Motel Woodstock

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Un film di Ang Lee. Con Demetri Martin, Dan Fogler, Henry Goodman, Jonathan Groff, Eugene Levy.
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Titolo originale Taking Woodstock. Commedia, durata 121 min. - USA 2009. - Bim uscita venerdì 9 ottobre 2009. MYMONETRO Motel Woodstock * * * - - valutazione media: 3,00 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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liuk© mercoledì 5 ottobre 2011
un po' di invidia Valutazione 3 stelle su cinque
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No
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film non eccelso ma che costruisce molto bene lo spaccato di Woodstock tanto da rimpiangere di non esserci stati. Peccato per la quasi totale assenza di musica, non avrebbe guastato.

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francesco2 martedì 29 marzo 2011
il suo posto è là?boh. Valutazione 2 stelle su cinque
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No
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Credo di non esagerare se sostengo che negli ultimi dieci, o addirittura quindici anni, su Ang lee si sono costruiti due partiti.
I sostenitori lo considerano un tessitore di raffinate ed intelligenti storie, come "Ragione e sentimento", che personalmente non ho mai visto , o "La tigre ed il dragone", che  come "Lussuria" intreccia la sensibilità americana e quella orientale (Un pò quello che, forse, provò a fare Wayne Wang, ma pare senza grandi risultati), e che ha il coraggio di sfidare le convenzioni in film come "Brokeback Mountain", I detrattori, invece, un facilone che fa cinema pseudointellettuale o pseudoautoriale, beneficiato da Oscar e Leoni d'Oro (Due in tre anni, non ci sono riusciti neanche i Dardenne). [+]

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volevosolodiventare mercoledì 22 settembre 2010
magari c'andassimo... Valutazione 3 stelle su cinque
50%
No
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Motel Woodstock mi è piaciuto. Molto.

Non urlerei certamente al capolavoro, né al film che se non lo vedi vivi peggio e in punto di morte c’hai da rimpiangerlo e augurarti che esista un UCI Cinema nell’aldilà - però è veramente, ma veramente carino. Anzi, CA-RIII-NO, con smorfia annessa.

Un film simpatico, leggero, naturalmente ruffiano, con una colonna sonora che suona, decisa, le corde di una cultura generale che, un po’ come il peccato originale, abbiamo senza sapere di avere. Un film che risveglia e alimenta la nostalgia per un pezzo di storia che non abbiamo vissuto e non vivremo, ma lo fa con una tale serenità d’animo da non destare alcun sospetto e da rifuggire la ridondanza dei mille stereotipi legati al più famigerato concerto della storia recente. [+]

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lomax mercoledì 23 giugno 2010
anonimo Valutazione 2 stelle su cinque
50%
No
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Buona l'idea di base e anche la prima parte del film promette bene, ma ben presto perde di brio e di originalità trascinandosi stancamente allo scontato epilogo.

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vittorio venerdì 26 marzo 2010
simpatico e coinvolgente!! Valutazione 3 stelle su cinque
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No
100%

Film da dividere in due parti....
La prima ora è divertentissimo, coinvolgente, un inno alla musica e a quel periodo di grande ribellione.....poi l'ultima parte si perde in inutili qualunquismi (vedi la scena nel pulmino dove i ragazzi si drogano) e con un finale abbastanza scontato!!
Comunque da vedere...

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slowfilm.splinder.com venerdì 12 febbraio 2010
il tocco lieve del miglior ang lee. Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

Avevo una sensazione legata ad un film visto qualche giorno fa, ma ci ho messo un po’ a ricordare quale fosse. È più o meno questa la cifra stilistica di Motel Woodstock: volatilità, scarsa consistenza. Che non sono caratteristiche negative, quanto vicine alle qualità che nel 1994 avevano fatto di Mangiare Bere Uomo Donna un film gradevole e particolare. Anche questo, pur avendolo visto più volte, continuo a ricordarlo per la preparazione e la cottura di alcune splendide anatre, più che per la soluzione di avventure sentimentali che Ang Lee, fortunatamente, non ritiene più importanti della riuscita di una zuppa o della resa estetica di una tavola apparecchiata. Mi aspettavo molta più musica on stage, in Motel Woodstock (praticamente non ce n’è affatto), credevo fosse in parte un film-concerto, mentre la storia si concentra su una famiglia e su un’atmosfera, che non è necessariamente quella sessantottina, quanto quella di una generale spinta alla realizzazione della propria identità; anche se il tema avrebbe potuto suggerire immersione nelle folle e nella ricostruzione storica, il registro rimane, appunto, sempre lieve e distaccato, l'attenzione sui personaggi che compiono le loro scelte e le loro scoperte in modo sempre piuttosto naturale, senza grossi conflitti, e questo lascia che il film scivoli via. [+]

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fabian t. martedì 15 dicembre 2009
il retroscena dolceamaro di un evento epocale Valutazione 3 stelle su cinque
83%
No
17%

Bisogna dirlo subito, film come "Motel Woodstock" sono sempre più rari a vedersi e il merito di Ang Lee è stato anzitutto quello di non cedere alla spettacolarizzazione o ai luoghi comuni che pullulano nel Cinema di oggi. La sua è un'opera quasi in sordina, sottile, affascinante, curatissima nei particolari, armoniosa e vagamente psichedelica. Sembrerebbe una commedia a sfondo musicale quando invece non lo è perché il tutto ruota non attorno ai miti del rock di Woodstock, o a ciò che la civiltà americana in quel periodo offriva, bensì alla crescita interiore e alla visione del mondo da parte del protagonista, il giovane Elliot Theichberg. La sua famiglia e il trasandato Motel di White Lake sono il mondo bizzarro e multiforme attorno a cui si svolgerà l'evento musicale per eccellenza e tutta la sceneggiatura cresce e si sviluppa lentamente solo in funzione di ciò che lo stesso Elliot vede. [+]

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cannedcat domenica 13 dicembre 2009
the future is wide open Valutazione 5 stelle su cinque
75%
No
25%

Come nella canzone di Tom Petty il futuro della mia generazione, quella dei ragazzi di Woodstock, il futuro era senza confini in qualsiasi campo e il film di Ang Lee, praticamente perfetto, rappresenta la forza di questa genrazione che veramente si è liberata in ogni senso e lo dimostra la scena epica della danza faunesca degli hippy durante la discesa dell'elicottero. Un elicottero come in Apocalypse now che non porta la morte ma la devastazione del vecchio mondo, quello dove un piccolo borghese dice "ci stupreranno i nostri animali" e non si accorge che stanno per stuprargli l'anima. Un film che mostra anche le capacità della mia generazione: visione, collettivo, azione, e sarà per questo che abbiamo costruito tutto quello che oggi è di uso comune, da Internet al PC, ai cellulari e non è un caso che un hippy come Steve Jobs è ancora l'innovatore. [+]

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domas mercoledì 21 ottobre 2009
quando eravamo bambini e non solo anagraficamente. Valutazione 3 stelle su cinque
100%
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Abbiamo visto il film “Motel Woodstock”, regia di Ang Lee. Tratto dal libro Taking Woodstock: A True Story di Elliot Tiber e Tom Monte. Racconta la storia autobiografica di Elliot, un giovane arredatore del Greenwich Village che torna nel modesto motel di famiglia, l’El Monaco, per l’estate per aiutare i suoi anzianotti genitori a salvare l’alberghetto dal fallimento. Il ragazzo tra un colloquio con la banca e una riunione con i paesani scopre che nel paese vicino le autorità hanno vietato lo svolgimento di un grosso raduno musicale. Elliot allora contatta il produttore del festival Michael Lang che giunge lì, trova un enorme prato e si trasferisce subito nel motel di famiglia con tutta l’organizzazione: neanche il tempo di mettere le basi e un fiume di persone si mette in viaggio per raggiungere il campo dove è stato annunciato il Woodstock Festival. [+]

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francesca meneghetti domenica 18 ottobre 2009
l'innocenza perduta di woodstock Valutazione 3 stelle su cinque
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Riguardo su Google le immagini dello storico festival del 1969, pezzetti di realtà che compongono insieme quel caleidoscopio che fu Woodstock: hippy, pacifista, rockettaro, rivoluzionario, naturista, buddista. E le ritrovo tutte nel film di Ange Lee, che sottolinea questa pluralità di anime anche nel montaggio, quando incolla insieme, in una stessa videata, fotogrammi diversi. E’ un film su un’epoca, più che sul mitico concerto, di cui si intravvede a distanza in palco in una sola frequenza, ed appare, agli occhi “psichedelici“ del protagonista Elliot, come un altare luminoso, galleggiante sopra un mare di onde umane. Nessuna inquadratura storica, dunque, nessun primo piano dei mostri sacri del rock. [+]

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