|
|
visualman
|
lunedì 7 maggio 2012
|
controcorrente
|
|
|
|
non ho letto il libro che ha ispirato il film quindi non so se ishiguro abbia ambientato la sua storia nel futuro o su un altro pianeta. ma il film si svolge in una gran bretagna fedelmente ricreata a cavallo se non vado errato tra gli anni 70 e 90 (decennio più decennio meno, poco importa), e parte da un soggetto assolutamente inaccettabile, specie alla luce dei dibattiti di questo secolo sulla clonazione, l'utilizzo degli embrioni e delle cellule staminali. nessuna civiltà occidentale, specialmente quella anglosassone, avrebbe mai permesso la creazione di un serbatoio di esseri umani da destinare all'espianto degli organi (nel film le chiamano donazioni ma non è un termine corretto, in quanto i donatori non sono certo consenzienti, ma succubi).
[+]
non ho letto il libro che ha ispirato il film quindi non so se ishiguro abbia ambientato la sua storia nel futuro o su un altro pianeta. ma il film si svolge in una gran bretagna fedelmente ricreata a cavallo se non vado errato tra gli anni 70 e 90 (decennio più decennio meno, poco importa), e parte da un soggetto assolutamente inaccettabile, specie alla luce dei dibattiti di questo secolo sulla clonazione, l'utilizzo degli embrioni e delle cellule staminali. nessuna civiltà occidentale, specialmente quella anglosassone, avrebbe mai permesso la creazione di un serbatoio di esseri umani da destinare all'espianto degli organi (nel film le chiamano donazioni ma non è un termine corretto, in quanto i donatori non sono certo consenzienti, ma succubi). la storia si dipana come un drammone tragico - sentimentale in cui in base alla sospensione dell'incredulità si vorrebbe far soffrire e far partecipare lo spettatore alla maturazione umana dei protagonisti, dalla loro infanzia fino alla loro maggiore età, passando per la scoperta del sesso e la consapevolezza dell'orribile destino che li attende. ma, a mio avviso, non è possibile entrare nei panni dei personaggi e fare proprie le loro aspirazioni le loro gioie e le loro sofferenze, poichè ciò significherebbe accettare l'assunto che l'uomo abbia deliberatamente, contro ogni pensiero etico, scientifico e religioso scelto di far nascere esseri umani al solo scopo di depredarli degli organi da trapiantare ad altri esseri umani di classe superiore (chi sarebbero poi? nel film non sono mai rappresentati chiaramente: si solo vedono insegnanti, medici e operai). e questo, come ho già detto all'inizio, è inaccettabile. sarebbe come immaginare un allevamento di neonati da macellare ad uso e consumo di miliardari in cerca di qualche nuova prelibatezza, e fornire a questo orrore lo status di normalità. perché è questa la grande bugia di questo film: la storia dà per scontato questo orrore come se si trattasse di una guerra o di un'epidemia di peste, i protagonisti la vivono senza ribellione, senza pianificare una fuga (eppure ne avrebbero anche la possibilità), vivendo in definitiva la catastrofe come adolescenti in preda ai primi turbamenti. il meccanismo psicologico semplicemente non funziona, l'uomo di fronte ad un simile destino proverebbe con tutte le sue forze ad evitarlo, giacché basterebbe il solo istinto di conservazione a motivare una fuga o una ribellione di massa. l'accettazione supina delle donazioni immaginata da ishiguro e fatta propria da romanek rimane quindi una forzatura che indebolisce il film e gli toglie qualsiasi base di credibilità e verosimiglianza. in sostanza, per dirla con una banale locuzione, "non funziona".
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a visualman »
[ - ] lascia un commento a visualman »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
filippo catani
|
lunedì 23 aprile 2012
|
un'opera struggente
|
|
|
|
Inghilterra. Un ragazzo e due ragazze stringono una tenera amicizia ma i loro destini subiranno una tragica svolta quando scopriranno una serie di inquietanti verità; sono stati infatti clonati per essere avviati a diventare donatori di organi. I tre proveranno a modo loro a ribellarsi a un destino ineluttabile.
Meraviglioso e davvero struggente questo film tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro già autore dell'altrettanto fortunato Quel che resta del giorno. Il film solleva temi davvero scottanti. Sarebbe lecito clonare esseri umani per destinarli solo ed esclusivamente a diventare donatori di organi? Che ne sarebbe delle loro vite ma soprattutto delle loro anime e dei loro sentimenti? E' davvero agghiacciante sentire la ex preside affermare che l'umanità non vorrà certo tornare indietro a quando era costretta a morire per determinate malattie.
[+]
Inghilterra. Un ragazzo e due ragazze stringono una tenera amicizia ma i loro destini subiranno una tragica svolta quando scopriranno una serie di inquietanti verità; sono stati infatti clonati per essere avviati a diventare donatori di organi. I tre proveranno a modo loro a ribellarsi a un destino ineluttabile.
Meraviglioso e davvero struggente questo film tratto dall'omonimo romanzo di Kazuo Ishiguro già autore dell'altrettanto fortunato Quel che resta del giorno. Il film solleva temi davvero scottanti. Sarebbe lecito clonare esseri umani per destinarli solo ed esclusivamente a diventare donatori di organi? Che ne sarebbe delle loro vite ma soprattutto delle loro anime e dei loro sentimenti? E' davvero agghiacciante sentire la ex preside affermare che l'umanità non vorrà certo tornare indietro a quando era costretta a morire per determinate malattie. Il film potrebbe essere riassunto dal terrificante urlo del giovane coprotagonista di fronte all'impossibilità di intervenire sul proprio destino. Inoltre fa un certo effetto sentire parlare dei ragazzini senza fare riferimento ai propri genitori ma a quell'orizzonte che via via si avvicina sempre di più ed è caratterizzato dal tavolo operatorio. Ottimi cast, musiche e fotografia per un film passato troppo presto in cavalleria e che avrebbe meritato ben altra considerazione e riflessione.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a filippo catani »
[ - ] lascia un commento a filippo catani »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco2
|
lunedì 23 aprile 2012
|
sopravvalutato
|
|
|
|
I protagonisti di questo film non c'entrano con quelli ell'"Attimo fuggente", che fanno causa comune, prima in nome della poesia e poi in nome di una persona; né (tanto) con quelli dell'"Orco" di Schoendlorf, forse già "Invasati", presi di mira dal classico pifferaio magico. No. Sono dei (Pre)destinati, a rinunciare a loro stessi, al LORO amore, in nome di quello universale.
La struttura che li ospita(Sic!), ad un certo punto, si priverà di un suo membro (La docente), facendosi a sua volta carico del processo di (auto)privazione cui i ragazzi(ni), fin da subito , venivano abit(u)ati.
Chi, come scrive, sollevi delle perplesità su q esto film non vuole negarne la natura (potenzialmente)provocatoria.
[+]
I protagonisti di questo film non c'entrano con quelli ell'"Attimo fuggente", che fanno causa comune, prima in nome della poesia e poi in nome di una persona; né (tanto) con quelli dell'"Orco" di Schoendlorf, forse già "Invasati", presi di mira dal classico pifferaio magico. No. Sono dei (Pre)destinati, a rinunciare a loro stessi, al LORO amore, in nome di quello universale.
La struttura che li ospita(Sic!), ad un certo punto, si priverà di un suo membro (La docente), facendosi a sua volta carico del processo di (auto)privazione cui i ragazzi(ni), fin da subito , venivano abit(u)ati.
Chi, come scrive, sollevi delle perplesità su q esto film non vuole negarne la natura (potenzialmente)provocatoria. Nè le implicazioni filosofiche, morali e che dir si voglia. Ma proprio per questo, e non NONOSTANTE questo, "Non lasciarmi" avrebbe potuto scegliere una strada ben più provocatoria. Che si esaurisce nel personaggio, peraltro macchiettistico e prevedibile, della Rampling. Per il resto, se nell'analizzare le relazioni umane, siamo lontani dal kitzch di un Muccino di un "Dieci inverni", quell i ei protagonisti rischiano di apparire dei tormenti adolescenziali che troppo poco ci dicono sulla "natura ambigua dell'amore" dei protagonisti; fuorché chi scrive non necessiti di una seconda visione.
Ancora meno provocatorio appare l'amore tra i due giovani, preceduto dall..espiazione(ancora!) della Knightley, che trova una punta di originalità solo nella criptica frase della Rampling relativa alla galleria.
In conclusione,se restano scene come quella davanti al , o la f(r)ase finale del personaggio di Carey Mulligan, che condensa la particolarità dei protagonisti ed il (non?) senso, universalisimo, dell'amore e della vita, "Non lasciarmi" appare un'opera davvero troppo elogiata, che non ha maneggiato in maniera sufficientemente "scorretta" la sua (im)materia(lità); peraltro, limitandosi lla realtà italiana, questa scelta (se scelta è stata), non è neanche servita ad ottenere migliori riscontri al botteghino.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vero2
|
domenica 22 aprile 2012
|
ragazzi diventate cavie
|
|
|
|
Molto bello, intenso e commuovente. Un po' insolito ma bello.
|
|
|
[+] lascia un commento a vero2 »
[ - ] lascia un commento a vero2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fidi88
|
venerdì 20 aprile 2012
|
non t'insulto..
|
|
|
|
scrivi bene e puo andare che questo film non ti sia piaciuto ma poi citi come film piu riuscito di questo "the island" e come se non bastasse quasi definisci "il cigno nero" "un comune espletamento delle funzioni intestinali!".. insomma tratti 2 dei migliori film degli ultimi 5 anni uno peggio di un michael bay qualunque l'altro una mer... insomma è difficile andare d'accordo con te..
|
|
|
[+] lascia un commento a fidi88 »
[ - ] lascia un commento a fidi88 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giottomatto
|
domenica 29 gennaio 2012
|
tristissimo.
|
|
|
|
Se siete depressi e non avete il coraggio di suicidarvi guardate questo film.
|
|
|
[+] lascia un commento a giottomatto »
[ - ] lascia un commento a giottomatto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
kyotrix
|
venerdì 28 ottobre 2011
|
non so che dire...
|
|
|
|
Non conosco il libro. Finito il film sono corso a leggermi qui la recensione e alcuni commenti, ero curioso di vedere altri pareri. Film che spiazza molto per la sua trama alquanto surreale. In una realta' parallela, dove e' stata resa legale la possibilita' di crescere bambani, probabilmente creati in provetta, e cresciuti in un'apposita scuola con la consapevolezza che il loro destino sara' quello di donare i propri organi 2-3-4 volte prima di richiedere l'eventuale morte ( se non arriva in anticipo per problemi )
Film lento e pesante ( per il tema trattato ), girato e interpretato molto bene.
Ma e' tutto farsesco, surreale, una realta' che difficilmente le nostre menti possono capire e accettare, questo perche' nella nostra realta' una cosa del genere sarebbe impossibile.
[+]
Non conosco il libro. Finito il film sono corso a leggermi qui la recensione e alcuni commenti, ero curioso di vedere altri pareri. Film che spiazza molto per la sua trama alquanto surreale. In una realta' parallela, dove e' stata resa legale la possibilita' di crescere bambani, probabilmente creati in provetta, e cresciuti in un'apposita scuola con la consapevolezza che il loro destino sara' quello di donare i propri organi 2-3-4 volte prima di richiedere l'eventuale morte ( se non arriva in anticipo per problemi )
Film lento e pesante ( per il tema trattato ), girato e interpretato molto bene.
Ma e' tutto farsesco, surreale, una realta' che difficilmente le nostre menti possono capire e accettare, questo perche' nella nostra realta' una cosa del genere sarebbe impossibile.
Bisogna guardarlo e accettarlo per quello che e', gustarsi i momenti e i sentimenti. Ma devo dire che non mi ha mai commosso ( ed io lo sono facilmente ) e per un film del genere, probabilmente indica che non ha raggiunto il suo scopo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a kyotrix »
[ - ] lascia un commento a kyotrix »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
tiamaster
|
giovedì 27 ottobre 2011
|
un film più riuscito del libro.tre stelle e mezzo.
|
|
|
|
Ho letto personalmente il libro da cui il film è tratto,ed è meno riuscito del libro,perchè molto più noioso e meno coinvolgente del film.Dalla trama si potebbe dire che è un pò una copiatura di "blade runner",è in alcuni punti è vero,ma comunque la storia di non lasciarmi prende strade diverse dallo storico film cult.Molto brava keira knightley,buono ama non bravissimo andrew garfield,una storia toccante e dolce,che però non brilla di originalità,un film che si lascia vedere e farsi fare qualche piccolo applausetto
|
|
|
[+] lascia un commento a tiamaster »
[ - ] lascia un commento a tiamaster »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
lomax
|
mercoledì 26 ottobre 2011
|
angosciante, cupo, senza speranza
|
|
|
|
Pur sapendo fin dall’inizio come andrà a finire, perciò privo di sorprese, il film è lento, troppo lento, si trascina stancamente al suo ineluttabile epilogo, senza sussulti, senza che qualcuno tenti di sovvertire la propria sorte.
Nel film viene dato risalto al fatto che ogni clone, in quanto essere umano a tutti gli effetti, sia dotato di una propria anima, con dei propri sentimenti, dei propri pensieri, allora perché tanta rassegnazione, perché tanta passività? Non è possibile che tutti i cloni accettino il loro devastante destino passivamente. Ogni individuo è unico e pertanto con dei processi mentali differenti, mi domando allora perché non ci sia nemmeno un ribelle, qualcuno che pensi, non dico tenti ma almeni che pensi, alla fuga, nessuno che per vendetta contro il proprio destino tenti di autosabotarsi o di minare il proprio corpo e gli organi che dovrà poi donare “all’originale”, bevendo, fumando, facendo uso di droghe, qualcuno che faccia qualcosa di diverso e dia un po’ di colore alla propria vita.
[+]
Pur sapendo fin dall’inizio come andrà a finire, perciò privo di sorprese, il film è lento, troppo lento, si trascina stancamente al suo ineluttabile epilogo, senza sussulti, senza che qualcuno tenti di sovvertire la propria sorte.
Nel film viene dato risalto al fatto che ogni clone, in quanto essere umano a tutti gli effetti, sia dotato di una propria anima, con dei propri sentimenti, dei propri pensieri, allora perché tanta rassegnazione, perché tanta passività? Non è possibile che tutti i cloni accettino il loro devastante destino passivamente. Ogni individuo è unico e pertanto con dei processi mentali differenti, mi domando allora perché non ci sia nemmeno un ribelle, qualcuno che pensi, non dico tenti ma almeni che pensi, alla fuga, nessuno che per vendetta contro il proprio destino tenti di autosabotarsi o di minare il proprio corpo e gli organi che dovrà poi donare “all’originale”, bevendo, fumando, facendo uso di droghe, qualcuno che faccia qualcosa di diverso e dia un po’ di colore alla propria vita.
La regia è notevole e anche la colonna sonora è in sintonia con la storia, ma nel complesso non mi è proprio piaciuto
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a lomax »
[ - ] lascia un commento a lomax »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fab_y
|
venerdì 21 ottobre 2011
|
intenso
|
|
|
|
Ci sono due modi di guardare questo film: con gli occhi della mente e con gli occhi del cuore. Considerando il punto di vista della razionalità ci si accorge che nei protagonisti c'è un insensata assenza di qualsiasi istinto di sopravvivenza e quindi è assente ogni modo più probabile di sfuggire ad una morte lenta e atroce, ad esempio non è presente nanche un'idea lontana di fuga o di ribellione dei tre amici così come di tutti gli altri che dovranno subire lo stesso destino. Tutti sembrano accettare la dura realtà che li attende, anche se la disperazione è profonda rischia di non coinvolgere lo spettatore per le reazioni poco credibili dei personaggi. Guardato, invece, con il cuore (come ho cercato di fare) questo film è struggente, quasi insopportabile perchè ci si accorge che ci si trova dinanzi ad una disperazione senza speranza ed è assente ed inutile ogni ricerca di consolazione.
[+]
Ci sono due modi di guardare questo film: con gli occhi della mente e con gli occhi del cuore. Considerando il punto di vista della razionalità ci si accorge che nei protagonisti c'è un insensata assenza di qualsiasi istinto di sopravvivenza e quindi è assente ogni modo più probabile di sfuggire ad una morte lenta e atroce, ad esempio non è presente nanche un'idea lontana di fuga o di ribellione dei tre amici così come di tutti gli altri che dovranno subire lo stesso destino. Tutti sembrano accettare la dura realtà che li attende, anche se la disperazione è profonda rischia di non coinvolgere lo spettatore per le reazioni poco credibili dei personaggi. Guardato, invece, con il cuore (come ho cercato di fare) questo film è struggente, quasi insopportabile perchè ci si accorge che ci si trova dinanzi ad una disperazione senza speranza ed è assente ed inutile ogni ricerca di consolazione. Ci si trova dinanzi alla cruda realtà delle vite dei protagonisti e non si può fare altro che attendere con loro la fine di una storia cercando in ognuno di loro un senso della vita diverso per renderci conto poi, alla fine, che qualunque riflessione si faccia, per quante esperienze si possano fare, si arriva alla conclusione che, infondo, non si vive mai abbastanza.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a fab_y »
[ - ] lascia un commento a fab_y »
|
|
d'accordo? |
|
|
|