Per viaggiare nel subconscio c'è un trucco: lasciarsi andare
di Natalia Aspesi La Repubblica
Più stordisce la visione di Parigi che si ripiega su se stessa, con le macchine che corronoa tetto in giù, più si naviga in un vecchio minaccioso corridoio rovesciato, assiemea corpi in assenza di gravità, più si sgretolano i rocciosi grattacieli abbandonati che fanno da gigantesca barriera sul mare, più i tromboni della colonna sonora assordano e paralizzano, più, affascinatie frastornati, non si capisce nulla. Non solo gli spettatori, anche, nel film, in cui la studentessina di architettura Ariadne dall' aria sapiente Ellen Page (noiosina rispetto a Juno) chiede incerta: in che inconscio siamo? (Chi non è già tramortito, ride). [...]
di Natalia Aspesi, articolo completo (4319 caratteri spazi inclusi) su La Repubblica 22 settembre 2010