|
|
francesco2
|
mercoledì 30 marzo 2011
|
una kitchen senza stories
|
|
|
|
Modesta coproduzione, presa in concorso a Venezia dove è stata addirittura premiata dopo avere ricevuto un'accoglienza non so quanto calorosa, che mettendo in scena un umorismo grottesco con venature kusturiciane( Si pensi alla scena in cui un fratello chiede all'altro:"Io sono qui, ma tu perché non sei in Cina?")incasella una serie di siparietti ed ossessioni dell'uomo contemporaneo, come l'amore virtuale tramite Skype o la globalizzazione, che sembra far scomparire le nostre radici più autentiche
ma dove ci sentiamo anche più orgogliosi della nostra specificità, quanto e forse più di prima, anche e soprattutto per un "Greco di Germania" come il protagonista. Relativamente pochi gli spunti veramente curiosi, ad esempio il finto amico che cerca di mettere le mani sul tuo locale non aggiunge nulla, come anche la "Fidanzata" che all'improvviso non chiede più al protagonista di partire, per poi tornare lì causa l'improvvisa morte della nonna.
[+]
Modesta coproduzione, presa in concorso a Venezia dove è stata addirittura premiata dopo avere ricevuto un'accoglienza non so quanto calorosa, che mettendo in scena un umorismo grottesco con venature kusturiciane( Si pensi alla scena in cui un fratello chiede all'altro:"Io sono qui, ma tu perché non sei in Cina?")incasella una serie di siparietti ed ossessioni dell'uomo contemporaneo, come l'amore virtuale tramite Skype o la globalizzazione, che sembra far scomparire le nostre radici più autentiche
ma dove ci sentiamo anche più orgogliosi della nostra specificità, quanto e forse più di prima, anche e soprattutto per un "Greco di Germania" come il protagonista. Relativamente pochi gli spunti veramente curiosi, ad esempio il finto amico che cerca di mettere le mani sul tuo locale non aggiunge nulla, come anche la "Fidanzata" che all'improvviso non chiede più al protagonista di partire, per poi tornare lì causa l'improvvisa morte della nonna. Anche Lucia, personaggio più stravagante che poteva essere più approfondito con la sua vita sregolata (Vive in una casa che non è "sua"), lascia un pò delusi. Quanto all'interesse per la cucina, è superiore quella del curioso "La finestra di fronte", film non brutto di Ozpetek; in ogni caso, non è un gran complimento. E pensare che "Ai confini del paradiso" mi aveva veramente commosso.
Se non mi pento di averlo visto, e dico "Se", è proprio perché sono un appassionato di cinema e per l'ironia del regista che fa capolinea in certe situazioni, come la scena del funerale, magari un pò calcata, e quella della "Rapina" in cui l'uomo soffre di ernia. Il finale, ha detto qualcuno, vorrebbe esprimere anch'esso affetto per la cucina. Boh.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
violationdomain
|
domenica 27 febbraio 2011
|
consigliato
|
|
|
|
|
|
|
|
[+] lascia un commento a violationdomain »
[ - ] lascia un commento a violationdomain »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jaky86
|
mercoledì 23 febbraio 2011
|
cucina a ritmo di soul
|
|
|
|
Akin si conferma uno dei registi più interessanti del panorama del cinema tedesco, ambientando ad Amburgo la storia di uno squattrinato cuoco di origine greca che gestisce un ristorante (un capannone) servendo surgelati e birre.
L'incontro con un sofisticato e bizzarro cuoco rinnoverà totalmente il locale e l'uscita di prigione del fratello lo porterà a vivere una serie di avventure. Commedia tutta da vedere e da gustare con picchi di comicità irresistibili (la festa che si trasforma in orgia grazie al dolce afrodisiaco!). Colonna sonora trascinante, ovviamente soul!
|
|
|
[+] lascia un commento a jaky86 »
[ - ] lascia un commento a jaky86 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vipera gentile
|
lunedì 21 febbraio 2011
|
una commedia divertente
|
|
|
|
Un uomo si dedica con entusiasmo e devozione al suo ristorante situato in un caseggiato fatiscente della periferia londinese dove cucina per un gruppo affezionato di clienti. E' fidanzato con una giornalista che si trasferisce in Cina per lavoro. Rimasto solo, incontra casualmente un nuovo amore e uno chef dal carattere esuberante; lo assume. Il locale diventerà redditizio e una preda ambita. Ben caratterizzati i personaggi, talvolta le scene sono eccessive.
Molto divertente.
|
|
|
[+] lascia un commento a vipera gentile »
[ - ] lascia un commento a vipera gentile »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
notedo
|
venerdì 3 dicembre 2010
|
film simpaticamente trasgressivo
|
|
|
|
Akin,giovane regista sicuramente da tenere d'occhio,ha girato un film diverso,un film vacanza che ci parla di lui (autobiografico),dei suoi vagabondaggi nelle realtà notturne di una Amburgo che immaginiamo grigia ma che viene magnificamente colorata dalla sua narrativa. Akin,forse il principale regista tedesco di oggi,magnifico frullatore di situazioni ,capace di porre in modo magistrale la macchina da presa,con questo film ha messo in opera,nella sua semplicità,una felice operazione cinematografica. A mio avviso,meritati gli applausi al festival del cinema di Venezia.
|
|
|
[+] lascia un commento a notedo »
[ - ] lascia un commento a notedo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
reservoir dogs
|
martedì 9 novembre 2010
|
il cibo che nutre anima e corpo
|
|
|
|
La vita di Zinos il proprietario del Soul Kitchen, un ristorante, non sembra aver preso la via giusta infatti la ragazza vuole partire per la Cina, il fratello gli chiede un lavoro fittizio per avere i domiciliari, il fisco lo cerca perchè ha evaso col ristorante, una vecchia conoscenza tenta di comprargli il ristorante e il terreno circostante per farci un centro commerciale e come se non bastasse gli è venuta fuori un ernia.
Attraverso il suo amore per il cibo e la musica e quindi in un certo senso anche per la vita, Zinos riuscirà a risolvere i suoi problemi uno alla volta.
Un film che abbraccia a pieno il culto del nutrire l'anima e il corpo attraverso il cibo, la vita di Zinos cambia, forse migliora quando prende coscenza di questo.
[+]
La vita di Zinos il proprietario del Soul Kitchen, un ristorante, non sembra aver preso la via giusta infatti la ragazza vuole partire per la Cina, il fratello gli chiede un lavoro fittizio per avere i domiciliari, il fisco lo cerca perchè ha evaso col ristorante, una vecchia conoscenza tenta di comprargli il ristorante e il terreno circostante per farci un centro commerciale e come se non bastasse gli è venuta fuori un ernia.
Attraverso il suo amore per il cibo e la musica e quindi in un certo senso anche per la vita, Zinos riuscirà a risolvere i suoi problemi uno alla volta.
Un film che abbraccia a pieno il culto del nutrire l'anima e il corpo attraverso il cibo, la vita di Zinos cambia, forse migliora quando prende coscenza di questo.
Nella scena finale infatti, il protagonista prepara una cena con i fiocchi per la sua fisioterapista, la sua probabilmente futura fidanzata: il connubio tra "anima" e "corpo".
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a reservoir dogs »
[ - ] lascia un commento a reservoir dogs »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nigel mansell
|
giovedì 28 ottobre 2010
|
poi potresti pensare che tutto è possibile
|
|
|
|
Poi potresti pensare che tutto è possibile, uscito dal cinema vedi il mondo migliore, ti mette di buon umore. Ottima musica, fotografia sognante specialmente la vista dei canali, attori con visi e movenze azzeccatissimi. Se vogliamo c'è anche il classico vecchietto del west, solo che qui è un burbero marinaio greco, Socrates; ma le trovate sono moltissime e tutte divertenti come le personalità dei personaggi tratteggiate con cura. Una cura per il buonumore.
|
|
|
[+] lascia un commento a nigel mansell »
[ - ] lascia un commento a nigel mansell »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
carlita
|
mercoledì 29 settembre 2010
|
giusti gli ingredienti sbagliate le dosi
|
|
|
|
Amore cibo e sesso. Questi gli ingredienti del fim. I presupposti sono buoni, forse troppo per riuscire a non deludere uno spettatore con le aspettative degne di tali ingredienti. Ottima la scelta della città multietnica dove i personaggi sono cittadini di un mondo che sembra non avere limitazioni raziali. E' forse il titolo a tradire le speranze di uno spettatore che si aspetta qualcosa di meno catostrofico e più intenso? La tematica della cucina poteva essere ampliamente più sviluppata, soprattutto pensando a quel filo immaginario ma potentissimo che la lega al sesso. Quest'ultimo è lasciato al suo destino, relegato a poche scene per poi essere dimenticato.
[+]
Amore cibo e sesso. Questi gli ingredienti del fim. I presupposti sono buoni, forse troppo per riuscire a non deludere uno spettatore con le aspettative degne di tali ingredienti. Ottima la scelta della città multietnica dove i personaggi sono cittadini di un mondo che sembra non avere limitazioni raziali. E' forse il titolo a tradire le speranze di uno spettatore che si aspetta qualcosa di meno catostrofico e più intenso? La tematica della cucina poteva essere ampliamente più sviluppata, soprattutto pensando a quel filo immaginario ma potentissimo che la lega al sesso. Quest'ultimo è lasciato al suo destino, relegato a poche scene per poi essere dimenticato. Direi che il sale del filmè senzaltro l' amore, a volte amaro, a volte inaspettato, ma sempre adatto a portare il lieto fine che piace tanto a quei sostenitori di un romanticismo, oramai, ahimè, divenuto pura fantasia!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a carlita »
[ - ] lascia un commento a carlita »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dario
|
lunedì 2 agosto 2010
|
commediola
|
|
|
|
E' una piccola commedia che non riesce a prendere quota. La gradevolezza è garantita da un buon taglio cinematografico, ma i tipi sono stereotipi e la vicenda, a zig zag, è molto banale. La trascuratezza vorrebbe essere un segno di originalità e di disinvoltura in barba alla seriosità della vita, ma diventa presto una innocua puntura al sistema con contorno di buona musica, tutto sommato allineata. Recitazione soft in tutti i sensi.
[+] altro che "commediola"
(di leon80)
[ - ] altro che "commediola"
|
|
|
[+] lascia un commento a dario »
[ - ] lascia un commento a dario »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
audreyandgeorge
|
martedì 27 luglio 2010
|
soul kitchen, il cibo che fa ridere l'anima!
|
|
|
|
Una commedia vincitrice del Premio Speciale della Giuria alla 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia che sembra nata per questo blog: tutto gira intorno al cibo e non importa se siamo ad Amburgo e il cuoco di origine greca Zinos non è sicuramente Vissani, ma il risultato è simpatico, furbo, pulp, soul, anni 70 e molto divertente.
Se devo dirla tutta, i primi minuti la grande somiglianza del protagonista con l'ultimo vincitore del grande fratello mi tratteneva da un coinvolgimento totale, ma poco dopo il giovane regista turco-tedesco Fatih Akin (già autore di una grande prova nel 2004 con la Sposa Turca) convince e dimostra tutto il suo talento; si respira la cultura multi etnica di un regista ironico che non dimentica le sue origini.
[+]
Una commedia vincitrice del Premio Speciale della Giuria alla 66° edizione del Festival del Cinema di Venezia che sembra nata per questo blog: tutto gira intorno al cibo e non importa se siamo ad Amburgo e il cuoco di origine greca Zinos non è sicuramente Vissani, ma il risultato è simpatico, furbo, pulp, soul, anni 70 e molto divertente.
Se devo dirla tutta, i primi minuti la grande somiglianza del protagonista con l'ultimo vincitore del grande fratello mi tratteneva da un coinvolgimento totale, ma poco dopo il giovane regista turco-tedesco Fatih Akin (già autore di una grande prova nel 2004 con la Sposa Turca) convince e dimostra tutto il suo talento; si respira la cultura multi etnica di un regista ironico che non dimentica le sue origini.
La storia conduce sempre al "Soul Kitchen", il vero protagonista, il ristorante di Zinos che ogni sera propone ai propri clienti abituali piatti per palati "coraggiosi".
La location è una ex fabbrica nei sobborghi di Amburgon e il protagonista si trova coinvolto in due eventi cruciali della sua vita: la crisi con la sua ragazza e il fratello appena uscito di galera... La svolta arriva con il nuovo chef, l'irresistibile Birol Uenel che nutre l'anima con i suoi piatti, che non cucina ma crea, che trasmette passione e anche troppa dedizione al suo lavoro..
La sensazione che si prova appena finito il film è un terribile dolore di schiena ma questo è un caso di pura immedesimazione... lo comprende solo chi segue Zinos per tutto il film.
Vale la pena soffermarsi sui dettagli grafici e la splendida musica soul anni '70....se volete un "assaggio" visitate www.nonsolopizzaecinema e scoprirete meglio la ricetta che ci consiglia il regista!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a audreyandgeorge »
[ - ] lascia un commento a audreyandgeorge »
|
|
d'accordo? |
|
|
|