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Misfits al RomaFictionFestL'identità di un gruppo di teenager borderline. |
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L'incontro al RomaFictionFest con Iwan Rheon (Simon Bellamy) e Matt Jarvis (Development Executive) della serie tv british Misfits ha messo sul piatto diversi concetti interessanti. "Una serie come Misfits 10 anni fa non si sarebbe potuta realizzare. Il supereroe alla fine è un modo per esprimere l'identità di un gruppo di teen-ager borderline che in qualche modo credo rappresentino la nostra audience", ha dichiarato Jarvis.
Misfits, infatti, realizzato con un budget produttivo di 500mila sterline a episodio e diretto da giovani registi è un prodotto televisivo che osa in termini di sceneggiatura, regia, montaggio, dialoghi e interpretazioni (gli attori a partire da Rheon sono bravissimi). Là dove Mtv voleva arrivare è arrivata l'inglese E4.
Le vittorie ai Bafta 2010 come migliore serie drammatica sono solo una conferma.
Le critiche alla serie non mancano. Qualcuno la definisce una Heroes in salsa british, altri richiamano Smallville, tuttavia anche se Jarvis conferma le numerose ispirazioni della serie, lo spirito di Misfits è diverso perchè ha uno spirito trasgressivo estremo. c'è la libertà dei comics e un'ispirazione punk (Anarchy in the U.K.). Il personaggio di Simon interpretato appunto da Iwan Rheon esprime l'essenza della serie: un disadattato introverso che cerca una via di uscita grazie a una sua proiezione eroica futura. Simon ha il potere di diventare invisibile, potere che fa trasparire il suo desiderio di scomparire, la sua timidezza, opposta alla strabordante arroganza di Nathan. La volontà dei personaggi non è quella di redimersi ma quella di essere. La stessa degli spettatori. In Italia riusciremo mai a realizzare nulla di simile?
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