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dark is white
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lunedì 31 ottobre 2011
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servono occhi nuovi !
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C'è un arte di cui si parla poco, è quella del saper osservare, apprezzare. Tante volte capita di puntare lo sguardo sempre sullo stesso punto, sempre dalla stessa angolazione, perdendo per strada tutto il resto. E' un pò quello che accade in Marpiccolo, un film che trascina tra i quartieri più disagiati di una città come Taranto, una città in "mezzo" al mare, ma con occhi solo per il cemento e le ciminiere della grande fabbrica sempre in funzione.
C'è Tiziano, in bilico tra la necessità di sognare un futuro migliore e la reale possibilità di realizzarlo, tra un padre inesistente e un madre battagliera, che oramai è divenuta una buona compagna di viaggio tra le varie disavventure quotidiane; e così come nel caratteristico mare di questa città si condensano i vari veleni della grande fabbrica, allo stesso modo Marpiccolo sembra un grande contenitore di negatività, di desolazioni, senza spazi per sognare, se non in un finale timidamente speranzoso e incoraggiante.
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C'è un arte di cui si parla poco, è quella del saper osservare, apprezzare. Tante volte capita di puntare lo sguardo sempre sullo stesso punto, sempre dalla stessa angolazione, perdendo per strada tutto il resto. E' un pò quello che accade in Marpiccolo, un film che trascina tra i quartieri più disagiati di una città come Taranto, una città in "mezzo" al mare, ma con occhi solo per il cemento e le ciminiere della grande fabbrica sempre in funzione.
C'è Tiziano, in bilico tra la necessità di sognare un futuro migliore e la reale possibilità di realizzarlo, tra un padre inesistente e un madre battagliera, che oramai è divenuta una buona compagna di viaggio tra le varie disavventure quotidiane; e così come nel caratteristico mare di questa città si condensano i vari veleni della grande fabbrica, allo stesso modo Marpiccolo sembra un grande contenitore di negatività, di desolazioni, senza spazi per sognare, se non in un finale timidamente speranzoso e incoraggiante.
Di questi utili sguardi su panorami così neri, ne sentiamo ormai il peso...voremmo degli occhi nuovi capaci ancora di scorgere tra le profonde tenebre, quella flebile fiammella, forse anche più di una, che ahimè sembra esser divenuta troppo insignificante.
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chiarialessandro
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lunedì 30 maggio 2011
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come nella favole.
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Sullo sfondo sfuocato ed evanescente di una Taranto venefica e dispensatrice di velenosa diossina, assistiamo a vita, morte e resurrezione di un intenso Tiziano, roso dal tarlo della disperazione e contagiato da quello dell’Amore (mi si consenta la “A” maiuscola in quanto si irradia contemporaneamente nei confronti di più soggetti). Come la realtà che cerca e spera di rappresentare, siamo di fronte ad un’opera povera, spoglia, diretta, immediata, di una rara potenza visiva supportata soprattutto non dall’interpretazione (espressione riduttiva) bensì dalla immedesimazione di una splendida Ferruzzo in una parte di cui può sfuggire qualche parola ma non può sfuggire nessuno sguardo perchè è talmente vissuto che riesce a bucare lo schermo per arrivare direttamente ai nostri cuori.
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Sullo sfondo sfuocato ed evanescente di una Taranto venefica e dispensatrice di velenosa diossina, assistiamo a vita, morte e resurrezione di un intenso Tiziano, roso dal tarlo della disperazione e contagiato da quello dell’Amore (mi si consenta la “A” maiuscola in quanto si irradia contemporaneamente nei confronti di più soggetti). Come la realtà che cerca e spera di rappresentare, siamo di fronte ad un’opera povera, spoglia, diretta, immediata, di una rara potenza visiva supportata soprattutto non dall’interpretazione (espressione riduttiva) bensì dalla immedesimazione di una splendida Ferruzzo in una parte di cui può sfuggire qualche parola ma non può sfuggire nessuno sguardo perchè è talmente vissuto che riesce a bucare lo schermo per arrivare direttamente ai nostri cuori. Un grazie anche alla sceneggiatura che (pur con qualche punto interrogativo di cui si sarebbe fatto volentieri a meno) aiuta la credibilità complessiva della pellicola.
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cocp88
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domenica 3 gennaio 2010
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la realta di taranto
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non riesco a capire,perche il film e stato censurato?
sono una ragazza di taranto conosco benissimo la mia citta da nord a sud da est a ovest.
e sto facendo di tutto per poter vedere il film ma non riesco ho visto tutti i trailler e mi sono piaciuti molto ma vorrei vedre anche il film al completo.
trattandosi di un film che e stato girato nella mia citta natale.
dai trailer non mi e sembrato che ci siano scene cosi violente e drammatiche alla fine e la vita che le persone di taranto del quartiere paolo sesto fanno tutti i giorni e la realta della mia citta purtroppo e un quartiere di malavitosi, degradato, sporco,ma non e il primo e ne l'unico quartiere nel mondo.so che il regista alessandro di robilant ha avuto problemi nel girare il film a taranto ma alla fine ci e riuscito e non trovo il motivo per il quale deve essere censurato.
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non riesco a capire,perche il film e stato censurato?
sono una ragazza di taranto conosco benissimo la mia citta da nord a sud da est a ovest.
e sto facendo di tutto per poter vedere il film ma non riesco ho visto tutti i trailler e mi sono piaciuti molto ma vorrei vedre anche il film al completo.
trattandosi di un film che e stato girato nella mia citta natale.
dai trailer non mi e sembrato che ci siano scene cosi violente e drammatiche alla fine e la vita che le persone di taranto del quartiere paolo sesto fanno tutti i giorni e la realta della mia citta purtroppo e un quartiere di malavitosi, degradato, sporco,ma non e il primo e ne l'unico quartiere nel mondo.so che il regista alessandro di robilant ha avuto problemi nel girare il film a taranto ma alla fine ci e riuscito e non trovo il motivo per il quale deve essere censurato.
dai trailer sembra che il film sia molto realistico ce tutto cio che si deve dire sulla mia citta iniziando
dall'inquinamento causato dall'ILVA che parte da statte arriva sui tamburi,a paolo sesto,nella citta vecchia nella periferia e cosi via.
dai malavitosi che alla fine sono la maggior parte ragazzini che non sanno cosa e la vita o meglio non sanno cosa fare nella vita perche taranto non lo permette e quindi si sentono boss.
dai centricommerciali che non ci sono o meglio ci sono ma sono molto distanti e poterli raggiungere devi avere un mezzo tuo perche se hai intenzione di prendere un mezzo pubblico sai a che ora esci di casa e non sai a che ora rientri perche i mezzi ci sono ma in quel quartire non passano molto spesso.
alla fine e inutile nascondersi dietro la realta di questa citta.
taranto la devi amare per quello che è.solo se sei tarantino puro sangue ci puoi vivere,devi credere nella tua citta perche se noi vogliamo puo migliorare.
grazie alessandro di robilant.
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visulcinema
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giovedì 12 novembre 2009
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ottimo film
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Il film è interessante perchè dimostra come al sud i giovani non hanno futuro e sono nella morsa dello Stato e della Criminalità. Gli attori sono stati veramente bravi ad interpretare i loro ruoli, le musiche le trovo molto belle, è un film che consiglio vivamente a tutti.
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gabriella p.
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giovedì 12 novembre 2009
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bello!!!
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io ho trovato questo film assolutamente strepitoso.....a cominciare dagli attori protagonisti, che a mio avviso hanno interpretato in maniera eccellente i personaggi assegnati..essendo io tarantina ho avuto modo di ascoltare le critiche mosse dai miei concittadini,e devo dire che le ho trovate pretestuose e molto bigotte....sicuramente il film non parla di tutta la realta' tarantina,la maggiorparte di noi la criminalita' non l'ha mai incontrata,ma storie come questa ce ne sono,eccome..e poi l'inquinamento e' reale,visibile,cosi' come la consapevolezza che la possibilita' di beccarsi un tumore e' altissima!!!!di robilant secondo me ha creato un film poetico,coinvolgente e racconta un messaggio,per come l'ho interpretato io,di speranza.
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io ho trovato questo film assolutamente strepitoso.....a cominciare dagli attori protagonisti, che a mio avviso hanno interpretato in maniera eccellente i personaggi assegnati..essendo io tarantina ho avuto modo di ascoltare le critiche mosse dai miei concittadini,e devo dire che le ho trovate pretestuose e molto bigotte....sicuramente il film non parla di tutta la realta' tarantina,la maggiorparte di noi la criminalita' non l'ha mai incontrata,ma storie come questa ce ne sono,eccome..e poi l'inquinamento e' reale,visibile,cosi' come la consapevolezza che la possibilita' di beccarsi un tumore e' altissima!!!!di robilant secondo me ha creato un film poetico,coinvolgente e racconta un messaggio,per come l'ho interpretato io,di speranza....se si vuole,si combatte anche la dura realta'!!!!!!!
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marezia
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mercoledì 11 novembre 2009
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"gomorra"?...
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Spero che "Gomorra" sia un semplice punto di riferimento e non il modello a cui questo somigli in modo importante. Come è noto, a me il film di Garrone non è piaciuto per niente e non ne consiglierei la visione neanche al mio peggior nemico per cui ricordando "Il giudice ragazzino", gran bel film con Scarpati auguro a Di Robilant di avere un buon successo al botteghino (e non solo, e non voglio ripetermi) sicura del fatto che abbia superato il troppo illustre collega.
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cicoria
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martedì 10 novembre 2009
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il mare è tanto grande... siamo noi che siamo picc
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Si continuano a fare film regionali per dire cose che già sappiamo dai giornali!.Perchè noi contribuenti dobbiamo pagare le tasse per la cultura se questo cinema italiano non riesce a colmare il divario tra vacanze di natale e cronache di ordinario degrado?. Per carità non è che vogliamo mandare Di Robilant a lavorare in cantiere, perchè neanche il nostro presidente della repubblica lo vorrebbe, anche perchè poi che cultura saluterebbe con tanta enfasi? E poi provate a pensare quanta gente che riceve targhe di encomio non potrebbe più permettersi di mantenere la quarta villa al mare!. E io pago! e io pago!
[+] cicoria di nome e di fatto.
(di marezia)
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[+] e poi,
(di marezia)
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[+] perchè negare l'evidenza? per compiacere i politci
(di mezza)
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fragolina90
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giovedì 5 novembre 2009
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non è questa la realtà di taranto!!!!!
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per taddarita: ma chi l'ha detto che a Taranto esiste questa realtà!!!!!! è vero k Taranto ha le sue sofferenze però purtroppo c'è gente k ne approfitta, come il regista di questo film, che per mettersi i soldi in tasca, fanno film che raccontano cose che da piccole e le fanno diventare GIGANTESCHE!!! non è vero che a Taranto non passa un pulman, non c sono centri commerciali, non ci sono bar!! Taranto ha ben 2 centri commerciali e ha tanti bar e i pulman passano!!!! Non è l'Africa come questo regista si è permesso d descrivere in questo film (se un film può essere definito!)
[+] taranto città da amare!
(di contemax79)
[ - ] taranto città da amare!
[+] scusate
(di contemax79)
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[+] posso rispondere
(di orso ebreo)
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(di cocp88)
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martalari
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martedì 20 ottobre 2009
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piccolo ma intenso,da vedere
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Visto Marpiccolo... piccolo ma intenso,da vedere
Dopo "Il passato è una terra straniera" Michele Riondino torna al Festival internazionale del cinema di Roma con Marpiccolo interpretando un altro ruolo molto difficile, quello di un giovane boss di una zona di Taranto, location scelta per girare la storia di un giovane ragazzo interpretato da Giulio Beranek (bella faccia intensa) che vive l'eterno disagio di vivere in una zona che non ha mai scelto con un padre sempre in rosso per la dipendenza dal gioco alle macchinette ...
Il giovane 17enne vuole fuggire altrove ma non riesce ad uscire dalla propria realtà. Non basta la sua professoressa a suggerigli che "si può viaggiare, basta leggere e si può andare lontano con la mente", per il giovane ragazzo proveniente da una famiglia particolare non è però facile lasciare tutto.
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Visto Marpiccolo... piccolo ma intenso,da vedere
Dopo "Il passato è una terra straniera" Michele Riondino torna al Festival internazionale del cinema di Roma con Marpiccolo interpretando un altro ruolo molto difficile, quello di un giovane boss di una zona di Taranto, location scelta per girare la storia di un giovane ragazzo interpretato da Giulio Beranek (bella faccia intensa) che vive l'eterno disagio di vivere in una zona che non ha mai scelto con un padre sempre in rosso per la dipendenza dal gioco alle macchinette ...
Il giovane 17enne vuole fuggire altrove ma non riesce ad uscire dalla propria realtà. Non basta la sua professoressa a suggerigli che "si può viaggiare, basta leggere e si può andare lontano con la mente", per il giovane ragazzo proveniente da una famiglia particolare non è però facile lasciare tutto...ma un giorno pensa di fare il colpo della sua vita....
Un film scritto bene con battute molto interessanti "bisogna abituarci a convivere anche con ciò che non ci piace, aiuta a crescere" ..."Non c'è uomo più fedele che l'uomo che è in debito con te"...
Il film fotografa perfettamente (senza qualunquismo,clichè, demagogia, forzature o scene ruffiane) la realtà locale, bella ed emozionante la scena della mamme della scuole alle prese con la rimozione di un'antenna che vogliono costruire a tuti i costi vicino la scuola dei loro ragazzi.E alla fine rimani seduto in sala perchè vuoi conoscere fino alla fine la sorte di questo diciassettenne che lotta per cambiare il suo destino, sullo sfondo di una Taranto oppressa dalla malavita
Un film molto interessante pur con i suoi limiti come qualche piccolissimo attore magari non bravissimo ma con la faccia giusta, mentre i principali (il ragazzo, il boss Michele Riondino ancora una volta è molto bravo e credibile, il padre e la madre) sono bravi
Interessante poi il finale...che potrebbe sembrare un doppio finale
Voto alla scenggiatura 6 1/2-7
voto al film 6+ / 6 1/2 (bravo Alessandro di Robilant)
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