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lady libro
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sabato 26 febbraio 2011
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delusione totale
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Mi ha delusa veramente tantissimo: mi aspettavo un film toccante e commovente con una storia bella e coinvolgente....
Ma non è stato così: il film è terribilmente brutto, noioso, senza senso e infantile.
La cosa più brutta però è stata il finale: deludente al cento per cento.
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giaky
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giovedì 13 gennaio 2011
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la stretta connessione tra realtà e immaginazione
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Anzitutto mi domando dove certe persone trovino il coraggio di dare meno di tre stelle a un film del genere, che ritengo uno tra i capolavori del cinema contemporaneo. La storia che si sviluppa nell'isola dove Max regna e dove si incarnano in mostri giganteschi i dubbi, le incertezze e le indecisioni per l'adolescenza (passaggio al quale ormai il piccolo Max è vicino), oltre ad essere di un'originalità straordinaria e di un effetto estremamente influente per il pubblico di tutte le età, sono rappresentate in modo in parte ambiguo, in parte realista. Un'interpretazione memorabile di Max Records , nel ruolo di un bambino con scarse attenzioni e con tanta immaginazione, tanta quanto basta per poter addirittura far riferimento a un piccolo Kurt Cobain.
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Anzitutto mi domando dove certe persone trovino il coraggio di dare meno di tre stelle a un film del genere, che ritengo uno tra i capolavori del cinema contemporaneo. La storia che si sviluppa nell'isola dove Max regna e dove si incarnano in mostri giganteschi i dubbi, le incertezze e le indecisioni per l'adolescenza (passaggio al quale ormai il piccolo Max è vicino), oltre ad essere di un'originalità straordinaria e di un effetto estremamente influente per il pubblico di tutte le età, sono rappresentate in modo in parte ambiguo, in parte realista. Un'interpretazione memorabile di Max Records , nel ruolo di un bambino con scarse attenzioni e con tanta immaginazione, tanta quanto basta per poter addirittura far riferimento a un piccolo Kurt Cobain. Film memorabile, toni tristi e malinconici. Commovente e mai scontato (nemmeno nel finale). Da vedere.
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andrea b
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venerdì 24 dicembre 2010
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una favola che manca di concretezza
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Un bambino di nome Max dopo una delusione da parte della sorella e un litigio con la madre riesce a scappare di casa.Con una barchetta riesce ad approdare sulle sponde di un isola abitata da creature mostruose solo in apparenza.Questo film ci mostra la sofferenza di un bambino che non viene capito dalla madre e da una sorella adolescente che pensa a ben altro che giocare con il fratellino.Gli spunti sarebbero buoni ma la trama non ha uno svolgimento ben definito in quanto durante tutta la storia non succede niente di interessante.Le caratteristiche caratteriali dei personaggi, inoltre, sono solo accennate e il piccolo protagonista recita lasciandosi trasportare troppo dalla parte di bambino sognatore.
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Un bambino di nome Max dopo una delusione da parte della sorella e un litigio con la madre riesce a scappare di casa.Con una barchetta riesce ad approdare sulle sponde di un isola abitata da creature mostruose solo in apparenza.Questo film ci mostra la sofferenza di un bambino che non viene capito dalla madre e da una sorella adolescente che pensa a ben altro che giocare con il fratellino.Gli spunti sarebbero buoni ma la trama non ha uno svolgimento ben definito in quanto durante tutta la storia non succede niente di interessante.Le caratteristiche caratteriali dei personaggi, inoltre, sono solo accennate e il piccolo protagonista recita lasciandosi trasportare troppo dalla parte di bambino sognatore.I paesaggi non sono male e la colonna sonora è buona.Una pellicola che vorrebbe mostrare come la comunità dell' isola delle bestie sia uguale alla nostra offrendoci argomenti su cui riflettere.
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teo '93
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lunedì 1 novembre 2010
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il viaggio selvatico e toccante di spike jonze
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“In ognuno di noi c’è una creatura selvaggia”. In ogni inquadratura di questo sublime film c’è un’emozione, un’immagine, una sfumatura di volti o gesti dall’intensità folgorante. Il grande Spike Jonze (dopo un lungo e accurato lavoro di trasposizione del celebre classico per bambini “Where the wild things are” di Maurice Sendack) firma la regia di una pellicola anomala, piacevolmente ambigua ed esteticamente ammaliante, che ha il sapore agrodolce della terra in cui è ambientata. Un terra che diventa, in un accavallarsi intimistico di creature mostruose e viaggi allucinatori, pura e selvaggia poesia. Un mondo sempre in bilico tra pericolo, amicizia e inquietudine.
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“In ognuno di noi c’è una creatura selvaggia”. In ogni inquadratura di questo sublime film c’è un’emozione, un’immagine, una sfumatura di volti o gesti dall’intensità folgorante. Il grande Spike Jonze (dopo un lungo e accurato lavoro di trasposizione del celebre classico per bambini “Where the wild things are” di Maurice Sendack) firma la regia di una pellicola anomala, piacevolmente ambigua ed esteticamente ammaliante, che ha il sapore agrodolce della terra in cui è ambientata. Un terra che diventa, in un accavallarsi intimistico di creature mostruose e viaggi allucinatori, pura e selvaggia poesia. Un mondo sempre in bilico tra pericolo, amicizia e inquietudine. Il mondo dell’adolescente Max (il bravissimo esordiente Max Records), che vive la sua giovinezza in una solitudine che lo porta a crearsi intorno un universo fragilissimo, da cui genera un’aggressività di cui egli stesso non sa spiegare le ragioni. Una sera sua madre invita a cena quello che sembra essere più di un semplice amico. Dopo averla aggredita inspiegabilmente, Max fugge di casa disperato. Attraversa le strade, i vicoli, i quartieri della città, trova una barca, si avventura in mare aperto. Dopo giorni di traversata, scorge all’orizzonte un’isola. Qui troverà delle creature gigantesche e socievoli, ma anche pericolose e dai comportamenti ambigui, delle quali verrà incoronato re. Dalla sua avventura a tratti spassosa e a tratti difficile e pericolosa, Max imparerà ciò che il mondo da cui proviene (e del quale si definisce un potente sovrano) non gli ha mai insegnato.
La grande abilità di Spike Jonze sta nello scandire la sua narrazione creando un confine sottilissimo tra reale e onirico, tra ragione e istinto, tra temporalità e spazialità. Un confine che dà origine a una palpitante tensione che pervade ogni inquadratura, ogni gesto, ogni sguardo. “Nel paese delle creature selvagge” è una prospettiva incalzante ed agreste, poetica e mai ruffiana o prevedibile sul selvaggio che vive intrinseco in ognuno di noi, il solo modo che abbiamo talvolta di capire da che parte sono i veri affetti. Con la sua nuova schiera di amici, Max trova finalmente qualcuno con cui condividere la propria solitudine per cercare di forgiare da essa i sentimenti che vivono in lui in attesa di essere portati alla luce. E quando avrà finalmente capito che ciò che lo spingeva ad essere violento era proprio il timore di perdere tutto ciò che di più caro ha al mondo, Max comprenderà che è ora di tornare a casa. Per questo commuovono terribilmente l’addio finale alle creature selvagge e quello sguardo intenso e sincero che lancia alla madre nell’inquadratura finale. Un prodigio. Senza mezzi termini. Non perdetevelo.
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vittorio
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martedì 6 luglio 2010
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deludente..
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L'idea poteva essere interessante e corretta. Ma la storia risulta pesante, con dei dialoghi imbarazzanti ed un finale molto semplice....
Deludente!!
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doni64
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venerdì 18 giugno 2010
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film per ragazzi....sicuramente da evitare
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Film, se cosi' lo si puo' definire, inutile,elementare,fatto con alcuni uomini in maschere carnevalesche....insomma un film assolutamente mediocre e da evitare.Voto 5
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ultimoboyscout
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sabato 1 maggio 2010
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che brutti quei capoccioni!!
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Un film per ragazzini, molto elementare nella costruzione e nei dialoghi. Un viaggio lungo un sogno, un pò Alice nel paese delle meraviglie, un pò Isola che non c'è di Peter Pan.
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marcos342i
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sabato 20 marzo 2010
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si
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si è vero... è veramente bellissimo.. non vedo l'ora ke esca il dvd!!
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marcos342i
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domenica 14 marzo 2010
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guardatelo..
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non date ragione alle critiche negative.. capolavoro
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