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metamax
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martedì 17 aprile 2012
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mamma mia!!! assurdo!!
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SCONSIGLIATISSIMO... that's hall!!
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rojox
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lunedì 16 aprile 2012
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una buona idea sprecata
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Uno spunto molto interessante che poteva essere sviluppato decisamente meglio. La brillante idea di un thriller vissuto dal punto di vista (claustrofobico) della vittima e non di quello esterno del detective viene sminuita da un livello di tensione troppo basso per la categoria, dovuto al susseguirsi di momenti di noia e di situazioni paradossali che spazientiscono lo spettatore. La scelta della location e la conseguente semplicità della trama richiedevano uno sviluppo maggiore dell'angoscia e del terrore vissuti da un personaggio troppo simile ad un soldato/eroe americano per non essere un soldato/eroe americano, e con cui lo spettatore difficilmente riesce ad identificarsi durante lo svolgimento del film.
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Uno spunto molto interessante che poteva essere sviluppato decisamente meglio. La brillante idea di un thriller vissuto dal punto di vista (claustrofobico) della vittima e non di quello esterno del detective viene sminuita da un livello di tensione troppo basso per la categoria, dovuto al susseguirsi di momenti di noia e di situazioni paradossali che spazientiscono lo spettatore. La scelta della location e la conseguente semplicità della trama richiedevano uno sviluppo maggiore dell'angoscia e del terrore vissuti da un personaggio troppo simile ad un soldato/eroe americano per non essere un soldato/eroe americano, e con cui lo spettatore difficilmente riesce ad identificarsi durante lo svolgimento del film. Il malumore e il torpore vengono parzialmente scossi dalla concitata scena finale, che, seppur non imprevedibile, ha il merito di trasmettere la prima emozione vera del film, e quel senso di disagio che ci si aspettava entrando in sala.
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tiamaster
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giovedì 16 febbraio 2012
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quando i critici danno i numeri....
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Un uomo si risveglia in una bara,sepolto sottoterra.Lo sarà per tutto il film.L'idea non è "geniale","che renderebbe fiero hitchkock" come hanno scritto i critici sulle locandine del film.è solo una scomessa.Il film non decolla mai,annoia,stanca e stufa,sopratutto per la stanca recitazione del attore (se così si può dire)Ryan reynolds.Il finale e scontato,e lascia una sensazione di lavoro incompiuto....film che verrà sepolto nel dimenticatoio dello spettatore.
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satlee
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martedì 17 gennaio 2012
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tutto in una scatola
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Un thriller claustrofobico, ma addirittura girarlo interamente in una cassa da morto, non c'è spazio neanche per respirare.
Ricordo di un film girato interamente in una cabina telefonica, dove, come in tutti i film di questo genere i dialoghi sono alla base di tutto.
Gli spazi angusti, ristretti, danno spazio alla psicologia ed al dialogo introspettivo, è questo che rende questo film interessante, infatti durante i dialoghi non ci si annoia mai, mentre c'è il rischio di non seguire a pieno durante le fasi in cui lui cerca di divincolarsi in quello spazio cosi stretto ( che poi tanto stretto non sembra visto che riesce quasi sempre fare quello che vuole).
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Un thriller claustrofobico, ma addirittura girarlo interamente in una cassa da morto, non c'è spazio neanche per respirare.
Ricordo di un film girato interamente in una cabina telefonica, dove, come in tutti i film di questo genere i dialoghi sono alla base di tutto.
Gli spazi angusti, ristretti, danno spazio alla psicologia ed al dialogo introspettivo, è questo che rende questo film interessante, infatti durante i dialoghi non ci si annoia mai, mentre c'è il rischio di non seguire a pieno durante le fasi in cui lui cerca di divincolarsi in quello spazio cosi stretto ( che poi tanto stretto non sembra visto che riesce quasi sempre fare quello che vuole).
Bravo l' attore, buona l' idea e la realizzazione e di grande scena e riflessione il finale con tanto di critica alla politica americana, non il migliore dei thrille psicologici e claustrofobici ma sicuramente un film da vedere!
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marko morciano
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venerdì 30 dicembre 2011
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un bel film con un budget basso
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Un ottimo lavoro utilizzando poco materiale e ottenendo un buon risultato, questa è la tecnica economica e di ottimale successo per un film; bisogna, poi, aggiungerci una buona dose di qualità. 95 minuti che tengono fermo lo spettatore con gli occhi ben fissati sullo schermo. Il tutto si svolge in una bara sotterrata in un punto sperduto del deserto, in cui l'umile camionista (Ryan Reynolds) ci si ritrova senza ricordare esattamente chi lo ha messo in quell'inferno di legno. L'attore, essendo il dialogo abbastanza povero, gioca molto su attimi di folli isterismi e su l'ascolto dei suoni e rumori percepiti da quello che si può definire "esterno". Si rimane con il fiato sospeso fino alla fine, ma con finale a sorpresa e ben pensato il film si conclude in modo eccellente e non banale.
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Un ottimo lavoro utilizzando poco materiale e ottenendo un buon risultato, questa è la tecnica economica e di ottimale successo per un film; bisogna, poi, aggiungerci una buona dose di qualità. 95 minuti che tengono fermo lo spettatore con gli occhi ben fissati sullo schermo. Il tutto si svolge in una bara sotterrata in un punto sperduto del deserto, in cui l'umile camionista (Ryan Reynolds) ci si ritrova senza ricordare esattamente chi lo ha messo in quell'inferno di legno. L'attore, essendo il dialogo abbastanza povero, gioca molto su attimi di folli isterismi e su l'ascolto dei suoni e rumori percepiti da quello che si può definire "esterno". Si rimane con il fiato sospeso fino alla fine, ma con finale a sorpresa e ben pensato il film si conclude in modo eccellente e non banale. Da premiare sicuramente il creatore di questa fantastica idea ottenuta con il basso budget.
Nonostante il pericolo per chi soffre di claustrofobia, voto 8+.
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francesco2
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lunedì 28 novembre 2011
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speranze "sepolte"
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Alla luce, per esempio, di film come "Orphanage" ed "Apri gli occhi", si riconosce al cinema spagnolo ciò che, forse, si riconosceva venti-trent'anni fa a quello transalpino: essere moderno o addirittura postmoderno (Termine oggi un pò disprezzato), ed essere non troppo "Colto" né al contempo troppo "Popolare".
Anche questo film vorrebbe inserirsi in questo filone, ma dopo un inizio che lascia scossi, molti dei colpi sparati vanno a vuoto. Il cellulare sul punto di scaricarsi,il serpente, addirittura i saluti alla mamma ed il testamento(!) Cortés non ha quasi mai, spiace dirlo, il senso d l paradosso, fuorché non ci si voglia accontentare dei saluti alla madre affetta da Alzheimer. Il gioco, al di là dei significati che posiamo (Ed avolte dovremmo) trovare anche nel cinema di genere, gli riesce soprattutto in un'occasione, secondo chi sta scrivendo: quando, verso la fine, l'azienda gli comunica la propria decisione, legata alla vita sentimentale e privata del poveretto.
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Alla luce, per esempio, di film come "Orphanage" ed "Apri gli occhi", si riconosce al cinema spagnolo ciò che, forse, si riconosceva venti-trent'anni fa a quello transalpino: essere moderno o addirittura postmoderno (Termine oggi un pò disprezzato), ed essere non troppo "Colto" né al contempo troppo "Popolare".
Anche questo film vorrebbe inserirsi in questo filone, ma dopo un inizio che lascia scossi, molti dei colpi sparati vanno a vuoto. Il cellulare sul punto di scaricarsi,il serpente, addirittura i saluti alla mamma ed il testamento(!) Cortés non ha quasi mai, spiace dirlo, il senso d l paradosso, fuorché non ci si voglia accontentare dei saluti alla madre affetta da Alzheimer. Il gioco, al di là dei significati che posiamo (Ed avolte dovremmo) trovare anche nel cinema di genere, gli riesce soprattutto in un'occasione, secondo chi sta scrivendo: quando, verso la fine, l'azienda gli comunica la propria decisione, legata alla vita sentimentale e privata del poveretto.
Il resto si riduce a pillole sul terrorismo (Pessime), e sull'incapacità dello Stato di far fronte alle urgenze del cittadino, a volte anche più del cittadino stesso (Mi riferisco al numero sul telefonino)(Appena accettabili): Si cerca anche di accennare al potere odierno di Youtube. Ma non basta, come anche l'imprevedibile finale (Che qualcuno, argutamente, ha definito olttretutto potenzialmente incoerente col resto del film).
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vawy900
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venerdì 11 novembre 2011
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buried, noioso come una bara vuota.
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Un'ora e mezza in una bara per un film che se fosse durato 10 minuti sarebbero stati fin troppi. Un'ora e mezza che sembravano durarne 4. Una palla mostruosa. Avvincente? zero. Thriller? forse Beautiful lo è di più. Lasciare anche solo mezza stella a questo noioso noiosissimo film sarebbe fargli un regalone. E vogliamo parlare del finale?? quando FORSE il film inizia ad animarsi (e parlo degli ultimi 3 minuti) alla fine scopri che non stavano nemmeno trovando lui. Consiglio: guardatevi un'ora e mezza di cartoni animati che sanno essere ben più avvincenti.
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andre89lost
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giovedì 3 novembre 2011
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un finale imbarazzante
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Il film per 80' si attesta intorno alle tre stelle. Tensione discreta, una buona dose di mistero e molta angoscia. Poi, negli ultimi 5', la triste spiegazione del film. Un finale talmente deludente da far crollare la votazione ad 1 sola stellina. Perchè è stato davvero imbarazzante.
[+] un finale coerente
(di slv86)
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sebadux
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martedì 1 novembre 2011
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più che buried, direi bored
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Film improbabile, con situazioni irreali e poca suspance. Comportamenti del protagonista a dir poco illogici.
Lento e con un finale troncato male.
Mi sembra solo un film fatto per veicolare una posizione ideologica.
Meglio passare un'ora a fissare il muro.
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nfl 26
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sabato 22 ottobre 2011
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vietato ai deboli di cuore!!!
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Meno di due ore di durata, un unico set (una bara), un unico attore (Ryan Reinolds), un cellulare,una torcia e un'ora e mezzo di ossigeno;questo è Buried.
Un trasportatore dell'esercito americano viene rapito nella zona di guerra (tutto ciò verrà raccontato ,nel corso del film,non mostrato) ; il risveglio del nostro protagonista e unico attore non è dei più invidiabili : sepolto vivo e con poco ossigeno a disposizione!
Il film ha ricevuto critiche più che positive da giornali e riviste di tutto il mondo ; incredibilmente il pubblico ha giudicato Buried in maniera negativa.
Buried è un caso raro, è riuscito a dividere,nettamente in due parti, il proprio pubblico.
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Meno di due ore di durata, un unico set (una bara), un unico attore (Ryan Reinolds), un cellulare,una torcia e un'ora e mezzo di ossigeno;questo è Buried.
Un trasportatore dell'esercito americano viene rapito nella zona di guerra (tutto ciò verrà raccontato ,nel corso del film,non mostrato) ; il risveglio del nostro protagonista e unico attore non è dei più invidiabili : sepolto vivo e con poco ossigeno a disposizione!
Il film ha ricevuto critiche più che positive da giornali e riviste di tutto il mondo ; incredibilmente il pubblico ha giudicato Buried in maniera negativa.
Buried è un caso raro, è riuscito a dividere,nettamente in due parti, il proprio pubblico. La sceneggiatura era situata nella "black list" ( una lista di sceneggiature dimenticate ma possibili capolavori ). La pellicola,a basso budget, è stata messa in difficoltà fin dall'inizio: gli studios,infatti, concessero solo sei giorni per girare.
La pellicola ha richiesto al regista,direttore fotografia,luci, dei grandi-piccoli "trucchetti" per rendere lo scenario sempre diverso; a mio parere questi signori,se pur alle prime armi, hanno dato il 100% riuscendo nel loro intento. Il regista Rodrigo Cortès è riuscito ad adottare un tipo di ripresa caratterizzato da un ritmo molto frenetico e cambi d'inquadrature tipiche dei più famosi film d'azioni; diciamo che fà di tutto per distrarre lo spettatore dall'angusto e stretto spazio presente nella bara. Non perderete tempo vedendo questo film, ma il mio avvertimento è che Buried è un film che o vi piacerà o non vi piacerà!!!
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