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fedinz
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lunedì 30 gennaio 2012
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coscienza umana sul banco degli imputati alieni
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La splendida Cameron Diaz veste i panni di Norma, una donna "storpia" per aver perso da piccola gran parte delle dita del piede per colpa di un dottore distratto che l'ha lasciata sotto la macchina delle lastre. Suo marito Arthur, alle prese con il sogno di diventare astronauta per la Nasa, si dimostra un personaggio poco incisivo e in secondo piano rispetto a lei. Ad iniziare dalla scelta di Norma di spingere il pulsante di una scatola fatta pervenire a casa da un misterioso uomo dalla faccia sfigurata che li propone un accordo: 1 milione di dollari in cambio della morte di un estraneo.
La coppia realizza lentamente il dramma delle loro azioni e un vortice di angoscia, sensi di colpa e terrore li trascina in una dimensione paranormale ed enigmatica.
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La splendida Cameron Diaz veste i panni di Norma, una donna "storpia" per aver perso da piccola gran parte delle dita del piede per colpa di un dottore distratto che l'ha lasciata sotto la macchina delle lastre. Suo marito Arthur, alle prese con il sogno di diventare astronauta per la Nasa, si dimostra un personaggio poco incisivo e in secondo piano rispetto a lei. Ad iniziare dalla scelta di Norma di spingere il pulsante di una scatola fatta pervenire a casa da un misterioso uomo dalla faccia sfigurata che li propone un accordo: 1 milione di dollari in cambio della morte di un estraneo.
La coppia realizza lentamente il dramma delle loro azioni e un vortice di angoscia, sensi di colpa e terrore li trascina in una dimensione paranormale ed enigmatica.
Il film crea una metafora per raffigurare l’egoismo, l’attaccamento ai soldi e ai beni materiali, l’indifferenza verso il prossimo del genere umano che subisce una sorta di giudizio universale proveniente da un pianeta alieno che nulla ha a che fare con la religione.
Gli uomini vengono dipinti come marionette che innescano, senza neanche rendersene conto, un omicidio di massa a catena. Il riscatto sembra affacciarsi solo nel momento in cui Norma decide di sacrificarsi per il bene di Walter, suo figlio. Nonostante il carattere criptico e visionario di Kelly il film rischia di tramutarsi in una storia dagli aspetti forzatamente fantascientifici perdendosi per strada l’aspetto psicologico alla base degli impulsi umani.
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tiamaster
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sabato 14 gennaio 2012
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per non arrivare a niente non serve un film.
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Nel nulla contenutistico,ecco a cosa porta the box.Gli attori recitano male la parte,il ritmo e' lento e stanco,Richard kelly e' un regista decisamente sopravvalutato e questo film sconclusionato e senza una logica causa- effetto che annoia e lascia lo spettatore con una sensazione di esercizio ,ai compiuto,cosa che infondo e':il niente contenutistico.Riuscito solo a livello visivo,i personaggi non sono credibili.Inutile e di scarsissimo impatto,molto fiacco e pesante,senza alcuna idea che renda interessante la visione,evitatelo e leggetevi un bel libro.
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visualman
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giovedì 12 gennaio 2012
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come gettare via una carriera
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Richard Kelly con "Donnie Darko" ha prodotto un indubbio capolavoro, che aveva un ulteriore pregio: tutti gli eventi inquietanti ed impossibili alla fine trovavano una loro collocazione logica. Ecco, in questo "The box" questa impostazione è stata completamente ribaltata. Dopo un inizio accattivante, ovvero la proposta di premere un semplice pulsante per guadagnare senza fatica ed "esentasse", come sottolinea un po' fuori luogo il magrittiano sfigurato Frank Langella nel film, un milione di dollari in cambio della morte di uno sconosciuto, mi sarei aspettato quanto meno un patto con il diavolo. Purtroppo non ho letto né prima né dopo il racconto di Matheson, ragion per cui questa mia aspettativa poteva essere anch'essa fuori luogo, ma dal momento in poi in cui Cameron Diaz preme il pulsante il film diventa un susseguirsi di avvenimenti assurdi ed insensati, che scadono a volte nel comico, vedere per credere la scena in cui il maritino Marsden deambula nei corridoi della biblioteca con un codazzo di 5 tizi inebetiti in formazione a cuneo come uno stormo di uccelli migratori.
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Richard Kelly con "Donnie Darko" ha prodotto un indubbio capolavoro, che aveva un ulteriore pregio: tutti gli eventi inquietanti ed impossibili alla fine trovavano una loro collocazione logica. Ecco, in questo "The box" questa impostazione è stata completamente ribaltata. Dopo un inizio accattivante, ovvero la proposta di premere un semplice pulsante per guadagnare senza fatica ed "esentasse", come sottolinea un po' fuori luogo il magrittiano sfigurato Frank Langella nel film, un milione di dollari in cambio della morte di uno sconosciuto, mi sarei aspettato quanto meno un patto con il diavolo. Purtroppo non ho letto né prima né dopo il racconto di Matheson, ragion per cui questa mia aspettativa poteva essere anch'essa fuori luogo, ma dal momento in poi in cui Cameron Diaz preme il pulsante il film diventa un susseguirsi di avvenimenti assurdi ed insensati, che scadono a volte nel comico, vedere per credere la scena in cui il maritino Marsden deambula nei corridoi della biblioteca con un codazzo di 5 tizi inebetiti in formazione a cuneo come uno stormo di uccelli migratori.
L'idea alla base del film è che i protagonisti ed un'intera città (oppure solo gli ingegneri della NASA?) sono sottoposti ad un test controllato da un tizio colpito da un fulmine e resuscitato senza la guancia sinistra. Stupisce che di tutte le coppie coinvolte nel gioco della scatola siano sempre le donne a "strucar el boton", Kelly è un attimino misogino? Odiava sua madre? Come mai non c'era anche Eminem nel film allora? Perché il figlio dei due protagonisti principali viene inabissato nella piscina di un motel e si ritrova nella vasca da bagno di casa sua cieco e sordo? Punizione divina oppure dei marziani che non hanno gradito l'ammartaggio della sonda Viking? Il problema secondo me di Kelly è che ha contratto la sindrome di Shyamalan. Chissà che non sarà proprio Kelly a dirigere il sequel de "L'ultimo dominatore dell'aria".
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filippo catani
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giovedì 10 novembre 2011
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dilemma etico
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Una giovane coppia americana è alle prese con la quotidiana quadratura dei conti. Un giorno improvvisamente si presentano alla loro porta un misterioso pacco con all'interno un pulsante e un vecchio sfigurato. Il vecchio spiega alla coppia che qualora decidessero di spingere il bottone riceverebbero immediatamente la somma di un milione di dollari ma non potranno mai sapere che cosa succederà spingendo il bottone. A loro la scelta.
Buon film di fantascienza che alterna a una trama lineare veri e propri momenti a dir poco onirici. Soprattutto il film (come il racconto da cui è tratto) vuol farci riflettere sull'importanza delle scelte e su quelle dalle quali è difficile tornare indietro.
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Una giovane coppia americana è alle prese con la quotidiana quadratura dei conti. Un giorno improvvisamente si presentano alla loro porta un misterioso pacco con all'interno un pulsante e un vecchio sfigurato. Il vecchio spiega alla coppia che qualora decidessero di spingere il bottone riceverebbero immediatamente la somma di un milione di dollari ma non potranno mai sapere che cosa succederà spingendo il bottone. A loro la scelta.
Buon film di fantascienza che alterna a una trama lineare veri e propri momenti a dir poco onirici. Soprattutto il film (come il racconto da cui è tratto) vuol farci riflettere sull'importanza delle scelte e su quelle dalle quali è difficile tornare indietro. Saremmo capaci di spingere un bottone che potrebbe lanciare per esempio un missile uccidendo varie persone ma rendendo noi ricchi? Il dilemma etico tiene compagnia per l'intera durata del film. Bene la Diaz in un ruolo drammatico.
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pod73
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venerdì 30 settembre 2011
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...prezzo scontato anche in dvd...ora capisco!!!
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Film che ricorda gli episodi de " Ai confini della realtà", ma che non ne ha assorbito in alcun modo l'essenza, non riuscendo a trasmettere alcun senso di inquietudine allo spettatore.
Tutto dovrebbe coinvolgere chi guarda, ed invece risulta solo una gran confusione di eventi mal concepiti...ad esempio sul finale del film (molto banale), la Diaz viene stordita col cloroformio e nella scena successiva la si ritrova a casa che aspetta il marito...ma perchè?chi?come?...insomma a me ha dato l'impressione che il regista non sapesse come far finire sto delirio imbarazzante!!!FERMATELO!!!!
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bergamo73
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sabato 3 settembre 2011
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cosa c'era nella scatola?
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...perchè alla fine nessuno l'ha capito. Alieni? Dio? CIA? Già perchè per identificare chi sono i fantomatici "datori di lavoro" di Langella-Arlington Steward si parla indifferentemente di Lui, Loro o si vede un manuale nel quale l'unica cosa certa è che il test non può essere fatto sui dipendenti della CIA. Allora da un lato la ricostruzione del periodo storico è curata all'inverosimile, più che una carta da parati diviene quasi un'immersione in uno stato d'animo; gli attori sono tutti in linea con i propri personaggi, con una Cameron Diaz stranamente credibile nel ruolo ed un Langella misurato al punto da stridere talmente con la figura fisica da ottenere un risultato supelativo. Dall'altro lato però abbiamo un'idea interessante che si perde in emorragie nasali, semi-zombie nei corridoi di motel con piscine alla Cocoon, babbi natali agli incroci stradali nella notte, vecchi che ti fissano inutilmente e giovanotti che fanno il segno "viva" con le dita!! L'unica cosa certa alla fine è che le donne sono quelle a premere il bottone.
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...perchè alla fine nessuno l'ha capito. Alieni? Dio? CIA? Già perchè per identificare chi sono i fantomatici "datori di lavoro" di Langella-Arlington Steward si parla indifferentemente di Lui, Loro o si vede un manuale nel quale l'unica cosa certa è che il test non può essere fatto sui dipendenti della CIA. Allora da un lato la ricostruzione del periodo storico è curata all'inverosimile, più che una carta da parati diviene quasi un'immersione in uno stato d'animo; gli attori sono tutti in linea con i propri personaggi, con una Cameron Diaz stranamente credibile nel ruolo ed un Langella misurato al punto da stridere talmente con la figura fisica da ottenere un risultato supelativo. Dall'altro lato però abbiamo un'idea interessante che si perde in emorragie nasali, semi-zombie nei corridoi di motel con piscine alla Cocoon, babbi natali agli incroci stradali nella notte, vecchi che ti fissano inutilmente e giovanotti che fanno il segno "viva" con le dita!! L'unica cosa certa alla fine è che le donne sono quelle a premere il bottone...quindi? Più coraggio degli indecisi mariti o moderne "Eva" nella nuova dannazione umana? Troppe domande, nessuna risposta (o quasi).
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enotar 56
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mercoledì 10 agosto 2011
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il titolo è l' unica cosa azzeccata
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Poco da dire e proprio un pacco questo film , il titolo è azzeccato.
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bigdrugo
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giovedì 28 luglio 2011
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criptico e adrenalinico
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Richard Kelly, il papà di Donnie Darko, è sempre criptico nelle sua sceneggiature, The Box non fa eccezione e divide magistralmente il pubblico seduto in poltrona, sempre più scomodo e sempre più dentro il film. The Box è un thriller molto ben diretto e ben interpretato da Cameron Diaz e sopratutto da Frank Langella nella parte del "committente". Thriller che alla fine lascia degli interrogativi, come sempre accade nei film di Kelly.
La storia su cui si basa la sceneggitaura è stata scritta da Richard Matheson, l'autore del romanzo "Io sono leggenda".
Purtroppo al botteghino è stato un fallimento totale.
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darkenry
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giovedì 21 luglio 2011
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un messaggio pessimista.
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Il messaggio che il film vuole darci è proprio che noi umani siamo egoisti e faremmo qualsiasi cosa, anche far del male agli altri, pur di ottenere ciò che ci serve. E' questo ciò che ho appreso da questo film e credo che il messaggio sia molto realistico. Di gente egoista se ne trova tanta in giro.
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giòòòòò
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mercoledì 6 luglio 2011
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rottura del box
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Inizialmente accanisce, "una trama che può tirare su un bel film" pensi.. ma poi quando capisci che la Diaz non cambierà mai espressione qualsiasi cosa succeda, quando senti dire "Dannazione Eterna" e cominci anche a ridere per la banalità e l'inveromilità dei riscontri che sta prendendo la storia, ti sembra quasi di aver cambiato film, SPERI di aver cambiato film per sbaglio. Ma purtroppo non hai sbagliato, la Sceneggiatura è imbarazzante, gli attori increduli di quello che stanno facendo non muovono ciglio, e sempre se non hai già smesso di guardarlo comprendi che per fare soldi al cinema ti mettono un bel trailer in TV, tu corri a vederlo, ed è tutto , tranne quello che ti aspettavi. Squallido
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