Ma sull'incontro dei due grandi autori pesa il gusto Disney
di Fabio Ferzetti Il Messaggero
La piccola Alice è preoccupata. «Papà, prima di addormentarmi vedo cose assurde come un coniglio con un panciotto. Pensi che sia fuori di testa»? E il padre, rassicurante: «Non temere figlia mia, tutti i migliori sono fuori di testa».
Il prologo dell'Alice di Tim Burton condensa le aspettative di un incontro che si annunciava epocale. Da una parte il più grande creatore di sogni degli ultimi vent'anni, uno dei pochi veri artisti attivi oggi nel cinema di serie A, l'unico in grado di incantare e terrorizzare grandi e piccoli scardinando logica, estetica e anatomia. [...]
di Fabio Ferzetti, articolo completo (3060 caratteri spazi inclusi) su Il Messaggero 3 marzo 2010