Allegra è una diciassettenne insicura, introversa e trascurata dai suoi familiari, sempre presi come sono da quotidiani litigi. Vive perseguitando il sogno che Gabriele, coetaneo di cui è innamorata, si invaghisca un giorno di lei. Proprio quando avrà sperato per un attimo che i suoi genitori avrebbero potuto risolvere i loro problemi sentimentali decidendo di partire per una vacanza in Kenya, l’aereo su cui si imbarcheranno precipiterà procurandone la morte. Costretta a vivere insieme ai nonni, Allegra scoprirà casualmente che il padre aveva intrapreso un’importante relazione con una donna di nome Luisa, che vorrà incontrare per perpetuare il ricordo del genitore strappatole troppo presto.
[+]
Allegra è una diciassettenne insicura, introversa e trascurata dai suoi familiari, sempre presi come sono da quotidiani litigi. Vive perseguitando il sogno che Gabriele, coetaneo di cui è innamorata, si invaghisca un giorno di lei. Proprio quando avrà sperato per un attimo che i suoi genitori avrebbero potuto risolvere i loro problemi sentimentali decidendo di partire per una vacanza in Kenya, l’aereo su cui si imbarcheranno precipiterà procurandone la morte. Costretta a vivere insieme ai nonni, Allegra scoprirà casualmente che il padre aveva intrapreso un’importante relazione con una donna di nome Luisa, che vorrà incontrare per perpetuare il ricordo del genitore strappatole troppo presto. La storia prosegue delineando l’amicizia tra due donne complementari ed entrambe alla ricerca di una vera identità, descrivendone travagli e incomprensioni fra crescite e “nuovi arrivi”.
Dopo la regia del fortunato “Ho voglia di te”, ritroviamo Luis Prieto in un film tratto dal romanzo omonimo di Maria Daniela Raineri che certo non brilla (come del resto il suo sequel di “Tre metri sopra il cielo”) in inventiva e sforzo rappresentativo (già il titolo di per sé non è una ventata di creatività). I cliché sono palpabili quasi ogni minuto, i sentimenti sfuggono continuamente smorzati dalla solita musica invadente o dalla caduta nei ricorrenti luoghi comuni del nostro cinema (la donna fragile ma caparbia, il maschio affascinante che si rivela un bambinone impacciato che tenta di fuggire dalla proprie responsabilità, le colleghe d’ufficio imperterrite dispensatrici di consigli d’amore). In fondo, però, “Meno male che ci sei” scorre con una spensieratezza piacevole e distesa, garantita anche da credibili immedesimazioni, nonostante i debolissimi comprimari (buona l’esordiente ventiduenne Chiara Martegiani/Allegra, brava ma meno convincente del solito Claudia Gerini, spassosa invece Teresa Mannino, direttamente dal palco di Zelig e già davanti alla cinepresa ne “La fidanzata di papà”). Una salsa condita con un’ottimistica vivacità che strappa frequentemente un sorriso, ma che non ci dovrebbe distogliere dal suo principale ingrediente: la vacuità.
[-]
|
|