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francesco2
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domenica 30 ottobre 2011
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besson sguazza (benino) nella confusione
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Riflettevo proprio in questo momento sull'etichetta "Divertente pasticcio" che il sito ha scelto per questo film.
Può sembrare un ossimoro e/o un modo per cavarsi d'impaccio, ma le cose forse non stanno così.
Solo un ammiratore accanito del film (Ma su questo sito mi pare non manchino) potrebbe negare una disorganicità di fondo ed un certo macchiettismo di d terminati personaggi, a parte un'attrice che, senza offesa, secondo chi scrive nulla aggiunge a quanto stiamo vedendo (Io, fra l'altro, ho visto buona parte del film in originale).
Però. Dopo che chi, come me, aveva ammirato "Nikita" e d era relativamente deluso da "Lèon", favoletta metropolitana degli anni '90, e sa che il nostro ha suscitato entusiasmi non esattamente consistenti con "Il quinto elemento", "Giovanna D'arco" ecc.
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Riflettevo proprio in questo momento sull'etichetta "Divertente pasticcio" che il sito ha scelto per questo film.
Può sembrare un ossimoro e/o un modo per cavarsi d'impaccio, ma le cose forse non stanno così.
Solo un ammiratore accanito del film (Ma su questo sito mi pare non manchino) potrebbe negare una disorganicità di fondo ed un certo macchiettismo di d terminati personaggi, a parte un'attrice che, senza offesa, secondo chi scrive nulla aggiunge a quanto stiamo vedendo (Io, fra l'altro, ho visto buona parte del film in originale).
Però. Dopo che chi, come me, aveva ammirato "Nikita" e d era relativamente deluso da "Lèon", favoletta metropolitana degli anni '90, e sa che il nostro ha suscitato entusiasmi non esattamente consistenti con "Il quinto elemento", "Giovanna D'arco" ecc., può anche divertirsi con questo aneddoto postmoderno fuori tempo massimo.
Perché, riflettendoci un pò meglio, il paradosso è questo. Con l'occhio dell'artista(?) postmoderno, che guarda al futuro (Una volta un bravo giornalista definì il suo un "Anonimato di lusso"), con delle citazioni jeunetiane che guardano ad "Amélie", non solo prima, come qualcuno ha osservato, ma anche durante (Non vi dice nulla, come storia e come realizzazione, la vicenda della sorella ed il mo(n)do in cui viene narrta?), Besson guarda al passato. Fortunatamente non pretende di
rifare il film di Jeunet,,come nel pessimo "Lezioni di felicità", ma usa uno sguardo proteso verso il (dolce?)DOMANI per parlare di IERI. E riesce ad intrattenere e divertire, al di là di certe trovate facili come la sigaretta ultimo desiderio(Vista duecentomila volte, anche se allora le donne non fumavano). Forse perché lo spunto di partenza, prima di tutto, è già paradossale: come osserva "MY Movies", a causare tutto in origine è l'uovo di uno pterodattilo. Ed Adéle, a costo di ripetermi, è la nonna di Amélie, che insegue i suoi sogni rimanendo distante dal mondo che la circonda. Ma il personaggio della Tautou, novant'anni dopo, sarà diversa perché è sola in un mondo dove (ufficialmente) nessuno di noi è isolato. Adèle, invece, è diversa perché novant'anni prima era una donna che non sceglieva la solitudine.
Il finale, che cerco di non svelare, produce un ulteriore sospetto: che tutto fosse una presa in giro, e che lo stesso Besson, in fondo, non ha realiazzato c e un aparodia di ciò che (Ufficialmente) può dire di disprezzare.
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cenox
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martedì 4 ottobre 2011
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grottesco, inverosimile e ridicolo!
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Si può parzialmente porre a difesa di questo film che non abbia alle spalle un budget milionario come ormai quasi solo i grandi film americani hanno, però a parte gli effeti speciali che sicuramente non esaltano (basta guardare come è fatto lo pterodattilo!), anche la storia non è certamente entusiasmante. A parte il fatto che questo è un film adatto non ad un pubblico adulto, e forse è per questo che l'ho trovato fin troppo infantile, sia nella costruzione dei personaggi che nello sviluppo della storia. La protagonista è una scrittrice di nome Adele, che nel contempo è anche un'avventuriera alla Lara Croft, che si cimenta in prima persona in spedizioni alla ricerca di manufatti perduti o di tesori ancora da scoprire.
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Si può parzialmente porre a difesa di questo film che non abbia alle spalle un budget milionario come ormai quasi solo i grandi film americani hanno, però a parte gli effeti speciali che sicuramente non esaltano (basta guardare come è fatto lo pterodattilo!), anche la storia non è certamente entusiasmante. A parte il fatto che questo è un film adatto non ad un pubblico adulto, e forse è per questo che l'ho trovato fin troppo infantile, sia nella costruzione dei personaggi che nello sviluppo della storia. La protagonista è una scrittrice di nome Adele, che nel contempo è anche un'avventuriera alla Lara Croft, che si cimenta in prima persona in spedizioni alla ricerca di manufatti perduti o di tesori ancora da scoprire. Il film è ambientato nella Parigi dei primi anni del Novecento, ed il regista cerca di far convivere elementi fantastici, azione da fumetto e battute piuttosto demenziali; il risultato a mio parere non è per niente riuscito! Ed il finale aperto lascia presagire che ci possa essere un seguito...che perderò volentieri..
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the green lantern
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lunedì 12 settembre 2011
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très beau(molto bello)!!!!
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E' uno dei film più belli che abbia mai visto;ottimo film in tutti i sensi
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owlofminerva
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venerdì 17 giugno 2011
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apprezzabile connubio di garbo e ironia
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Svariate imperfezioni, carente la sceneggiatura, fallita la copia conforme in rosa, trama infantile, piacevole mix di generi e apprezzabile connubio di garbo e ironia, umorismo e parodia. Defetta di coinvolgimento, suspense, sorpresa. L'eroina non regge il confronto con i personaggi caricaturali. Piacevolmente ironica la trafila di burocrazia, alcuni nei non passano: le mummie egizie parlano francese. Deludente.
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brucemyhero
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giovedì 9 giugno 2011
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adèle l'enigma del faraone.
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Un film esilarante, divertente. Un'avventura che ricalca come tipologia, la famosa trilogia de 'La mummia'. Il tema è quì affrontato con l'impronta visionaria di Besson, che risulta a tratti esilarante e irresistibile. L'eroina di Besson è la bella Adèle, una francesina tutta pepe, scrittrice e archeologa. Dotata di un'intraprendenza inarrestabile, ripone le sue speranze, nei poteri del dottore personale del 'defunto' faraone Tutmosies. La mummia che riporterà in Francia e conserverà in una vetrinetta però, non si rivelerà quella giusta. Riportata in vita da un vecchio amico dotato di poteri sovrannaturali (come uno pterodattilo risalente all'era del Giurassico (una delle tre ere: Triassico, Giurassico e Cretaceo, in cui sono vissuti i celeberrimi dinosauri) infatti, tra gag incredibilmente divertenti, si rivelerà soltanto uno scienziato del tempo, con l'educazione e riverenza di un damerino di corte del '700.
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Un film esilarante, divertente. Un'avventura che ricalca come tipologia, la famosa trilogia de 'La mummia'. Il tema è quì affrontato con l'impronta visionaria di Besson, che risulta a tratti esilarante e irresistibile. L'eroina di Besson è la bella Adèle, una francesina tutta pepe, scrittrice e archeologa. Dotata di un'intraprendenza inarrestabile, ripone le sue speranze, nei poteri del dottore personale del 'defunto' faraone Tutmosies. La mummia che riporterà in Francia e conserverà in una vetrinetta però, non si rivelerà quella giusta. Riportata in vita da un vecchio amico dotato di poteri sovrannaturali (come uno pterodattilo risalente all'era del Giurassico (una delle tre ere: Triassico, Giurassico e Cretaceo, in cui sono vissuti i celeberrimi dinosauri) infatti, tra gag incredibilmente divertenti, si rivelerà soltanto uno scienziato del tempo, con l'educazione e riverenza di un damerino di corte del '700. Questi aiuterà la 'disperata' Adèle, a ritrovare il vero dottore di Tutmosies. Adèle è infatti non riesce a darsi pace, perchè responsabile, durante una partita 'amichevole?!' di tennis, della morte accidentale della sorella gemella. Incredibile la frase del faraone, che al risveglio, quando si alza dal sarcofago, stiracchiandosi esclama: "AAAHH, che bella dormita.." (un sonno durato 5.000 anni!). Mi fermo quì, è tutto da vedere... Se vi fa piacere passare una serata all'insegna del'ironia intelligente, dotata di stile, non perdetelo.
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ipno74
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lunedì 11 aprile 2011
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grottescamente divertenete
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Besson si cimenta in un film grottesco e comico allo stesso tempo.
Trama originale e personaggi con i tratti psicologici ben descritti.
Ottima la fotografia.
Un 'Adele in stile lara croft o indiana jones al femminile.
Il film ha un buon ritmo, forse gli effetti speciali perdono un pò ma non pesa.
La storia tratta di Adele che cerca di far rivivere la sorella andando in cerca del medico del faraone Ramses.
Non lo ritengo un capolavoro, ma se volete passare due ore di divertimento senza impegno mentale, questo è il film per voi.
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jerome77
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domenica 10 aprile 2011
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il film più peloso della storia
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C’è un sacco di gente che scambia i film per uova, oh no, non pensate subito male, non vi capiterà certo di vedere centinaia di persone al buio di una sala a sgranocchiare pop corn fissando un enorme uovo. Almeno spero. Però vi capiterà senza dubbio di incontrarlo questo tipo di persone, quelle che vanno al cinema esclusivamente per trovare magagne o incoerenze nella storia. Peli nell’uovo appunto. La storia banale, i riferimenti storici non esatti, la fine troppo prevedibile, o una scena troppo volgare. Ecco, se voi siete questo tipo di persone, o le frequentate, evitate di andare a vedere Adel Blanc Sec e l’enigma del Faraone, perchè forse è uno dei film più pelosi della storia (e non mi riferisco ovviamente alla bellezza della protagonista).
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C’è un sacco di gente che scambia i film per uova, oh no, non pensate subito male, non vi capiterà certo di vedere centinaia di persone al buio di una sala a sgranocchiare pop corn fissando un enorme uovo. Almeno spero. Però vi capiterà senza dubbio di incontrarlo questo tipo di persone, quelle che vanno al cinema esclusivamente per trovare magagne o incoerenze nella storia. Peli nell’uovo appunto. La storia banale, i riferimenti storici non esatti, la fine troppo prevedibile, o una scena troppo volgare. Ecco, se voi siete questo tipo di persone, o le frequentate, evitate di andare a vedere Adel Blanc Sec e l’enigma del Faraone, perchè forse è uno dei film più pelosi della storia (e non mi riferisco ovviamente alla bellezza della protagonista). Peloso si, ma divertente, divertente come riesce ad esserlo solo il cinema e emozionante come riescono ad esserlo certe volte i film di Luc Besson. Film spesso senza pretese altre che non quello di raccontare una storia, e il pregio unico di saperlo fare, bene.
E ho sempre pensato che in Nikita e Leon avesse esaurito molte delle cose da dire, che come i REM dopo Automatic for the people e New adventure in Hi-FI, avesse cercato di stupire e di stupirsi ma senza ritrovare la magia e l’ispirazione. Facendo cose buone, ma niente di più. Invece il riciclarsi raccontastorie per ragazzi gli ha attirato le antipatie della critica e dei cercatori di peli, ma prima con Arthur e adesso con Adele ha dato vita a due storie sicuramente non banali, in cui la ricerca e la meticolosità dell’ambientazione fa da sfondo a una capacità unica di narrare, divertendo e emozionando. Stavolta aggiungendo anche una confezione francese in stile Amelie o Piccolo Nicolas, in cui tra l’altro recitava l’unico “pelo”, per dirla alla Antonio Albanese, del film, Luoise Bourgoin.
Perchè i film di Luc Besson potranno anche essere uova pelose, ma le sue eroine sono anime con un sacco di conti aperti col passato, con nei e storie amare, protagoniste nel vero senso della parola e non soltanto labbra e sguardi di contorno. E se avevo provato sempre una certa disapprovazione nel non poter manifestare apertamente la mia fascinazione per Harrison Ford nei panni di Indiana Jones, finalmente ecco che anche il mondo maschile eterosessuale, o quello femminile gay, hanno la loro archeologa sudata e impolverata da sognare.
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pensionoman
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sabato 2 aprile 2011
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il vero enigma.. dov'è finito besson?
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Forse uno dei più brutti film in circolazione, segna l'ormai inarrestabile decadenza di un Luc Besson francamente irriconoscibile rispetto al genio di Nikita e Leon, i suoi indiscussi capolavori. Ormai il regista francese si apprezza molto di più per le sue ottime produzioni che dietro la macchina da presa. Basti pensare a recenti ottimi film come Io vi troverò, From Paris with love o The transporter, che meritano sicuramente recensioni più che positive, al cui confronto le sue opere personali risultano insensate e noiose. Siamo ben lontani dal capolavoro del genere (insuperabile e insuperato) I predatori dell'arca perduta, come pure dal fascino dei celebri investigatori di ogni tempo e del primo novecento.
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Forse uno dei più brutti film in circolazione, segna l'ormai inarrestabile decadenza di un Luc Besson francamente irriconoscibile rispetto al genio di Nikita e Leon, i suoi indiscussi capolavori. Ormai il regista francese si apprezza molto di più per le sue ottime produzioni che dietro la macchina da presa. Basti pensare a recenti ottimi film come Io vi troverò, From Paris with love o The transporter, che meritano sicuramente recensioni più che positive, al cui confronto le sue opere personali risultano insensate e noiose. Siamo ben lontani dal capolavoro del genere (insuperabile e insuperato) I predatori dell'arca perduta, come pure dal fascino dei celebri investigatori di ogni tempo e del primo novecento. Ma non occorre certo perdersi nella nostalgia del passato per rimanere delusi e addirittura seccati da un filmetto senza storia e dalla sceneggiatura fiacca e inverosimile persino durante la piena sospensione dell'incredulità. Sciatto, senza azione, insulso e banale, non diverte ma addormenta inesorabilmente lo spettatore sulla poltrona, senza possibilità di riscatto. Patetica storia di una pseudo archeologa che cerca di risvegliare il medico del faraone (a un certo punto ci si dimentica persino quale) affinchè lui ridia vita alla sorella morta (entrata in coma?!) cinque anni prima per un incidente occorso durante una partita di tennis... Orribile.. Una stella è anche troppo..
un saluto e sempre buona visione
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(di andrea levorato)
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hollyver07
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sabato 19 febbraio 2011
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pasticciato ma carino
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Saluti a chi legge. Consigli per la visione: - Spegnere il cervello prima di vederlo - Non preoccuparsi della storia - Prendere i personaggi così come sono e far finta di nulla (in special modo per l'improponibile macchietta del commissario della Suretè) - Gustarsi le situazioni comiche quando appaiono, alcune delle quali mi son parse ben riuscite, o almeno non indisponenti - Non pretendere ci siano messaggi reconditi da scoprire - Vista la scena finale (Titanic in partenza e la graziosa Adele ivi imbarcata e minacciata d'ulteriore periglio...) augurarsi che non ci sia un sequel in programmazione - Ringraziare il cielo perchè c'è ancora gente in grado di confezionare un discreto "Fantasy" senza appartenere all
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Saluti a chi legge. Consigli per la visione: - Spegnere il cervello prima di vederlo - Non preoccuparsi della storia - Prendere i personaggi così come sono e far finta di nulla (in special modo per l'improponibile macchietta del commissario della Suretè) - Gustarsi le situazioni comiche quando appaiono, alcune delle quali mi son parse ben riuscite, o almeno non indisponenti - Non pretendere ci siano messaggi reconditi da scoprire - Vista la scena finale (Titanic in partenza e la graziosa Adele ivi imbarcata e minacciata d'ulteriore periglio...) augurarsi che non ci sia un sequel in programmazione - Ringraziare il cielo perchè c'è ancora gente in grado di confezionare un discreto "Fantasy" senza appartenere alle majors USA
- Distinti saluti
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dano25
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giovedì 17 febbraio 2011
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diveretnte "lara croft" parigina
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Parigi, 1911.
Adèle Blanc-Sec è il nome di un'intrepida giornalista e avventuriera che si reca in Egitto per recuperare la mummia del medico personale di un faraone per riportarla in vita e guarire così la sorella in stato vegetativo da 5 anni. In sintesi il film è questo ma i 105min esaltano la genialità di Luc Besson e ci regalano uno spettacolo davvero bello. Louise Bourgoin è Adèle,"Lara Crof" in piume di struzzo che condivide con l'eroina americana il coraggio, la spregiudicatezza ed il fascino il tutto però ambientato in una Parigi del secondo decennio del Novecento davvero incantevole. Un vecchio professore di fisica ha scoperto come entrare in contatto e risvegliare dinosauri o mummie e così ad Adèle viene l'idea di trafugare dall'Egitto la mummia di un famoso medico per curare la sorella vittima di un curioso incidente di tennis e in stato vegetativo da tempo.
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Parigi, 1911.
Adèle Blanc-Sec è il nome di un'intrepida giornalista e avventuriera che si reca in Egitto per recuperare la mummia del medico personale di un faraone per riportarla in vita e guarire così la sorella in stato vegetativo da 5 anni. In sintesi il film è questo ma i 105min esaltano la genialità di Luc Besson e ci regalano uno spettacolo davvero bello. Louise Bourgoin è Adèle,"Lara Crof" in piume di struzzo che condivide con l'eroina americana il coraggio, la spregiudicatezza ed il fascino il tutto però ambientato in una Parigi del secondo decennio del Novecento davvero incantevole. Un vecchio professore di fisica ha scoperto come entrare in contatto e risvegliare dinosauri o mummie e così ad Adèle viene l'idea di trafugare dall'Egitto la mummia di un famoso medico per curare la sorella vittima di un curioso incidente di tennis e in stato vegetativo da tempo.Tra bellissimi inseguimenti con i cattivi di turno, uno pterodattilo risvegliato dall'uovo, battute e scene di una bella comicità, Luc Besson ci regala un film che ingloba americanate come "una notte al museo" e "Indiana Jones" ma con l'eleganza e l'ironia che contraddistinguono questo genio del cinema francese.
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