George Clooney, un americano a Roma

L'attore presenta al festival Tra le nuvole.

 
Libero di volare
Libero di volare
sabato 17 ottobre 2009 di Marianna Cappi

Libero di volare
Ryan Bingham ha un bagaglio leggero. Non può fare altrimenti, deve ottimizzare i tempi d'imbarco e di movimento, non può portarsi dietro niente e nessuno. Deve essere libero, per volare da una parte all'altra degli Stati Uniti, a licenziare gente piena di figli e di problemi. A trainare con charme il trolley di Ryan è George Clooney, a pilotare l'aereo di Up in the air che lo ha portato al festival di Roma è Jason Reitman, che conosce la strada perché se l'è già spalancata due anni fa con Juno.

Il film sottolinea l'importanza dei rapporti umani, affermando che non si può vivere da soli, tutti abbiamo bisogno di un co-pilota. Nella sua vita "dorata" si è mai sentito solo?
Clooney: Ho una vita splendida, degli amici splendidi e una famiglia splendida. Sono molto diverso da Ryan in questo senso, non sono spesso da solo, al contrario sono "circondato", per dirlo con una battuta del film.
Il film rinuncia al lieto fine. Ha mai contemplato un finale alternativo?
Reitman: Il finale parla comunque di un guadagno, anche se avviene attraverso una perdita anziché attraverso un lieto fine. Alla fine del film non è importante sapere cosa ne sarà del protagonista, il 50% degli spettatori pensa che rimarrà da solo e l'altro 50% pensa che avrà una nuova compagna, ma quel che conta è l'epifania.

Concede sempre meno interviste. Perché?
Clooney: Faccio sempre meno interviste perché le mie risposte non aiutano il film e questo perché voi giornalisti non mi ponete domande sul film ma siete interessati ad altri aspetti della mia vita. Conosco il mestiere e posso capire che siate obbligati a porre domande di gossip ma io non sono obbligato a partecipare a questo gioco. Mio padre è un giornalista dunque so come funziona e non mi interessa: se non mi vengono poste domande sul film, non aiuto la promozione del film e non sono utile.
Quale impressione ha del festival di Roma? Come sceglie dove andare a promuovere i suoi film?
Clooney: È la prima volta che vengo al festival di Roma e da quel che ho visto l'organizzazione è ottima e il festival è grande; di solito si comincia con una dimensione più ridotta. In ogni caso scegliamo i festival che crediamo possano promuovere meglio il film, ma non sono io che scelgo dove andare.

Come giudica il suo personaggio?
Clooney: Quando Jason è venuto a Como con il copione, l’ho trovato molto ben scritto e mi sono subito legato al personaggio, l’ho compreso immediatamente e volevo esplorarlo e lavorare con questo regista.
In Italia la famiglia è al centro della vita delle persone, negli Stati Uniti probabilmente c’è più individualismo. Quale crede sarà la ricezione del film in America?
Reitman: Penso che gli americani si identificheranno con questo film, sia gli uomini che le donne, infatti sono molto orgoglioso dei personaggi, di come sono stati sviluppati e di come sono stati interpretati dagli attori. È un film sugli individui, certo. Sono cresciuto in un paese che va fiero di questo, ma è vero che per l’epoca in cui viviamo è molto facile sentirsi in contatto col resto del mondo, credere di sapere dove si è, ma in realtà non esserlo e non saperlo veramente.

Ha progetti futuri da regista?
Clooney: Ho un paio di progetti, uno riguarda il caso in tribunale contro Rumsfeld per quel che è accaduto a Guantanamo, l’altro è un progetto di commedia, ma sto ancora aspettando un buon copione.
Cosa crede di aver appreso da suo padre Ivan Reitman (Regista e produttore di film quali Ghostbusters e Dave-Presidente per un giorno, ndr)?
Reitman: Mio padre è il mio eroe, il più grande narratore che io conosca e sono fiero di essere suo figlio, enormemente. Non avrò mai il suo successo che ha avuto lui ma vado sempre più fiero di essere suo figlio.

Si sente vicino al protagonista? In che modo?
Clooney: Ci sono molte cose che capisco di lui, prima fra tutte che si può passare una grandissima parte del proprio tempo letteralmente sospesi nell’aria, magari a lavorare. Sono stato anche a lungo disoccupato e so per esperienza che quando ricominci a lavorare non vorresti più smettere, così passa il tempo e ti ritrovi a chiederti quanto hai parlato con i tuoi genitori o con la tua famiglia e ti rendi improvvisamente conto di quanto ti sei allontanato dalle cose importanti.
Lei in generale cerca sempre un rapporto con l’autore del libro. Ha fatto lo stesso con Walter Kirn? Clooney: è quello che ho fatto con Syriana, ma qui il film è molto diverso dal libro, i personaggi femminili, per esempio, li ha inventati Jason.

Come ha lavorato con Vera Farmiga, la sua partner nel film?
Clooney: Quando abbiamo cominciato a parlare della parte di Alex, Vera è la prima persona a cui abbiamo pensato ma stava per avere un bambino per cui contrattare i tempi è stato complicato. È stata spinta a lasciare subito la maternità per tornare al lavoro, ma io ne sono felice perché è veramente un’attrice grandiosa.
Balla così male come nel film?
Clooney: (Scherza) Da attore dovevo dare l’impressione che Ryan fosse un ballerino scadente ma nella vita vi assicuro che sono proprio bravo.
Come ha scelto la canzone dei titoli di coda? Reitman: Dopo Juno, sempre più spesso i ragazzi mi mandano delle canzoni che vorrebbero che io mettessi nei miei film. Una volta, però, mentre parlavo all’università, è stato un cinquantenne a darmi una cassetta con una canzone scritta da lui dopo che era stato licenziato dopo tanti anni di lavoro. Mi disse che sarebbe andata bene per il mio prossimo film. Non è una canzone particolarmente bella ma è onesta, dà voce alle persone di cui parliamo nel film. Per lo stesso motivo, nel film, ci sono, insieme agli attori professionisti, 25 persone che vengono da Detroit e che hanno davvero perso il lavoro.

Cosa ne pensa del Nobel al presidente Obama?
Clooney: L’ho sostenuto fin dall’inizio e sono fiero di vivere in un paese che l’ha eletto, spero che il premio Nobel lo aiuti a portare avanti il suo progetto di pace, perché questo è il senso del premio. Ne abbiamo un grande bisogno. E quando abbiamo avuto davvero bisogno, noi americani abbiamo sempre trovato qualcuno: è successo con Roosvelt e con Kennedy.
Il film ha alcuni punti di contatto con Thank you for smoking, per esempio lei sembra affezionato alla descrizione di mestieri detestabili…
Reitman: Nel libro da cui è tratto Thank you for smoking c’era una frase che mi piaceva molto: se vuoi un lavoro facile vai a lavorare per la croce rossa, se vuoi un lavoro difficile vai a fare quello che fa Ekhart nel film (un lobbista che mette la sua arte oratoria al servizio delle multinazionali del tabacco, ndr). È vero: mi piacciono i lavori complicati e i personaggi complicati, come una teen-agers che deve licenziare persone molto più grandi ed esperte di lei.

Cosa può dirci del film che sta girando a L’Aquila con Violante Placido?
Clooney: Violante è straordinaria, abbiamo lavorato insieme solo poche settimane ma posso dirlo. Ora stiamo girando a Sulmona, che non ha subito i danni de L’Aquila. Là ho visto le tende e un grande sforzo per darsi da fare subito ma dopo circa un anno, ora che la situazione non è più sotto i riflettori, calano i finanziamenti e le attenzioni delle autorità. Con Katrina è stato lo stesso, e New Orleans è lungi dall’essere tornata alla normalità. Girare a L’Aquila lì era un modo, per me, per riportare i riflettori in quel posto e ricordare che il lavoro da fare è ancora tanto.
Come si è svolta la vostra collaborazione? Reitman: Non ho mai mostrato a George come dovesse fare una scena.
Clooney: Mi ha mostrato come ballare! (scherza)
Reitman: A parte il ballo, è vero. (sta al gioco)
Clooney: I migliori registi non ti soffocano ma sanno dove andare e ti spingono in quella direzione.
Reitman: lavorare con George è stata una delle più grandi esperienze della mia vita. Non scherzo. Ho cominciato a scrivere questa sceneggiatura 7 anni fa e non avrei mai creduto che avrebbe accettato, quando l’ha fatto mi sono sentito travolto, e durante le riprese lo guardavo ammirato: era meraviglioso. E io ero contento. Cosa mi ha fatto più ridere? Il suo modo di ballare. E cosa che mi ha fatto più piangere? Il suo modo di ballare.
Se lei fosse per un giorno il primo ministro italiano cosa farebbe, a parte creare una Guantanamo per i giornalisti di gossip?
Clooney: È meglio che stia lontano dalla politica, ho imparato la lezione.

In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
George Clooney
Tra le nuvole Viaggio di piacere con Reitman, ma il cinismo si perde per la strada
Tra le nuvole

* * * 1/2 -
(mymonetro: 3,57)
Sarebbe meglio la vita senza legami? Chi non ha mai pensato a fuggire o semplicemente di abbandonare tutto e tutti per vivere in libertà? Ryan Bingham, un esperto tagliatore di teste, in superlavoro e superstress per via della crisi, è riuscito a prendere questa decisione vitale. Si è staccato da tutti e da tutto. La sua agognata vita on the road , aeroporto dopo aeroporto, millemiglia dopo millemiglia, è però minacciata proprio quando sta per ottenere da una compagnia aerea il premio fedeltà, un superbingo da un milione di miglia, e subito dopo aver incontrato la donna dei suoi sogni, appassionata di viaggi e alberghi.
Il film sottolinea l'importanza dei rapporti umani, affermando che non si può vivere da soli, tutti abbiamo bisogno di un co-pilota. Nella sua vita
Il film sottolinea l'importanza dei rapporti umani, affermando che non si può vivere da soli, tutti abbiamo bisogno di un co-pilota. Nella sua vita "dorata" si è mai sentito solo?
In foto:
Jason Reitman Altri nomi: (Jos Reitman) (34 anni) 19 Ottobre 1977, Montréal (Canada) - Bilancia
Regista del film Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Concede sempre meno interviste. Perché?
Concede sempre meno interviste. Perché?
In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Come giudica il suo personaggio?
Come giudica il suo personaggio?
In foto:
Jason Reitman Altri nomi: (Jos Reitman) (34 anni) 19 Ottobre 1977, Montréal (Canada) - Bilancia
Regista del film Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Ha progetti futuri da regista?
Ha progetti futuri da regista?
In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Si sente vicino al protagonista? In che modo?
Si sente vicino al protagonista? In che modo?
In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Come ha lavorato con Vera Farmiga, la sua partner nel film?
Come ha lavorato con Vera Farmiga, la sua partner nel film?
In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Cosa ne pensa del Nobel al presidente Obama?
Cosa ne pensa del Nobel al presidente Obama?
In foto:
George Clooney (George Timothy Clooney ) (51 anni) 6 Maggio 1961, Lexington (Kentucky - USA) - Toro
Interpreta Ryan Bingham nel film di Jason Reitman Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Cosa può dirci del film che sta girando a L’Aquila con Violante Placido?
Cosa può dirci del film che sta girando a L’Aquila con Violante Placido?
In foto:
Jason Reitman Altri nomi: (Jos Reitman) (34 anni) 19 Ottobre 1977, Montréal (Canada) - Bilancia
Regista del film Tra le nuvole. Al cinema da venerdì 22 gennaio 2010.
Tra le nuvole: una sequenza d'apertura senza tempo Tra le nuvole: una sequenza d'apertura senza tempo
Il 25 maggio il film sarà disponibile su DVD e Blu-ray.
Tra le Nuvole: immagini e il press tour simulation video Approfondimento:
Tra le Nuvole: immagini e il press tour simulation video
Reitman ha creato un grafico delle interviste.
Tra le nuvole: seconda clip in esclusiva Tra le nuvole: seconda clip in esclusiva
Clooney, uomo dai rapporti informali.
Tra le nuvole: premiere a Los Angeles Galleria Fotografica:
Tra le nuvole: premiere a Los Angeles
E la storia Clooney-Canalis continua.
Tra le nuvole: una prima clip esclusiva Tra le nuvole: una prima clip esclusiva
In anteprima un estratto del film sottotitolato in italiano.
BOX OFFICE
ULTIMA ORA SPETTACOLO
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1.367.000
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602.000
Data rilevazione: 18/05/2012
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