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frenky 90
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giovedì 24 maggio 2012
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un'educazione
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La saga della ballerina tormentata con una mamma agghiacciante Nathalie Portman (proprio non ce la faccio a chiamare i personaggi col proprio nome fittizio, pur per carità mantenendo le distanze fra il privato e il professionale di un attore) si snoda sui binari della tensione e dell'angoscia in questo dramma psicologico a tinte thriller targato Darren Aronofsky. Regista bravo, indubbio, ma che spesso rovina nelle trappole del narcisismo “piacendosi”, per l'appunto, un po' troppo a macchie con inquadrature & movimenti di macchina un po' pacchianamente strappa-lacrime e non solo.
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La saga della ballerina tormentata con una mamma agghiacciante Nathalie Portman (proprio non ce la faccio a chiamare i personaggi col proprio nome fittizio, pur per carità mantenendo le distanze fra il privato e il professionale di un attore) si snoda sui binari della tensione e dell'angoscia in questo dramma psicologico a tinte thriller targato Darren Aronofsky. Regista bravo, indubbio, ma che spesso rovina nelle trappole del narcisismo “piacendosi”, per l'appunto, un po' troppo a macchie con inquadrature & movimenti di macchina un po' pacchianamente strappa-lacrime e non solo. Vedere per credere il finale in cui il suo nome spicca in bella vista su un telo bianco che cade figurativamente sulla macchina da presa in uno scrosciare di applausi non suoi. Ben più lodevole del lavoro del regista è il soggetto e la sceneggiatura di Andres Heinz che si avvale della collaborazione di Mark Heyman e John J. McLaughlin per dare vita ad un percorso narrativo dolente che, sebbene scada un po' nella banalità abbeverandosi con ingordigia alla populistica fonte del criticismo sullo spietato mondo della danza e dello spettacolo in genere, merita un plauso se non altro per essere arrivata fino in fondo, senza macchia e senza paura di censura (in america, nonostante tutto, si può) tenendo sempre la soglia dell'attenzione alta in uno spettatore finanche scettico ma concentrato, anch'egli con una gran voglia di criticare ma che tutto sommato non ci riesce. Certo lasciano un po' perplessi le scene di piedi e mani deformi, spruzzi di sangue come lapilli di lava, creste di piume e gambe da cigno che spuntano come funghi su corpi di esseri umani psichicamente instabili e scene di sesso quasi esplicito in perfetto stile “youporn”. Il tutto, però, oltre ad avere la “giustifica” delle turbe mentali, trova la propria ragion d'essere nella sua natura stessa: l'opera, difatti, è un “romanzo di formazione” colorato di horror a risvolti tragici e ci sta che non proliferi senza i suddetti shots. Ponendo l'accento su chi va posto, prendiamo lo Stabilo in mano e facciamola finita: la divina Nathalie si regala il suo primo Oscar con un'interpretazione forse sì nelle sue corde psicosomatiche, ma che sempre senza fiato non può che lasciare. Vedere per credere parte seconda: espressione di soddisfazione mista a rabbia mista a sollievo mista a quello che volete voi durante la caduta finale del suo personaggio che muore, ride, sanguina e piange unendosi in toto al suo doppio scenico, resa con una maestria rara, punto. Innocentina, forse come sempre, ma sputateci voi sopra alle scene da ubriaca e da cigno nero vero e proprio, che rivelano una classe intrisa di studio e talento, che raccolgono in un'oncia di prosperità tutto il sudore di una bambina prodigio. Anche l'alter ego Mila Kunis è comunque perfetta per il ruolo, dotata com'è di una buona dose di “whore” face (senza offesa, per carità, questione di appeal), dotata com'è pur di applicazione in un ruolo comunque non facile, da contraltare a “contro” e basta. Un po' in stile cammeo invece la partecipazione di Winona Ryder, non troppo convincente nella parte dell'irascibile diva-ballerina in età pensionabile (cioè quarant'anni) che si sente oscurata dalla stellina di turno. Discorso simile per Vincent Cassel che si avvale del suo accento francese nonché della sua ambiguità innata per incarnare il capo-coreografo dal cuore d'oro ma dai metodi discutibili e l'intraprendenza del gigolò. Volendo tracciare un profilo definitivo si fatica un po', storditi, impressionati e scettici insieme. Il mondo della danza ne esce debilitato, Nathalie Portman è una grande attrice e Aronofsky un regista perlomeno interessante. Se è un “ma và” quello che vi esce dal cuore io che ciancio a fare. Senza tocco si diffonda nell'aere il mio “just enjoy it”.
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diego p.
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giovedì 29 marzo 2012
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più intossicante che capolavoro a mio avviso!
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BLACK SWAN
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 7
Eccezionale Natalie Portman che merita l'oscar come migliore attrice, film davvero intrigante e molto inquietante. Lei è una ballerina che per poter ottenere la parte più importante della sua vita deve, nonostante la sua perfezione tecnica, imparare cosa voglia dire essere femminile, e dovrà scoprire a sue spese quello che in anni porta una adolescente a diventare donna. Dovrà sconfiggere l'assurdo mondo creatole dalla madre e le sue piu grandi paure. Il film, recita la locandina, è "Uno strordinario, intossicante, capolavoro".. più intossicante che capolavoro a mio avviso, molto vicino al delirio di The Machinist a mio avviso, comunque ben riuscito, non è un film sulla danza la quale diventa solo cornice di un quadro piu profondo: gli scherzi di una mente disturbata figlia di una madre iperpossessiva, frustrata e non realizzata.
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BLACK SWAN
CRITICA DI: Diego Pigiu III
VOTO: 7
Eccezionale Natalie Portman che merita l'oscar come migliore attrice, film davvero intrigante e molto inquietante. Lei è una ballerina che per poter ottenere la parte più importante della sua vita deve, nonostante la sua perfezione tecnica, imparare cosa voglia dire essere femminile, e dovrà scoprire a sue spese quello che in anni porta una adolescente a diventare donna. Dovrà sconfiggere l'assurdo mondo creatole dalla madre e le sue piu grandi paure. Il film, recita la locandina, è "Uno strordinario, intossicante, capolavoro".. più intossicante che capolavoro a mio avviso, molto vicino al delirio di The Machinist a mio avviso, comunque ben riuscito, non è un film sulla danza la quale diventa solo cornice di un quadro piu profondo: gli scherzi di una mente disturbata figlia di una madre iperpossessiva, frustrata e non realizzata. Il film spesso tocca il cattivo gusto, a volte più vicino alla sensazione di orrore di un film horror.
Diego Pigiu III
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alexmolle
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mercoledì 14 marzo 2012
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spettacolare
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Film molto curato nella storia, ricco di colpi di scena ed anche di scene molto forti, il tutto mescolato alla danza. Capolavoro!
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mario conti
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venerdì 24 febbraio 2012
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mal di danza
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Nettiamo il film di qualche rutilante inserto onirico di troppo e concentriamoci sulla magniloquenza di un'esile e maiuscola attrice.
Mentalmente, quindi, proiettiamo la pellicola nel cinema battente bandiera tricolore. E reprimiamo un moto di humor castrante al pensiero di una (per dire, perché la più "nevrotizzata" delle nostre vedettes) Buy che danza sulle punte.
Fissati gli anni luce che separano certe distanze, diciamo pure che Aronofski è ruvido e declaratorio, che fa un uso delle musiche lievemente ricattatorio, che per cucinare una pietanza sapida rovescia sulla mdp tonnellate di chili.
Bene, siamo frastornati. E confusi. Un po'incazzati per la morale esibita dopo 5 (dicansi cinque minuti).
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Nettiamo il film di qualche rutilante inserto onirico di troppo e concentriamoci sulla magniloquenza di un'esile e maiuscola attrice.
Mentalmente, quindi, proiettiamo la pellicola nel cinema battente bandiera tricolore. E reprimiamo un moto di humor castrante al pensiero di una (per dire, perché la più "nevrotizzata" delle nostre vedettes) Buy che danza sulle punte.
Fissati gli anni luce che separano certe distanze, diciamo pure che Aronofski è ruvido e declaratorio, che fa un uso delle musiche lievemente ricattatorio, che per cucinare una pietanza sapida rovescia sulla mdp tonnellate di chili.
Bene, siamo frastornati. E confusi. Un po'incazzati per la morale esibita dopo 5 (dicansi cinque minuti). Ma con gli occhi rapiti, la mente conquistata da una idea di professionismo ignota a certe latitudini.
Abbiamo mangiato pesante, senza essere sazi. Miracoli di una bifronte e inquietante leggiadria muliebre
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fedinz
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venerdì 24 febbraio 2012
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ossessionante ricerca della perfezione
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Nina, ballerina del New York City Ballet, è una ragazza fragile con una madre soffocante che la induce a dedicarsi unicamente alla danza classica. Quando le viene offerto dal suo coreografo di interpretare il personaggio principale del Lago dei cigni, Odette, Nina entra in tunnel fatto di ossessioni e paranoie. Il suo unico scopo sarà quello di raggiungere la perfezione in ogni suo movimento. Il carattere troppo ingenuo e insicuro della ragazza però, se da un lato la aiuta ad esprimere il candore e la grazia del cigno bianco, dall’altra non le permette di immedesimarsi nella parte del cigno nero. Ci penserà Lily, ballerina passionale e provocante, a farle tirare fuori i desideri sessuali più sommersi che la trasformeranno in una creatura priva di ogni freno e pudore.
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Nina, ballerina del New York City Ballet, è una ragazza fragile con una madre soffocante che la induce a dedicarsi unicamente alla danza classica. Quando le viene offerto dal suo coreografo di interpretare il personaggio principale del Lago dei cigni, Odette, Nina entra in tunnel fatto di ossessioni e paranoie. Il suo unico scopo sarà quello di raggiungere la perfezione in ogni suo movimento. Il carattere troppo ingenuo e insicuro della ragazza però, se da un lato la aiuta ad esprimere il candore e la grazia del cigno bianco, dall’altra non le permette di immedesimarsi nella parte del cigno nero. Ci penserà Lily, ballerina passionale e provocante, a farle tirare fuori i desideri sessuali più sommersi che la trasformeranno in una creatura priva di ogni freno e pudore. Con un finale a sorpresa la bellissima Portman ci regala un’interpretazione molto forte e qualche scena eccessivamente angosciante, sfiorando quasi l’horror.
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mario conti
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giovedì 23 febbraio 2012
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mal di danza
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Nettiamo il film di qualche rutilante inserto onirico di troppo e concentriamoci sulla magniloquenza di un'esile e maiuscola attrice.
Mentalmente, quindi, proiettiamo la pellicola nel cinema battente bandiera tricolore. E reprimiamo un moto di humor castrante al pensiero di una (per dire, perché la più "nevrotizzata" delle nostre vedettes) Buy che danza sulle punte.
Fissati gli anni luce che separano certe distanze, diciamo pure che Aronofski è ruvido e declaratorio, che fa un uso delle musiche lievemente ricattatorio, che per cucinare una pietanza sapida rovescia sulla mdp tonnellate di chili.
Bene, siamo frastornati. E confusi. Un po'incazzati per la morale esibita dopo 5 (dicansi cinque minuti).
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Nettiamo il film di qualche rutilante inserto onirico di troppo e concentriamoci sulla magniloquenza di un'esile e maiuscola attrice.
Mentalmente, quindi, proiettiamo la pellicola nel cinema battente bandiera tricolore. E reprimiamo un moto di humor castrante al pensiero di una (per dire, perché la più "nevrotizzata" delle nostre vedettes) Buy che danza sulle punte.
Fissati gli anni luce che separano certe distanze, diciamo pure che Aronofski è ruvido e declaratorio, che fa un uso delle musiche lievemente ricattatorio, che per cucinare una pietanza sapida rovescia sulla mdp tonnellate di chili.
Bene, siamo frastornati. E confusi. Un po'incazzati per la morale esibita dopo 5 (dicansi cinque minuti). Ma con gli occhi rapiti, la mente conquistata da una idea di professionismo ignota a certe latitudini.
Abbiamo mangiato pesante, senza essere sazi. Miracoli di una bifronte e inquietante leggiadria muliebre
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burton99
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mercoledì 22 febbraio 2012
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tra film d'autore e cinema di genere
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Darren Aronofosky dopo "The Wrestler" aveva la stessa ambizione della Nina di questo film insolito e bizzarro, pellicola che ha fatto discutere ma indiscutibilmente ha raggiunto incassi notevoli per un prodotto del genere (non dimentichiamo il marchio di "film d'autore" e il divieto ai minori di 14 anni). Nina, per raggiungere la perfezione in due ruoli, esamina il suo io diviso in due parti, una candida e l'altra perfida, oscura, che non ha mai esplorato, che la porterà alla rovina, a conflitti interiori e infine al suicidio. Il film è un bel pasticcio, un mix di horror, dramma, thriller psicologico, tragico racconto di (de)formazione, senza contare l'introduzione del balletto, che complica le cose e fa del corpo il punto chiave del film.
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Darren Aronofosky dopo "The Wrestler" aveva la stessa ambizione della Nina di questo film insolito e bizzarro, pellicola che ha fatto discutere ma indiscutibilmente ha raggiunto incassi notevoli per un prodotto del genere (non dimentichiamo il marchio di "film d'autore" e il divieto ai minori di 14 anni). Nina, per raggiungere la perfezione in due ruoli, esamina il suo io diviso in due parti, una candida e l'altra perfida, oscura, che non ha mai esplorato, che la porterà alla rovina, a conflitti interiori e infine al suicidio. Il film è un bel pasticcio, un mix di horror, dramma, thriller psicologico, tragico racconto di (de)formazione, senza contare l'introduzione del balletto, che complica le cose e fa del corpo il punto chiave del film. Un film che del corpo ha però una visione totalmente diversa da quella del già citato "The Wrestler": se in quest'ultimo un corpo martoriato cerca la redenzione, ne "Il cigno nero" un corpo immacolato diventa marotoriato. L'interpretazione della Portman, straordinaria, regala lameno una stella a questo film.
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madelainee
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mercoledì 22 febbraio 2012
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nina
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nina: candida, fragile, insicura come un cigno soave e tremulo.proprio lei sara' destinata a prendere le sembianze del cigno nero, assumendo la manlsana sensualita'di quest''essere dalla suprema lascivia. questo fim narra la storia di una ragazza che deve cambiare la sua intima essenza, fondata sulla perfezione maniacale, sulla purezza controllata dei sentimenti e sulla puerile dolcezza, per diventare un tossico spirito oscuro e carnale. deve uscire da se stessa per piacere ad un mondo inquinato e meschino. nina lotta per un principe senza scrupoli, torbido e legato unicamente al piacere dei sensi. un uomo diverso dai suoi sogni di bambina in cui e' richiusa nonostante l'eta' di vent'anni.
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nina: candida, fragile, insicura come un cigno soave e tremulo.proprio lei sara' destinata a prendere le sembianze del cigno nero, assumendo la manlsana sensualita'di quest''essere dalla suprema lascivia. questo fim narra la storia di una ragazza che deve cambiare la sua intima essenza, fondata sulla perfezione maniacale, sulla purezza controllata dei sentimenti e sulla puerile dolcezza, per diventare un tossico spirito oscuro e carnale. deve uscire da se stessa per piacere ad un mondo inquinato e meschino. nina lotta per un principe senza scrupoli, torbido e legato unicamente al piacere dei sensi. un uomo diverso dai suoi sogni di bambina in cui e' richiusa nonostante l'eta' di vent'anni. deve lottare con una rivale ambigua e terribile che a volte prende le sue stesse forme. cosi' nel baratro delle allucinazioni provocate dalla convinzione di essere inadeguiata alla vita, si perde negli oscuri meandri di se' senza emergere mai piu'. alla fine riesce ad amalgamare due spiriti diversi nel suo corpo. atto irreale che cancellera' la sua stessa anima in preda a deliri inarrestabili.
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