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La cucina dell'anima di Fatih Akin

Soul Kitchen scopre il lato comico del regista di La sposa turca.
di Gabriele Niola

Tra musica e cucina

venerdì 11 settembre 2009 - Incontri

Tra musica e cucina
Non è stupido Fatih Akin e conosce bene i meccanismi dei festival. Non a caso ha insistito molto con Marco Muller per ottenere che il suo Soul kitchen fosse programmato nella seconda settimana, perché dopo tanto cinema impegnato e in media raramente efficace una commedia può conquistare con poco i favori del pubblico. In più Soul kitchen può anche contare parecchie frecce al suo arco!
Dotata di un umorismo curioso che incrocia comicità fisica con gag dal grande ritmo sporcate di grottesco, il film riflette la personalità del suo autore: "Mi divertono i classici ma anche il vostro Adriano Celentano o Bud Spencer. Volevo fare un calderone di tutto ma non sapevo se avrebbe funzionato". Funziona e come! Ondeggiando tra Amburgo ("la mia città Natale, il luogo la cui vita volevo mostrare davvero") e la musica black ("Tutti gli immigrati e specie i turchi si identificano con la musica black, da qui il titolo. La musica identifica gli immigrati e Amburgo è la città della black music") per raccontare una storia tra musica e cucina.

Tra Amburgo e Instanbul
Akin è stato noto fino ad ora come il cineasta della mescolanza tedesca. Turco di famiglia ma tedesco a tutti gli effetti, ha realizzato film che sapessero parlare dell'integrazione e dell'immigrazione del suo paese. A metà tra Turchia e Germania, ha sempre trattato temi seri. Ora invece con Soul kitchen si apre, e magnificamente, alla commedia ma senza dimenticare se stesso, tanto che i protagonisti sono greci trapiantati in Amburgo.
"Ho scelto di avere personaggi greci perché la storia è stata scritta assieme al mio protagonista, è la sua storia e lui è greco". Ragionamento stringente, però non si tratta più dello stesso tipo di immigrato dei suoi film precedenti: "I miei eroi del passato si chiedevano "Chi sono? Qual è la mia casa?" questi invece lo sanno quale è casa loro: è il posto dove sono nati. E questa è una delle cose che più mi premeva raccontare".
Quindi ora qual è il suo rapporto con la Turchia?
La amo, lì ci sono i miei familiari però io sono nato e cresciuto ad Amburgo. Non aspiro ad arrivare ad Instanbul. Se voglio prendo un aereo e ci vado ma non lo faccio. La amo ma non la sento mia.
Eppure rimane sempre in contatto con la cultura turca che è presente in Germania. L'episodio del terapista soprannominato Spezzaossa che è nel film è vero?
Si, mio padre me lo consigliò quando avevo un problema e mi ha salvato proprio con lo strano sistema che vedete nel film! Addirittura i dottori mi hanno chiesto come ci fosse riuscito!.
In Turchia come la vedono?
Mi considerano turco. Nella stessa maniera con la quale noi consideriamo ancora film tedeschi quelli che Werner Herzog fa in America. Sono contento che sia così, alla fine viviamo in un mondo globalizzato e sarebbe stupido fare differenze.

Commedia d'amore
Soul kitchen in fondo è una commedia d'amore ma su tanti tipi di amore non solo quello tra esseri umani. C'è quello per la cucina, quello per la musica e quello per i luoghi.
Innanzitutto, lei cucina?
A dire il vero non sono un grande cuoco. I grandi cuochi che conosco, quelli eterosessuali intendo, cominciano a farlo per impressionare le ragazze e io volevo imparare per questo motivo ma non ci sono mai riuscito!.
Come avete scelto allora il tipo di cucina da far cucinare al grande cuoco del film?
E' stato difficile. Però ad un certo punto ho trovato un libro di Isabelle Allende che parla delle ricette che eccitano chi mangia e mi ha ispirato. In mezzo c'è anche una pietanza turca, perché l'attore che fa il cuoco voleva una scena in cui la prepara.
L'altro grande amore del film è la musica che permea molte scene e dà il titolo al film, però Soul kitchen dei Doors non è presente nella colonna sonora: "Originariamente avrebbe dovuto esserci, solo che i diritti erano costosissimi. Già il resto dei brani ci sono costati tantissimo, ma Soul kitchen ci sarebbe costata quanto tutto il resto. E poi quello che mi importava davvero era il sound di Amburgo e lì si ascolta tanto soul. Io amo quella musica anche perché è la vera musica della mia città".
Lei frequentava i locali che si vedono nel film vero?
Si. La mia generazione sta invecchiando, da giovane facevo festa 5 giorni a settimana e prendevo tutte le droghe che volevo, ora invece non posso strapazzarmi troppo perché altrimenti il giorno dopo sto a pezzi. Dunque era importante per me fare un film che catturasse questo stile di vita e i suoi luoghi finchè me li ricordo.
Il terzo amore del film è per Amburgo e i suoi luoghi.
Si, si può dire che tutto il film è un omaggio alla mia città natale. Ci vivo ma ho sempre girato in tanti altri posti. Amburgo è la città dove c'è l'asilo dei miei figli, il posto dove pago le mie tasse ed è assurdo che non ci faccia anche i film. Ci ho ambientato solo il mio primo film e metà di La sposa turca (che però è considerato un film da Instanbul), così ho dovuto capire come riscoprire la mia città. Ho colto anche l'occasione per immortalare molti posti che non esisteranno più perchè la città sta cambiando molto in fretta.

Gallery


Birol Ünel Altri nomi: (Byrol Uenel ) (56 anni) 18 agosto 1961, Silifke (Turchia) - Leone. Interpreta Lo chef Shayn Weiss nel film di Fatih Akin Soul Kitchen.
Tra Amburgo e Instanbul
Moritz Bleibtreu (46 anni) 13 agosto 1971, Monaco di Baviera (Germania) - Leone. Interpreta Illias Kazantsakis, il fratello di Zinos nel film di Fatih Akin Soul Kitchen.
Commedia d'amore
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