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Ricky: effetto infanzia

Arriva in sala il nuovo film di François Ozon, storia di un'infanzia fantastica che mette le ali.

 
8 donne e un angelo
8 donne e un angelo
lunedì 5 ottobre 2009 di Marzia Gandolfi

8 donne e un angelo
Glaciale o rovente, (melo)drammatico o ironico, sotto la sabbia o bagnato in piscina, il cinema di François Ozon, è molto personale, difficile da etichettare, difficilmente inquadrabile. Autore di numerosi corti e prolifico enfant terrible del cinema francese, esordisce in lungo nel 1998 con il provocatorio Sitcom seguito da Les amants criminels, mai distribuito in Italia. Artista poliedrico e discontinuo, singolare e inarrestabile, adatta per il cinema Gocce d'acqua su pietre roventi, un'opera teatrale scritta a diciannove anni da Rainer Werner Fassbinder (mai allestita o filmata dal maestro tedesco) e omaggia la suspense e le atmosfere di Sir Alfred Hitchcock con Swimming Pool. Esponente del cinema d'autore Ozon si lascia sedurre dagli stilemi e dalla forza espressiva del genere, di cui Angel è l'esempio più evidente e riuscito, conservando un certo rigore, sperimentando le forme più varie del già visto, scongiurando il pastiche postmoderno. Uno dei piaceri del suo cinema nasce dal riconoscimento del modello del cinema classico, elaborato criticamente e nostalgicamente, che diventa criterio e misura per raccontare il nostro rapporto col mondo, le rappresentazioni dei nostri desideri che finiscono per scontrarsi con la realtà o addirittura per non incontrarla nemmeno. Quella di Ozon è una recherche, il muoversi dentro il tempo che si perde dietro l'amore e indietro nell'amore (Cinq fois deux), un tempo della narrazione e della memoria disseminato di segni che raccontano le contrastate vicende di amori impossibili (Angel), di amori possibili, di amori perduti nel tempo e nel mare (Sotto la sabbia), di tempo perduto ad amare (Gocce d'acqua su pietre roventi). Il cinema di Ozon, dal mare (centrale in Sotto la sabbia e "terminale" nel Tempo che resta) alla piscina, passando su pietre roventi e attraverso un cancello innevato, è "vita che ha vissuto e vita che ha sognato". Come ogni sua femmina folle, da Ludivine Sagnier a Emmanuelle Béart, da Charlotte Rampling a Catherine Deneuve, da Romola Garai a Valeria Bruni Tedeschi, da Isabelle Huppert a Fanny Ardant, il suo cinema promette (e mantiene) pulsioni anarchiche, prospettive tragiche, siparietti musical, spettacolo della vita, teatro dello straniamento, set del melodramma e ancora lacrime, palpiti, applausi.

Angel(o)
Si chiama Kate la nuova donna di François Ozon, operaia di giorno e mamma di sera (di Lisa), innamorata perdutamente dell'amore e di Paco da cui nascerà Ricky, il suo angelo biondo. Perché Ricky è magico come tutti bambini ma solo lui ha le ali e solo lui può volare così in alto. Liberamente ispirato al racconto di Rose Tremain, "Moth", Ricky è un prodigio che coniuga la cronaca al fiabesco. L'eccezionalità e la singolarità del bambino di Kate lo rendono preda facile e ideale della stampa, ansiosa di dare in pasto alla morbosità della gente "lo strano caso" del bambino volante. Nella realtà ordinaria di una famiglia proletaria penetra lo straordinario, proiezione forse di una bambina trascurata o di una madre "in attesa". Per Lisa, Ricky è la sfera sognante dentro cui si rifugia per sfuggire la durezza del reale, per Kate è una creatura speciale da condividere col mondo e da cui prima o poi dovrà separarsi. Giunto al suo decimo lungometraggio, l'autore francese sceglie la maternità, l'infanzia e un piccolo, piccolissimo interprete. È lui a riempire il film e a incarnare la condizione umana che ha avuto nel cuore Truffaut, un altro francese, un altro François. Anche Ozon ha compreso bene che ogni bambino aspira alla protezione ma allo stesso modo anela all'indipendenza, che è il suo sogno, il suo volo, appunto, il suo stato naturale.

In foto:
Sergi López (Sergi López) (46 anni) 22 Dicembre 1965, Barcellona (Spagna) - Capricorno
Interpreta Paco nel film di François Ozon Ricky - Una storia d'amore e libertà. Al cinema da venerdì 9 ottobre 2009.
Sergi López
Ricky - Una storia d'amore e libertà Un melodramma sociale tra Ken Loach e Cantet che si trasforma in una storia grottesca e fantastica
Ricky - Una storia d'amore e libertà

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(mymonetro: 3,07)
Quando Katie, una donna ordinaria, incontra Paco, un uomo ordinario, qualcosa di magico e di miracoloso avviene: una toria d'amore. Dalla loro unione nascerà un bimbo straordinario : Ricky.
Angel(o)
Angel(o)
In foto:
Arthur Peyret
Interpreta Ricky nel film di François Ozon Ricky - Una storia d'amore e libertà. Al cinema da venerdì 9 ottobre 2009.

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Data rilevazione: 04/02/2012
Ricky - Una storia d'amore e libertà | Indice

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