli attori, vi lascerà soddisfatti.

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