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met'88
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lunedì 26 dicembre 2011
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recitazione perfetta
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Non mi trovo assolutamente d'accordo con la recensione di Becattini, soprattutto per quanto riguarda la contessa. Essa non appare assolutamente come una viziata capricciosa. L'amore disinteressabto per Tolstoj è palpabile e evidenziato da una sapiente recitazione, fatta di sguardi e gesti, di risate, panti e scatti d'ira. Helen Mirren è superba nel delineare un personaggio complesso, che certo ha anche a cuore i possedimenti di famiglia e l'eredità letteraria del marito: ma questo basta per definirla vizita? O al contrario rende tale personaggio ancora più realistico, più umano e quindi più vero di un'ipotetica Contessa stereotipata nel suo amore disinteressato e puro tanto da renderla poco credibile?
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molenga
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sabato 10 settembre 2011
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travisata la figura di tolstoj
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Non ho compreso appieno le finalità di questo film: vi si narrano gli ultimi giorni di lev tolstoj, attorniato dai tolstojani, malgrado lui suoi discepoli votati alla castità e alla moderazione fuori dal culto ortodosso(il cui capo è paul giamatti) tra cui si distingue il giovane valentin(McAvoy), che prova l'ebbrezza della carne e si distacca dal culto dell'autore, divenendone però amico....come amico diverrà della moglie, la contessa andreyevna, giungendo prima del finale a farle ritrovare il compagno di una vita. Non capisco perché il regista faccia passar male i tolstojani, in realtà un gruppo di tenaci ricercatori di pace ed equità economica, in favore della moglie.
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Non ho compreso appieno le finalità di questo film: vi si narrano gli ultimi giorni di lev tolstoj, attorniato dai tolstojani, malgrado lui suoi discepoli votati alla castità e alla moderazione fuori dal culto ortodosso(il cui capo è paul giamatti) tra cui si distingue il giovane valentin(McAvoy), che prova l'ebbrezza della carne e si distacca dal culto dell'autore, divenendone però amico....come amico diverrà della moglie, la contessa andreyevna, giungendo prima del finale a farle ritrovare il compagno di una vita. Non capisco perché il regista faccia passar male i tolstojani, in realtà un gruppo di tenaci ricercatori di pace ed equità economica, in favore della moglie...noiosa botta d'aristocratico individualismo. Mc avoy e la Mirren sono, come sempre, bravi
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mimmo_calciano
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venerdì 5 novembre 2010
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una romantico film!!!!
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Pur essendo un film biografico riesce ad emozionare per lo splendido romanticismo della storia;
Fa vedere aspetti della vita di Tolstoy che incuriosiscono lo spettatore ad approfondire la figura dello scrittore:Lo cosiglio come ausilio nello scuole!!
Eccellente l'attrice H. Mirren e di una splendida bellezza e sensualità Kerry Condon.
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nalipa
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martedì 21 settembre 2010
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" che a t t o r i !"
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IIl film narra dell'ultimo anno di vita di Lev Tolstoj.
Tolstoj vive nella tensione e nell'amarezza perché diviso tra il movimeto tolstojano che vorrebbe rinunciasse ai suoi diritti d'autore a beneficio del popolo e dall'altro la moglie che invece vorrebbe salvare per la famiglia tutti i privilegi.
Forse il film non é proprio un capolavoro ma
Helen Mirren e Cristopher Plummer sono davvero IMMENSI.
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wasp77
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giovedì 19 agosto 2010
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l'amore non ha partito
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Dispiace e delude che il "critico" (o presunto tale) critichi l'idea -politica, economica o sociale- che sta alla base del film piuttosto che l'opera stessa. Perchè evidentemente, in questo caso, l'autore dell'articolo non deve aver eccessivamente gradito il messaggio che il regista, con estrema raffinatezza, comunica attraverso il racconto storico: vale a dire la mitizzazione di un grande scrittore e il suo successivo sfruttamento politico da parte del regime comunista dell'epoca. Contrariamente a quanto sostiene il "critico", l'amore della contessa Sofia per il geniale marito (straordinaria la Mirren) è smisurato, cieco e soprattutto disinteressato: non ha nulla a che vedere con ipotetiche lotte di classe o con la difesa degli interessi economici che lei stessa rappresenta.
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Dispiace e delude che il "critico" (o presunto tale) critichi l'idea -politica, economica o sociale- che sta alla base del film piuttosto che l'opera stessa. Perchè evidentemente, in questo caso, l'autore dell'articolo non deve aver eccessivamente gradito il messaggio che il regista, con estrema raffinatezza, comunica attraverso il racconto storico: vale a dire la mitizzazione di un grande scrittore e il suo successivo sfruttamento politico da parte del regime comunista dell'epoca. Contrariamente a quanto sostiene il "critico", l'amore della contessa Sofia per il geniale marito (straordinaria la Mirren) è smisurato, cieco e soprattutto disinteressato: non ha nulla a che vedere con ipotetiche lotte di classe o con la difesa degli interessi economici che lei stessa rappresenta. Semplicemente -come riesce a fare solo il vero amore- cerca di aprire gli occhi dello scrittore, facendogli capire quanto le sue originali idee sull'amore universale siano in realtà state successivamente usate e storpiate per fini politici. Come succederà con l'opera di un altro grande filosofo, Nietzche, in un'altra epoca e da parte di un diverso ma ugualmente terribile regime. Coraggiosa, poi, la scelta di raccontare un pezzo di grande storia dal punto di vista femminile, troppo spesso accantonato per dare spazio al ben più "pesante" protagonismo maschile. Certo, nessuno è obbligato a condividere l'idea che anima l'opera, ma "sporcarla" con due misere stelline (che nulla significano), non è certo segno di nobiltà.
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[+] perdonami
(di francesco2)
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spike
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giovedì 10 giugno 2010
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molto interessante
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Un film molto interessante. Non conoscevo la vita di Tolstoj, questo film mostra gli ultimi anni dello scrittore e i rapporti con le persone a lui più vicine. Interessante scoprire che le teorie di L. T. avessero portato alla nascita di una vera e propria dottrina: il tolstoismo, basata sulla non violenza e l'amore (qualche decennio prima di Ghandi). Ottima sceneggiatura, buona regia e grandi le interpretazioni degli attori ( Mirren e Plummer candidati agli Oscar). Tra i pochi difetti del film la lentezza di alcune parti, dieci minuti in meno avrebbero giovato alla pellicola.
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syd barrett
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sabato 5 giugno 2010
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la mirren su tutti
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Film biografico,che perlomeno in questo non delude le attese,in quanto attraverso la visione del film riesci quantomeno a capire chi era Tolstoj. Capisci quanto questo personaggio abbia condizionato,anche piu' di quanto lui volesse,le vite e la storia di un'intera nazione. Il film funziona soprattutto in questo,ti fa capire infatti quanto chi stava intorno a questo grande scrittore ne volesse creare un'icona piu' condizionante di quello che lo stesso protagonista desiderasse. Il film risulta un po' lento e a volte un po' noioso. La vera star è Helen Mirren davvero strepitosa e sontuosa,la sua interpetrazione salva da sola il film.
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sergio longo
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mercoledì 2 giugno 2010
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sofja e lev. epilogo di un amore grande grande.
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E'da qualche decennio che al cinema non si vedono pellicole memorabili per le interpretazioni di coppie protagoniste quali furono Hepburn/Tracy o Taylor/Burton. "The Last Station" sarà sicuramente ricordato per il duo Helen Mirren/Christopher Plummer, semplicemente strepitosi nei ruoli di Lev Tolstoj e la moglie Sofja.
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edward teach
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giovedì 27 maggio 2010
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brutto
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Peccato, Tolstoj è un grandissimo scrittore e un personaggio straordinario. Ci sarebbe molto da dire, si potrebbero tentare interpretazioni diverse del suo comportamento e delle sue scelte o anche ripensare il ruolo della moglie che in fin dei conti cercava solo di salvare il futuro dei suoi figli. Invece è venuto fuori il solito filmastro insignificante che in definitiva non fa altro che inserire anche un artista immenso come L.T. nel solito calderone dello star system da società dello spettacolo. E lo spettatore paga e ingolla come un pollastro all'ingrasso.
P.S.: Come è ovvio il film non l'ho visto perché esce domani...:)...ma non c'e' bisogno in realta'; il valore di più del 90 per cento dei film lo si capisce già dal titolo e dai manifesti o tutt'al più dal trailer.
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Peccato, Tolstoj è un grandissimo scrittore e un personaggio straordinario. Ci sarebbe molto da dire, si potrebbero tentare interpretazioni diverse del suo comportamento e delle sue scelte o anche ripensare il ruolo della moglie che in fin dei conti cercava solo di salvare il futuro dei suoi figli. Invece è venuto fuori il solito filmastro insignificante che in definitiva non fa altro che inserire anche un artista immenso come L.T. nel solito calderone dello star system da società dello spettacolo. E lo spettatore paga e ingolla come un pollastro all'ingrasso.
P.S.: Come è ovvio il film non l'ho visto perché esce domani...:)...ma non c'e' bisogno in realta'; il valore di più del 90 per cento dei film lo si capisce già dal titolo e dai manifesti o tutt'al più dal trailer. Io poi ho un naso....ma un naso...
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