Biutiful

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writer58 mercoledì 16 marzo 2011
viva la muerte! Valutazione 4 stelle su cinque
90%
No
10%

Di Iňárritu ho visto "21 grammi" e "Babel", due film eccellenti, in cui la rappresentazione del tempo è circolare e quella dello spazio e dei contesti narrativi -soprattutto in "Babel"- scomposta e frammentata. Ancora prima, ho seguito, nella versione originale "Amores perros", la sua opera prima, un film adrenalico ambientato a Città del Messico, una pellicola dura, veloce e spietata che traccia un ritratto a tinte forti della megalopoli messicana. Biutiful, in qualche modo, rappresenta un ritorno alle origini. Forse a causa del distacco da Arriaga- lo scrittore che aveva sceneggiato i primi film di Iňárritu- le architetture temporali e narrative appaiono più rettilinee e l'esame del contesto urbano - una Barcellona livida e dolente- ricorda quello del suo primo film. [+]

[+] stesso pensiero (di stefano)
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fabio2 martedì 8 febbraio 2011
bardem e il suo requiem Valutazione 4 stelle su cinque
87%
No
13%

Inarritu, c'introduce con la struggente storia di Uxbal, in una Barcellona lontana dalle guide turistiche. Non la movida della Catalogna ma la triste realtà delle favelas spagnole, le lacrime dei "vu cumprà" la schiavitù dei cinesi. Al centro di questo microcosmo, Bardem si guarda attorno, consapevole del suo tragico destino. Il film per me è un De profundis non solo del protagonista ma della società odierna. In poco più di 2 ore vengono concentrati i mali degli anni 2000: cocaina, povertà, prostituzione, sfruttamento della manodopera. Bardem dopo Mare Dentro e Non è un paese per vecchi ci offre una grande interpretazione di umanità e dignità di fronte alla morte. L'abbraccio con la figlia è una delle scene più struggenti degli ultimi anni ove si vede la paura della morte imminente ed il q [+]

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pipay lunedì 7 febbraio 2011
stupendo. ma doloroso da stordire. Valutazione 5 stelle su cinque
83%
No
17%

Il film è un viaggio nel cuore infranto e straziato di una città: Barcellona. Ed è anche un viaggio doloroso attorno alla figura del protagonista, condannato da un male incurabile. Si apre dinanzi allo spettatore il baratro di un panorama desolante e senza via di uscite, fatto di atroce degrado, di malattia, di dolore, di droga, di sfruttamento e di prostituzione. E purtroppo questo baratro riflette perfettamente la realtà dei nostri giorni: la realtà degli emarginati, dei clandestini, dei profughi, degli stranieri che provano qualsiasi espediente per sopravvivere. Non c'è redenzione né speranza per nessuno. Forse solo qualche timido sorriso di un bimbo, qualche sguardo innocente, ci regalano esili sprazzi di luce. [+]

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paapla sabato 5 febbraio 2011
non è un film per tutti Valutazione 4 stelle su cinque
71%
No
29%

Clinton Eastwood o Alejandro Inarritu? Hereafter o Biutiful? Il californiano o il messicano? Due grandi del cinema mondiale che hanno raccontato la stessa storia con fantasia e maestria. Il film Biutiful, scritto e diretto da Alejandro Inarritu, da voce ai forzati delle produzioni a basso prezzo ma dai costi sociali altissimi. Lo spettatore per 138 minuti rimane in apnea e segue uno Javier Bardem, mirabile, che si muove in una Barcelona corrotta e smarrita, dove i cadaveri dei cinesi clandestini affiorano davanti il Big Fsh di Frank Gehry. Non è un film per tutti. Tutti lo dovrebbero vedere.

[+] javier bardem conferma la sua bravura! (di massibrucia)
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seiza giovedì 17 febbraio 2011
vibrante Valutazione 5 stelle su cinque
95%
No
5%

Un capolavoro. Crudo,duro,triste ma con un profondo messaggio di speranza.Ti coinvolge e sconvolge emotivamente, ti fa vibrare. Fotografia sublime. Bardem da oscar.Nella mia città, come in molte altre,non era in programmazione ed ho fatto  piu di 100 km per gustarmelo al cinema, ma ne è valsa la pena.

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algernon domenica 6 febbraio 2011
l'universo non paga l'affitto Valutazione 4 stelle su cinque
83%
No
17%

bellissimo film, drammatica immersione nel degrado dei quartieri poveri di Barcellona, dove lo sfruttamento e l'emarginazione sono la regola e dove Uxbal conduce la sua vita di espedienti. in tale contesto, i problemi non vengono mai da soli, perciò non ci stupiamo se Uxbal è pure malato di cancro e separato dalla moglie maniaco-depressiva e gravato dalla cura dei figli. eppure il personaggio è molto umano in questo compito difficile e il suo rapporto coi figli è uno degli aspetti più belli del film. "non ti devi occupare dei tuoi figli, l'Universo si occupa di loro" gli dice una amica, cui Uxbal risponde: "ma l'Universo non paga l'affitto". bellissima l'interpretazione di Javier Bardem, ottima la regia, belle le riprese con la camera a mano, bella la fotografia con colori soprasaturi. [+]

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gianluca bazzon mercoledì 15 giugno 2011
l'eroe tragico di inarritu Valutazione 5 stelle su cinque
100%
No
0%

Nella Barcellona del 2000 vive emarginato Uxbal (un Javier Bardem da brividi), intermediario tra la polizia e gruppi clandestini cinesi e africani. Gli viene diagnosticato un cancro con metastasi e gli rimangono due mesi di vita per pensare al futuro dei suoi due bambini. La situazione drammatica è complicata dalle condizioni dell'ex moglie con cui intrattiene un rapporto conflittuale e che soffre di un grave disturbo bipolare.
 
L’ultimo di Inarritu, che questa volta firma anche la sceneggiatura, esce dallo schema narrativo che lo aveva reso noto nelle precedenti collaborazioni con Arriaga (Babel, 21 grammi) e dimostra, con una storia lineare e priva di grossi giochi di montaggio, di saper mantenere ugualmente alti il ritmo e l’intensità, nonostante i 138 minuti di pellicola. [+]

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toro sgualcito mercoledì 9 febbraio 2011
la passione di uxbal Valutazione 4 stelle su cinque
86%
No
14%

Difficile esprimersi su questo film le forze in gioco sono soverchianti. Il cinema di Inàrritu è stato sempre molto drammatico e il tema della morte ha attraversato o meglio trafitto tutti i suoi film, Biutiful incluso. Questa volta la durezza e l’angoscia forse sovrastano il soggetto della sceneggiatura e la storia si scoglie in uno sfondo costante sul quale si staglia la granitica interpretazione del grande Bardem. Probabilmente questo film deve molto anche alla bella fotografia spesso fatta di forti saturazioni cromatiche ben accompagnata dalle musiche del solito e bravo Gustavo Santaolalla. Qui Bardem è Uxbal, un uomo che vive a Barcellona e si guadagna da vivere trafficando mano d’opera cinese illegale e saltuariamente usando le sue capacità di sensitivo per comunicare ai vivi i pensieri del loro cari appena defunti. [+]

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livio costarella mercoledì 9 febbraio 2011
biutiful, adagio assai. Valutazione 4 stelle su cinque
83%
No
17%

Scavare nel dolore per esorcizzarlo. Guardarlo e toccarlo. Adagio e assai. Forse è lì il senso ultimo di tutte le cose, che si contorcono a dismisura per ritrovare, a un certo punto, un senso infinito di pace. «Perché dolore è più dolor, se tace», direbbe Giovanni Pascoli. E allora c’è poco da nascondere, ci ricorda Alejandro Gonzalez Inarritu: meglio scorgere in faccia la miseria imperante, capiremo meglio chi siamo. Così Barcellona non è solo il top della movida turistica europea del momento, ma una città imbarcata nei suoi drammi quotidiani multietnici. Tuttavia la vita è “Biutiful”, come sogna una bambina di 10 anni che nel suo disegno falsa sinistramente la giusta scrittura dell’aggettivo inglese. [+]

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renato volpone lunedì 7 febbraio 2011
la consapevolezza della morte Valutazione 4 stelle su cinque
83%
No
17%

La morte, pesante, ci accompagna per tutta la durata del film, e lo fa portandoci a spasso attraverso una realtà cruda fatta di sofferenza, di fame, di povertà. Questo lato di Barcellona a noi sconosciuto è il lato nascosto, ma vivo e palpitante, di ogni città, di ogni metropoli, dove l'ostentazione della ricchezza nasconde la sofferenza di chi arranca per sopravvivere, e ineluttabile arriva la morte, fortemente sentita, fortemente presente, non celata dall'ipocrisia della società moderna. Il protagonista ha il dono di poter comunicare con i defunti, ma questo non lo esime dalla paura della morte che gli è stata annunciata per un cancro. [+]

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