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Sotto il Celio Azzurro |
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Un film di Edoardo Winspeare.
Documentario,
durata 80 min.
- Italia, Francia 2009.
- Fabulafilm
uscita venerdì 30 aprile 2010.
MYMONETRO
Sotto il Celio Azzurro
valutazione media:
2,75
su
9
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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![]() Winspeare torna ad occuparsi di infanzia con un documentario molto particolare |
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Gabriele Niola
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Nel parco Celio, uno dei luoghi più tradizionali di Roma, sorge l'asilo "Celio Azzurro", un luogo fuori dal comune nel quale vengono accettati unicamente bambini da famiglie indigenti, dando la priorità a quelle immigrate. Come tutte le istituzioni della sua tipologia l'asilo Celio Azzurro arranca, potendo contare unicamente sul sovvenzionamento statale (sempre decrescente nel corso dei venti anni di esistenza del centro), e vive del continuo contrasto tra la passione di chi ci lavora e la difficoltà di mandarlo avanti. Non è chiaro quanto ancora possa sopravvivere, nemmeno i suoi fondatori lo sanno, intanto continua ad accogliere bambini e ad accompagnarli nel processo di integrazione e inserimento nella società.
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Giochiamo all'asilo con Winspeare al Celio azzurro
di Silvana Silvestri Il Manifesto
Visto in anteprima nella sezione «Extra» del Festival di Roma esce oggi nelle sale il racconto di un'esperienza diversa dal solito, un esempio d'eccellenza italiana. Lo sguardo non comune di Edoardo Winspeare entra nell'asilo multietnico del Celio (da cui il gioco di parole del titolo) frequentato dai figli di famiglie di immigrati e di intelletuali, registi e attori che abitano nella zona di piazza Vittorio. La cooperativa che gestisce l'asilo è un esempio di come non tutto è perduto in questo paese e di come, a dispetto dell'intolleranza che la cronaca ci offre ogni giorno, vivere in una società più civile sia ancora possibile. » |
di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano
Una scuola modello: in Italia, quindi a rischio estinzione. La racconta Edoardo Winspeare (Galantuomini), che compie una civile e documentaristica incursione nel Celio Azzurro, scuola materna romana all'avanguardia, quella del dialogo multiculturale. Dice un'ex alunna che il Celio "è un pezzettino di Paradiso sulla Terra": non è retorica, ma resistenza. Alle logiche culturali ed educative della "normalizzazione" armata: perché se grandi si diventa, tolleranti s'impara. Da piccoli, grazie a buoni - e coraggiosi - maestri. » |
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Una bella realtà che dà sui nervi
di Roberta Ronconi Liberazione
La prima reazione che ci scatena la visione di "Sotto il Celio azzurro" è una incontenibile incazzatura. Per una serie di motivi. Il primo è che siamo state mamme e - a suo tempo - non riuscimmo ad entrare al Celio Azzurro. Forse perché non eravamo di zona, forse perché non avevamo i requisiti "di censo" (troppo ricchi?), forse altro, non ricordiamo. Già allora - nel 1996 - il Celio Azzurro era l'asilo più famoso tra le mamme "alternative" della capitale, quelle attente, quelle che «a me non mi fregano», quelle che assieme al papà, mentre il pargolo era ancora nella pancia, si ripromettevano di fare tutto il possibile, per lui. » |
A scuola di civiltà multietnica
di Paolo D'Agostini La Repubblica
Il salentino cosmopolita Winspeare porta il suo sguardo modernamente deamicisiano, pieno di premure e attenzioni da buon prodotto cinematografico ma davvero in punta di piedi e con una regia "invisibile", dentro una scuola materna romana. Ma una scuola molto speciale. Si tratta di un esperimento che da vent'anni si batte contro innumerevoli difficoltà e diffidenze nell'affermare un modello educativo fondato sul dialogo interculturale. Cioè sulla convivenza di bambini e famiglie provenienti da ogni parte del globo. » |
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