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lucrezia
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lunedì 14 novembre 2011
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mi sarebbe piaciuto vederlo alle 21.30
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Aspettavo con ansia la programmazione del film, tralaltro ho rinunciato ad uscire per essere presente a casa alle 21.30. Mi sono sorbita sino alle 23 il "pettinare le bambole" di Mentana & Co. nella speranza del film. Ho sperato alla fine dicessero qualcosa di importante, quello che ho visto penso che avrei potuto vederlo al TG4 da Fede...Era come se cercassero di arrampicarsi sugli specchi per fare orario e non dicessero assolutamente nulla, ma proprio nulla. La mia speranza poi è stata esaudita ma era troppo tardi, per cui mi sono addormentata. Secondo me non è serio!!!! Se programmate un film ad una certa ora, fate che sia quella e non propinateci ancora dibattiti INUTILI di cui ne abbiamo piene le tasche.
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Aspettavo con ansia la programmazione del film, tralaltro ho rinunciato ad uscire per essere presente a casa alle 21.30. Mi sono sorbita sino alle 23 il "pettinare le bambole" di Mentana & Co. nella speranza del film. Ho sperato alla fine dicessero qualcosa di importante, quello che ho visto penso che avrei potuto vederlo al TG4 da Fede...Era come se cercassero di arrampicarsi sugli specchi per fare orario e non dicessero assolutamente nulla, ma proprio nulla. La mia speranza poi è stata esaudita ma era troppo tardi, per cui mi sono addormentata. Secondo me non è serio!!!! Se programmate un film ad una certa ora, fate che sia quella e non propinateci ancora dibattiti INUTILI di cui ne abbiamo piene le tasche.
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kildem
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martedì 22 febbraio 2011
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se avete un cervello, gradirete questo film
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Un film documentario che dimostra come la televisione, i soldi, il potere, possano letteralmente distruggere l'essere umano, addirittura un'intera nazione.
Siete stufi di questa Italia pappona e burlona? Guardate Videocracy.
Un piccolo appunto personale tuttavia.
Se il problema fosse solo Berlusconi, morto lui saremmo liberi. Il problema è ANCHE Berlusconi, ma non solo.
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domiu.u
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venerdì 28 gennaio 2011
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basta apparire
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Documentario molto interessante. Mostra la televisione italiana,una buona parte di essa è così, per quello che è: un misto di programmi decisamente scadenti e orripilanti, visti però da milioni di persone. Un misto di personaggi potenti che sono considerati dei grandi per un motivo a me, e penso a molti altri, ignoto. Personaggi come Lele Mora, che non si vergogna nemmeno di mostrare un video con tanto di musichetta e immagini fasciste e naziste e che è atteso da decine di persone per fare una foto. Personaggi come Fabrizio Corona, che si definisce il "Robin Hood" moderno,quello che però ruba ai ricchi per dare a sè stesso. Che riceve 10.000 euro per una serata in discoteca. Che si è preparato una bella strategia (la linea di magliette,il discorso appena uscito di prigione,le serate in dicoteca.
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Documentario molto interessante. Mostra la televisione italiana,una buona parte di essa è così, per quello che è: un misto di programmi decisamente scadenti e orripilanti, visti però da milioni di persone. Un misto di personaggi potenti che sono considerati dei grandi per un motivo a me, e penso a molti altri, ignoto. Personaggi come Lele Mora, che non si vergogna nemmeno di mostrare un video con tanto di musichetta e immagini fasciste e naziste e che è atteso da decine di persone per fare una foto. Personaggi come Fabrizio Corona, che si definisce il "Robin Hood" moderno,quello che però ruba ai ricchi per dare a sè stesso. Che riceve 10.000 euro per una serata in discoteca. Che si è preparato una bella strategia (la linea di magliette,il discorso appena uscito di prigione,le serate in dicoteca...) per diventare famoso. "Io mi presento bello,abbronzato,fisicato,sparo 4 boiate e a loro va bene". IL succo di ciò che dice è questo. Ma la cosa più triste, non è che lui lo dica,anche se è assolutamente vergognoso,ma che effettivamente sia così!
Altro personaggio(questa volta del film e non della televisone italiana)?? Il mitico Ricky Martin-Damme,per niente famoso ma molto infantile, che combina delle canzoni alle arti marziali. Vuole entrare a far parte del mondo della televisone,per avere ragazze,soldi e per essere ricordato.
Insomma, cosa emerge da tutto ciò? E' ovvio: BASTA APPARIRE.
Come ho già detto ho trovato questo film/documentario molto interessante per tutti. Peccato che probabilmente il pubblico che l'ha visto e che lo vedrà, sarà (quasi sicuramente )decisamente limitato.
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salvatore scaglia
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domenica 5 settembre 2010
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potere al telecomando
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"Basta apparire": il sottotitolo è quasi più efficace di "Videocracy". Basta apparire, in una duplice accezione. Ormai è sufficiente l'aspetto esteriore per la propria affermazione: prestanza fisica e visi leccati per i maschi; e forme femminili pressochè perfette. Lo afferma lo stesso Corona: la gente guarda al personaggio, è irrilevante quel che dice. La forma dunque obnubila del tutto i contenuti. Ammesso che ci siano. Basta apparire, poi, in televisione: dove il frustrato operaio di periferia, che non ha successo con l'altro sesso, potrebbe ottenere soldi, fama e quindi orde di ragazze alla sua corte. "Videocracy" è un docu-film non solo sul potere della tv, ma sulla radicale trasformazione dell'Italia a partire dagli anni '80.
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"Basta apparire": il sottotitolo è quasi più efficace di "Videocracy". Basta apparire, in una duplice accezione. Ormai è sufficiente l'aspetto esteriore per la propria affermazione: prestanza fisica e visi leccati per i maschi; e forme femminili pressochè perfette. Lo afferma lo stesso Corona: la gente guarda al personaggio, è irrilevante quel che dice. La forma dunque obnubila del tutto i contenuti. Ammesso che ci siano. Basta apparire, poi, in televisione: dove il frustrato operaio di periferia, che non ha successo con l'altro sesso, potrebbe ottenere soldi, fama e quindi orde di ragazze alla sua corte. "Videocracy" è un docu-film non solo sul potere della tv, ma sulla radicale trasformazione dell'Italia a partire dagli anni '80. Trasformazione, verosimilmente, prima progettata dal magnate Berlusconi, e poi da lui stesso sfruttata per la sua celebre "discesa in campo" (anche se di certo non poteva prevedere la fine dell'Ancient regime con Mani pulite). Però, a ben vedere, quanto del decadimento spirituale ("Dio è morto"), culturale (nella Penisola si legge pochissimo) e morale (l'Italia è tra gli stati più corrotti, al livello di altri in via di sviluppo o del Terzo mondo) del Paese è realmente effetto di passività, di supino assorbimento dei nuovi 'valori' inoculati attraverso il tubo catodico ? Non v'è piuttosto un gusto nell'italiano medio, un ver'e proprio piacere, un'effettiva volontà (che si traduce, peraltro, in consenso sul piano elettorale) nel seguire quei modelli ? Il berlusconismo è questo: assai più esteso di un fenomeno meramente politico, fino a divenire accadimento che incide sulla struttura profonda dell'antropologia del Paese. Fino a riguardare - con il suo portato individualistico, edonistico e nichilistico - anche molti di coloro che non votano per la coalizione di Silvio. In una delle scene finali si vedono una trentina di ragazze che si dimenano, con pseudo-balli, per passare la selezione di Veline. Non se ne rendono conto probabilmente, ma sono ridicole. Ma più ridicoli ancora sono quanti non cambiano canale o non spengono, addirittura, la tv. Perchè il potere non è solo nella televisione, ma anche nel telecomando.
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vancouver
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lunedì 30 agosto 2010
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videocracy, chi l'ha visto?
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Ho visto il film sul volo Vancouver-Amsterdam della KLM. Nelle sale non è stato distribuito, se non in qualche grande città subito dopo la presentazione a Venezia. E questo la dice lunga.....Non è tutto condivisibile, e forse per chi vive in Italia e segue con attenzione la politica e l'evoluzione (involuzione?) del costume di nuovo c'è poco o nulla.
Però alcune cose sono interessanti ed inquietanti assai, tipo l'intervista a Lele Mora che si dichiara amico ed ammiratore di Silvio e contemporaneamente fanatico di Mussolini....Quanto a Corona, al Grande Fratello ecc. sappiamo che certi personaggi negativi non esistono solo in Italia, gli USA o la Gran Bretagna sono pieni di personaggi alla Paris Hilton, che non sanno fare niente e diventano modelli da imitare solo perchè i media li seguono e raccontano tutto anche delle loro vicende giudiziarie o quant'altro.
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Ho visto il film sul volo Vancouver-Amsterdam della KLM. Nelle sale non è stato distribuito, se non in qualche grande città subito dopo la presentazione a Venezia. E questo la dice lunga.....Non è tutto condivisibile, e forse per chi vive in Italia e segue con attenzione la politica e l'evoluzione (involuzione?) del costume di nuovo c'è poco o nulla.
Però alcune cose sono interessanti ed inquietanti assai, tipo l'intervista a Lele Mora che si dichiara amico ed ammiratore di Silvio e contemporaneamente fanatico di Mussolini....Quanto a Corona, al Grande Fratello ecc. sappiamo che certi personaggi negativi non esistono solo in Italia, gli USA o la Gran Bretagna sono pieni di personaggi alla Paris Hilton, che non sanno fare niente e diventano modelli da imitare solo perchè i media li seguono e raccontano tutto anche delle loro vicende giudiziarie o quant'altro.
Per fortuna in Italia non ci sono solo i Corona, ma anche tanti giovani che lavorano, si impegnano in politica, studiano, viaggiano, sono impegnati nel sociale, ecc.ecc. Però il film lascia l'amaro in bocca e mi ha sconvolto che all'estero sia questa l'immagine dell'Italia, un paese provinciale, dove imperano volgarità, meschinità, corruzione, egoismo. Che tristezza! Bisognerebbe farlo circolare nelle scuole, senza censurare nulla ma cercando di discuterne criticamente.
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crudos
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venerdì 23 luglio 2010
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Beh, se vivi in italia non ci trovi assolutamente niente di nuovo, tutto risaputo. Penso che all'estero invece sia stata l'ennesima conferma di come lo stato e i governi italiani possano controllare così subdolamente e in totale libertà la popolazione oramai plagiata, stanca e repressa, un popolo che purtroppo ha finito di combattere, di aiutarsi, di pensare.
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francesco2
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domenica 30 maggio 2010
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viva gandini?no, zapatero(del film).
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Dunque: Gandini non è Moore (NO,non lo è), ma neanche l’attore e regista di “Religiolous” o la Guzzanti. Se dico che il suo film affastella, sono troppo cattivo?L’inizio è proprio pessimo, vari luoghi comuni su un giovane della nostra società che vorrebbe essere famoso sena fatica. Sì, ma PERCHE’?Perché non si segue la strada della prima scena, quella delle “Telefonate”?Su questo ragazzo, Gandini non fa documentario, non fa cinema, semplicemente non fa, sempre che i suoi siano tutti timori attendibili(E’ solo per questo che le ragazze non lo vogliono?).
Fallita la discussa(Ma discutibile?)strada del regista di “Farenheit”, porgere domande provocatorie e lasciare forse a chi guarda di valutare le risposte, ecco forse profilarsi la strada di un Baudrillard all’italiana: l’ottimo ingresso del bianco “Mora”, che nella villa ospita personaggi famosi(?), potrebbe introdurre una dissertazione sulla grande (con)fusione crescente tra realtà e mondo mediatico, tantopiù che c’è un evidente conflitto di interessi e che la “misteriosa”musica non è affatto male.
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Dunque: Gandini non è Moore (NO,non lo è), ma neanche l’attore e regista di “Religiolous” o la Guzzanti. Se dico che il suo film affastella, sono troppo cattivo?L’inizio è proprio pessimo, vari luoghi comuni su un giovane della nostra società che vorrebbe essere famoso sena fatica. Sì, ma PERCHE’?Perché non si segue la strada della prima scena, quella delle “Telefonate”?Su questo ragazzo, Gandini non fa documentario, non fa cinema, semplicemente non fa, sempre che i suoi siano tutti timori attendibili(E’ solo per questo che le ragazze non lo vogliono?).
Fallita la discussa(Ma discutibile?)strada del regista di “Farenheit”, porgere domande provocatorie e lasciare forse a chi guarda di valutare le risposte, ecco forse profilarsi la strada di un Baudrillard all’italiana: l’ottimo ingresso del bianco “Mora”, che nella villa ospita personaggi famosi(?), potrebbe introdurre una dissertazione sulla grande (con)fusione crescente tra realtà e mondo mediatico, tantopiù che c’è un evidente conflitto di interessi e che la “misteriosa”musica non è affatto male.Ma forse mancano spessore ed esperienza per spingersi su questo, è più facile fondere immagini di repertorio intervallate da risvolti interessanti, come Berlusconi che inventa il finto vulcano, che approfondire un crescente corto-circuito tra politica e spettacolo, alimentato forse da una crisi di valori. Mora, come evidenziava l’inizio di questa parte del film, poteva essere e forse è un Berlusconi in miniatura, che reggendo le sorti dello spettacolo rischia, senza forse arrampicarsi troppo sugli specchi, di reggere anche quelle della società.
Persa(O scartata) anche l’opzione “Viva Zapatero”, che con tecniche simili a quelle di Moore ci ha fatto riflettere e divertire, resta un’antiberlusconismo che ha basi concretissime ma è che poco più che di maniera:giocare col “Corpo del capo” era già stato fatto Moretti nel suo “Caimano”. Più interessante semmai la faccenda di Corona. Da un lato evidenzia la doppieza, in tutti i sensi, del personaggio(Nemico ed amico dei potenti, Robin Hood ed egoista), dall’altro mette in evidenza i legami col Berlusca che finisce paradossalmente con l’approfittare di lui:tutto un grande corto circuito tra politica e gossip.Ma allora non era meglio “La seconda guerra civile americana?”.
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albamao
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lunedì 3 maggio 2010
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docusincerità di un italiano naturalizzato svedese
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Sono arrivato in ritardo lo so...ho aspettato molto prima di vederlo..un po' per la paura di cadere in un profondo baratro di consapevolezza, un po' forse perchè l'argomento risultava un po' trito e ritrito (almeno per chi come me vive in questo regime ormai da anni..); ma sono contento di averlo fatto, ed il mio giudizio non può essere che positivo, non tanto sotto l'aspetto prettamente stilistico che potrebbe essere criticato, ma quanto più per l'importanza che da un punto di vista internazionale può dare ad un prodotto del genere.
La visione che il regista da del tutto è intrisa profondamente dalla tristezza di chi come lui italiano residente all'estero può avere del suo paese manadato alla sfacelo mediatico.
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Sono arrivato in ritardo lo so...ho aspettato molto prima di vederlo..un po' per la paura di cadere in un profondo baratro di consapevolezza, un po' forse perchè l'argomento risultava un po' trito e ritrito (almeno per chi come me vive in questo regime ormai da anni..); ma sono contento di averlo fatto, ed il mio giudizio non può essere che positivo, non tanto sotto l'aspetto prettamente stilistico che potrebbe essere criticato, ma quanto più per l'importanza che da un punto di vista internazionale può dare ad un prodotto del genere.
La visione che il regista da del tutto è intrisa profondamente dalla tristezza di chi come lui italiano residente all'estero può avere del suo paese manadato alla sfacelo mediatico..e proprio dall'alto di una società modello come quella svedese (almeno dal punto di vista sociale e delle pari opportunità) questa critica che ci propone appare ancor di più sferzante e ricca di significato.
Come poter commentare il modello da "vitelloni" che ci propone il regista nel suo modo di raffigurare i personaggi del documentario? senza fare nomi..ma sebrano le caricature di se stessi...e non è finzione ma la realtà...qui non abbiamo il Tony Montana di Scarface, nè l' arrogante Al Capone degli Intoccabili, nè il candido aguzzino di Bastardi senza gloria..i nostri sono reali e sono nostri concittadini anche se sempbrno ispirarsi ai loro idoli cinematografici.
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minamovies
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venerdì 19 febbraio 2010
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consiglio l'intervista inedita a paolo borsellino
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Videocracy racconta più o meno questo: l'italia è una monnezza, rimbambita davanti alla tv e pronta ad applaudire personaggi demenziali nella loro totale nullità culturale e intellettuale (tipo il grasso pseudoagente di biancovestito o l'agente dei fotografi tatuato-abbronzato-fisicato). tale monnezzaio è opera di silvio berlusconi, il quale ha creato la tv commerciale come un eden personale: ed essendo un anziano macho molto convinto delle sue doti seduttive, con un cattivo gusto proverbiale, ha riempito la tv delle ragazzotte volgari, pettorute e deficienti di cui ama circondarsi, anche in consiglio dei ministri. Ebbene, è certo vero, ma non si capisce tutta la manfrina della censura eccetera: Berlusconi da questo film ci fa una figura fin troppo buona.
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Videocracy racconta più o meno questo: l'italia è una monnezza, rimbambita davanti alla tv e pronta ad applaudire personaggi demenziali nella loro totale nullità culturale e intellettuale (tipo il grasso pseudoagente di biancovestito o l'agente dei fotografi tatuato-abbronzato-fisicato). tale monnezzaio è opera di silvio berlusconi, il quale ha creato la tv commerciale come un eden personale: ed essendo un anziano macho molto convinto delle sue doti seduttive, con un cattivo gusto proverbiale, ha riempito la tv delle ragazzotte volgari, pettorute e deficienti di cui ama circondarsi, anche in consiglio dei ministri. Ebbene, è certo vero, ma non si capisce tutta la manfrina della censura eccetera: Berlusconi da questo film ci fa una figura fin troppo buona..
La tv è la sua foglia di fico, lo specchietto per le allodole, il business a viso aperto.
Il lato oscuro è un altro: a quando un bel documentario su quello? Vediamo davvero fino a che punto l'Italia è un paese sotto regime: se uscisse un film sullo stile di questo, ma che parlasse dei processi per corruzione ai giudici (CORRUZIONE AI GIUDICI) verrebbe proiettato nei cinema? Se vi dicessi che Borsellino nella sua ultima intervista dice cose inequivocabili, mi credereste? Il video è acquistabile dal sito de Il Fatto Quotidiano, quotidiano nazionale che non compare mai in nessuna rassegna stampa.. come mai?
Se si voleva pescare nella fogna che è il potere in Italia, beh, Gandini ha estratto le caramelle.
Comunque, da esule in svezia, gli sembrerà ovviamente già tantissimo.
Se ci avesse sbattuto in faccia mafia, abusivismo edilizio, rifiuti, corruzione ecc... forse non lo avremmo sopportato. O magari si, perché ormai noi italiani sopportiamo tutto, non è vero? Chi la pensa come me non ha spazio, non ha voce, chi la pensa come la massa sciocca che inneggia a nullità come i due seddetti ha spazio nella tv pomeridiana, sula stampa ecc:questa è la piccola differenza. Basta guardare il tg1. Potrei anche stare dicendo delle fesserie, ma devo poter avere lo spazio di dirle. In italia questo spazio non c'è, perché la verità è troppo brutta, scomoda e irrimediabile: il nostro paese è in mano alla MAFIA.
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g. romagna
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giovedì 18 febbraio 2010
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videocracy
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L'ascesa mediatica e, conseguentemente, politica di S. Berlusconi filtrata dalle le figure di L. Mora, F. Corona, aspiranti veline ed aspiranti showmen televisivi. Il cambiamento di costume introdotto nella società dalla tv commerciale ed il culto più deteriore dell’immagine come base per la costruzione di un impero economico, politico e mediatico apparentemente inscalfibile. Il mercimonio del corpo femminile ridotto a carne da esposizione a servizio del maschio dominante. Sono questi gli argomenti trattati da Videocracy. Ha ragione chi scrive che per noi Italiani non c'è quasi nulla di nuovo sotto il sole e che questo lavoro, di produzione svedese, ha come destinatari principali gli spettatori di altri paesi che ancora non conoscono bene cosa sia l'Italia berlusconiana (anche se a volte sospetto che proprio all'estero, dove l'informazione - non certo linda e libera da servilismi, ben si intenda - non risente dell'operato della macchina berlusconiana, le persone siano meglio informate su Berlusconi di quanti qui gli concedono il voto); tuttavia, ritengo sia utile dedicarvi il poco tempo richiesto alla visione: vero, chi si avvicina ad un film del genere ha già ben in mente che cosa lo attenderà e, nella grande maggioranza dei casi, si può già prevedere cosa ne pensi, ma occorre anche considerare il fatto che alle bassezze illustrate da Gandini siamo abituati ad essere esposti in più o meno piccole pillole quotidiane cui, con l'andare del tempo, abbiamo fatto l'abitudine, sino al punto, perlomeno, di considerarle come realtà stabili del nostro tempo: qui invece non siamo chiamati ad ingerire poco per volta le piccole compresse della volgarità mediatico-sociale quotidiana, ma, come di fronte ad un'inarrestabile marea montante, ne siamo del tutto investiti quanto basta per prendere, almeno per un attimo, più organicamente coscienza della pervasività di questo fenomeno di decadimento di cui Berlusconi diviene cartina di tornasole.
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L'ascesa mediatica e, conseguentemente, politica di S. Berlusconi filtrata dalle le figure di L. Mora, F. Corona, aspiranti veline ed aspiranti showmen televisivi. Il cambiamento di costume introdotto nella società dalla tv commerciale ed il culto più deteriore dell’immagine come base per la costruzione di un impero economico, politico e mediatico apparentemente inscalfibile. Il mercimonio del corpo femminile ridotto a carne da esposizione a servizio del maschio dominante. Sono questi gli argomenti trattati da Videocracy. Ha ragione chi scrive che per noi Italiani non c'è quasi nulla di nuovo sotto il sole e che questo lavoro, di produzione svedese, ha come destinatari principali gli spettatori di altri paesi che ancora non conoscono bene cosa sia l'Italia berlusconiana (anche se a volte sospetto che proprio all'estero, dove l'informazione - non certo linda e libera da servilismi, ben si intenda - non risente dell'operato della macchina berlusconiana, le persone siano meglio informate su Berlusconi di quanti qui gli concedono il voto); tuttavia, ritengo sia utile dedicarvi il poco tempo richiesto alla visione: vero, chi si avvicina ad un film del genere ha già ben in mente che cosa lo attenderà e, nella grande maggioranza dei casi, si può già prevedere cosa ne pensi, ma occorre anche considerare il fatto che alle bassezze illustrate da Gandini siamo abituati ad essere esposti in più o meno piccole pillole quotidiane cui, con l'andare del tempo, abbiamo fatto l'abitudine, sino al punto, perlomeno, di considerarle come realtà stabili del nostro tempo: qui invece non siamo chiamati ad ingerire poco per volta le piccole compresse della volgarità mediatico-sociale quotidiana, ma, come di fronte ad un'inarrestabile marea montante, ne siamo del tutto investiti quanto basta per prendere, almeno per un attimo, più organicamente coscienza della pervasività di questo fenomeno di decadimento di cui Berlusconi diviene cartina di tornasole.Certo, una volta terminata la proiezione tutto torna come prima, ma perlomeno in quell'ora e un quarto abbiamo modo di incazzarci come si deve: ogni tanto ci vuole. Il culto degradante dell'immagine e il desiderio sfrenato del quarto d'ora di notorietà warholiana infesta l'intero Occidente, ma solo qui in Italia è divenuto strumento di successo politico di forza così dirompente. Un successo fatto di propaganda demagogica, di venerazione dell'immagine esteriore, di elogio del malaffare, di mercimonio del corpo femminile, di becerume e di tremenda incultura (la scena più forte del film è, non per niente, quella di Lele Mora, amico del premier, biancovestito nella sua enorme villa tutta bianca, che, sfoggiando di fronte alla telecamera un ebete sorriso e dichiarandosi orgogliosamente fascista, mostra sul suo cellulare un video in cui si succedono aquile fasciste e svastiche naziste sulle note di Faccetta Nera). Venendo alle constatazioni negative, stupisce però il fatto che il regista ci mostri delle immagini iniziali di strip amatoriali su una tv locale spacciandole come l'avvio dell'escalation mediatica del premier, poichè tutto ciò non è corretto: sarebbe stato più giusto dire che da immagini sulla falsariga di quelle è poi partito tutto, ma non da quelle, che sono tratte da TeleTorino quando fu invece TeleMilano la prima rete berlusconiana. Un neo d’una certa dimensione che non toglie comunque valore ad un prodotto che, nonostante la sua portata rivelatrice non certo rivoluzionaria, merita d’essere visionato.
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