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mara65
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giovedì 29 settembre 2011
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ma si... non è un film brutto
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C' è da porsi delle domande; questo cinema stantio di questi vecchi registi, è ancora valido nella società odierna? Il cinema sembra restare indietro rispetto al progresso delle altre attività sociali, mediche, sportive, tecnologiche. Mine vaganti non è un film brutto: tutt'altro. Ma è di certo la solita manfrina, il solito film scontato, girato con una tecnica vecchia, obsoleta e sempre con gli stessi attori, sempre uguali e che recitano solo per incassare denaro. Il cinema deve essere altro.
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dano25
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mercoledì 28 settembre 2011
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un argomento scottante trattato benissimo
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Antonio e Tommaso Catone sono gli eredi di un importante pastificio nel salento, aperto dalla nonna segretamente innamorata del cognato, diretto con competenza e autorità dal padre ed in cui Antonio ha pestato per anni fedele servizio. Tommaso invece vive a Roma dove ,segretamente, si divide tra l’amore per un altro uomo e il tentativo di diventare scrittore. Tornato nel salento e messo a conoscenza dei cambiamenti voluti dal padre (tra cui l’ingresso in società di una famiglia del nord), confidando la propria omosessualità al fratello maggiore, Tommaso decide di vuotare il sacco durante la cena organizzata per sancire i cambiamenti societari. I suoi piani sono però sconvolti da Antonio che lo anticipa confessando la propria omosessualità causando un infarto al padre.
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Antonio e Tommaso Catone sono gli eredi di un importante pastificio nel salento, aperto dalla nonna segretamente innamorata del cognato, diretto con competenza e autorità dal padre ed in cui Antonio ha pestato per anni fedele servizio. Tommaso invece vive a Roma dove ,segretamente, si divide tra l’amore per un altro uomo e il tentativo di diventare scrittore. Tornato nel salento e messo a conoscenza dei cambiamenti voluti dal padre (tra cui l’ingresso in società di una famiglia del nord), confidando la propria omosessualità al fratello maggiore, Tommaso decide di vuotare il sacco durante la cena organizzata per sancire i cambiamenti societari. I suoi piani sono però sconvolti da Antonio che lo anticipa confessando la propria omosessualità causando un infarto al padre. Messo alle strette dalla situazione creatasi, Tommaso deve fare buon viso a cattivo gioco cercando di compiacere il padre ed il fidanzato giunto con gli amici a casa.
Maestro delle sfumature e dei sentimenti, Ozpetek tocca un tema scottante giocando sulla moralità e il senso della famiglia al sud, sia questa benestante oppure operaia. Con le splendidi cornici del salento e il sole del sud, il regista italo-turco amalgama un ottimo cast dando ad ogni personaggio il giusto peso e la giusta collocazione nella storia. Si passa quindi da Ilaria Occhini, splendida nonna e vera “mina vagante” ad Ennio Fantastichini, stressato padre, ottuso e attento più all’opinione pubblica che al bene della famiglia, da Lunetta Savino, mamma in crisi per non aver capito i figli, a Elena Sofia Ricci, alcolizzata e depressa zia, da Nicole Grimaudo, spensierata figlia borghese e nuova socia dell’azienda, a Bianca Nappi, unica figlia messa sempre in disparte e con un marito che è una cima, ma di rapa, fino a Alessandro Preziosi nella parte di Antonio e Riccardo Scamarcio nella parte di Tommaso.
Questo è il cinema italiano di cui andare fieri.
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tiziana89
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sabato 10 settembre 2011
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la vera puglia
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Inutile difendersi: siamo noi. Pugliesi, viscerali e insieme permeati di apparenza. Avvinghiati strenuamente a radici vetuste ma ormai secche,concentrati e ipertesi in un presente vorticante, disillusi su un futuro che non vogliamo ci preoccupi.
Meravigliosa la nonna, coerente fino all'irrazionale con i valori in cui crede. Si sforza di trasmetterli, di coltivare nei suoi discendenti la sensibilità per un mondo che ormai si sgretola nei contenuti e resta saldo solo nelle apparenze.
Commovente Tommaso, un nipote nel quale rivedo i timori di una generazione sospesa tra due mondi: tra l'integerrima, coriacea dignità dei nonni e la spesso eccessiva disinvoltura morale dei genitori, figlia, quest'ultima, di un progresso che ha fatto dimenticare gli insegnamenti della terra.
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Inutile difendersi: siamo noi. Pugliesi, viscerali e insieme permeati di apparenza. Avvinghiati strenuamente a radici vetuste ma ormai secche,concentrati e ipertesi in un presente vorticante, disillusi su un futuro che non vogliamo ci preoccupi.
Meravigliosa la nonna, coerente fino all'irrazionale con i valori in cui crede. Si sforza di trasmetterli, di coltivare nei suoi discendenti la sensibilità per un mondo che ormai si sgretola nei contenuti e resta saldo solo nelle apparenze.
Commovente Tommaso, un nipote nel quale rivedo i timori di una generazione sospesa tra due mondi: tra l'integerrima, coriacea dignità dei nonni e la spesso eccessiva disinvoltura morale dei genitori, figlia, quest'ultima, di un progresso che ha fatto dimenticare gli insegnamenti della terra.
Un viaggio incantato sotto la superficie, oltre la bellezza rassicurante del ricco Salento e la routine di un vivere semplice e disincantato.. un viaggio alla riscoperta di quei punti di riferimento morale che spesso smarriamo, pur avendoli metabolizzati.. o peggio tradiamo, pur continuando a professarli.
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loignegne
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domenica 4 settembre 2011
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perdenti si raccontano, che ridrere
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solita pasticceria di perdenti cialtroni, parola
d'ordine chiudi il forum per favore... grazie mille.
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dandy
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venerdì 26 agosto 2011
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certe mine è giusto che esplodano a volte.
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Dopo il trascurabile"Un giorno perfetto",il regista torna ai temi che più gli si confanno(le tensioni in famiglia,l'orgoglio nella propria "diversità",il peso del quotidiano)e gira quasi un remake di "Saturno contro",molto più libero e slanciato però.Alla solita ambientazione "romana" sceglie il Lecce e spinge il pedale sull'eccesso e l'ironia,riuscendo a essere frizzante e contagioso.E a evitare il political correct tipico di questo nostro cinema in fatto di omosessualità e non solo.Certi personaggi sono volutamente caricaturali e la mancanza di controllo in certe scene(il balletto gay in spiaggia,tanto ridicolo quanto liberatorio)da ulteriore forza alla tesi che le "mine vaganti"debbano far esplodere convenzioni e conflitti piccoli o grandi che siano.
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Dopo il trascurabile"Un giorno perfetto",il regista torna ai temi che più gli si confanno(le tensioni in famiglia,l'orgoglio nella propria "diversità",il peso del quotidiano)e gira quasi un remake di "Saturno contro",molto più libero e slanciato però.Alla solita ambientazione "romana" sceglie il Lecce e spinge il pedale sull'eccesso e l'ironia,riuscendo a essere frizzante e contagioso.E a evitare il political correct tipico di questo nostro cinema in fatto di omosessualità e non solo.Certi personaggi sono volutamente caricaturali e la mancanza di controllo in certe scene(il balletto gay in spiaggia,tanto ridicolo quanto liberatorio)da ulteriore forza alla tesi che le "mine vaganti"debbano far esplodere convenzioni e conflitti piccoli o grandi che siano.La parentesi semi-sentimentale tra Tommaso e Alba è decisamente gratuita,e non è molto chiaro il dramma della nonna(che da giovane dovette sposare il fratello del ragazzo che amava perchè omosessuale),intuito dai continui pesanti flashback che inframmezzano la storia.Così come pure il finale enigmatico col ballo.Scamarcio gay non è molto diverso da quello solito etero,ma per me è a oggi il miglior film in cui abbia preso parte.Grandissima Elena Sofia Ricci nel ruolo della zia sempre ubriaca e un pò vogliosa,e l'ex Cettina di "Un medico in famiglia"Lunetta Savino tratteggia bene il personaggio della madre impotente e nevrotica.Carolina Crescentini è la nonna da giovane,e per fortuna sta sempre zitta.Consideratndo cosa il cinema italiano sta diventando,è,senza essere un capolavoro,un film da rispettare.
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diskol88
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martedì 3 maggio 2011
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turchi italiani... un minestrone esilarante.
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Ozpetec ne ha fatta un'altra delle sue,
un'esilarante commedia, dove abbiamo
una "antica pasticceria pugliese..." i gestori
poverini al momento non più in grado di far
fronte alla modernità, una
nonna ribelle intrappolata nel ricordo
di un amore impossibile..., i figli i genitori
zie ecc..., un sacco di
cialtroni surreali 'italoturchi'..., che riachiano ben presto
di finire alla berlina... come capita in tutte le storie
del genere, inoltre nessuno ha calcolato il loro
destino e conosce bene come muoversi in situazioni del
genere, guardatelo con vostra moglie ( : è uno spasso...
oppure con le vostre ragazze ( :
perchè non con vostra figlia... ( :
sono ovunque posti e momenti
almeno quando voglio
e forse semprechè 'abbiate un terribile limite',
o handicap che ve lo impedisce
pure voi nel vostro piccolo, ovvio, a
ciscuno il prorpio sogno.
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Ozpetec ne ha fatta un'altra delle sue,
un'esilarante commedia, dove abbiamo
una "antica pasticceria pugliese..." i gestori
poverini al momento non più in grado di far
fronte alla modernità, una
nonna ribelle intrappolata nel ricordo
di un amore impossibile..., i figli i genitori
zie ecc..., un sacco di
cialtroni surreali 'italoturchi'..., che riachiano ben presto
di finire alla berlina... come capita in tutte le storie
del genere, inoltre nessuno ha calcolato il loro
destino e conosce bene come muoversi in situazioni del
genere, guardatelo con vostra moglie ( : è uno spasso...
oppure con le vostre ragazze ( :
perchè non con vostra figlia... ( :
sono ovunque posti e momenti
almeno quando voglio
e forse semprechè 'abbiate un terribile limite',
o handicap che ve lo impedisce
pure voi nel vostro piccolo, ovvio, a
ciscuno il prorpio sogno... se non ce l'avete,
guardatelo comunque, con scorta di patatine, io ho riso
tante di quelle volte e rido sempre
a vedere certe commedie.
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garance
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mercoledì 6 aprile 2011
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no,basta
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no, basta-non se ne puo`piu`-basta con questi film sgangherati, che finiscono a coda di pesce,,con omosessualita`da macchietta(grrrr:le magliette attillate.il balletto alla Esther Williams tra le onde{a quando i delfini inchiappettoni?},con parti scambiate,con padri omofobici,con la meravigliosa Occhini{ILARIA, ti amo da sempre-(*)pero`,lo so:si deve pur mangiare,mia cara stella fulgente} ridotta a nonna saggia melanconica..Insomma, basta. basta-PIETA`;e se arrivo a dire che la cosa piu` bella di questa repellente commediaccia da avanspettacolo e` la BELLA LECCE,che mi rapino`il cuore(N.B.,parla una nata ad AOSTA)vuol dire che molto NON VA-e mi spiace per Fantastichini,che si sara`slogato la mascella in una risata deficiente al bar,da padre mascolinisssimo del SUD-ma, andiamo, ancora con queste storiacce alla "Il bell'Antonio?"-ma datevi una regolata-SVEGLIA, popolo:ma lo ricordate come era SUPERBO in Porte Aperte?Fantastichini:ribellati, schiavo:tu sei GRANDE,scappa via da queste robacce da guitto.
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no, basta-non se ne puo`piu`-basta con questi film sgangherati, che finiscono a coda di pesce,,con omosessualita`da macchietta(grrrr:le magliette attillate.il balletto alla Esther Williams tra le onde{a quando i delfini inchiappettoni?},con parti scambiate,con padri omofobici,con la meravigliosa Occhini{ILARIA, ti amo da sempre-(*)pero`,lo so:si deve pur mangiare,mia cara stella fulgente} ridotta a nonna saggia melanconica..Insomma, basta. basta-PIETA`;e se arrivo a dire che la cosa piu` bella di questa repellente commediaccia da avanspettacolo e` la BELLA LECCE,che mi rapino`il cuore(N.B.,parla una nata ad AOSTA)vuol dire che molto NON VA-e mi spiace per Fantastichini,che si sara`slogato la mascella in una risata deficiente al bar,da padre mascolinisssimo del SUD-ma, andiamo, ancora con queste storiacce alla "Il bell'Antonio?"-ma datevi una regolata-SVEGLIA, popolo:ma lo ricordate come era SUPERBO in Porte Aperte?Fantastichini:ribellati, schiavo:tu sei GRANDE,scappa via da queste robacce da guitto.
Bleah-che disgusto
(*)insomma, qualcuno lo dica a Questa GRANDE DAMA:se lessi tutti i russi dell'800, lo devo anche a a LEI e agli sceneggiati di Anton Giulio Majano(ah,bei tempi andati della TI -BU(TV) )
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notedo
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mercoledì 23 marzo 2011
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l'omosessualità è una cosa seria
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Troppa sproporzione trà il volume del pastificio ed il volume del cervello del proprietario. Ve l'immaginate se il signor Barilla o il signor De Cecco avrebbero mai potuto avere,nell'anno 2010,una reazione di questo tipo? Gli amori omosessuali oggi non sono più cosi tormentati,come pure,trà gli omosessuali evoluti,e quelli del film lo erano,gli esibizionismi deli amici gay rappresentano una vera stonatura. Di panni sporchi da lavare in famiglia ce ne erano,a prescindere dalla omosessualità.
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mon56
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venerdì 11 marzo 2011
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un'ora e cinquanta di nulla assoluto
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Film che, in quasi due ore, riesce a non raccontare nulla, non fa riflettere, non diverte. Regia incerta che non sa decidere se adeguarsi alle strategie della commedia leggera, piuttosto che a quelle del realismo descrittivo o del linguaggio simbolico. Uno spreco di buoni attori, palesemente a disagio (Fantastichini, Occhini) nel dar vita a figure che non sanno liberarsi mai dell'immagine di macchietta o caricatura per divenire personaggi, né realistici, né simbolici. Dialoghi e situazioni che ricalcano canovacci triti e ritriti, senza attinenze con la realtà che sia minimamente credibile (il gruppo di amici omosessuali perennemente impegnato a fare gaffes, mostrando tutti i clichés tipici solo in presenza di altri, mai se sono da soli; oppure, protagonista di esibizioni al limite di un ridicolo - scontato e irrispettoso, oltre che surrettizio - secondo canoni già visti trentacinque anni fa nel "Vizietto").
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Film che, in quasi due ore, riesce a non raccontare nulla, non fa riflettere, non diverte. Regia incerta che non sa decidere se adeguarsi alle strategie della commedia leggera, piuttosto che a quelle del realismo descrittivo o del linguaggio simbolico. Uno spreco di buoni attori, palesemente a disagio (Fantastichini, Occhini) nel dar vita a figure che non sanno liberarsi mai dell'immagine di macchietta o caricatura per divenire personaggi, né realistici, né simbolici. Dialoghi e situazioni che ricalcano canovacci triti e ritriti, senza attinenze con la realtà che sia minimamente credibile (il gruppo di amici omosessuali perennemente impegnato a fare gaffes, mostrando tutti i clichés tipici solo in presenza di altri, mai se sono da soli; oppure, protagonista di esibizioni al limite di un ridicolo - scontato e irrispettoso, oltre che surrettizio - secondo canoni già visti trentacinque anni fa nel "Vizietto"). Vuoto e pretenzioso.
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bard92
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martedì 8 marzo 2011
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film piacevole e realistico
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Ottimo film a mio parere, uno dei migliori che ho visto da un paio di mesi a questa parte.. Sebbene non sia un capolavoro lascia quella sensazione di malinconia che solo i film milgiori riescono a dare.. E poichè credo che la valutazione del film, oltre che contare gli elementi singoli, debba contare anche le sensazioni che esso suscita, non posso che dire che questo film è riuscito in pieno a rendere gli aspetti positivi e felici della realtà popolare, dandone uno spaccato realistico..
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