Se Alice schiva il matrimonio
di Giulia D'Agnolo Vallan Il Manifesto
«Non ho mai trovato una versione di Alice, che funzionasse o mi piacesse particolarmente. Alla fine, era sempre la storia di una bambina un po' imbranata, alle prese con un gruppo di fuori di testa. E non è che la versione disneyana fosse la migliore in assoluto. Quindi non mi sentivo sotto pressione per eguagliare o superare un modello».
Tim Burton fa suo l'amatissimo e adattatissimo classico di Lewis Carroll (oltre alle svariate versioni cinematografiche, anche una canzone dei Jefferson Airplane, una produzione Bbc con musiche di Ravi Shankar, almeno un porno, una recente serie tv in cui Alice insegna arti marziali e un videogame in cui finisce in manicomio), in una produzione Disney che combina animazione e riprese dal vero, girata in bidimensione e poi «gonfiata» digitalmente in 3D. [...]
di Giulia D'Agnolo Vallan, articolo completo (5513 caratteri spazi inclusi) su Il Manifesto 3 marzo 2010