Another Year

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Un film di Mike Leigh. Con Jim Broadbent, Lesley Manville, Ruth Sheen, Oliver Maltman, Peter Wight.
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Drammatico, durata 129 min. - Gran Bretagna 2010. - Bim uscita venerdì 4 febbraio 2011. MYMONETRO Another Year * * * - - valutazione media: 3,44 su 55 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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molenga giovedì 17 maggio 2012
un anno qualunque Valutazione 3 stelle su cinque
0%
No
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VOTO 3 STELLE E 1/2
Tom e Jerry sono una coppia di professionisti, lui geologo, lei psicologa, un po' fricchettona, nel senso in cui lo si può essere una volta passata la mezz'età; vivono tranquilli nella loro casa di periferi a londra, dove vengono regolarmente visitati da una collega di jerry, la petulante, depressa e solissima mary. Talvolta nell'abitazione arriva Ken, un vecchio compare alcolizzato, e il figlio della coppia, l'ormai trentenne Joe, per il quale mary ha una cotta...
Depressione e vani tentativi duichiarimenti per questo bel film di Leigh su personaggi di una disarmante mediocrità( ben inteso, non è una critica).

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flaminia.padua giovedì 5 aprile 2012
le piccole cose che succedono a tutti noi. Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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Questo film è per chi cerca, anche nei film, le “persone” e non i personaggi. Storie, più che sceneggiature.
Di un realismo a volte crudele e a volte rasserenante, scandisce un anno della vita di due coniugi legati da un tenerissimo, sorridente amore e da altri tre/quattro personaggi che ruotano intorno a loro.
Dialoghi più “veri” è difficile trovarne, sia al cinema che a teatro. Sono talmente reali che a volte rischiano di annoiare. Ma è una noia che non solo si sopporta, ma si capisce e si apprezza, proprio perché autentica.
È un film in cui ci siamo “noi” tutti, nel bene e nel male. Succedono piccole cose: esattamente le Piccole Cose che succedono a noi. [+]

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archipic venerdì 2 marzo 2012
ognuno ha l'orticello che si coltiva Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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Un film, questo Another Year, che lo si inizia ad apprezzare appena finisce. Subito ci si rende conto di quanto denso di significati e sfaccettature è la storia a cui si è assistito.
E' un film molto lento, denso, complesso, che lascia il segno non appena finisce. Durante la visione sei appiattito dai ritmi lentissimi ma poi inizi a capire i personaggi e il loro significato. La dinamica ti lascia qualcosa dentro. Il regista contrappone 2 diverse tipologie di persone la coppia che vive in armonia: stesse passioni e stessi gusti. [+]

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andrea sabato 18 febbraio 2012
è più teatro che cinema Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
50%

Bravissimi attori, soggetto molto attuale , ma dialoghi con troppe battute , "a raffica", manca di respiro è tutto di corsa.
questo va bene in teatro dove non si devono lasciare spazi vuoti, dove i personaggi devono continuamente muoversi e parlare, con scenografie ridotte.

Come quello che faceva Bergman, filmava un lavoro teatrale, senza quasi esterni, non sfruttava le capacità della macchina da presa per i paesaggi,
per gli esterni, i movimenti, le inquadrature ampie.

Il cinema è un'altra cosa .

Andrea

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lisa casotti martedì 20 dicembre 2011
il gatto e il topo Valutazione 2 stelle su cinque
83%
No
17%

Non è dato parlare male di Mike Leigh, uno dei registi più amati e venerati dai cinefili, però le sue “storie senza una storia” non sempre c’azzeccano, tanto meno nel caso di Another Year un film che colpisce perché il tema è acuto (il tempo che ci è concesso, la capacità di costruirsi una vita felice o di fallire l’impresa), perché il punto di vista è insolito (quello dell’età più che adulta), perché riflettere sul tempo che passa e quello che ci resta è pensare in grande. Ma annoia da morire seguire anche al cinema discussioni su il più e il meno, sul benessere della società che si calcola dal numero di auto prodotte, e bla bla bla. [+]

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cinemania lunedì 21 novembre 2011
quasi un capolavoro Valutazione 5 stelle su cinque
50%
No
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 Leigh riesce quasi ad eguagliare ilsuo capolavoro "Segreti e bugie",è un film da vedere piu di una volta per gustare la sceneggiatura e l'equilibrio perfetti,la bravura immensa degli attori e i dialoghi mai banali. Grande,grandissima la scena iniziale con una magnifica Imelda Stuntman.......come ha fatto Cannes a ignorare tutto ciò????

[+] spiacente ma... (di luana)
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gabriella mercoledì 17 agosto 2011
meglio scappare da certi "amici" Valutazione 3 stelle su cinque
80%
No
20%

Tom e Gerry sono una coppia affiatata, geologo lui, psicologa lei, vivono in una bella castta, si prendono cura del loro orticello e dei loro amici, in particolare Mary e Ken, due persone alla deriva che i due cercano in qualche modo di poter riunire, con pessimi risultati. Si evidenzia subito la superiorità della coppia sui loro amici, dimostrano accoglienza  e solisarietà verso le loro sventure, senza però esserlo realmente. Gerry si comporta da psicologa con l'amica, ma non partecipa alla sua vita, la ospita in casa talvolta anche per la notte, ma non l'invita mai a condividere la sua vita, l'invita a cena, ma non le propone mai di cucinare qualcosa insieme, nè si offre di accompagnarla quando Mary manifesta il desiderio di comprarsi una macchina. [+]

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lalari lunedì 8 agosto 2011
solo il tempo modifica i rapporti? Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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A me era piaciuta di più la sua commedia Happy go lucky. Il ritmo di questo film mi è parso lento e in alcuni momenti troppo parlato. Bravi gli attori e graffianti i dialoghi.Mi è parso un invito ad andare oltre le parole. Le relazioni umane, che pure si basano sulla comunicazione verbale, richiedono una intensità e sincerità di gesti molto più radicale. Chi tra questi personaggi non accetta di mettersi in discussione offre agli altri un muro di certezze che non lascia spazio a relazioni profonde. Il film mi ha fatto riflettere molto, ma nn so dire se mi è piaciuto. 

[+] brava (di luana)
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nigel mansell domenica 27 marzo 2011
su chi non accetta la solitudine Valutazione 3 stelle su cinque
100%
No
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Su chi non accetta la solitudine, e poi secondo i canoni competitivi dei nostri giorni viene definito perdente. A me fanno fanno più paura Tom e Gerri, le loro buone maniere, la loro normalità, la mancanza di tentazioni o dubbi fa veramente terrore. Parteggio decisamente per gli altri controversi e contrastati personaggi. Ottimo l'attore che interpreta Ronnie, regge lunghi primi piani solo con la sua notevole espressività. Un film godibile.

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luana giovedì 10 marzo 2011
l'inconsapevolezza di vivere Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Il chiacchiericcio abbonda sopra la vita senza fluire dentro di essa così come la solitudine e la disperazione affossa e fa vivere alla deriva chi ne è immerso.Tom e Gerry, figlio e fidanzata sono forti perchè si legano a una concretezza con dei paletti ben stabiliti e senza sentire il bisogno di dare alla vita un significato più profondo. Figure anaffettive in sostanza ma ad uno sguardo più ampio anch'essi miseri e pietosi. Parte centrale del film è come la realtà della morte viene vissuta.Senza dilemmi e banalmente dalla famiglia.Accentuando per contrasto un trauma in chi è già morto nell'anima. Magistrale nelle inquadrature e nello spirito è tutto l'episodio. A questa "misteriosa" forza e concretezza che è la vita nel suo non significato (rappresentata dalla coppia) si aggrappano i deboli, descrivibili come esseri sempre fantasticanti e qui emerge il ritratto di Mary (perfetta la metafora della sua automobile), nel suo ripudiare il suo specchio in Ken e nella sua ricerca disperata e frustrata di affettività. [+]

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