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brian77
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domenica 7 novembre 2010
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ma basta...
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Mamma mia, che film insopportabile... Battute penose, personaggi insipidi, protagonisti sgradevoli, musica invadente per cercare di dare un tono a sequenze senza capo né coda. Ma che senso ha? Qualche immagine sarebbe anche discreta, ma è il film nel suo insieme che è solo un noioso riciclaggio di banalità. Allora fatemi un film di genere, con una storia un briciolo interessante, un pubblico cui rivolgersi e poi se avete qualche voglia autoriale dimostratela raccontandomelo bene. Questa è solo la solita solfa stravista in tutti i film poveri e senza idee. Mannaggia alla fine dell'industria del cinema. Almeno prima uno entrava in un meccanismo costruito per raggiungere uno spettatore, e poi se ci sapeva fare a poco a poco riusciva a imprimere un suo sguardo personale.
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Mamma mia, che film insopportabile... Battute penose, personaggi insipidi, protagonisti sgradevoli, musica invadente per cercare di dare un tono a sequenze senza capo né coda. Ma che senso ha? Qualche immagine sarebbe anche discreta, ma è il film nel suo insieme che è solo un noioso riciclaggio di banalità. Allora fatemi un film di genere, con una storia un briciolo interessante, un pubblico cui rivolgersi e poi se avete qualche voglia autoriale dimostratela raccontandomelo bene. Questa è solo la solita solfa stravista in tutti i film poveri e senza idee. Mannaggia alla fine dell'industria del cinema. Almeno prima uno entrava in un meccanismo costruito per raggiungere uno spettatore, e poi se ci sapeva fare a poco a poco riusciva a imprimere un suo sguardo personale...
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rocil
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lunedì 20 settembre 2010
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plagio o remake?
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E' veramente deprimente constatare che nessuno si sia reso conto che "18 anni dopo" è un plagio o, ad esser buoni, un remake, di livello comunque inferiore rispetto all'originale, di "Dietro l'angolo" opera prima di Jordan Roberts: i personaggi ci sono tutti, due fratelli che si ritrovano dopo 18 anni al posto di padre e figlio che si ritrovano dopo 30 (quanto più significativi il ruolo drammatico e l'interpretazione di Christopher Walken rispetto al balbuziente, in tutti i sensi, protagonista del remake), il vecchio, interpretato da G. Ferzetti, al posto dell'inimitabile Michael Caine, il bambino, la donna, decisamente meglio caratterizzati nel film di Roberts, e infine le ceneri on the road su un'auto d'epoca invece che su un vecchio furgone; non manca l'incidente all'origine del dramma e l'interpretazione che se n'era data e che si rivela falsa nel finale dei due film.
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E' veramente deprimente constatare che nessuno si sia reso conto che "18 anni dopo" è un plagio o, ad esser buoni, un remake, di livello comunque inferiore rispetto all'originale, di "Dietro l'angolo" opera prima di Jordan Roberts: i personaggi ci sono tutti, due fratelli che si ritrovano dopo 18 anni al posto di padre e figlio che si ritrovano dopo 30 (quanto più significativi il ruolo drammatico e l'interpretazione di Christopher Walken rispetto al balbuziente, in tutti i sensi, protagonista del remake), il vecchio, interpretato da G. Ferzetti, al posto dell'inimitabile Michael Caine, il bambino, la donna, decisamente meglio caratterizzati nel film di Roberts, e infine le ceneri on the road su un'auto d'epoca invece che su un vecchio furgone; non manca l'incidente all'origine del dramma e l'interpretazione che se n'era data e che si rivela falsa nel finale dei due film. Come si vede c'è tutto; Edoardo Leo non s'è perso niente. Solo che la mano di Roberts è più leggera ed efficace della sua, gli attori, oltre ad essere di un livello superiore, sono meglio diretti, i personaggi meglio caratterizzati, le musiche più accattivanti, la sceneggiatura più fluida e priva di elementi esoterici che invece sono presenti in "18 anni dopo" (la fanciulla che si accompagna casualmente ai due fratelli on the road" e che alla fine si scopre essere la madre defunta (!)che fa loro da angelo custode) e ne sono l'unica nota origianale (oltre alla balbuzie del protagonista), senza per questo arricchire il film, anzi rappresentandone una nota stonata. E dire che al MGFF di Soverato il film di Leo è stato preferito al ben più vivo e soprattutto originale "Basilicata coast to coast" di Rocco Papaleo!!!
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scusimano
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venerdì 3 settembre 2010
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originale gioeillino
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geniale...un road movie che mette in contrapposizone due mo(n)di,diversi, opposti e contrapposti; bravissimo Leo, scene esilaranti insieme a scene sentimentalmente forti, il giusto mix che ne fa davvero un gioiellino del cinema italiano. sottovalutato dalla distribuzione, da consigliare a chi del cinema italiano ne parla e straparla male, senza cognizione di causa.
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paul keating
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sabato 19 giugno 2010
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italians do it better
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I fratelli Mirko e Genziano non si parlano da diciotto anni, da quando un terribile e misterioso incidente ha stroncato la madre. In seguito alla morte del padre i due sono 'costretti' a intraprendere un viaggio insieme, per esplicita volontà del padre sul letto di morte. L'estenuante 'coast to coast' li forzerà ad estrarre gli annosi scheletri dall'armadio, esorcizzando le loro paure, anche grazie all'aiuto provvidenziale di una ragazzina vagabonda e impertinente. Gradevolissima commedia on the road, nella più classica tradizione cinematografica italiana di genere. Ottimo il cast, dal contributo degli esordienti a quello della 'rodata' e sempre brava Sabrina Impacciatore. Nonostante qualche forzatura nella sceneggiatura, il film scorre via liscio e si lascia vedere più che volentieri, tra momenti ilari e riflessivi.
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I fratelli Mirko e Genziano non si parlano da diciotto anni, da quando un terribile e misterioso incidente ha stroncato la madre. In seguito alla morte del padre i due sono 'costretti' a intraprendere un viaggio insieme, per esplicita volontà del padre sul letto di morte. L'estenuante 'coast to coast' li forzerà ad estrarre gli annosi scheletri dall'armadio, esorcizzando le loro paure, anche grazie all'aiuto provvidenziale di una ragazzina vagabonda e impertinente. Gradevolissima commedia on the road, nella più classica tradizione cinematografica italiana di genere. Ottimo il cast, dal contributo degli esordienti a quello della 'rodata' e sempre brava Sabrina Impacciatore. Nonostante qualche forzatura nella sceneggiatura, il film scorre via liscio e si lascia vedere più che volentieri, tra momenti ilari e riflessivi. E non è poco...
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paolo.ptr
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venerdì 18 giugno 2010
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da vedere
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Un film veramente carino dove sorridi , piangi ti lascia sensazioni.
Un film all'italiana con attori simpatici.
Ve lo consiglio vivamente complimenti al cast.
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lulù72
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mercoledì 16 giugno 2010
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semplicemente delizioso....
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Un film tenero, malinconico ma a tratti divertenti, che ti fa sorridere con le lacrime. I personaggi sono molto realistici. Gli attori in gamba. Con questo film torno a sperare nel futuro del cinema italiano, andatelo a vedere....andate in tanti!!!!
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max67
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mercoledì 16 giugno 2010
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un esordio che fa sperare
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Edoardo Leo esordisce come regista (recitando anche) adattando una sceneggiatura scritta a quattro mani con il co-protagonista Marco Bonini.
Il prodotto riesce piuttosto bene, un road movie nostrano dove il regista lavorando per accumulazione, pesca diversi aspetti del nostro cinema e li miscela per bene (road movie appunto, commedia classica , incontro-scontro familiare).
Lo script parte semplicemente( attenzione non è un limite!) da una perdita familiare e si dipana con leggerezza per poi risalire verso un finale drammatico ma non tragico. Tutto ciò condito da una ri-scoperta reciproca da parte dei due fratelli, costretti loro malgrado a raggiungere la punta dell’Italia per l’ultimo volere paterno.
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Edoardo Leo esordisce come regista (recitando anche) adattando una sceneggiatura scritta a quattro mani con il co-protagonista Marco Bonini.
Il prodotto riesce piuttosto bene, un road movie nostrano dove il regista lavorando per accumulazione, pesca diversi aspetti del nostro cinema e li miscela per bene (road movie appunto, commedia classica , incontro-scontro familiare).
Lo script parte semplicemente( attenzione non è un limite!) da una perdita familiare e si dipana con leggerezza per poi risalire verso un finale drammatico ma non tragico. Tutto ciò condito da una ri-scoperta reciproca da parte dei due fratelli, costretti loro malgrado a raggiungere la punta dell’Italia per l’ultimo volere paterno.
Da Roma a Scilla si scruteranno, annuseranno e riscopriranno, vista la distanza che li ha da anni tenuti lontani.
Il ritmo della pellicola non scende mai, ci sono le gag, i momenti aspri ed anche quelli onirici (mai melensi) legati ad una presenza femminile poi determinante .
Attori tutti in buona forma: Leo strizza l’occhio a Manfredi ed a Gassman ma mai scimmiottandoli, Bonini è asciutto e mai oltre le righe.
Tra gli altri del cast da menzionare un elegìaco Gabriele Ferzetti e la forza giovanile della Costantini (figlia di Laura Morante).
Musiche che mai si sostituiscono al film (in Italia spesso l’uso che se ne fa è ruffiano) e tecnicismi assenti (fortunatamente) rendono l’opera prima di Leo molto promettente considerando il basso costo di produzione.
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[+] per ston: le 4 stelle al prossimo lavoro
(di max67)
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lisa parini
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lunedì 14 giugno 2010
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una storia originale con personaggi interessanti
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Il regista affronta il dramma di un litigio fraterno avvenuto proprio 18 anni prima, quando in un incidente stradale i due ragazzi rimasero illesi e la madre morì.
Da quel giorno non si vedevano, ne si parlavano. Ma adesso devono esaudire insieme l'ultimo desiderio del padre appena deceduto: portare le ceneri del suo corpo vicino la tomba della loro mamma.
I fatti ci vengono per lo piu' svelati nel dialogo tra il nonno e la moglie di uno dei ragazzi, parti del film un pò noiose ma brevi.
Il susseguirsi di battute esilaranti e la buona caratterizzazione di quasi tutti i personaggi, oltre che la storia davvero originale, fanno la forza del film.
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Il regista affronta il dramma di un litigio fraterno avvenuto proprio 18 anni prima, quando in un incidente stradale i due ragazzi rimasero illesi e la madre morì.
Da quel giorno non si vedevano, ne si parlavano. Ma adesso devono esaudire insieme l'ultimo desiderio del padre appena deceduto: portare le ceneri del suo corpo vicino la tomba della loro mamma.
I fatti ci vengono per lo piu' svelati nel dialogo tra il nonno e la moglie di uno dei ragazzi, parti del film un pò noiose ma brevi.
Il susseguirsi di battute esilaranti e la buona caratterizzazione di quasi tutti i personaggi, oltre che la storia davvero originale, fanno la forza del film.
Bravissimo Edoardo Leo per la sceneggiatura e la regia. Stupefacente la sua recitazione.
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stonemovies
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lunedì 14 giugno 2010
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18 anni dopo "sbanca" il festival di ibiza
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13 Giugno 2010
il film “Diciotto Anni Dopo” ha partecipato al festival “Ibiza IFF”, presidente della giurìa Jaqueline Bisset. I risultati delle premiazioni:
miglior film Diciotto Anni Dopo;
miglior sceneggiatura Diciotto Anni Dopo;
miglior regìa Edoardo Leo per Diciotto Anni Dopo;
miglior attore protagonista Edoardo Leo (Diciotto Anni Dopo)
miglior attrice protagonista Sabrina Impacciatore (Diciotto Anni Dopo)
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tizi10
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venerdì 11 giugno 2010
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e' un film bellissimo!
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Ci tenevo a fare questo commento affinchè e lo spero tanto qualcuno lo legga e corra al cinema a vedere questo film. Me ne avevano parlato ed ho fatto benissimo a vederlo. Sarebbe stato un peccato enorme perdersi un film del genere. Peccato che il pubblico lo sta accogliendo in maniera strana. Nella sala eravamo in pochissimi e mi dispiace. Sto cercando di fare pubblicità a questo film, perchè è giusto che il pubblico sappia che è un film che vale. Alla base di questa storia a tratti drammatica si intreccia un umorismo sano, pulito e che accompagna tutto il film ed i 100 minuti di programmazione volano. Bravo il regista, bravi gli attori.
Per concludere andate a vederlo! Non vi deluderà.
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