Noi credevamo

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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * * * - -
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
Le tappe del processo che ha portato all'Unità d'Italia ripercorse attraverso le vicende di tre ragazzi meridionali affiliati alla Giovine Italia.
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primo piano
Un'opera che finisce con il disperdersi nella pur acuta e documentata ricostruzione
Giancarlo Zappoli     * * 1/2 - -

Tre ragazzi del sud (Domenico, Angelo e Salvatore) reagiscono alla pesante repressione borbonica dei moti del 1828 che ha coinvolto le loro famiglie affiliandosi alla Giovane Italia. Attraverso quattro episodi che li vedono a vario titolo coinvolti vengono ripercorse alcune vicende del processo che ha portato all'Unità d'Italia. A partire dall'arrivo nel circolo di Cristina Belgioioso a Parigi e al fallimento del tentativo di uccidere Carlo Alberto nonché all'insuccesso dei moti savoiardi del 1834. Questi eventi porteranno i tre a dividersi. Angelo e Domenico, di origine nobiliare, sceglieranno un percorso diverso da quello di Salvatore, popolano che verrà addirittura accusato da Angelo (ormai votato all'azione violenta ed esemplare) di essere un traditore della causa. Sarà con lo sguardo di Domenico che osserveremo gli esiti di quel processo storico che chiamiamo Risorgimento.
Assistendo al lungo film di Martone che ha l'andamento classico di quelli che un tempo si chiamavano sceneggiati televisivi (senza che in questa annotazione ci sia alcunché di riduttivo) si ha la sensazione di un deja vu. Perché il cinema italiano non scopre certo con Noi credevamo i lati oscuri e le contraddizioni del Risorgimento. Chi ricorda opere come Allonsanfan, Quanto è bello lu murire acciso o Bronte sa che in materia ci si è già espressi con opere di assoluto vigore. E' però vero che l'occasione del centocinquantenario dell'Unità d'Italia e il revisionismo storico dominante (che vede il Risorgimento come una sciagura per il Nord) quasi impongono una rivisitazione del tema che Martone mette in scena con accuratezza filologica (anche se restano misteriose alcune strutture in cemento armato) e con un'attenzione iconografica da sussidiario degli anni Sessanta (con un Mazzini già vecchio nel 1830 quando aveva venticinque anni). L'idea di seguire le vicende (in parte storiche e in parte frutto di immaginazione) dei tre protagonisti che accompagnano lo spettatore nella non semplice articolazione delle posizioni che vedevano contrapposti i fautori dell'unità può senz'altro essere efficace se distribuita televisivamente in due serate.
Lo è meno se si pensa a un'opera della durata di tre ore e mezza circa. Perché si finisce con il disperdersi nella pur acuta e documentata ricostruzione. Resta comunque viva, oltre alla consapevolezza di trovarsi dinanzi a un'opera non di occasione e sicuramente non celebrativa, la sensazione di una coazione a ripetere della politica italiana.
Oltre alla divisione in due fronti (all'epoca repubblicani e monarchici con tanto di trasmigrazioni da un fronte all'altro) emerge con assoluta chiarezza la quasi genetica incapacità a fare fronte comune, la spinta inarrestabile a dividersi a diffidare gli uni degli altri all'interno dello stesso schieramento. La lettura con uno sguardo che ha origine al sud ribalta poi le tesi leghiste senza essere nostalgica della dominazione borbonica ma non nascondendosi le problematiche lasciate irrisolte da una fase storica di cui il popolo, come spesso accade, ha finito con l'essere più spettatore o oggetto che non protagonista in grado di decidere del proprio futuro. Il Parlamento vuoto in cui un determinato e non conciliante Crispi pronuncia il suo discorso marca simbolicamente la morte di un'utopia.

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Premi e nomination Noi credevamo

premi
nomination
Nastri d'Argento
1
1
David di Donatello
7
13
* * * * -

Il cardillo tradito

domenica 14 novembre 2010 di desgi

 Una ricostruzione coraggiosa con qualche trasposizione illuminante, come l'inusitata presenza dei piloni di cemento armato di una costruzione abusiva che sovrasta improvvisamente la scena (in Calabria), dove i patrioti si illudevano d fare l'Italia. Oppure la rappresentazione di un Mazzini già vecchio, quando aveva soltanto 25 anni ed era certamente mal consigliato da quel Crispi, che da gran faccendiere qual era (curiosa la sua somiglianza con Calvi), si apprestava a mettere continua »

* * * - -

Eccesso di dialoghi

venerdì 12 novembre 2010 di goldy

L'argomento viene affrrontato con serietà e con precisione tuttavia troppo lunghi i dialoghi, troppe parole rispetto alle immagini. La narrazione non è lineare , alle volte elittica e quindi di non facile comprensione. Presuppone già nello spettatore una non superficiale conoscenza degli eventi. Apprezzabile la sottolineatura di analogie con la situazione politica odierna che induce tuttavia un senso di scoraggiamento,rispetto alla possibilità di un inversione di rotta in senso virtuoso. Interessante continua »

* * * - -

“una rivoluzione senza rivoluzione”(a.gramsci)

domenica 14 novembre 2010 di Paola Di Giuseppe

Martone s’immerge in un trentennio dell’‘800 italiano,il più convulso e problematico,fonte di innumerevoli analisi, controversie,agiografie e revisioni, il tempo del “Qui si fa l’Italia o si muore”,e si chiede quale Italia sia stata fatta. E’ infatti evidente che riprendere oggi un simile argomento non può essere frutto di esclusivo interesse documentario per una ricostruzione storica,la prospettiva è sufficientemente distante per permettere una di quelle incursioni nel passato che tanto bene continua »

* * * - -

Un risorgimento d'altri tempi

venerdì 19 novembre 2010 di Domenico A

Noi credevamo “ è un film potente e anche coraggioso, nonostante una forma algida e poco “ melodrammatica “, ma dobbiamo anche dire che se c’è una colpa questa è nella sceneggiatura. Perché un ‘ operazione culturale ‘ del genere, in un’epoca di questo genere, richiederebbe un’attenzione maggiore, anche maniacale: Visconti si serviva di scrittori come Suso Cecchi d'Amico, Pasquale Festa Campanile, Enrico Medioli, Massimo Franciosa o Giorgio Bassani; Martone si serve solo di Giancarlo De Cataldo, continua »

Domenico
Eravamo tanti, eravamo insieme, il carcere non bastava.. Noi la lotta dovevamo cominciarla quando ne uscimmo.
Noi, dolce parola.. Noi credevamo.
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Mazzini
...Ma quel ragazzo non ha paura di morire. E' uno di quegli esseri le cui determninazioni stanno tra la coscienza e Iddio, e che la Provvidenza caccia sulla terra per insegnare ai despoti che il termine della loro potenza sta nelle mani di un solo uomo.
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Francesca Inaudi è Cristina Belgioioso
"Io non ho certezza positiva alcuna… quando mi valgo del verbo credere esprimo una speranza, non già una cognizione!"
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DVD | Noi credevamo

Uscita in DVD

Disponibile on line da mercoledì 16 marzo 2011

Cover Dvd Noi credevamo A partire da mercoledì 16 marzo 2011 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Noi credevamo di Mario Martone con Valerio Binasco, Toni Servillo, Luca Zingaretti, Luigi Lo Cascio. Distribuito da 01 Distribution. Su internet Noi credevamo è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

Prezzo: 8,99 €
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APPROFONDIMENTI | Il regista napoletano presenta il suo film storico sul Risorgimento italiano.

Noi credevamo di Mario Martone

martedì 7 settembre 2010 - Luca Volpe

Venezia 2010: Noi credevamo di Mario Martone Mario Martone viene accolto in sala da applausi scroscianti che sfociano presto in una vera standing ovation. È questa l'immagine che apre la conferenza stampa di presentazione del kolossal Noi Credevamo, film tratto dall'omonimo romanzo di Anna Banti in concorso per il Leone d'Oro alla 67. Mostra del Cinema di Venezia. Il regista napoletano si presenta in compagnia di buona parte del cast. Le domande, però, sono quasi tutte per lui. Martone parla della sua idea di fare un film sul Risorgimento italiano.

INCONTRI | Il regista di Noi credevamo ospite di Ischia Global.

Passato presente e futuro di Mario Martone

mercoledì 13 luglio 2011 - Giovanni Bogani

Passato presente e futuro di Mario Martone È pronto per il suo impegno in giuria a Venezia Mario Martone, il regista di Noi credevamo, tra gli ospiti di Ischia Global. “Come affronterò i film italiani in concorso? Con molta attenzione. Semplicemente questo”, dice. Sottolineando però la parola “attenzione”. Chissà se c’è una velata polemica per quell’attenzione che la giuria, l’anno scorso, forse non ebbe per il suo film. Un nuovo progetto per una pellicola da girare con il popolo Sarawi, la soddisfazione per l’approdo di Noi credevamo nel palinsesto autunnale di Raitre, la scaramanzia per la possibile candidatura italiana all’Oscar per la pellicola.

   

INCONTRI | Dal 12 novembre Noi credevamo verrà distribuito con solo 30 copie.

È polemica per la scarsa distribuzione

mercoledì 10 novembre 2010 - Luca Marra

È polemica per la scarsa distribuzione M ario Martone legge il giuramento della "Giovine Italia" come Roberto Saviano ha detto l'8 novembre in tv a Vieni via con me, "Queste parole" spiega il regista "Riguardano il nostro tessuto civile dal Risorgimento fino a oggi". Si apre così la conferenza stampa di presentazione di Noi Credevamo, ultimo film di Mario Martone presente alla casa del cinema di Roma con parte del cast: Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi e Valerio Binasco. La pellicola, passata in concorso all'ultimo festival di Venezia, è un corposo spaccato sul Risorgimento italiano, in parte ispirato al romanzo omonimo di Anna Banti.

   

NEWS | I due registi in lizza per rappresentare l'Italia agli Oscar europei.

In corsa anche Moretti e Martone

martedì 13 settembre 2011 - Luca Volpe

European Film Awards, in corsa anche Moretti e Martone Saranno Habemus Papam di Nanni Moretti e Noi credevamo di Mario Martone i film candidati a rappresentare l'Italia ai prossimi European Film Awards. Giunta ormai alla sua ventiquattresima edizione, la competizione raccoglie al momento 42 lavori provenienti da 32 diversi paesi. Una rosa ampia tra cui, il 5 novembre prossimo, i 2.500 membri dell'EFA selezioneranno i titoli e i nomi che si contenderanno la vittoria nelle diciassette categorie del premio. Continua »

   

GALLERY | Mario Martone porta sul grande schermo il romanzo di Anna Banti.

La fotogallery di Noi Credevamo

martedì 9 novembre 2010 - Marlen Vazzoler

La fotogallery di Noi Credevamo Il film Noi Credevamo è nato per rispondere alla domanda di Mario Martone "Dopo l'11 settembre, riflettendo sul rapporto fisiologico tra terrorismo e lotta per l'identità nazionale, mi chiedevo: com'è possibile che il nostro Paese,che ha così a lungo combattuto per la sua indipendenza, non abbia conosciuto niente del genere?". La pellicola basata liberamente sull'omonimo romanzo di Anna Banti e su vicende storiche realmente accadute racconta la storia di Domenico, Angelo e Salvatore, tre personaggi immaginari a cui sono state attribuite le vicende di tre figure "minori" dei cospiratori italiani dell'Ottocento.

   

GALLERY | Un minuto di silenzio in sala per rendere omaggio ad Angelo Vassallo.

Il red carpet

mercoledì 8 settembre 2010 - Marlen Vazzoler

Venezia 2010: Noi credevamo, il red carpet Martedì è stato presentato in concorso il terzo film italiano diretto da Mario Martone, Noi credevamo che racconta la storia del Risorgimento basandosi su materiali storici, lettere e discorsi dei protagonisti di quell'epoca. Nel cast Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Luca Zingaretti, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luca Barbareschi e Luigi Pisani. La pellicola è stata accolta da applausi a scena aperta sia nella proiezione mattutina della critica che durante quella per il pubblico, alla quale erano presenti in sala sia il regista che il cast.

   

VIDEO | Il Risorgimento italiano secondo Mario Martone.

Una clip in esclusiva di Noi credevamo

venerdì 5 novembre 2010 - a cura della redazione

Una clip in esclusiva di Noi credevamo In anteprima su MYmovies una clip esclusiva di Noi credevamo, il film storico diretto da Mario Martone al cinema dal 12 novembre. Tratto dall'omonimo romanzo di Anna Banti e in concorso per il Leone d'Oro alla 67. Mostra del Cinema di Venezia, il film racconta il Risorgimento italiano attraverso le vite di tre ragazzi del sud. Domenico, Angelo e Salvatore maturano la decisione di affiliarsi alla Giovine Italia di Giuseppe Mazzini in seguito alla feroce repressione borbonica dei moti del 1828 ma le loro esistenze finiscono per essere tragicamente segnate dalla missione di cospiratori e rivoluzionari.

   

Le due Italie di Martone

di Alberto Crespi L'Unità

Noi credevamo che 30 copie o 3000 non dovessero fare alcuna differenza. Noi credevamo che i premi veneziani non dovessero decidere del valore di un film. Noi credevamo, e crediamo ancora, che Noi credevamo fosse e sia un capolavoro. Scusate il ripetuto gioco di parole, ma è determinato dalla volontà di tornare al film e al suo significato profondo. Intorno all'affresco risorgimentale di Mario Martone si sono agitati venti di polemica che non servono a nessuno. Detto che le 30 copie sul territorio nazionale sono una vergogna – di chiunque sia la colpa: di Raicinema che ha prodotto, di 01 che distribuisce, degli esercenti che aspettano i cinepanettoni di Natale con la bava alla bocca –, noi possiamo solo invitare i nostri lettori a formare file fuori dai cinema, a dimostrare ai mercanti che si sono impossessati del tempio che c'è ancora domanda di qualità. »

Viaggio lungo ed emozionante nel Risorgimento italiano nascosto

di Davide Turrini Liberazione

Per rimanere su quel "noi", che nel film di Martone appare, scompare e ricompare come un soggetto storico perennemente in bilico, ci teniamo a dirlo subito: Noi abbiamo pianto. Tanta e tale è l'intima commozione di fronte ad un possente monumento nazionale come Noi credevamo. Soprattutto in quel finale quando le parole di un protagonista risuonano in un parlamento italiano vuoto. Cinema fuori durata che scandaglia ed esplora il Risorgimento italiano nascosto, sfiorando le icone (Mazzini e Garibaldi) quasi fossero comparse. »

C'era una volta il Risorgimento

di Valerio Caprara Il Mattino

Pugnace tentativo d'affresco antiretorico, kolossal autarchico dalla travagliata gestazione e libera rivisitazione del libro omonimo di Anna Banti, «Noi credevamo» fa una certa fatica a districarsi dalle polemiche che ne accompagnano l'uscita. Lo strano è, però, che la maggior parte di queste schermaglie extra-testuali sono alimentate proprio da Mario Martone, il regista e cosceneggiatore insieme a Giancarlo De Cataldo: prima d'interrogarsi sul fervore del racconto, sulla sua presa emotiva e spettacolare o sull'originalità delle soluzioni stilistiche adottate, lo spettatore rischia, in effetti, di doversi per forza confrontare con la conclamata carica eversiva dell'interpretazione, per così dire, martoniana del Risorgimento. »

Le verità scomode del Risorgimento

di Lietta Tornabuoni La Stampa

Il titolo Noi credevamo è quello di un romanzo di Anna Banti: ogni speranza e promessa del Risorgimento delusa, tradita. È la storia di una sconfitta, un film tragico: all'inizio, la testa mozzata di un ribelle meridionale infilzata sulla baionetta d'un militare piemontese. Storia non scolastica e parziale (mancano l'Austria,il 1848 e il 1860 delle cinque giornate di Milano e dell'impresa dei Mille), girata in digitale, nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia Noi credevamo dice che restano oggi ancora irrisolte la conciliazione tra Nord e Sud, quella tra padronato e proletariato, quella tra conservatorismo autoritario e democrazia libertaria: i soli mutamenti risultano istituzionali e hanno preteso tanto tempo, la fine del potere temporale del Papato, la Repubblica. »

Noi credevamo | Indice

Recensioni & Opinionisti Premi
Multimedia Shop & Showtime
Pubblico (per gradimento)
  1° | desgi
  2° | goldy
  3° | paola di giuseppe
  4° | domenico a
  5° | duesicilie
  6° | toro sgualcito
  7° | immanuel
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10° | emmegiesse
11° | pipay
12° | quieromirar
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15° | giuliog02
16° | gianga
17° | giu/da(g)
18° | teo '93
19° | francesco di benedetto
20° | lorenzo1287
21° | gianleo67
22° | danila benedetto
23° | dario
24° | francesco giuliano
25° | domenico maria
26° | enrico capo
Rassegna stampa
Lietta Tornabuoni
Nastri d'Argento (2)
David di Donatello (22)


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