|
brian77
|
martedì 6 dicembre 2011
|
bèèè bèèè faceva anche il pubblico
|
|
|
|
bèèèè, bèèè, bèèè
le caprette fanno bèèèè, bèèèè
il fumo nel cielo autunnale
la poesia, oh la Poesia
e i pecoroni fofiani (ovis foficus) contano le caprette, sognando il ritorno del cinema poetico-politico
|
|
|
[+] lascia un commento a brian77 »
[ - ] lascia un commento a brian77 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
reservoir dogs
|
sabato 22 gennaio 2011
|
il cinema che racconta la realtà
|
|
|
|
Un pastore malato (Fuda) probabilmente ai polmoni accetta da una sacrestana un "antico rimedio" che cura le malattie con la terra raccolta nella chiesa.
Alla morte del pastore, le pecore che l'uomo accudiva saranno seguite da altri che perderanno l'agnello staccatosi dal branco poco dopo la sua nascita (ripresa in diretta).
L'abete su cui l'agnello si nasconderà dopo essersi perso verrà tagliato per essere utilizzato ad una festa paesana, finita la festa verrà lasciato a due carbonai (Timpano) che bruciandolo lo trasformeranno in carbon fossile; carbon fossile che ci era stato inizialmente presentato.
Frammartino dopo "Il Dono", alla sua seconda opera torna nell'entroterra calabrese rappresentando i quattro stati dell'essere (umano-animale-vegetale-minerale) attraverso una forma di regressione espressiva; rumori ed assenza di dialoghi e spazio alla Natura che svolge infinitamente il suo circolo.
[+]
Un pastore malato (Fuda) probabilmente ai polmoni accetta da una sacrestana un "antico rimedio" che cura le malattie con la terra raccolta nella chiesa.
Alla morte del pastore, le pecore che l'uomo accudiva saranno seguite da altri che perderanno l'agnello staccatosi dal branco poco dopo la sua nascita (ripresa in diretta).
L'abete su cui l'agnello si nasconderà dopo essersi perso verrà tagliato per essere utilizzato ad una festa paesana, finita la festa verrà lasciato a due carbonai (Timpano) che bruciandolo lo trasformeranno in carbon fossile; carbon fossile che ci era stato inizialmente presentato.
Frammartino dopo "Il Dono", alla sua seconda opera torna nell'entroterra calabrese rappresentando i quattro stati dell'essere (umano-animale-vegetale-minerale) attraverso una forma di regressione espressiva; rumori ed assenza di dialoghi e spazio alla Natura che svolge infinitamente il suo circolo.
Particolarmente vicina al cinema di Flaherty, quella di Frammartino è una ricerca filosofica ma non didattica, dove il cinema rinasce come strumento che impressiona la vita e racconta la realtà: il cinema (e l'immagine) fine a se stesso.
Campi lunghissimi, panoramiche e piani sequenza sono gli unici elementi per Rappresentare un nascosto mondo arcaico, la semplicità e la bellezza di un parto animale e il vento che scuote le chiome degli alberi (Repas de bébé dei fratelli Lumière) emoziona più di qualsiasi altro elaborato artificio.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a reservoir dogs »
[ - ] lascia un commento a reservoir dogs »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
giacomogabrielli
|
venerdì 22 ottobre 2010
|
immenso.
|
|
|
|
Visto in occasione dell'evento "Cannes a Roma", è un film magistralmente diretto da Michelangelo Frammartino (IL DONO). Un capolavoro d'altri tempi come non se ne sono mai visti.
[+]
Visto in occasione dell'evento "Cannes a Roma", è un film magistralmente diretto da Michelangelo Frammartino (IL DONO). Un capolavoro d'altri tempi come non se ne sono mai visti. Un omaggio alla vita; un pastore, un capretto, un albero, il carbone: ecco i protagonisti del film. Semplice ma immenso, silenzioso ma chiarissimo. IMMENSO | *****
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a giacomogabrielli »
[ - ] lascia un commento a giacomogabrielli »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stig65
|
mercoledì 30 giugno 2010
|
questa borghesia misericordiosa!
|
|
|
|
...scopiazzando De Seta; e con lo stesso sguardo dall'alto in basso....e dieci anni di galera almeno per avere tormentato un agnellino per un giorno intero...gli agnelli non vanno con la mandria. E la legna d'abete non va per il carbone...tagliatelo prima un bosco; e per trasportarlo poi nella polvere di Agosto e mentre i saputelli intellettuali con gli occhi da guardoni vanno al mare di Copanello...
|
|
|
[+] lascia un commento a stig65 »
[ - ] lascia un commento a stig65 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
emmeti
|
lunedì 14 giugno 2010
|
prima della modernità, solo la noia?
|
|
|
|
Guai a prendersela con la poeticità, con la profondità, col gusto di autenticità. Ma c'è davvero bisogno, per trasmettere questi contenuti, di rinunciare a ogni dialogo, calcare i toni del rapporto matrigno fra uomo e natura, esasperare la lentezza, la ripetitività e perfino la banalità delle occupazioni quotidiane di quello spicchio di umanità che il film vuole illustrare? Andiamoci piano con gli accostamenti a Olmi, che del mondo "arcaico" contadino ha saputo estrarre ben altre riserve di vigore. Qui il tempo appare essersi fermato, sì, ma a tratti del tutto artificiosamente, per un eccesso di intellettualismo dell'osservatore.
[+]
Guai a prendersela con la poeticità, con la profondità, col gusto di autenticità. Ma c'è davvero bisogno, per trasmettere questi contenuti, di rinunciare a ogni dialogo, calcare i toni del rapporto matrigno fra uomo e natura, esasperare la lentezza, la ripetitività e perfino la banalità delle occupazioni quotidiane di quello spicchio di umanità che il film vuole illustrare? Andiamoci piano con gli accostamenti a Olmi, che del mondo "arcaico" contadino ha saputo estrarre ben altre riserve di vigore. Qui il tempo appare essersi fermato, sì, ma a tratti del tutto artificiosamente, per un eccesso di intellettualismo dell'osservatore. Questa premodernità immota va ben oltre il dato di realtà. Pur essendo predisposti alla visione con i pregiudizi più favorevoli, qui il rischio di essere assaliti dalla noia, e da più di un pizzico di angoscia, incombe. E dopo aver goduto, giusto per fare un esempio, Il vento fa il suo giro, è difficile sfuggire alla delusione.
[-]
[+] condivido
(di melania)
[ - ] condivido
[+] una noia venduta in tutto il mondo
(di kronos)
[ - ] una noia venduta in tutto il mondo
|
|
|
[+] lascia un commento a emmeti »
[ - ] lascia un commento a emmeti »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
kronos
|
sabato 12 giugno 2010
|
primordiale
|
|
|
|
C'è un filo rosso che lega De Seta, Olmi, Piavoli e Michelangelo Frammartino: il suo "Le quattro volte" appartiene a un misconosciuto, affascinante filone naturalistico del cinema italiano, che nel corso del tempo ha partorito gemme come "L'invitata", "I recuperanti", "Lungo il fiume", "Il pianeta azzurro", "Voci nel tempo"...
Ciò che distingue questo film dagli illustri predecessori è il progetto 'pitagorico' che ne sta alla base: la consapevolezza con cui il regista ha voluto guidarci in un mondo primordiale che rischia d'apparirci oggi alieno. Un film ambizioso, autoriale, assolutamente fuori dalle convenzioni, ma che richiede uno sforzo da parte di chi guarda per entrare nella storia e nelle immagini.
[+]
C'è un filo rosso che lega De Seta, Olmi, Piavoli e Michelangelo Frammartino: il suo "Le quattro volte" appartiene a un misconosciuto, affascinante filone naturalistico del cinema italiano, che nel corso del tempo ha partorito gemme come "L'invitata", "I recuperanti", "Lungo il fiume", "Il pianeta azzurro", "Voci nel tempo"...
Ciò che distingue questo film dagli illustri predecessori è il progetto 'pitagorico' che ne sta alla base: la consapevolezza con cui il regista ha voluto guidarci in un mondo primordiale che rischia d'apparirci oggi alieno. Un film ambizioso, autoriale, assolutamente fuori dalle convenzioni, ma che richiede uno sforzo da parte di chi guarda per entrare nella storia e nelle immagini.
[-]
[+] scopiazzando de seta
(di stig65)
[ - ] scopiazzando de seta
|
|
|
[+] lascia un commento a kronos »
[ - ] lascia un commento a kronos »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
melville1970
|
venerdì 11 giugno 2010
|
emozione pura
|
|
|
|
E' un film profondo e bellissimo, capace di trasmettere emozioni autentiche. Alcune scene, per esempio quelle sugli animali, sono straordinariamente commoventi. Ovviamente è indicato a spettatori non superficiali.
|
|
|
[+] lascia un commento a melville1970 »
[ - ] lascia un commento a melville1970 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
serves
|
lunedì 31 maggio 2010
|
bellissimo
|
|
|
|
Trovo il film di Frammartino molto bello. Finalmente dietro la pellicola una concezione del cinema. Mi sembra che il suo lavoro inizi come uno splendido lungometraggio con un protagonista di cui seguiamo la storia grazie ad uno stile di ripresa da racconto a messa in scena e finisca come uno splendido documentario. Punto di passaggio di queste due matrici stilistiche forse le piccole capre chiuse nel recinto, mentre giocano assumendo ai miei occhi sembianze quasi umane. Meravigliosa la fotografia in 35mm e anche il montaggio molto opportuno. Ciò che mi convince di meno invece, è il concetto che muove tutto il film e che Frammartino ci racconta in una intervista. E' vero sì che le quattro volte possono essere rintracciate nel trasformarsi della materia, ma mi pare l'aspetto meno interessante del film.
[+]
Trovo il film di Frammartino molto bello. Finalmente dietro la pellicola una concezione del cinema. Mi sembra che il suo lavoro inizi come uno splendido lungometraggio con un protagonista di cui seguiamo la storia grazie ad uno stile di ripresa da racconto a messa in scena e finisca come uno splendido documentario. Punto di passaggio di queste due matrici stilistiche forse le piccole capre chiuse nel recinto, mentre giocano assumendo ai miei occhi sembianze quasi umane. Meravigliosa la fotografia in 35mm e anche il montaggio molto opportuno. Ciò che mi convince di meno invece, è il concetto che muove tutto il film e che Frammartino ci racconta in una intervista. E' vero sì che le quattro volte possono essere rintracciate nel trasformarsi della materia, ma mi pare l'aspetto meno interessante del film. Più interessante invece del concetto con cui il regista ha dato un senso al film, è il film stesso che a mio parere non ha bisogno di grandi spiegazioni di filosofia essendo già bellissimo cinema. Se dovessi seguire le intenzioni espresse a voce del regista molte cose stonerebbero nel film, mentre se ignorassi le sue intenzioni e seguissi l'iter narrativo troverei uno sguardo d'autore molto sincero e capace di cogliere l'insieme giocoso e tragico dell'esistenza.
[-]
[+] interessante
(di edward teach)
[ - ] interessante
|
|
|
[+] lascia un commento a serves »
[ - ] lascia un commento a serves »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
melania
|
lunedì 31 maggio 2010
|
poco convincente
|
|
|
|
FILM SPERIMENTALE,VORREBBE ESSERE UN FILM DOCUMENTARIO,MA MAL RIUSCITO.lA QUASI ASSEMZA DI SUONI E PAROLE DOVREBBE ESSERE COMPENSATA DA UNA GRANDE POESIA,DA IMMAGINI FORTEMENTE TOCCANTI ED EMOZIONANTI,IL SILENZIO DOVREBBE ESSERE PARLANTE MA NON LO E',SUBRENTA LA NOIA E LA VOGLIA DI LASCIARE LA SALA CINEMATOGRAFICA.SOLO QUALCHE IMMAGINE SUGGESTIVA,PER ESEMPIO QUELLA DEL PICCOLO PAESE DI NOTTE CON LE FIOCHE LUCI IN LONTANANZA E L'IMMAGINE DEL VECCHIO CHE BUSSA IN CERCA DI AIUTO...MA OVVIAMENTE NON BASTA!
|
|
|
[+] lascia un commento a melania »
[ - ] lascia un commento a melania »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
edward teach
|
venerdì 28 maggio 2010
|
apologo spirituale
|
|
|
|
Io ho l'impressione che il signor Zappoli non abbia capito benissimo...e dire che il titolo è abbastanza chiaro..."Le quattro volte"...Insomma se uno non ha capito cosa sono queste "quattro volte" non può rendersi conto che esiste un filo che percorre il film dall'inizio alla fine ossia da sbuffo di fumo iniziale a sbuffo di fumo finale.
Il film è il percorso dell'anima da individuato (l'uomo) a spirito indistinto (il fumo tra i boschi della splendida Sila). Le quattro volte sono i passaggi da uomo ad animale (1) a pianta (2) a minerale (3) a fumo/spirito che pervade la natura (4). Ci sono tante raffinatezze stilistiche e in particolare una lunghissima scena ripresa da un punto di vista elevato che secondo me è una perla cinematografica.
[+]
Io ho l'impressione che il signor Zappoli non abbia capito benissimo...e dire che il titolo è abbastanza chiaro..."Le quattro volte"...Insomma se uno non ha capito cosa sono queste "quattro volte" non può rendersi conto che esiste un filo che percorre il film dall'inizio alla fine ossia da sbuffo di fumo iniziale a sbuffo di fumo finale.
Il film è il percorso dell'anima da individuato (l'uomo) a spirito indistinto (il fumo tra i boschi della splendida Sila). Le quattro volte sono i passaggi da uomo ad animale (1) a pianta (2) a minerale (3) a fumo/spirito che pervade la natura (4). Ci sono tante raffinatezze stilistiche e in particolare una lunghissima scena ripresa da un punto di vista elevato che secondo me è una perla cinematografica. Quello stesso punto di vista elevato verrà ripreso in seguito in funzione espressiva e farà quasi da pendant visivo al sordo rimbombare delle pale sulle carbonaie (il luogo dei "passaggi") che incombe durante tutta la "storia" (non è una storia in realtà e non esistono dialoghi). Straordinarie le scene al buio per un effetto di immedesimazione che non voglio anticipare fino in fondo. Mi raccomando fate caso a cosa succede subito dopo la prima di queste "scene buie" che è quella la chiave per capire questo percorso di reincarnazioni a ritroso di cui ho parlato.
Una nota a parte per il cane che recita una scena lunghissima che se l'avessi dovuta recitare io sarei stato minimo due settimane a studiare il copione e a discutere col regista.
P.S.: Suppongo che questo film piacerà a Marezia...sarà un duro colpo per lei accorgersi che la pensa come me.
[-]
[+] aldamar
(di edward teach)
[ - ] aldamar
[+] @ aldamar
(di petronius arbiter)
[ - ] @ aldamar
|
|
|
[+] lascia un commento a edward teach »
[ - ] lascia un commento a edward teach »
|
|
d'accordo? |
|
|
|