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Marpiccolo |
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Un film di Alessandro Di Robilant.
Con Giulio Beranek, Anna Ferruzzo, Selenia Orzella, Michele Riondino, Roberto Bovenga.
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Drammatico,
durata 93 min.
- Italia 2009.
- Bolero
uscita venerdì 6 novembre 2009.
MYMONETRO
Marpiccolo
valutazione media:
3,24
su
17
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Tiziano vive in un quartiere degradato, in una città soffocata dall'inquinamento, e a 16 anni è già un piccolo gangster. Cadrà e cercherà di rialzarsi.
![]() Gomorra tarantina raccontata con forza ed epica realista |
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Stefano Cocci
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Quartiere Paolo VI, Taranto, Italia. Tiziano vive nel lato sbagliato di una città che spoglia con prepotenza l'ambiente circostante, in una nazione in cui le regole non esistono ma esistono solo le eccezioni. Tiziano è il capofamiglia, a dispetto dei suoi 16 anni: il padre ha abbandonato moglie e figli per un'esistenza disperata cercando il colpo al videopoker; la madre è una popolana impreparata a crescere due figli da sola ma determinata a tenerli fuori dalla malavita e a proteggerli dalle prepotenze di chi vuole installare un'antenna per telefonia cellulare davanti alla scuola della sua piccola. Tiziano è troppo sveglio per andare a scuola, ma non abbastanza da restare lontano dai guai. Tiziano vuole diventare un gangster e cercherà di derubare il boss di zona. Questo, in cambio del perdono, gli ordinerà un omicidio. Se la caverà con sei mesi di riformatorio. Durante la sua mancanza, l'inquinamento della violenza si sarà preso tutto. |
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cinema cinque
TRAIN DE VIE - UN TRENO PER VIVERE
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cinema sette
MEA MAXIMA CULPA - SILENZIO NELLA CASA DI DIO
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cinema free
STUCK - THE CHRONICLES OF DAVID REA
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Come nella favole.
lunedì 30 maggio 2011
di chiarialessandro
Sullo sfondo sfuocato ed evanescente di una Taranto venefica e dispensatrice di velenosa diossina, assistiamo a vita, morte e resurrezione di un intenso Tiziano, roso dal tarlo della disperazione e contagiato da quello dell’Amore (mi si consenta la “A” maiuscola in quanto si irradia contemporaneamente nei confronti di più soggetti). Come la realtà che cerca e spera di rappresentare, siamo di fronte ad un’opera povera, spoglia, diretta, immediata, di una continua » |
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| Tiziano (Giulio Beranek) | |
| Stella… vieni con me!Lo vedi che qui non si respira? | |
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| Stella (Selenia Orzella) | |
| Non ti buttare via. | |
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| il boss | |
| non c'è uomo più fedele di chi è in debito con te | |
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DVD | MarpiccoloUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 28 giugno 2011
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SOUNDTRACK | MarpiccoloLa colonna sonora del film
Disponibile on line da mercoledì 11 novembre 2009
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VIDEO | Il film sarà presentato al Roma Film Festival.Il trailer in esclusiva
mercoledì 14 ottobre 2009 - Marlen Vazzoler
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Ecco Taranto, Ilva compresa
di Boris Sollazzo Liberazione
Taranto è una città di confine. Non per quel mare che la invade- il Marpiccolo del titolo è quel bacino aperto che si insinua nella città, tra i ponti e il lungomare - ma per quel suo essere archetipo moderno del disagio economico, morale e sociale. E Alessandro Di Robilant, che tutti ricordiamo per Il giudice ragazzino, l'ha scelta per tornare col suo cinema civile gentile, fatto di sentimenti, storie e grandi temi che rimangono sullo sfondo, come location inevitabili. Il regista, infatti, non si impelaga in un film didascalico ma in una favola nera con possibile e sofferto lieto fine, un romanzo di formazione di un adolescente (Giulio Beranek, esordiente notevolissimo) che passa la sua Linea d'ombra - libro citato, con una piccola e ingenua forzatura, dalla brava "professoressa" Valentina Carnelutti- tra il quartiere della periferia tarantina Paolo Vi e le vie più centrali, cercando fughe e scorciatoie da una realtà oppressiva come la cappa inquinante che viene dalla mastodontica e onnipresente Ilva. » |
di Paola Casella Europa
Finalmente un piccolo film italiano con dialoghi ben scritti, un montaggio veloce ma non da videoclip, inquadrature corrette, recitazione credibile e una capacità di raccontare per immagini che, nel nostro cinema, è una rarità. Marpiccolo è la storia di Tiziano (il bravissimo esordiente Beranek), teenager scombinato ma intelligente che entra nel mondo della piccola criminalità più per contiguità che per convinzione, in una Taranto dominata dalle nubi tossiche dell'Ilva e dalla malavita. Il padre è assente ma la madre (Anna Ferruzzo, anche lei bravissima) è ben presente e cerca disperatamente di difendere l'adolescenza del figlio, restituendo agli adulti il loro ruolo di responsabilità. » |
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Gomorra di Taranto bell'affresco del male
di Alessandra Levantesi La Stampa
L'hanno definito il Gomorra di Taranto, perché girato nel quartiere Paolo VI della città pugliese dove povertà e degrado ambientale rappresentano l'humus ideale per il proliferare della criminalità. Ma, a differenza del film di Garrone, Marpiccolo di Alessandro di Robilant, basato sul libro Stupido di Andrea Cotti (anche cosceneggiatore), non è un cupo affresco del Male, bensì il ritratto di un adolescente che, causa un problematico contesto socio-familiare, è coinvolto con la malavita e al contempo conserva il sogno di una vita migliore. » |
Nella Taranto avvelenata dall'Ilva
di Paolo D'Agostini La Repubblica
C'è un cuore antico, o classico, nel film di Di Robilant (Il giudice ragazzino). Più che fare seguito ai molti esempi recenti di cinema civile, la sua cultura sembra appellarsi ai modelli estetico-ideologici degli anni duri del dopoguerra. Al melodramma sociale da Giuseppe DeSantis al Kazan di "Fronte del porto". Nella sua Taranto avvelenata dall'Ilva si muovono personaggi ben profilati, ciascuno con il proprio destino. Al centro il ragazzo Tiziano, impaziente, intelligente, deciso a prendersi la vita a costo di bruciarsela. » |
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