The Way Back

Film 2010 | Drammatico 133 min.

Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata133 minuti
Regia diPeter Weir
AttoriDragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan Gustaf Skarsgård, Mark Strong, Jim Sturgess, Sebastian Urzendowsky, Dejan Angelov, Valentin Ganev, Nikolay Mutafchiev, Stanislav Pishtalov, Zachary Baharov, Stefan Shterev, Bhawani Singh, Hal Yamanouchi, An-Zung Le, Irinei Konstantinov, Meglena Karalambova, Mariy Grigorov, Igor Gnezdilov, Sally Edwards.
Uscitavenerdì 6 luglio 2012
TagDa vedere 2010
Distribuzione01 Distribution
MYmonetro 3,14 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Peter Weir. Un film Da vedere 2010 con Dragos Bucur, Colin Farrell, Ed Harris, Alexandru Potocean, Saoirse Ronan. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2010, durata 133 minuti. Uscita cinema venerdì 6 luglio 2012 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,14 su 39 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nel 1940 sette coraggiosi prigionieri fuggono da un campo di lavoro siberiano e scoprono il vero significato dell'amicizia. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar. In Italia al Box Office The Way Back ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 118 mila euro e 18,4 mila euro nel primo weekend.

The Way Back è disponibile a Noleggio e in Digital Download su TROVASTREAMING e in DVD e Blu-Ray su IBS.it. Compralo subito

Consigliato sì!
3,14/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,93
PUBBLICO 3,48
CONSIGLIATO SÌ
Una fuga dal gulag attraverso una natura ostile.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 5 luglio 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 5 luglio 2012

1940. Nella Polonia occupata dalle truppe sovietiche, il soldato Janusz viene denunciato come spia dalla moglie sottoposta a tortura. Spedito in un gulag in Siberia. Qui, insieme ll'attore Khabarov, all'americano Mr.Smith, e al criminale comune Valka inizia a pensare a un piano di fuga che riuscirà ad attuare insieme ad altri detenuti. Ciò che li attende fuori dal campo di prigionia è l'inverno siberiano. La loro prima meta è costituita dal lago Baikal e dai confini con la Mongolia. Il loro viaggio è però destinato ad essere molto più lungo e, conseguentemente, molto più tormentato.
Sono trascorsi nove anni da quando un film di Peter Weir è comparso sui nostri schermi ed ora possiamo finalmente vedere l'ultima sua fatica che risale al 2010. Non si tratta di una delle sue opere più originali ma si rivela comunque interessante. A partire dalle sue origini, il romanzo "The Long Walk" di Slavomir Rawicz, il cui autore affermò di essersi ispirato a fatti realmente accadutigli, salvo poi essere smentito da documentazioni emerse negli anni recenti. Weir quindi ha ribaltato la dimensione del suo The Truman Show. Là il suo protagonista viveva come realtà ciò che era finzione. Qui ci si ispira a una finzione che ha voluto proporsi come realtà per fare un film che rispetta i canoni ...della finzione. Con una differenza di fondo però. I gulag staliniani sono stati una aberrante fatto reale e hanno ispirato tentativi di fuga da un inferno fuori dal quale ce n'era un altro ad attendere gli evasi.
Deve essere questo che ha attratto Weir: raccontare le vicende di un gruppo di uomini che trovano nella Natura, come afferma uno dei comandanti del gulag, il loro vero carnefice. Il suo cinema è spesso andato alla ricerca di storie in cui i protagonisti lottavano contro i pregiudizi e, in fondo, anche contro se stessi per raggiungere la meta che si erano prefissi. Che fossero professori (L'attimo fuggente) o al comando di una nave (Master & Commander) poco importava. Qui si misura con un gruppo di individui che restano tali anche quando sono costretti dagli eventi a diventare un gruppo. Ognuno si porta dietro il bagaglio delle proprie diffidenze nei confronti della diversità (di nazionalità, d'età, di vissuto personale) altrui. Ma tutti hanno una meta che inizialmente risulta essere comune. Se Colin Farrell è, come al solito, a suo agio nei laceri panni del cupo criminale Valka, è un sempre superlativo Ed Harris ad offrire una prova che lascia ancora una volta il segno nei panni del volutamente anonimo Mr. Smith. Su tutto il cast finisce però con il dominare l'ambiente naturale che la fotografia di Russell Boyd esalta in particolare quando gli mette a disposizione l'intero schermo riducendo gli esseri umani a poco più che nullità. Nullità che, a tratti, rischiano di perdere la propria umanità per poi ritrovarla, nonostante tutto, magari disputando, ridotti alla fame, su una ricetta in cui mettere più o meno sale.

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THE WAY BACK
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 28 gennaio 2013
pensionoman

The Way Back, ovvero come la mano di un grande artista può raccontare una storia epica e senza tempo. 1939. Nella Polonia invasa dai nazisti, Janusz (un giovane ufficiale polacco) viene condannato per spionaggio, in base alle accuse della moglie, costretta con la violenza a testimoniare contro di lui. Con questo fardello terribile nell'anima, senza un processo, viene spedito senza complimenti [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 luglio 2012
jaylee

Picnic a Hanging Rock si incrocia con Master & Commander nella più recente prova del maestro Peter Weir. Arrivato con ben due anni di ritardo sullo schermo, The Way Back racconta del ritorno a casa di Janusz, (Jim Sturgess) militare polacco ingiustamente accusato di spionaggio ed imprigionato in Siberia e che impiegherà ben 48 anni per farlo (dal 1941, anno in cui si svolge la trama, [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 agosto 2012
Fabian T.

Film serio, solido, sobrio, del tutto privo di spettacolarizzazione. Una regia quasi invisibile per un lungo e sofferto viaggio verso la libertà non solo fisica ma soprattutto interiore. La forza di volontà, le motivazioni personali, l'equilibrio mentale e il sapersi mettere in discussione sono i temi chiave di questa ennesima prova cinematografica di Weir dedicata alle inoocenti [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 luglio 2012
no_data

sarò di parte, in quanto mi sono sempre piaciuti moltissimo i film di Weir (l' attimo fuggente, the truman show, picnic ad hanging rock, master e commander),ma anche questa sua ultima opera mi ha colpito moltissimo.è un film semplice e lineare ma fatto benissimo sotto tutti gli aspetti: la sceneggiatura non rende mai banale una storia,come ho già detto, semplice (cosa molto [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 luglio 2012
donni romani

Per il ritorno su grande schermo dopo quasi dieci anni di assenza Peter Weir sceglie una storia di fuga, di sopravvivenza e di solidarietà dove a dominare sono gli ambienti naturali che i protagonisti si trovano ad affrontare giorno dopo giorno per 6500 chilometri. Tanti sono infatti sono i metri strappati alla morte che un gruppo di detenuti, evasi da un carcere siberiano nel 1938, in pieno regime [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 luglio 2013
Filippo Catani

Nel 1940 nella Polonia occupata dall'Armata Rossa si susseguono le deportazioni. Un giovane viene spedito nei gulag siberiani dietro la testimonianza estorta con la violenza alla moglie che lo accusa di essere una spia. Una volta in Siberia, l'uomo deciderà di intraprendere una missione suicida: fuggire attraverso la Siberia per raggiungere la Mongolia prima e l'India poi.

sabato 23 aprile 2016
Folignoli

Visto ieri sera su Rai 3. Emozionante, ogni film dovrebbe raccontare un'emozione, più che una storia. Le atmosfere dell'est a noi occidentali sconosciute, diventano il simbolo di questo film. Gli spazi sconfinati ti fanno addentrare in un universo in cui la natura era (è) veramente padrona. La cosa che più mi ha colpito è che il film attraversa diverse condizioni [...] Vai alla recensione »

lunedì 9 novembre 2015
IuriV

Si dice ultimamente che le serie televisive stiano diventando il nuovo cinema. Forse è vero. Di sicuro c'è che, probabilmente, i produttori di questo The Way Back avrebbero potuto pensare di realizzarne una, visto l'ampio respiro di questa narrazione. O magari no, data l'importanza del finale circolare, atto a provocare commozione e labbra tremanti negli spettatori e che aveva bisogno di essere consumato [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 gennaio 2015
kondor17

Il film è lento e succede pochissimo. l'attenzione resta sveglia grazie a immagini splendide di boschi e montagne e grotte e laghi. La storia, che inizialmente si credeva vera ma che vera poi non è, fece vendere a Rawicz oltre mezzo milione di copie. Anche il libro, come la pellicola, è pieno di pause e di incrongruenze, con una serie interminabile di interrogativi senza risposta.&n [...] Vai alla recensione »

venerdì 26 settembre 2014
Giorpost

Peter Weir rappresenta una ristretta categoria di cineasti sognatori e visionari che non amano la banalità. Ha diretto Robin Williams nella perla de L’ attimo fuggente e Jim Carrey nel capolavoro The Truman Show fino ad arrivare, nel 2010, a dirigere un cast di ottimo profilo in una storia avventurosa e drammatica: The way back (USA).   Ambientato in un gulag situato nel mezzo della [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 gennaio 2017
Gurthang

Film che inizia benissimo e scade progressivamente nel polpettone hollywoodiano. La situazione di partenza è emozionante e suscita in qualsiasi persona onesta un senso di ammirazione per il vigore con cui il socialismo sovietico sapeva proteggersi da traditori, sabotatori e delinquenti; la vita nel gulag è rappresentata realisticamente e la prima parte della fuga è al tempo stesso [...] Vai alla recensione »

venerdì 22 aprile 2016
ginopipillo

Finalmente esce in parte la verità, dopo 70 anni di film e documentari ossessivi sulla shoa e la "resistenza" e di silenzio sui crimini del comunismo. I gulag non sono stati niente di meno grave dei lager nazisti, con la differenza che gli internati in Siberia non hanno mai avuto il potere economico degli ebrei, oltre al fatto che Stalin aveva vinto la guerra.

sabato 7 luglio 2012
tiamaster

Sono un grande fan di Peter Weir, in quanto la sua filmografia è ricca di film che sono e ritengo dei cult assoluti.....come dimenticare il geniale "the truman show" o il poetico "l'attimo fuggente"???impossibile!!!e impossibile non rimanere coinvolti dal suo ultimo lavoro, uscito in italia con due anni di ritardo.Memorabile ogni singola inquadratura ed ogni singolo personaggi [...] Vai alla recensione »

domenica 24 marzo 2013
ultimoboyscout

E' la storia della grande fuga di sette prigionieri da un gulag sovietico, tra i quali un attore russo e un ufficiale polacco accusato di spionaggio, che rischiarono la vita per lasciare la Siberia e arrivare nell'India inglese attraversando la Mongolia, il Desero dei Gobi e la Grande Muraglia cinese. A loro si uniràstrada facendo un'orfana polacca.

lunedì 30 luglio 2012
molenga

un gruppo di uomini internati in un gulag decide di tentare una folle fuga fino al baykal per passare il con fine con la Mongolia ed essere di nuovo liberi: sono, tra loro, diversi per nazionalità e crimini: c'è Janusz, un soldato polacco condannato come spia dei regimi capitalistici in seguito ad una confessione della moglie(ottenuta sotto tortura dai russi che avevano appena invaso [...] Vai alla recensione »

sabato 8 dicembre 2012
Cenox

Il film è ambientato nel 1940, in un gulag russo, in cui le condizioni per i prigionieri, politici e non, non erano molto più confortevoli che quelle di un campo di concentramento tedesco. Questa storia vera, ha per protagonisti un manipolo di prigionieri, ognuno con il proprio carattere e la propria storia, che di notte riesce a fuggire da quell'inferno ghiacciato (siamo in Siberia). [...] Vai alla recensione »

martedì 22 febbraio 2011
Scacchio

Questo sito diventa sempre peggio. Nella sinossi si legge laconicamente che il film parla di "prigionieri internazionali" che scappano da "campi di lavoro in siberia", mentre esso tratta di campi di concentramento comunisti (chiamati gulag) dove in unione sovietica venivano fatti sparire gli uomini che si opponevano al regime. Chi ha scritto quella pseudo-recensione ha evidentemente cercato di occultare [...] Vai alla recensione »

domenica 15 luglio 2012
Paolo Stravalaci

Straordinario, per me è un capolavoro. Regia superba del grande Weir e un cast eccellente, davvero tutti bravissimi non riesco a trovare un difetto in questa pellicola. E' un film che emoziona, coinvolge, fa riflettere, e tiene incollati allo schermo per oltre 2 ore. Non vi racconto niente, è da vedere e basta senza sapere nulla in anticipo, come è stato per me.

mercoledì 11 luglio 2012
Nicola1

Se l'avessi visto in un cinema con poltrone di velluto rosso, con lampade a forma di candela sui muri, con la mascherina che mi accompagnava al mio posto, se avessi avuto il programma in mano, se l'audio non fosse dolby, dts, sdds ecc, se lo schermo era in cinemascope, se il film fosse iniziato con il leone che ruggiva e se non l'avessi visto in una multisala allora la magia sarebbe stata [...] Vai alla recensione »

domenica 15 luglio 2012
irene

Non mi ero resa conto di quanto mi mancasse Peter Weir fino a quando non mi sono immersa in questo film. Fino a quando non sono stata conquistata dalla potenza e dalla poesia che Weir sa sempre infondere alle sue immagini, anche quando raccontano una storia dura e tragica. Nessuno lo sa fare meglio di lui e rischiavo di dimenticarlo. Proprio io che ho visto tutti i suoi film, adorandoli uno ad uno [...] Vai alla recensione »

sabato 27 aprile 2013
Liuk

Dalla siberia all'india a piedi per fuggire da un gulag. Splendida pellicola d'avventura tratto da una storia presumibilmente vera, se pur non verificata. Cast d'eccezione con un Colin Farrell da oscar, fotografia notevole e buona colonna sonora. Nel complesso un "filmone" d'altri tempi assolutamente da non perdere.

sabato 21 gennaio 2012
loris760

Tre stelle e mezza per l'ultima fatica del grande Peter Weir. Si tratta di un buon film sul desiderio di liberta e sull'istinto di sopravvivenza. Due ore intense e ben raccontate dal regista che non raggiunge mai i livelli di hanging rock, ma che riesce a tratti ad emozionare. La natura impervia e la tenacia umana sono i caratteri fondamentali del film.

sabato 20 settembre 2014
Francesco Izzo

Non c'è alcun dubbio: per me è un bel film. Complimenti al regista e a tutto il cast. Il gruppo di evasi - al quale poi si aggiunge una ragazza polacca - solidarizza nonostante le forti diversità essenzialmente per sopravvivere. La diffidenza- anch'essa finalizzata alla sopravvivenza- del gulag si trasforma in coesione umano-animale.

domenica 5 gennaio 2014
gadman

Un film bellissimo dove c'è la lotta dell'uomo contro l'uomo (politica e ideologia), c'è la lotta dell'uomo contro la natura (la natura ha le sue regole e'l'uomo che per sopravvivere si deve adattare), c'è la lotta dell'uomo con se stesso(ogni uomo ha una sua ragione di vita che ti da' la forza di lottare fino alla fine e vincere le sfide apparentemente impossibili).

venerdì 20 luglio 2012
renato volpone

La libertà è il filo conduttore di questo film: la libertà dalla dura prigionia del Gulag, la libertà dall'oppressione degli uomini sugli altri uomini, ma anche la libertà dai rimorsi e dai sensi di colpa. Una fuga, una grande fuga per migliaia di chilometri dalla Siberia fino all'India, attraverso il gelo dell'inverno, l'arido deserto e il confronto [...] Vai alla recensione »

mercoledì 14 agosto 2013
Tom Vet

Un film meraviglioso quello di Peter Weir!!! Emozionante e coinvolgete; spettacolari i paesaggi e la fotografia, i dialoghi e il trucco!! Tutti gli attori interpretano alla grande il proprio personaggio facendoci immedesimare nella storia e provocando in noi stessi un sentimento di solidarietà verso quegli eroi!!! Eccezionale anche la rapidità delle scene che nulla toglie alla trama [...] Vai alla recensione »

domenica 28 luglio 2013
rick_76

E' un film godibile, soprattutto per chi prova un certo interesse (non morboso) per la realtè ex-comunista e per come venivano trattati i prigionieri politici (magari qualcuno ha letto anche il libro l'uomo del gulag). Le scene iniziali del film sono realistiche su cosa accadeva in quelle terre. Apprezzabile davvero la scenografia, straordinaria dall'inizio alla fine.

lunedì 26 novembre 2012
purplerain

Ne è valsa la pena!! Non solo guardare il film, e soprattutto VIVERLO attraverso li occhi dei protagonisti, ma aspettare i dieci anni tra una fatica e l'altra del maestro Weir!! In questo film non assistiamo solo ad una fuga da un gulag, altrimenti potremmo riallacciarci ad altre pellicole inerenti a fughe, tipo "fuga da absolom" o "fuga da alcatraz"! No!! Qui assistiamo [...] Vai alla recensione »

venerdì 8 marzo 2013
Paopon

Dal maestro peter Weir era lecito aspettarsi qualcosa in più. Ancora una volta individui che lottano, soffrono, si impegnano in imprese memorabili. Manca però la solita verve, la capacità di catturare la curiosità dello spettatore ben nota ai suoi estimatori. Dopo la fuga dal Gulag, nessun colpo di scena, niente che ti possa fare, non dico sobbalzare ma neppure sorprendere. [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 luglio 2012
enrico rocco

Se la storia in sè è talmente affascinante da giustificare da sola, insieme ai paesaggi, il prezzo del biglietto, a mio avviso non lo è il film nel suo complesso. I personaggi sono privi di una benchè minima identità, Farrel è quasi ridicolo (se pensiamo al ruolo per certi aspetti analogo interpretato in "Tigerland" con tutt'altra efficacia), Ed Harris ricorda l'Eastwood bi-espressivo (con/senza cappello), [...] Vai alla recensione »

domenica 6 gennaio 2013
Kyotrix

Sara' anche fatto bene, avra' buone moralita', ma ho provato ben poche emozioni. Sinceramente potevo anche farne a meno di vederlo. Film non per tutti.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo sette anni di assenza (dai tempi di Master and Commander) torna l’australiano Peter Weir, che ha dato allo schermo film memorabili come Picnic a Hanging Rock e Truman Show. E si riaffaccia con un “epic” appassionante, raccontando la fuga (autentica) di sette uomini da un gulag siberiano all’inizio della guerra. Guidati dal risoluto Janusz, un polacco che vuole ritrovare la moglie costretta a denunciarl [...] Vai alla recensione »

Gianni Rondolino
La Stampa

Poiché The Way Back , l’ultimo film diretto da Peter Weir, è un’opera di notevole valore, non si comprende come mai tanto il Festival di Cannes quanto quello di New York non abbiano voluto presentarla in concorso né fuori concorso, quasi si trattasse di un film mediocre o inutile o di vecchio stile o addirittura negativo sul piano estetico e su quello culturale.

Valerio Caprara
Il Mattino

Naturalmente la categoria cinema estivo non esiste, ma non è sbagliato definire «The Way Back» un film che pare fatto apposta per liberare mente e sguardo dello spettatore quando è arrivato allo start delle vacanze. La proposta è resa allettante anche dal nome del regista, l’australiano Peter Weir che abbiamo onorato con ragione per oltre vent’anni e da circa dieci sembrava pensionato: tornato in campo [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Come il grande David Lean cui spesso è paragonato, l’australiano Peter Weir è un cineasta che ama la dimensione epica, il romanzo di ardite imprese umane. In tale spirito ha realizzato nel 2003 il magnifico Master & Commander ; in questo registro affronta ora The Way Back , ispirato a un libro di Slavomir Rawicz - uscito nel 1956 e per la verità da molti considerato inattendibile - dove l’autore rievoca [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

C’è un motivo per cui questo film del regista australiano che ha firmato The Truman show e L’attimo fuggente è rimasto congelato per due anni prima di uscire nelle sale italiane, ed è che purtroppo non sembra un film di Peter Weir. O meglio, il tema trattato, cioè la fuga di un gruppo di detenuti di un gulag siberiano verso la libertà, contiene tutti gli elementi della poetica di Weir, dal gruppo di [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Nel 1941, alla fine dell’inverno, sette uomini si incamminano verso l’Himalaya e l’India. La circostanza non avrebbe rilevanza se quegli uomini, senza cibo e malamente vestiti, non partissero dalla Siberia. Evasi da un gulag, li guida il tenente polacco Slawomir Rawicz, lo stesso che quindici anni più tardi ne descrive la traversata dell’Asia in un best-seller pubblicato in Gran Bretagna.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

“Il carcere è la natura”. Quella della Siberia, 1939: il tenente polacco Janusz (Jim Sturgess) viene accusato di spionaggio dal partito comunista e condannato a 25 anni di lavori forzati. Per dirla alla Lenin, che fare? Fuga, e fuga sia: gelo e deserto, fame e disperazione, sete e sconforto, 6.500 km a piedi per “ritrovarsi” in India. Un criminale russo (Colin Farrell), un americano ambiguo (Ed Harris) [...] Vai alla recensione »

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