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liuk©
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martedì 13 dicembre 2011
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sempre più farrell
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Strepitosa performance di un Colin Farrell sempre più in palla in un noir d'autore piuttosto raffinato nonostante l'ampia violenza.
Una Londra cupa, tra lo squallore dei sobborghi e la poesia della campagna, fa da scenario ad una pellicola non comune nè banale dalle tinte forti e non adatta ad un pubblico qualunque. Sopra i 18 anni mi sento di consigliarne assolutamente la visione. Attenzione al finale.
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aniki
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venerdì 9 dicembre 2011
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inguardabile
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Merita solo la fotografia, per quel che vale, ma sfido chiunque ad arrivare fino in fondo. Chi paragona "robe" del genere ai capolavori di Guy Ritchie non sa di cosa parla.
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cenox
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giovedì 17 novembre 2011
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film british con un buon cast ma con poca trama
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Il protagonista di questo film è Farrell, che uscito di galera dopo aver scontato una condanna per rissa, con cui si è guadagnato una buona fama da criminale, si ritrova a cercare un lavoro onesto con cui poter sopravvivere e aiutare la sorella, una ragazza alcolizzata che non prende seriamente la vita poichè è il fratello che se ne preoccupa. Fortunosamente riesce a trovare un lavoro ben pagato, per fare da guardia del corpo ad una star assediata costantemente dai paparazzi (Knightley) che finirà per innamorarsi di lui. Ma quando la vita sembra aver preso la piega giusta sarà un pericoloso boss criminale a cercare di convincerlo con tutti i mezzi a sua disposizione, leciti o illeciti che siano, a lavorare per lui.
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Il protagonista di questo film è Farrell, che uscito di galera dopo aver scontato una condanna per rissa, con cui si è guadagnato una buona fama da criminale, si ritrova a cercare un lavoro onesto con cui poter sopravvivere e aiutare la sorella, una ragazza alcolizzata che non prende seriamente la vita poichè è il fratello che se ne preoccupa. Fortunosamente riesce a trovare un lavoro ben pagato, per fare da guardia del corpo ad una star assediata costantemente dai paparazzi (Knightley) che finirà per innamorarsi di lui. Ma quando la vita sembra aver preso la piega giusta sarà un pericoloso boss criminale a cercare di convincerlo con tutti i mezzi a sua disposizione, leciti o illeciti che siano, a lavorare per lui. Film assolutamente noioso per lunghi tratti che ne allungano la durata, ma che potrebbe benissimo svolgersi in un'ora scarsa. La cosa migliore risulta la recitazione, peccato che senza mezzi narrativi sia fine a sè stessa.
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ultimoboyscout
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martedì 11 ottobre 2011
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il passato fa sempre capolino.
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I film sulla Londra criminale da qualche anno sono molto alla moda e la maggior parte va anche forte, risultando estremamente ben fatti. Questo va decisamente controcorrente, non perchè sia brutto ma stilisticamente non è il massimo soprattutto sa tanto di rivisto e retorico. Alle spalle del film, che rievoca un immortale hollywoodiano come "Viale del tramonto" (non a caso il titolo originale è "Sunset boulevard") c'è un solidissimo romanzo noir dello specialista Ken Bruen. Ricco di cliché il personaggio di Farrell, un criminale pentito che non cerca refenzione ma vuol solo reimpostare la sua vita in maniera diversa, anche grazie all'amore che arriva di soppiatto, all'improvviso e nemmeno atteso.
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I film sulla Londra criminale da qualche anno sono molto alla moda e la maggior parte va anche forte, risultando estremamente ben fatti. Questo va decisamente controcorrente, non perchè sia brutto ma stilisticamente non è il massimo soprattutto sa tanto di rivisto e retorico. Alle spalle del film, che rievoca un immortale hollywoodiano come "Viale del tramonto" (non a caso il titolo originale è "Sunset boulevard") c'è un solidissimo romanzo noir dello specialista Ken Bruen. Ricco di cliché il personaggio di Farrell, un criminale pentito che non cerca refenzione ma vuol solo reimpostare la sua vita in maniera diversa, anche grazie all'amore che arriva di soppiatto, all'improvviso e nemmeno atteso. Ma si sa del cinismo del destino. Più scavezzacollo che in "InBruges", piace sia il suo personaggio che la convincente interpretazione, mentre un'agorafobica Knightley si fa notare per la magrezza e per la parodia dell'attrice iper nevrotica. Piacciono i secondari, tipo Winstone, Chaplin e Thewlis, sopra le righe come il gangster movie urbano made in England vuole. Il resto lo fa Londra. Film duro, sadico, melanconico proprio come lo è la periferia della città. Segna l'esordio alla regia di William Monahan, da rivedere ma non da buttare, già premio Oscar per la sceneggiatura del bellissimo "The departed". Un velo di melo su questa crime story che ci mostra un'umanità marcia, che nell'amore cerca e vuole riscatto, violenza come si confà e una bellissima colonna sonora, oltre ai due protagonisti in forma davvero soddisfacente: poteva andar meglio.
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epidemic
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lunedì 18 luglio 2011
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una lettura più accorta
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Ammettiamo pure che Farrell e Thewlis dominano la scena. Confermo poi il mio odio per Keira...sempre più bambolina da appoggiare in salotto...
Ammettiamo anche l'occhieggiare a certi gangsta-movie di in cui la vera protagonista è la colt calibro 9
In tutto questo però Monahan mescola le carte. Ne esce un vero protagonista d'intriso umore noir, un fratello di spiccia malavita con doppio legame famiglia-criminalità, un via di fuga che si trasforma in una trappola per topi.
lo devo dire...non amo i finali che sanno di polvere da sparo, ma le tragedie classiche si....e questo film man mano che prende forma ci assomiglia sempre di più
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moghi
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venerdì 15 luglio 2011
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noire molto crudo
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Noire estremamente crudo con un colin farrel molto convincente
[+] eh si
(di epidemic)
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tears77
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giovedì 14 luglio 2011
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stupendo remake di carlito's way
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Non ho capito la recensione di Mymovies. Il vostro Giancarlo Zappoli scrive:
"Una rilettura riuscita di Viale del tramonto" e ancora "A partire dal titolo che esplicitamente ci rimanda a quel Sunset Boulevard (per noi italiani Viale del tramonto) di cui ricalca in parte il plot di base."
Credo che Zappoli si sia confuso. Due titoli simili non vogliono dire due film simili.
Questa la sinossi di Mymovies per "Sunset Boulevard"
Un giovane e disoccupato sceneggiatore di Hollywood va a vivere con una ricca e anziana attrice, già star del cinema muto, prigioniera delirante del suo passato, facendosi da lei mantenere. Il più caustico e sardonico film nero sul mondo di Hollywood. Melodramma amarissimo con risvolti da horror e sottofondi da commedia.
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Non ho capito la recensione di Mymovies. Il vostro Giancarlo Zappoli scrive:
"Una rilettura riuscita di Viale del tramonto" e ancora "A partire dal titolo che esplicitamente ci rimanda a quel Sunset Boulevard (per noi italiani Viale del tramonto) di cui ricalca in parte il plot di base."
Credo che Zappoli si sia confuso. Due titoli simili non vogliono dire due film simili.
Questa la sinossi di Mymovies per "Sunset Boulevard"
Un giovane e disoccupato sceneggiatore di Hollywood va a vivere con una ricca e anziana attrice, già star del cinema muto, prigioniera delirante del suo passato, facendosi da lei mantenere. Il più caustico e sardonico film nero sul mondo di Hollywood. Melodramma amarissimo con risvolti da horror e sottofondi da commedia. Alcune memorabili scene tra cui la partita a carte con Keaton. Sapiente regia: una pietra miliare nell'itinerario di Wilder. Splendide interpretazioni. Su 9 nomination agli Oscar vinse quelli per la sceneggiatura e le musiche (F. Waxman).
Questa invece, sempre da Mymovies, è quella di Carlito's Way
Dai romanzi Carlito's Way (1975) e After Hours (1979) di Edwin Torres. Ambientato nel 1975 a Harlem, il ritratto di Carlos Brigante, malavitoso portoricano che tenta invano di cambiare vita, la traiettoria di un destino che ha per traguardo una morte violenta. Almeno 4 sequenze di rilievo in questo opus n° 22 di B. De Palma, uno dei suoi migliori, tutto narrato in flashback; 2 forti interpretazioni di A. Pacino (doppiato benissimo da Giancarlo Giannini) e S. Penn, una sapiente sceneggiatura di David Koepp. Unico difetto di questo film neoromantico, vicino al noir più che al gangster: il convenzionale tema nostalgico della malavita che “non è più quella di una volta”.
Avendo visto tutti e tre i film, direi che per incipit, sviluppo, finale e significato London Boulevard non possa essere considerato "una rilettura riuscita di Viale del tramonto" come scrive Zappoli, ma un vero e proprio remake di Carlito's Way in salsa londinese.
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[+] carlito's way? dite davvero?
(di cardavid)
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astromelia
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sabato 9 luglio 2011
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confuso e amorfo
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ne zuppa ne pan bagnato,trama confusa,finale decadente...ecco come finiscono i criminali incalliti,ma il resto? INSIPIDO
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(di epidemic)
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[+] ma soprattutto...
(di ultimoboyscout)
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rosenkreutz
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mercoledì 6 luglio 2011
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il ventre marcio di una londra spitata e crudele
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A Londra, Mitchell (un Colin Farrel molto convincente) esce dal carcere dopo 3 anni di detenzione, deciso a rigare dritto. Ma è difficile uscire dal giro, specialmente se il boss Gant s’incaponisce a volerlo al suo servizio, prima blandendolo e poi minacciandolo pesantemente. Nel frattempo Mitchell trova lavoro presso la splendida star del cinema Charlotte (Keira Knightley), sempre sull’orlo di una crisi di nervi e perennemente assediata da torme di aggressivi papaparazzi. Mitchell è incapace di sottrarsi a un crescendo di violenza che - in un finale a sorpresa- ne decreterà la morte per mano di un feroce sedicenne, giovane promessa del calcio inglese. Il regista William Monahan ce lo fa capire in due distinti momenti del film: la prima volta quando Mitchell vuole personalmente vendicare la morte di un vecchio barbone e la seconda quando, pur avendo la possibilità di trasferirsi a Los Angeles insieme a Charlotte, decide di dare la precedenza al definitivo regolamento di conti con Gant.
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A Londra, Mitchell (un Colin Farrel molto convincente) esce dal carcere dopo 3 anni di detenzione, deciso a rigare dritto. Ma è difficile uscire dal giro, specialmente se il boss Gant s’incaponisce a volerlo al suo servizio, prima blandendolo e poi minacciandolo pesantemente. Nel frattempo Mitchell trova lavoro presso la splendida star del cinema Charlotte (Keira Knightley), sempre sull’orlo di una crisi di nervi e perennemente assediata da torme di aggressivi papaparazzi. Mitchell è incapace di sottrarsi a un crescendo di violenza che - in un finale a sorpresa- ne decreterà la morte per mano di un feroce sedicenne, giovane promessa del calcio inglese. Il regista William Monahan ce lo fa capire in due distinti momenti del film: la prima volta quando Mitchell vuole personalmente vendicare la morte di un vecchio barbone e la seconda quando, pur avendo la possibilità di trasferirsi a Los Angeles insieme a Charlotte, decide di dare la precedenza al definitivo regolamento di conti con Gant. Mitchell sconta così la propria incapacità ad abbandonare il vecchio stile di vita che si regge sul primato dell’uso distorto della forza. Un film spietato, disseminato di efferatezze, in cui domina un oscuro istinto di morte. I comportamenti sono quasi sempre auto distruttivi, come se i personaggi cercassero di spingersi fino a un esiziale punto di non ritorno.
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[+] se permetti...
(di hollyver07)
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aleproia
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lunedì 27 giugno 2011
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andate a vedere boldi e pieraccioni!
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Povera Italia...
Film brutto, film noioso, film lento, film senza senso...
Ma l'avete mai visto un bel film...? Voi sarete sicuramente gli stessi che si sono annoiati a guardare In Bruges o Il profeta...se non c'è sangue che scorre o gente che cade da un grattacielo per voi il film è lento e senza senso...
Provate a rivederlo e ad ammirare le interpretazioni di Farrel e di Thewlis, il grande attore non protegpnista di 7 anni in Tibet e forse vi renderete conto di quanto siete caproni.
Il film la trama ce l'ha e ha anche un senso (oltre che un'ottima fotografia e regia), ed è simile a quello di Carlito's way, ma che ve lo dico a fare.
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Povera Italia...
Film brutto, film noioso, film lento, film senza senso...
Ma l'avete mai visto un bel film...? Voi sarete sicuramente gli stessi che si sono annoiati a guardare In Bruges o Il profeta...se non c'è sangue che scorre o gente che cade da un grattacielo per voi il film è lento e senza senso...
Provate a rivederlo e ad ammirare le interpretazioni di Farrel e di Thewlis, il grande attore non protegpnista di 7 anni in Tibet e forse vi renderete conto di quanto siete caproni.
Il film la trama ce l'ha e ha anche un senso (oltre che un'ottima fotografia e regia), ed è simile a quello di Carlito's way, ma che ve lo dico a fare....
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[+] beh...
(di blualessandro)
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