Vision

Un film di Margarethe von Trotta. Con Barbara Sukowa, Heino Ferch, Hannah Herzsprung, Gerald Alexander Held, Lena Stolze.
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Titolo originale Vision - Aus dem Leben der Hildegard von Bingen. Drammatico, durata 110 min. - Germania, Francia 2009. MYMONETRO Vision * * - - - valutazione media: 2,00 su 1 recensione.
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2,00/5
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primo piano
Una scansione di miniature medievali dedicate alla prima suora "illuminata" della Storia
Edoardo Becattini     * * - - -

Nella notte del passaggio all'anno Mille, la gente timorata di Dio si riunisce nelle chiese per espiare i propri peccati e attendere la fine del mondo nella certezza che il sole non sorgerà mai più. Circa un secolo dopo, sotto l'occhio di quello stesso sole, nasce Hildegard, ultima figlia di una ricca famiglia germanica, che fin dai primi anni di vita è colta da delle visioni mistiche e viene condotta per questo in un convento benedettino. Sotto la supervisione della badessa Jutta di Sponheim, Hildegard accompagna la sua formazione religiosa agli studi delle arti e dell'erboristeria. Alla morte della badessa, Hildegard scopre con orrore che questa portava indosso un cilicio e, quando viene eletta dalle compagne a succederle, decide con la complicità del monaco Volmar e di una giovane novizia molto devota, Richardis, di riformare l'ordine del convento. Ad ogni visione si accompagna per lei un presagio di morte ma anche l'impeto per una nuova missione. Contro il volere degli abati ma col favore della Santa Sede, Hildegard riesce a fondare un nuovo monastero per le sue consorelle, ad affrontare il giudizio dei potenti e a proseguire nella sua missione di educazione all'apertura verso il mondo e la natura.
Nella galleria di eroine ritratte da Margarethe von Trotta, non poteva mancare Hildegard von Bingen, massima incarnazione di un protofemminismo che risale al momento più oscuro dei "secoli bui" dela Storia e che si situa all'interno delle tradizioni delle istituzioni religiose. Alla von Trotta interessa l'aspetto laico della biografia della santa benedettina, più che quello mistico o religioso: raccontare la complessità di una figura le cui idee hanno contribuito a gettare i presupposti per ogni futuro ideale di Umanesimo e Rinascimento. Le preme talmente tanto mostrare questa figura come una combattente e non come una semplice mistica medievale, che decide di accantonare sensibilmente l'aspetto realmente "visionario" della storia. Tutta l'opera è pervasa da un rigore formale che sembra quasi voglia arginare o dispensare con sobrietà quegli impulsi di ardore e vitalità costituiti dalle scelte più personali di regia (i momenti di forte cromatismo, gli zoom improvvisi, qualche sporadica angolazione storta), per dare invece maggiore efficacia alla ricostruzione storica (gli spazi del convento e il clima di clausura, la precisa selezione dei madrigali composti dalla stessa Hildegard). Questa strada seguita dal film conduce direttamente al paradosso di un dramma storico tutto incentrato sulla biografia di un personaggio che, per quanto riesca bene a ricostruire la scansione della quotidianità di un convento medievale e della vita di una suora di clausura, fallisce proprio nello spiegare la donna protagonista come personaggio emblematico, la sua vita e il suo talento dal punto di vista della componente emotiva. Alla fine, il percorso agiografico di Hildegard viene a costituirsi come una serie di miniature, tante piccole raffigurazioni medievali degli episodi della vita della profetessa.

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The superb religious drama from director-writer Margarethe von Trotta follows the exploits of the 12th century Benedictine nun, a feminist centuries ahead of her time.

di Gary Goldstein The Los Angeles Times

Margarethe von Trotta, who helped lead the New German Cinema movement and has been considered one of the world's premiere feminist filmmakers ever since directing (with then-husband Volker Schlöndorff) 1975's "The Lost Honor of Katharina Blum," sheds light — literally and figuratively — on another exceptional woman, 12th century Benedictine nun Hildegard von Bingen, in the superbly rendered and deeply absorbing religious drama "Vision: From the Life of Hildegard von Bingen." Reuniting once again with luminous German actress Barbara Sukowa (seen in the director's "Rosa Luxemburg" and "Rosenstrasse," among others), Von Trotta, who also wrote "Vision's" striking screenplay, immerses us into an ancient, cosseted world that feels far removed from today's reality, yet still manages to echo such ageless concerns as fearing the "different," challenging tradition and religion's thorny intersection with political and financial forces. »

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