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chiarialessandro
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sabato 10 marzo 2012
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rivisitando storia e religione.
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Spesso un buon fotografo non ha capacità eccezionali: può darsi che gli basti l’abilità di riuscire a vedere con occhio diverso le stesse identiche cose che sono anche sotto gli occhi dei comuni mortali; pure per il regista può essere valida una considerazione analoga, nel senso che la trama è spesso parte integrante del successo (o dell’insuccesso) di un film. “Io sono con te” ha una trama più unica che rara, alla quale (soprattutto per un certo tipo di spettatore) si accompagna la capacità di suscitare interrogativi profondi sul senso della pellicola, senso che è inscindibilmente legato alla contrapposizione laicismo – religiosità e tale contrapposizione (chiudendo il piccolo triangolo da me tracciato) si estrinseca nell’immaginare la possibilità di una natura umana anziché soprannaturale di Gesù, le cui “caratteristiche” avrebbero quindi potuto scaturire non tanto dalla sua origine quanto piuttosto dai doni di tranquillità, fiducia, pazienza, consapevolezza, saggezza, bontà, amore e rispetto a lui trasmessi dalla madre.
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Spesso un buon fotografo non ha capacità eccezionali: può darsi che gli basti l’abilità di riuscire a vedere con occhio diverso le stesse identiche cose che sono anche sotto gli occhi dei comuni mortali; pure per il regista può essere valida una considerazione analoga, nel senso che la trama è spesso parte integrante del successo (o dell’insuccesso) di un film. “Io sono con te” ha una trama più unica che rara, alla quale (soprattutto per un certo tipo di spettatore) si accompagna la capacità di suscitare interrogativi profondi sul senso della pellicola, senso che è inscindibilmente legato alla contrapposizione laicismo – religiosità e tale contrapposizione (chiudendo il piccolo triangolo da me tracciato) si estrinseca nell’immaginare la possibilità di una natura umana anziché soprannaturale di Gesù, le cui “caratteristiche” avrebbero quindi potuto scaturire non tanto dalla sua origine quanto piuttosto dai doni di tranquillità, fiducia, pazienza, consapevolezza, saggezza, bontà, amore e rispetto a lui trasmessi dalla madre. Il tutto fuori dalla costrizione di un conformismo con il paraocchi, capace solamente di preservare gli interessi di chi già comanda a scapito dei sacrosanti diritti di tutti gli altri. E forse il motivo dello scarso successo commerciale di questa opera sta proprio qui, nel fatto che ciò che per me è vitale stimolo di riflessione, possa al contrario essere fonte di disagio o addirittura di rifiuto per una società che viene incanalata sempre più spesso verso la rimozione di quel pensiero critico in cui troppi vedono una fonte di pericolo per la sopravvivenza dei loro interessi personalistici. Costumi e colori stupendi; fotografia alla pari; recitazione pure. Scenografia necessariamente scarna ma estremamente valida nella sua essenzialità.
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nigel mansell
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venerdì 16 dicembre 2011
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un dio che diventa uomo o un uomo che diventa dio?
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Un Dio che diventa uomo o un uomo che diventa Dio? Il film sembra porpendere per la seconda soluzione, e sarà proprio una madre speciale a favorire questo. Ogni cristiano ci può vedere il segno ed ogni ateo o non cristiano può trovarci una narrazione molto credibile.
Grazie agli attori locali, a volte all'esordio il film è molto credibile e riesce a proiettarti intorno all'anno 0 in Palestina. Ottima fotografia.
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astromelia
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lunedì 16 maggio 2011
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l'altro volto del vangelo (apocrifo)
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bello il film, ci fa vedere ciò che è stato tramandato in una visione diversa da come ci è sempre stata descritta,una maria dai tratti africani,e dalla saggia intelligenza,come un trattato di puericultura in un deserto pieno di tradizioni ataviche,insolito racconto della nascita di gesù (ma era un nome tradizionale?) ,proprio in questo sta la riuscita del film che non scade mai nella retorica evangelica.
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26watt
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lunedì 22 novembre 2010
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l'uomo è cambiato?
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Questo film oltre ad essere un capolavoro di regia, sceneggiatura e fotografia (colori e ambientazioni terribilmente realistiche) ha il merito di farci sentire contemporanei dell'epoca di Gesù. Gli uomini non sono poi così cambiati. La violenza che si condanna nel film è quella che continua ancora oggi in tanti paesi ancora oggi. Violenza contro le donne, contro i bambini, contro i "diversi"..... un'alternativa ce la dà la Maria del film che ci indica una strada da seguire, quella del rispetto dell'individualità di ciascuno, e tutto questo senza mai tirare in ballo la religiosità.
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amonè
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sabato 20 novembre 2010
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un film da vedere
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Ho trovato molto interessante il film di Guido Chiesa
Una storia che, chi più chi meno tutti conosciamo, raccontata in un modo diverso ed interessante
Molto belle le immagini
Lo consiglio
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ghismogp5
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sabato 20 novembre 2010
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la mamma che tutti avremmo voluto avere
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Chi l'avrebbe mai detto che un altro film sulla storia di Gesù, avrebbe avuto ancora qualcosa di nuovo da dirci...e invece questo film stupisce e sorprende proprio per la novità di sguardo su un tema così conosciuto. La sfida è proprio presentare la figura di Maria in un modo inedito, come non si era mai visto prima e dare un ruolo centrale a questo importante personaggio femminile, che troppo spesso ci viene raccontata come una figura "buona", ma umile e sottomessa.
E invece no: in questo film Maria, una ragazzina dallo sguardo intelligente e il sorriso disarmante, è coraggiosa, testarda, capace di sfidare le ottuse regole del tempo, per crescere il suo bambino Gesù (ma anche gli altri figli di Giuseppe), in un modo nuovo, libero dalle paure e dalle punizioni.
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Chi l'avrebbe mai detto che un altro film sulla storia di Gesù, avrebbe avuto ancora qualcosa di nuovo da dirci...e invece questo film stupisce e sorprende proprio per la novità di sguardo su un tema così conosciuto. La sfida è proprio presentare la figura di Maria in un modo inedito, come non si era mai visto prima e dare un ruolo centrale a questo importante personaggio femminile, che troppo spesso ci viene raccontata come una figura "buona", ma umile e sottomessa.
E invece no: in questo film Maria, una ragazzina dallo sguardo intelligente e il sorriso disarmante, è coraggiosa, testarda, capace di sfidare le ottuse regole del tempo, per crescere il suo bambino Gesù (ma anche gli altri figli di Giuseppe), in un modo nuovo, libero dalle paure e dalle punizioni.
Il film ci regala due ore di intensa emozione, molti spunti per riflettere sul' educazione che abbiamo ricevuto e sul modo in cui alleveremo i nostri bambini, un giorno.
Attori intensi, fotografia straordinaria, belle le ricostruzioni storiche e i costumi dai colori vivaci. Un film da non perdere!
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fra75
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venerdì 19 novembre 2010
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uno sguardo diverso
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Questo film getta uno sguardo diverso su una storia che tante volte è stata raccontata, quella di Gesù. Qui, però, non è il bambino prodigioso e intelligente a riempire lo schiermo, ma Maria. Come madre, si ritrova a combattere per la libera scelta sull'educazione del figlio, arrivando a mettere in discussione le leggi scritte da uomini. Scelta perfetta quella della ragazza che intepreta Maria, dal sorriso dolce e disarmante. Sa che non deve influire sulle scelte del piccolo Gesù e gli insgena la cosa fondamentale: essere autonomo nelle azioni e libero nel pensiero. Credo che il film suggerisca l'idea che dietro a Gesù ci sono una madre e un padre che non lo hanno mai costretto.
Bello davvero e anche molto attuale.
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Questo film getta uno sguardo diverso su una storia che tante volte è stata raccontata, quella di Gesù. Qui, però, non è il bambino prodigioso e intelligente a riempire lo schiermo, ma Maria. Come madre, si ritrova a combattere per la libera scelta sull'educazione del figlio, arrivando a mettere in discussione le leggi scritte da uomini. Scelta perfetta quella della ragazza che intepreta Maria, dal sorriso dolce e disarmante. Sa che non deve influire sulle scelte del piccolo Gesù e gli insgena la cosa fondamentale: essere autonomo nelle azioni e libero nel pensiero. Credo che il film suggerisca l'idea che dietro a Gesù ci sono una madre e un padre che non lo hanno mai costretto.
Bello davvero e anche molto attuale. Io l'ho visto a Milano, in una anteprima in lingua originale, ma vorrei vederlo anche in italiano al cinema.
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mic83
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venerdì 19 novembre 2010
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un film per tutti!
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Ho visto questo film al festival di Roma e tra i tanti visti, e' l'unico che mi ha davvero colpito.
E' un film girato con stile, sapienza, grande capacita' di coniugare le immagini alla recitazione degli attori, tanto da rendere la narrazione cosi scorrevole, cosi naturale, che pare quasi di essere riportati in quei luoghi e in quei tempi.
Non sono credente, ma il film, nonostante la tematica religiosa, mi e' piaciuto molto. Maria e di conseguenza tutta la "Sacra famiglia" sono rappresentati come dei personaggi reali, che vivono, che soffrono, che amano. Maria ama il suo bambino, come qualsiasi madre al mondo. Ma e' proprio questo amore che rendera' speciale il figlio, un giorno.
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Ho visto questo film al festival di Roma e tra i tanti visti, e' l'unico che mi ha davvero colpito.
E' un film girato con stile, sapienza, grande capacita' di coniugare le immagini alla recitazione degli attori, tanto da rendere la narrazione cosi scorrevole, cosi naturale, che pare quasi di essere riportati in quei luoghi e in quei tempi.
Non sono credente, ma il film, nonostante la tematica religiosa, mi e' piaciuto molto. Maria e di conseguenza tutta la "Sacra famiglia" sono rappresentati come dei personaggi reali, che vivono, che soffrono, che amano. Maria ama il suo bambino, come qualsiasi madre al mondo. Ma e' proprio questo amore che rendera' speciale il figlio, un giorno.
Quasi come se ognuno di noi, se cresciuto con fiducia e rispetto, avesse le potenzialita' per diventare speciale, un giorno, in qualsiasi ambito.
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