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roberto di tommaso
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sabato 21 aprile 2012
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forse è meglio dell'altro.
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Un grande De Niro e una sceneggiatura secondo la migliore tradizione americana rendono questo film bello, coinvolgente e commovente.Roberto Di Tommaso
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chaoki21
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martedì 14 febbraio 2012
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de niro da padre torna a recitare
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Frank (De Niro) gira tutta l'America per far visita a sorpresa ai suoi figli dato che dalla morte della loro madre non riesce più a vederli. Il remake del film di Tornatore si può raccontare con queste poche parole senza andare oltre per non rovinare la visione.Ben fatto e ottimamente reciatato da un De Niro che offre una buona interpretazione ben distante dalle ultime prove commerciali che ne hanno appannato il talento, non sarà un film da ricordare ma di sicuro farà riflettere, chiunque lo veda, sul rapporto che c'è tra un genitore e il figlio. Sia che lo spettatore sia un genitore o sia un figlio o in alcuni casi ricopra entrambi i ruoli.
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Frank (De Niro) gira tutta l'America per far visita a sorpresa ai suoi figli dato che dalla morte della loro madre non riesce più a vederli. Il remake del film di Tornatore si può raccontare con queste poche parole senza andare oltre per non rovinare la visione.Ben fatto e ottimamente reciatato da un De Niro che offre una buona interpretazione ben distante dalle ultime prove commerciali che ne hanno appannato il talento, non sarà un film da ricordare ma di sicuro farà riflettere, chiunque lo veda, sul rapporto che c'è tra un genitore e il figlio. Sia che lo spettatore sia un genitore o sia un figlio o in alcuni casi ricopra entrambi i ruoli. Regia ordinata, musiche melodrammatiche che nel finale cercano di strappare qualche lacrimuccia ben accompagnando alcune immagini e personaggi secondari ben diretti e resi credibili dagli interpreti. Film gobile e consigliato per chi voglia rivedere De Niro in un film che non sia la solita commedia.
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jeffrea
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sabato 7 gennaio 2012
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una sola parola: capolavoro.
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Come al solito, tanta gente che si aspetta di vedere le "paraculate" rimane delusa perchè la storia sembra piatta. Se la gente avesse i valori della famiglia, i valori dei sentimenti, capirebbe la profondità ineguagliabile di questo film. Lacrime inevitabili. Chi AMA la propria famiglia, capisce. Per chi non apprezza... mi spiace per voi.
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pjmix
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lunedì 26 dicembre 2011
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toccante
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Bello e toccante, questo film racconta un po' di verità di ogni famiglia: le piccole bugie quotidiane, dette a fin di bene. Spesso raccontare la verità è troppo difficile, ci troviamo in un vortice di complicazioni rischiando di deludere chi ci vuole bene. In questo caso è l'amore per un padre che porta a mentire, a dire semplicemente "stiamo tutti bene".
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francesco2
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giovedì 10 novembre 2011
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considerazioni sui remake (e non solo)
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Chi ha visto, oltre vent'anni fa, l'omonimo film di Tornatore, può approfittare di questa recensione per qualche considerazione in merito al genere (Parola inappropriata, ma forse no)"Remake". Aggiungendo anche dell'altro, in merito ad un paragone -Senza pregiudizi e moralismi- tra il cinema statunitense e quello europeo.
Chi in questo filmetto -esile, garbato, diretto benino, con un'ultima parte lunga e melensa- prendesse il lato negativo, potrebbe soffermarsi su certe concessioni al cosiddetto "Film a stelle e strisce": perché le reazioni dei passeggeri del treno non mostramno quell'insensibile indifferenza vista nel film del regista bagherese? Tutto viene un pò addolcito, non mancano figur(in)e simpatiche(?) come la vecchietta sorda che ricorda, come l'altro signore nonuagenario, i personaggi di "Svegliati Ned" (Credereste che io, senza sapere che il regista era lo stesso, quando ho visto quest'ultima scena avevo fatto un'associazione tra i due film?)Poi si potrebbe anche, o soprattutto, soffermarsi sul finale diverso.
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Chi ha visto, oltre vent'anni fa, l'omonimo film di Tornatore, può approfittare di questa recensione per qualche considerazione in merito al genere (Parola inappropriata, ma forse no)"Remake". Aggiungendo anche dell'altro, in merito ad un paragone -Senza pregiudizi e moralismi- tra il cinema statunitense e quello europeo.
Chi in questo filmetto -esile, garbato, diretto benino, con un'ultima parte lunga e melensa- prendesse il lato negativo, potrebbe soffermarsi su certe concessioni al cosiddetto "Film a stelle e strisce": perché le reazioni dei passeggeri del treno non mostramno quell'insensibile indifferenza vista nel film del regista bagherese? Tutto viene un pò addolcito, non mancano figur(in)e simpatiche(?) come la vecchietta sorda che ricorda, come l'altro signore nonuagenario, i personaggi di "Svegliati Ned" (Credereste che io, senza sapere che il regista era lo stesso, quando ho visto quest'ultima scena avevo fatto un'associazione tra i due film?)Poi si potrebbe anche, o soprattutto, soffermarsi sul finale diverso. Lì, le considerazioni strappalacrime davanti la tomba della moglie, in un film di suo già strappalacrime e ripetitivo, rappresentevano l'ultimo atto, lasciando un senso di desolazione. Qui la scena viene ripresa, sì, ma solo prima di un finale consolatorio, in cui il padre riesce dove all'inizioa veva fallito, pentendosi di essere stato un genitore eccessivamente ossessivo (Mentre quello dell'originale, forse, era stato più assente) e ribalta il senso della frase originale, cercando di autoconsolarsi in vari modi, secondo ciò che è toccato ai figli.
Guardando il bicchiere mezzo pieno, invece,ci si potrebbe intanto chiedere se, per quanto in una confezione più "holliwoodiana", il film non trasmetta comunque un senso di desolazione: la scena del giovanissimo "Homeless" è anch'essa una pillola di lieve (?) pessimismo sulla società di oggi, anche se vengono edulcorate le scena delle foto in treno mostrataenell'originale. E forse è stato un vantaggio eliminare il sogno ricorrente di Mastroianni, le "foglie dell'albero", e costruire invece una discreta sequenza come quella dei "bambini"
che il padre accusa di avere mentito?(Ma il finale della scena non convince....).
In più, ben selezionata appare la colonna sonora, che aggiunge ad un contesto alle volte povero di idee un tocco di lieve malinconia che però non dissipa (Come
evidenzierà il finale) totalmente la speranza, complice anche il sorriso triste (O la tristezza pseudollegra, piuttosto), presente sul volto dell'attore di "Toro scatenato". Se i figli, nel film di vent'anni fa, se ne stavano da soli fumando una sigaretta, o vivevano
amori clandestini che non avevano il coraggio di confessare, anche qui in uno dei momenti con la Beckinsale (A mio parere deluudente, e non solo in questo film) si percepisce un disagio che la donna cerca di mascherare; stessa sensazione che trasmette il bambino della Barrymoore, tra le migliori del cast. La scena madre in aereo può apparire discutibile, e forse in parte lo è; ma l'originale, dove il padre a tavola apprendeva una notizia così terrificante, era qualcosa di ancora peggiore.
Il finale può essere sicuramente considerato discutibile, oltre che perché consolatorio in quanto eccessivamente prolisso. Ma forse, dando quella che
il protagonista di "Basta che funzioni" definiva una visione d'insieme, la levità a volte inconsistente di certo cinema hollywoodiano è preferibile a certo
"cinema "d'autore" di cosa nostra.
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gionni47
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lunedì 7 novembre 2011
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tornatore ne esce vincitore
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Il film con De Niro, anche se ben interpretato e ben diretto, non supera in qualità il film originale del grande Tornatore, specie se si considera il finale melenso nel più classico stile hollywoodiano. Il film di Tornatore girato dieci anni prima spicca per la forza dell'interpretazione del grande Mastroianni ed ha ben altro spessore. Purtroppo gli americani cercano di imitare, oltre che il parmigiano e la pizza, anche i nostri migliori film.
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hurricane
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venerdì 30 settembre 2011
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mastroianni una spanna sopra a de niro
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Gli do 3 stelle solo per non insultare De Niro, ma Mastroianni campanilismi a parte nelle vesti dello stesso personaggio lo rende uno studente degli "studios".
Magari il tempo trascorso dall'uscita dell'originale lo renderà sbiadito scolorito, poco rispondente all'attualità ma le problematiche famigliari, e la mancanza di rispetto cronica verso la figura del genitore è sempre contemporanea.Il mentire al padre con la scusa di non farlo preoccupare è un insulto ad una delle figure genitoriali che ci ha accompagnati e guidati sin dai primi giorni e questo nei due film arriva allo stomaco come un diretto alla figura.
Sam Rockwell sempre eccellente, avrei evitato la bimba di ET che non ho mai gradito come attrice ma il cast non era cosa mia quindi.
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Gli do 3 stelle solo per non insultare De Niro, ma Mastroianni campanilismi a parte nelle vesti dello stesso personaggio lo rende uno studente degli "studios".
Magari il tempo trascorso dall'uscita dell'originale lo renderà sbiadito scolorito, poco rispondente all'attualità ma le problematiche famigliari, e la mancanza di rispetto cronica verso la figura del genitore è sempre contemporanea.Il mentire al padre con la scusa di non farlo preoccupare è un insulto ad una delle figure genitoriali che ci ha accompagnati e guidati sin dai primi giorni e questo nei due film arriva allo stomaco come un diretto alla figura.
Sam Rockwell sempre eccellente, avrei evitato la bimba di ET che non ho mai gradito come attrice ma il cast non era cosa mia quindi..
Cmq rimane sempre un bel film la riproposizione americana anche se ripeto Matroianni ed il cinema italiano tutto qui posso capire che prendersi una grande rivincita con il cinema a stelle e striscie non è così difficile.
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(di francesco2)
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spaventapasseri
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venerdì 30 settembre 2011
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l'ultimo capolavoro di de niro
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Robert De niro nel film Stanno tutti bene dimostra ancora una volta che cosa sia capce di fare davanti la telecamera ammaliando lo spettatore con le sue impnotiche espressioni che lo hanno reso famoso. La sua interpretazione in questo film è senza alcun dubbio la sua migliore interpretazione degli ultimi dieci anni. Il film (che altro non è se non il remake dell'omonimo film italiano deiretto da Peppuccio Tornatore) conta nel cast anche l'attrice Drew Barrymore gia famosa per aver lavorato al fianco di Ben Stiller e Adam Sandler, da sottolineare anche la partecipazione alla colonna sonora dell'ex Beatle Paul Mccartney. Il film vede Robert De niro nei panni di Frank Goode un operaio in pensione che a seguito della morte della moglie si accorge quanto sia difficile creare un dialogo con i propri figli ormai adulti e lontani da casa.
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Robert De niro nel film Stanno tutti bene dimostra ancora una volta che cosa sia capce di fare davanti la telecamera ammaliando lo spettatore con le sue impnotiche espressioni che lo hanno reso famoso. La sua interpretazione in questo film è senza alcun dubbio la sua migliore interpretazione degli ultimi dieci anni. Il film (che altro non è se non il remake dell'omonimo film italiano deiretto da Peppuccio Tornatore) conta nel cast anche l'attrice Drew Barrymore gia famosa per aver lavorato al fianco di Ben Stiller e Adam Sandler, da sottolineare anche la partecipazione alla colonna sonora dell'ex Beatle Paul Mccartney. Il film vede Robert De niro nei panni di Frank Goode un operaio in pensione che a seguito della morte della moglie si accorge quanto sia difficile creare un dialogo con i propri figli ormai adulti e lontani da casa. Non riuscendo a riunire i propri figli sotto lo stesso tetto neanche in occasione delle feste decide allora di andarli a trovare, cominciando così un lungo viaggio on the road che lo porterà a conoscere veramente i suoi figli e a capire che "non stanno tutti bene".
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gabriella
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domenica 28 agosto 2011
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star bene nella propria pelle
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Premetto che non ho visto il film di Tornatore, quindi non dispongo di termini di paragone, al tempo stesso non ne sono comunque influenzata; è fuori discussione che De Niro è un ottimo attore, come è fuori discussione che negli anni ci ha abituato a ruoli tra i più svariati personaggi sempre pieni di sfumature, di risvolti sia drammatici, inquietanti che umoristici. raramente però ha recitato ruoli sotto le righe come nel film in questione, se andiamo indietro nel tempo c'è da ricordare "lettere d'amore", di Ritt, nella parte di un cuoco analfabeta, o in "Innamorarsi", accanto a Meryl Streep riuscendo a essere convincente e coinvolgente.
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Premetto che non ho visto il film di Tornatore, quindi non dispongo di termini di paragone, al tempo stesso non ne sono comunque influenzata; è fuori discussione che De Niro è un ottimo attore, come è fuori discussione che negli anni ci ha abituato a ruoli tra i più svariati personaggi sempre pieni di sfumature, di risvolti sia drammatici, inquietanti che umoristici. raramente però ha recitato ruoli sotto le righe come nel film in questione, se andiamo indietro nel tempo c'è da ricordare "lettere d'amore", di Ritt, nella parte di un cuoco analfabeta, o in "Innamorarsi", accanto a Meryl Streep riuscendo a essere convincente e coinvolgente.E piace in "Stanno tutti bene"il suo Frank Goode, operaio in pensione, vedovo da qualche mese che non riuscendo a riunire sotto il suo tetto i quattro figli, decide di andare lui stesso a far loro visita, nonostante le sue condizioni di salute non sono delle migliori. Si mette in viaggio, orgoglioso di mostrare la foto dei suoi figli ai passeggeri del treno, decantando i loro successi lavorativi, anche se scoprirà che non è come lui crede e come la moglie gli ha sempre fatto credere, forse per alimentare il suo sogno americano, di compensarlo dai sacrifici fatti per la famiglia dopo una vita dedicata al lavoro. Amy è una pubblicitaria di un certo successo, ma il suo matrimonio è naufragato, Robert non è il direttore d'orchestra che dice di essere, ma solo un percussionista, Rosy non è una ballerina, ma un "croupier"? in un casinò di Las Vegas, inoltre tace al padre l'essere mamma di un bambino piccolo.. solo David, il figlio più difficile dei quattro sembra aver seguito la sua strada, è un artista di quadri, ma di lui non c'è traccia. Frank si rende conto, poco a poco di non aver mai conosciuto veramente i suoi figli, ma di aver sempre preferito raccontarsi la verità che più gli faceva comodo, rimanendo ancorato in un passato che non esiste più, e al ritorno a casa, in aereo verrà colpito da un infarto che servirà a riunire accanto a lui i figli e a far cadere quel muro di bugie e false illusioni ( e apprenderà anche della morte di David per overdose). Anche se la sua non è la perfetta famiglia che lui credeva, avrà la gioia di averla tutta riunita per il Natale, dove finalmente nessuno dovrà fingere di essere qualcun altro.
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luca scialò
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sabato 20 agosto 2011
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nascondere le verità in famiglia
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Frank Googe è un operaio in pensione, vedovo, classico padre che non aveva un grande dialogo con i figli; i quali, preferivano sempre parlare e confidarsi con la madre. Questi ultimi sono quattro e mancano dalla casa paterna dalla morte della madre. Frank vuole organizzare una rimpatriata, ma visto che danno tutti forfait, decide di recarsi a sorpresa da loro. Scoprirà che le loro vite sono diverse da come la moglie gli ha sempre raccontato. Nel caso di David, anche in modo drammatico.
Remake fedele di un omonimo film del 1990 di Tornatore, con un anziano Marcello Mastroianni nei panni del padre, Stanno tutti bene può considerarsi anche più riuscito dell'originale, sebbene insista troppo sulla drammaticità e nel far commuovere i cuori teneri.
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Frank Googe è un operaio in pensione, vedovo, classico padre che non aveva un grande dialogo con i figli; i quali, preferivano sempre parlare e confidarsi con la madre. Questi ultimi sono quattro e mancano dalla casa paterna dalla morte della madre. Frank vuole organizzare una rimpatriata, ma visto che danno tutti forfait, decide di recarsi a sorpresa da loro. Scoprirà che le loro vite sono diverse da come la moglie gli ha sempre raccontato. Nel caso di David, anche in modo drammatico.
Remake fedele di un omonimo film del 1990 di Tornatore, con un anziano Marcello Mastroianni nei panni del padre, Stanno tutti bene può considerarsi anche più riuscito dell'originale, sebbene insista troppo sulla drammaticità e nel far commuovere i cuori teneri. Troppo scontato e sfruttata dal Cinema in termini di contest la scena finale. La storia è comunque credibile e ben costruita, riuscendo a far emergere le verità a poco a poco.
Una scena primeggia su tutte: quella del pranzo in cui Frank rinfaccia ai figli piccoli il fatto che da adulti lo abbiano mentito.
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