|
|
paride86
|
mercoledì 15 febbraio 2012
|
insulso
|
|
|
|
Lento, monocorde e insignificante, sia nella trama che nello spessore dell'inutile protagonista, oscurato dai personaggi di contorno.
Non mi è piaciuta nemmeno la fotografia, spenta e sonnolenta come tutto il film, de resto.
Per Ivory un clamoroso flop.
[+]
Lento, monocorde e insignificante, sia nella trama che nello spessore dell'inutile protagonista, oscurato dai personaggi di contorno.
Non mi è piaciuta nemmeno la fotografia, spenta e sonnolenta come tutto il film, de resto.
Per Ivory un clamoroso flop.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paride86 »
[ - ] lascia un commento a paride86 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nalipa
|
mercoledì 30 marzo 2011
|
ivory é quasi sempre una garanzia
|
|
|
|
Nel caso di "Quella sera dorata" lo é stato!
Uno studente vuole scrivere la biografia di uno scrittore leggendario, ma si trova davanti a molti problemi per via degli strani personaggi componenti la famiglia del letterato. Questi, almeno in parte non sembrano voler consentire la stesura della biografia....ma nello svolgersi della vicenda accadrqanno fatti e conseguenti mutamenti nella vita di tutti..
.
E' un film bellissimo, i personaggi sono delineati in modo preciso e i dialoghi sono perfetti.
Grandissima performance di Hopkins che indora la pellicola con la sua presenza e il suo sguardo!
|
|
|
[+] lascia un commento a nalipa »
[ - ] lascia un commento a nalipa »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ipno74
|
domenica 27 febbraio 2011
|
bentornato mr. ivory
|
|
|
|
Sempre straordinario Ivory quando gira un film e questo è elegante e delicato, ha il sapore dei vecchi film in bianco e nero di una volta.
Storia di un uomo che deve fare una biografia di uno scrittore in Uruguay, ma si trova invece a crescere emotivamente e psicologicamente.
La sua ragazza è più una madre per lui, pensa per lui e agisce per lui, ma in questa villa sperduta nei boschi si innamora ed inizia a pensare con la propria testa.
Questo non è un film che lascia il segno nella memoria ma è godibile fino alla fine.
Bravissimi tutti gli attori.
|
|
|
[+] lascia un commento a ipno74 »
[ - ] lascia un commento a ipno74 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dario
|
giovedì 30 dicembre 2010
|
irritante
|
|
|
|
La patina non è certo sufficiente. Ivory fa flop, aiutato da una sceneggiatura senza idee, da dialoghi demenziali e da una presunzione di fondo che irrita. Qui Ivory sembra il peggior Antonioni e riesce ad essere ancora più noioso. Un pasticcio dall'inizio alla fine, una matassa che non si sbroglia - che nessuno vuole sbrogliare - e personaggi che sono la quintessenza della caricatura. Letteratura trattata come spazzatura (verbosa e citazionista). Lungaggini, terrore che il film non finisca più. Una pugnalata al cinema. Basta con queste manfrine!
|
|
|
[+] lascia un commento a dario »
[ - ] lascia un commento a dario »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
astromelia
|
lunedì 22 novembre 2010
|
quel che resta di...hopkins
|
|
|
|
film a tratti lento,didascalico,l'attore quasi irriconoscibile,perfetto nelle sue consuete recitazioni,e proprio nella recitazione è il punto di forza di questo film.
|
|
|
[+] lascia un commento a astromelia »
[ - ] lascia un commento a astromelia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
cavalierigianni
|
mercoledì 27 ottobre 2010
|
uhaoo
|
|
|
|
Film elegante alla Ivory, ben fatto, mai noioso, interpreti tutti superbi. La Gainsbourg è roba da oscar. Soldi spesi bene, esci con la bocca buona. 8,5
|
|
|
[+] lascia un commento a cavalierigianni »
[ - ] lascia un commento a cavalierigianni »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
flora clara
|
sabato 23 ottobre 2010
|
due ore piacevolissime!!
|
|
|
|
mi è piaciuto moltissimo!! il film è una poesia...atmosfere sospese..ambientazione perfetta...dialoghi e sceneggiatura scivolano magistralmente...bravi attori e regista!!!
|
|
|
[+] lascia un commento a flora clara »
[ - ] lascia un commento a flora clara »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
olgadik
|
mercoledì 20 ottobre 2010
|
eleganza e letteratura
|
|
|
|
Il film è elegantemente noioso se non fosse che ad animarlo provvedono attori di indubbio talento e mestiere tale da sembrare a loro pieno agio (anche troppo). E’ il caso di Anthony Hopkins che si divide tra thriller senza più sorprese (Hannibal et similia) e ironie sottili e discrete, come in Cosa resta del giorno dello stesso regista. Nelle ultime cose infatti il maturo attore recita nell’ambito di questi due ruoli, che si direbbe ormai facciano parte di lui. In Quella sera dorata gli basta un bicchiere in mano per aderire al personaggio, in coppia con Laura Linney nella parte di una mediocre artista, isolata in modesti rancori e apparenti distacchi che mettono la sordina alla sua infelicità più profonda.
[+]
Il film è elegantemente noioso se non fosse che ad animarlo provvedono attori di indubbio talento e mestiere tale da sembrare a loro pieno agio (anche troppo). E’ il caso di Anthony Hopkins che si divide tra thriller senza più sorprese (Hannibal et similia) e ironie sottili e discrete, come in Cosa resta del giorno dello stesso regista. Nelle ultime cose infatti il maturo attore recita nell’ambito di questi due ruoli, che si direbbe ormai facciano parte di lui. In Quella sera dorata gli basta un bicchiere in mano per aderire al personaggio, in coppia con Laura Linney nella parte di una mediocre artista, isolata in modesti rancori e apparenti distacchi che mettono la sordina alla sua infelicità più profonda. E poi ci sono i più giovani interpreti, come Charlotte Gainsbourg, bruttina ed espressivamente essenziale, nella figura di ragazza madre dolce ma decisa. La giovane si sente attratta dallo studioso suo coetaneo (Omar Metwally), piombato in quel piccolo gruppo di persone e in quel piccolo ammaliante paese sudamericano, l’Uruguay. Questi, per avere un ambita borsa di studio, è deciso a scrivere una biografia su Jules Gund, autore di un solo romanzo e morto suicida, elementi che gli hanno creato intorno, probabilmente a torto, un’aureola di mistero. Lo scrittore era legato da vincoli parentali o familiari ai personaggi sopra nominati in quanto rispettivamente marito, amante e fratello. C’è poi un quarto protagonista unito da un rapporto tra il filale e l’omosessuale all’anziano fratello del morto (Anthony Hopkins), il quale si prende cura delle terre di famiglia per uscire dall’immobilismo umano ed economico in cui la scomparsa dello scrittore ha precipitato gli altri membri della famiglia. Per il suo fedele amante egli progetta un futuro di tranquillità che alla fine troverà la sua realizzazione. Quando il giovane ricercatore arriva nella casa uruguayana, dove si vive in una consolidata monotonia e insignificanza, la sua presenza funziona inconsciamente da detonatore delle dinamiche fino allora velate. Poco a poco anche lui cambierà la sua vita, a contatto con una realtà diversa, innamorandosi della giovane mamma e stabilendosi in Uruguay. Mentre la vedova di Gund cambia domicilio a sua volta per un nuovo amore, il fratello del morto tiene per sé la conduzione degli affari nel ranch che prospera e si espande. Tutti diventano alla fine coscienti del fatto che a tenerli insieme era la memoria legata al misterioso autore, che è meglio lasciare nel suo mistero. Il tutto è raccontato senza scosse, con dolori non drammatizzati ma di cui si tratta con signorile disinvoltura e un po’ di whisky in più sullo sfondo di una natura assorbente e decadente. Qua e là una spruzzatina di humour garbato che fa pensare al Cechov dei racconti.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a olgadik »
[ - ] lascia un commento a olgadik »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
ralphscott
|
martedì 19 ottobre 2010
|
gracile
|
|
|
|
Ivory viaggia ben lontano da passati capolavori girati con Mr. Hopkins,ma anche dalla riuscita di un film che,fatto salvo alcune inquadrature affascinanti,stenta a coinvolgere lo spettatore. Il carisma ed il fascino di alcuni protagonisti,come la deliziosa Laura Linney,salvano dagli sbadigli ed accendono l'interesse per una storia,altrimenti,irrisolta.
|
|
|
[+] lascia un commento a ralphscott »
[ - ] lascia un commento a ralphscott »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paola alex
|
lunedì 18 ottobre 2010
|
la vita è destino o volontà
|
|
|
|
L'estetica e l'atmosfera è quella abituale di James Ivory, che "scrive" i suoi film con la fedeltà al testo e a sé stesso. Un'atmosfera sospesa, dove, salvo un personaggio, Deidre, la fidanzata del protagonista, gli altri sembrano sospesi in un cerchio magico, in cui sono capitati per caso. Peraltro la sicurezza al limite della sicumera della petulante fidanzata è descritta fino all'ultima scena con toni pesanti di aperta antipatia.
Omar arriva in questo luogo remoto dell'Uruguay per strappare il consenso a scrivere la biografia di uno scrittore "di un solo romanzo" alla sua strana famiglia, composta dalla moglie insoddisfatta, dall'amante giovane e fragile da cui ha avuto una deliziosa bambina, dal fratello omosessuale ed il di lui amante/compagno della vita, che ha portato adolescente a condividere una vita reclusa, scelta dai genitori dello scrittore, in fuga dal nazismo.
[+]
L'estetica e l'atmosfera è quella abituale di James Ivory, che "scrive" i suoi film con la fedeltà al testo e a sé stesso. Un'atmosfera sospesa, dove, salvo un personaggio, Deidre, la fidanzata del protagonista, gli altri sembrano sospesi in un cerchio magico, in cui sono capitati per caso. Peraltro la sicurezza al limite della sicumera della petulante fidanzata è descritta fino all'ultima scena con toni pesanti di aperta antipatia.
Omar arriva in questo luogo remoto dell'Uruguay per strappare il consenso a scrivere la biografia di uno scrittore "di un solo romanzo" alla sua strana famiglia, composta dalla moglie insoddisfatta, dall'amante giovane e fragile da cui ha avuto una deliziosa bambina, dal fratello omosessuale ed il di lui amante/compagno della vita, che ha portato adolescente a condividere una vita reclusa, scelta dai genitori dello scrittore, in fuga dal nazismo.
Tutto è fermo a Ocho Rios: a parte la casa ed il giardino circostante tutto viene lasciato volutamente inerte ed incolto dalla vedova, capace solo di dire no a tutto, innanzi tutto alla vita che vorrebbe.
Tutti sono prigionieri dello scrittore morto. La vita degli abitanti di Ocho Rios è un pallido riflesso della vita passata: i fasti dei genitori, raffinati ed eccentrici, che hanno scelto di vivere nell'unico posto dove si sentivano sicuri e l'opera del geniale fratello morto probabilmente suicida, per l'incapacità di finire il suo secondo libro.
Omar sembra perfettamente in sintonia con questo luogo fuori del tempo e dello spazio, dove la storia si è fermata e la sua presenza crea le premesse perché il destino trovi il suo deus ex machina e la situazione si sblocchi verso il futuro.
Quando Omar torna alla vita "normale" deve affrontare un percorso, in cui capire qual'è veramente il "suo" destino.
Il fascino del film è la possibilità di lettura su vari piani: la scelta tra civiltà e natura, isolamento e partecipazione alla storia; il rapporto tra destino e scelte personali; sentimenti e ambizioni.
In conclusione: un film esteticamente bello, ben recitato, con numerosi spunti di riflessione ed emozionante nonostante la trama apparentemente "statica".
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paola alex »
[ - ] lascia un commento a paola alex »
|
|
d'accordo? |
|
|
|