Coppola: noi matti dello showbiz (ma non ce l'ho con la tv italiana)
di Fulvia Caprara La Stampa
La solitudine dei «figli di», lo straniamento di chi ha passato più tempo in albergo che a casa, le vite sopra le righe di chi è abituato a stare perennemente sotto i riflettori. Con Somewhere, ieri al Festival in contemporanea con l'uscita nelle sale italiane (250 copie con il marchio Medusa), Sofia Coppola torna a parlare di sé, di un mondo dello spettacolo vacuo e scintillante, di artisti, come il protagonista Johnny Marco (Stephen Dorff), che scoprono tardi il significato dell'essere padri: «La storia non parla solo di me, ma certo contiene episodi che si rifanno alla mia esperienza personale, ai ricordi di quando accompagnavo mio padre in giro per il mondo, alla sensazione di stargli accanto sentendo che c'erano tante persone attratte dalla sua arte, all'entusiasmo che provavo entrando nel mondo degli adulti». [...]
di Fulvia Caprara, articolo completo (4380 caratteri spazi inclusi) su La Stampa 4 settembre 2010