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Post Mortem |
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Un film di Pablo Larrain.
Con Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso.
continua»
Drammatico,
durata 98 min.
- Cile, Messico, Germania 2010.
- Archibald Enterprise Film
uscita venerdì 29 ottobre 2010.
MYMONETRO
Post Mortem
valutazione media:
3,57
su
20
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Durante il colpo di stato cileno del 1973, Mario cerca di scoprire che fine abbia fatto la sua vicina di casa Nancy, ballerina di cabaret scomparsa misteriosamente.
![]() Dramma storico dai carichi pesantissimi, com'è pesante un corpo morto moltiplicato per migliaia |
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Marianna Cappi
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Santiago del Cile, 1973. Mario Corneo lavora come funzionario presso l'obitorio. Trascrive a macchina le autopsie. Si innamora di una ballerina di cabaret, Nancy, sua vicina di casa. Ma sono i giorni del colpo di stato, l'obitorio si riempie di cadaveri, della casa e della famiglia di Nancy non rimangono tracce. La ragazza si nasconde nel cortile della casa di Mario, che le porta il cibo e le sigarette. Intanto, all'obitorio, i morti riempiono le sale, i corridoi, le scalinate dell'ospedale.
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Il consenso degli ignavi
giovedì 4 novembre 2010
di laulilla
Post Mortem racconta i tragici momenti del golpe militare che cancellò l'esperienza socialista di Salvador Allende in Cile nel settembre del 1973. La tensione sociale e politica, da tempo percepibile nel paese sudamericano, sfociò nell'assalto alla Moneda, residenza ufficiale del presidente cileno, da parte dei militari infedeli, che si schierarono con una parte dell'opinione pubblica ostile, ma soprattutto con i proprietari americani delle miniere di rame, nazionalizzate, continua » |
Il dramma di un paese visto da un obitorio
sabato 2 ottobre 2010
di Luca Scialò
Mario Corneo (Alfredo Castro) lavora come funzionario presso l’obitorio di Santiago del Cile, con la mansione di trascrivere a macchina le autopsie. La sua vita è piatta, scorre priva di vitalità, quasi in simbiosi con la propria professione da cui pare essere influenzato da una triste “deformazione professionale”. E’ innamorato di Nancy, una ballerina di cabaret, sua vicina di casa. La quale, per carattere e professione, sembra essere quasi agli antipodi con lui. La sua vita però, come quella continua » |
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Troppo lento
lunedì 8 novembre 2010
di renato volpone
Il film ha il solo pregio di ricordare gli avvenimenti del golpe militare cileno e invoglia ad andare a rileggere questa pagina di storia. La parte storica viene solo sfiorata con la rappresentazione cruda di una realtà che fa da sfondo alla vita del protagonista, che, invece è squallida e deprimente. La stessa ambientazione all'obitorio appare superficiale rispetto alla parte storica ed inutile per la parte narrativa, considerato che il personaggio è descritto benissimo continua » |
La conferma del talento di larrain
venerdì 19 novembre 2010
di eddie '85
"Post mortem" è la conferma del talento di Pablo Larrain. Ambientato nel Cile del fatidico settembre 1973, racconta di Mario, funzionario alla "Morgue", e innamorato di una scadente e bruttina vecchia gloria del cabaret che è anche sua vicina di casa. Indifferente alle drammatiche vicende che il paese sta attraversando, ed emotivamente immune alla massa dei cadaveri che gli passano sotto il naso dopo l'11 settembre, il protagonista sembra riuscire ad accendersi e ad avere scatti di apparente moralità continua » |
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DVD | Post MortemUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 24 maggio 2011
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GALLERY | La fotogallery del film Post Mortem del cileno Pablo Larrain.La storia di un amore
lunedì 25 ottobre 2010 - Marlen Vazzoler
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Autopsia del Cile, opera crudele di Larrain
di Mariuccia Ciotta Il Manifesto
Il più gelido horror sulla fine di Salvador Allende, Post mortem di Pablo Larrain, esce nelle sale qualche settimana dopo la Mostra di Venezia. Molto amato dalla critica, che lo aveva indicato nella rosa vincente, il film non ha conquistato però Quentin Tarantino, presidente della giuria. Il titolo però è stata una delle gemme del festival, ed è una visione irrinunciabile. 1l regista cileno di Tony Manero (premiato al Torino film festival 2008) è tornato a interloquire con il volto scarnificato di Alfredo Castro, e il suo personaggio di solitario ed emozionalmente congelato osservatore del mondo. » |
Amore, cadaveri e cinismo nel Cile in guerra di Pinochet
di Maurizio Caverzan Il Giornale
Santiago del Cile, inverno 1973. Il cinquantacinquenne Mario (Alfredo Castro) è un grigio e solitario impiegato dell'obitorio, incaricato di stilare i referti delle autopsie. Fuori si prepara il colpo di Stato di Pinochet e mentre i militati prendono il comando della Moneda, lui s'invaghisce della sfiorita dirimpettaia Nancy (Antoina Zegers), ballerina di cabaret di quart'ordine che scompare misteriosamente l'11 settembre (in Cile è inverno). Quando i militari fanno irruzione nell'abitazione della famiglia di Nancy, Mario apprende dell'arresto del fratello e del padre di lei, esponente del partito comunista e sostenitore di Salvador Allende. » |
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Inerte desolazione nel Cile di Allende
di Lietta Tornabuoni La Stampa
In Cile, nel 1973 anno del colpo di Stato militare che provocò la fine del governo socialista, la morte di Salvador Allende e infinite vittime, un cinquantenne senza alcun fascino lavora all'obitorio dattilografando i referti medici e spasima per una ballerina non più giovane e licenziata. Lei, parente di oppositori del governo, è costretta a nascondersi; lui la ritrova, ma in compagnia di un altro; il richiesto di cibo e di assistenza, accumula invece davanti alla porta del rifugio una quantità insuperabile di oggetti condannando i prigionieri. » |
Larrain mette il Cile sul tavolo anatomico
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
Mentre prende il via (con film non proprio memorabili...) il Festival di Roma, arriva in sala uno dei vincitori "morali" di Venezia, incomprensibilmente ignorato dalla giuria guidata da Tarantino. Si tratta di Post Mortem, opera seconda del 34enne cileno Pablo Larrain, già notato (e premiato) nei festival di mezzo mondo con il suo debutto, il non meno cupo Tony Manero, visto fugacemente anche in Italia. A riassumerlo con uno slogan, è il golpe in Cile visto dall'obitorio. Letteralmente. Siamo infatti nel settembre del 1973, alla vigilia di quella che sarebbe passata alla Storia come una delle pagine più violente e vergognose del secondo '900 (chi non ha l'età per ricordare veda il poetico e straziante Salvador Allende di Patricio Guzman, dvd Feltrinelli). » |
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