|
|
paperino
|
venerdì 30 settembre 2011
|
ottima prova di rubini e del film italiano
|
|
|
|
Attore estremamente espressivo e capace di trasformazioni fisiche incredibili ( penso al personaggio "cattivo" de " La terra" ) riesce sempre a riconsegnerci paplpabile l'atmosfera della sua terra, della vita di paese di un tempo con le sue ipocrisie e meschinità. Facile è l'accostamento a Tornatore che però si cimenta con film di più ampio respiro ( come la contestata " Baaria") la cui complessità e lunghezza possono finire coll'inficiare il risultato.
I film di Rubini sono più circostritti e incisivi, arrivano diritti al punto riuscendo però a delineare i caratteri dei personaggi. Anche l'indulgere a volte in stereotipi ( il bambino ciccione e mangione, Anna falchi vamp di provincia ) possono essere perdonati dal geniale ricorso alle " visioni" del piccolo protagonista che arricchiscono con un tocco di fantasia surreale l'andamento del film .
[+]
Attore estremamente espressivo e capace di trasformazioni fisiche incredibili ( penso al personaggio "cattivo" de " La terra" ) riesce sempre a riconsegnerci paplpabile l'atmosfera della sua terra, della vita di paese di un tempo con le sue ipocrisie e meschinità. Facile è l'accostamento a Tornatore che però si cimenta con film di più ampio respiro ( come la contestata " Baaria") la cui complessità e lunghezza possono finire coll'inficiare il risultato.
I film di Rubini sono più circostritti e incisivi, arrivano diritti al punto riuscendo però a delineare i caratteri dei personaggi. Anche l'indulgere a volte in stereotipi ( il bambino ciccione e mangione, Anna falchi vamp di provincia ) possono essere perdonati dal geniale ricorso alle " visioni" del piccolo protagonista che arricchiscono con un tocco di fantasia surreale l'andamento del film .Forse l'unico appunto può essere mosso alla scena iniziale che dà inizio al flashback con il protagonista ormai cresciuto ed estraneo alla vita di paese ( molto " Nuovo cinema paradiso" ) riscattato però dal ripresentarsi della materializzazione di un desiderio di incontro col padre giovane per una riconciliazione attesa da troppo tempo. Proseguendo lungo la strada scelta dal padre il segreto sul vero Cézanne rimarrà tale per sempre, come la beffa ( De filippo ?....)
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paperino »
[ - ] lascia un commento a paperino »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dandy
|
mercoledì 6 luglio 2011
|
l'uomo nero non fa sempre del male.....
|
|
|
|
Ambientato negli anni sessanta con un incipit e un finale ai giorni nostri,il film di Rubini mostra fin da subito ascendenze autobiografiche(i quadri che si vedono sono del padre dell'attore/regista,capostazione con la vocazione della pittura),mescolando riflessioni sulle aspirazioni frustrate e la piccolezza degli invidiosi.Sempre in bilico tra la commedia di costume(a tratti piuttosto divertente)e la descrizione della vita provinciale e soffocante.Con qualche caduta nel bozzetto(il ritratto dei due insopportabili critici,e della "musa ispiratrice")e virate nel fantastico non disprezzabili(il colloquio finale tra Gabriele e il padre "fantasma").Garbato,a tratti delicato.
[+]
Ambientato negli anni sessanta con un incipit e un finale ai giorni nostri,il film di Rubini mostra fin da subito ascendenze autobiografiche(i quadri che si vedono sono del padre dell'attore/regista,capostazione con la vocazione della pittura),mescolando riflessioni sulle aspirazioni frustrate e la piccolezza degli invidiosi.Sempre in bilico tra la commedia di costume(a tratti piuttosto divertente)e la descrizione della vita provinciale e soffocante.Con qualche caduta nel bozzetto(il ritratto dei due insopportabili critici,e della "musa ispiratrice")e virate nel fantastico non disprezzabili(il colloquio finale tra Gabriele e il padre "fantasma").Garbato,a tratti delicato.Non perfetto ma volenteroso,piacevole e abbastanza scorrevole nel mostrare una storia risaputa come quella di formazione e crescita.Buono il colpo di scena.Simpatico il piccolo protagonista.Scamarcio,rivela qualche piccola capacità di istrionismo(una volta tanto non è sempre imbronciato).La Falchi è quasi simpatica a tratti.Margherita Buy è la donna a cui Gabriele,quando era bambina,aveva dato il primo bacio.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a dandy »
[ - ] lascia un commento a dandy »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
marezia
|
lunedì 13 dicembre 2010
|
pcologo,
|
|
|
|
se Lei non capisce è un prblema SUO. La Gandolfi è stata CHIARISSIMA. Che cos'è che non ha capito? La parte della frase relativa a "Colpo d'occhio" ne descrive la sostanza (e la definizione di art thriller è PERFETTA), la seconda pure ("Terra" è il titolo di un suo film) anche se in questo io non ho ravvisato nemmeno l'ombra di retorica. Insomma, INTERVENTO INUTILE.
[+] marezia,
(di pcologo)
[ - ] marezia,
|
|
|
[+] lascia un commento a marezia »
[ - ] lascia un commento a marezia »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
pcologo
|
lunedì 29 novembre 2010
|
archiviato l'art thriller ?
|
|
|
|
Per favore Marzia Gandolfi sii meno criptica: Cosa vuol dire? Archiviato l'art thriller sui mercanti del bello e la corruttibilità dell'anima umana (Colpo d'occhio), il cinema di Rubini ritrova la vocazione antropologica e il cuore della Terra, replicando una volta di troppo la retorica delle radici e il ritorno al privato ????
|
|
|
[+] lascia un commento a pcologo »
[ - ] lascia un commento a pcologo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesco2
|
venerdì 19 novembre 2010
|
nuova pittura paradiso
|
|
|
|
Un altro ritorno, dopo quello di Almodovar in "Volver": Rubini torna al suo Sud in tutti i sensi, perché senza esprimersi in termini ghezziani la cosa ha una valenza geografica, artistica(E' un altro sguardo sul Sud dopo quello della bruttina "Terra", che guardacaso era proprio un film "di sguardi"), e personale ( Suo padre era un capostazione, come il protagonista del film, e proprio "La stazione" si chiamava il primo film di Rubini)).
E' facile, magari sin troppo, valutare "L'uomo nero" del titolo come specchio dei tormenti preadolescenziali, come dimostra chiaramente- anche troppo- la scena in cui il ragazzino viene avvicinato da una mistriosa ombra che si rivela poi quantomai innocua.
[+]
Un altro ritorno, dopo quello di Almodovar in "Volver": Rubini torna al suo Sud in tutti i sensi, perché senza esprimersi in termini ghezziani la cosa ha una valenza geografica, artistica(E' un altro sguardo sul Sud dopo quello della bruttina "Terra", che guardacaso era proprio un film "di sguardi"), e personale ( Suo padre era un capostazione, come il protagonista del film, e proprio "La stazione" si chiamava il primo film di Rubini)).
E' facile, magari sin troppo, valutare "L'uomo nero" del titolo come specchio dei tormenti preadolescenziali, come dimostra chiaramente- anche troppo- la scena in cui il ragazzino viene avvicinato da una mistriosa ombra che si rivela poi quantomai innocua. Del resto la dimensione del piccolo protagonista, preceduta da una scena discutibile del padre morente che diceva: "Erano tutti stronzi", è già d isuo paradosale: se non solo il padre ARTISTA affronta la dimensione provinciale del paese (Madre ed al contempo figlia dei critici tromboni), ma , sia detto senza offesa, è il padre stesso un paradosso, non necessaraiamente per colpa sua in quanto al contempo artista (Incompreso?) ed uomo dedito ad una professione umile.
Se però è in parte sbagliato l'accostamento tra questo affresco del Sud e quello di Tornatore, o forse no, è perché Rubini mette in evidenza quello stesso a ore per il cinema che (contrad) distingueva Peppuccio: con qualche variante interessante, però. Mentre lì c'era una ripartizione schematica dei ruoli (Noiret mostrava a Totò Cascio la magia del cinema), qui è proprio Gabriele che sembra usare la fantasia magari più costruttivamente del padre, quando immaginando ciò che sente dai genitori elabora già una trasfigurazione della realtà del tutto personale, che lo aiuta a capire meglio l'Arte, o forse la vita. Eppure, quanto e più la piccola protagonista di "Somewhere", non risulta antipatico proprio perché tutt'altro che perfettino: è colpa sua, infatti, se ad u certo punto cala il buio proprio mentre il padre sta esponendo. Rischia quindi, in complicità con un amichetto, di gettare BUIO ove la carriera dell'uomoa vrebbe potuto avvolgersi di LUCE, anche se è lecito supporre che, considerati i personaggi dei due critici, probabilmente le cose sarebbero andate allo stesso modo.
La magia, un pò come per "Alice" di Woody Allen, che la definiva l'unica chiave per sfuggire alla tristezza del mondo, è dunque qualcosa che intimorisce ed allo stesso tempo alletta Gabriele, quasi come presentisse che ha che ahe fare con un padre i cui meriti verranno capiti troppo tardi. Poi, è troppo facile (Anche qui) leggere una parabola della vita di Rubini, sia che si parli del figlio (La magia come chiave per uscire dal provincialismo e dalla noia), che dl padre (Gli artisti incompresi dai tromboni che dovrebbero stimolare il pubblico a capirne di più). Certo, valutando la sceneggiatura (Tanto per cambiare) bozzettistica e varie (e) semplificazioni, parzialmente anche nel rapporto tra padre e figlio, è facile capire le perplessità di Davide Turrini quando parla di cinema "Vurria ma non posso". Ma nel panorama asfittico del cinema di casa nostra, è comunque un film da non dimenticare, più della strombazzata Sicilia di "Baaria".
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a francesco2 »
[ - ] lascia un commento a francesco2 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
germi86
|
mercoledì 30 giugno 2010
|
il quadro,cezanne,e la critica
|
|
|
|
Gabriele torna al sud,in puglia,nella sua città di origine a causa della malattia del padre,e rivive la sua infanzia con i genitori e il caro zio pinuccio(Scamarcio).Questo film è un semplice racconto di vita,la storia di una famiglia,di un'infanzia e di un padre appassionato(poi ossessionato)di pittura..
|
|
|
[+] lascia un commento a germi86 »
[ - ] lascia un commento a germi86 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eli.f.b.
|
domenica 11 aprile 2010
|
ma che tornatore..
|
|
|
|
Intenso. Non è la prima volta che vedo rappresentato in un film, un appassionato di pittura, che finisce con l'essere travolto dalla sua stessa passione, quasi a farne un'ossessione-penso al vecchio di "Amelie" e la ragazza col bicchiere di Renoir- ma qui, non rimane travolto tanto dalla pittura quanto dalla ribellione verso l'ipocrisia e lo snobbismo con il quale, proposta la sua arte, si deve confrontare,ma non si può confrontare perchè non c'è confronto,quando si è i soli a comunicare,quando non si trova nessuno con cui comunicare. Questa sensibilità è trasmessa al figlio, che gioca con le sue stesse immaginazioni e suggestioni, nelle quali si rifugia per fuggire all'impulsività del padre il quale nella sua lucida follia, potrà riottenere la stima del figlio solo il giorno del suo funerale.
[+]
Intenso. Non è la prima volta che vedo rappresentato in un film, un appassionato di pittura, che finisce con l'essere travolto dalla sua stessa passione, quasi a farne un'ossessione-penso al vecchio di "Amelie" e la ragazza col bicchiere di Renoir- ma qui, non rimane travolto tanto dalla pittura quanto dalla ribellione verso l'ipocrisia e lo snobbismo con il quale, proposta la sua arte, si deve confrontare,ma non si può confrontare perchè non c'è confronto,quando si è i soli a comunicare,quando non si trova nessuno con cui comunicare. Questa sensibilità è trasmessa al figlio, che gioca con le sue stesse immaginazioni e suggestioni, nelle quali si rifugia per fuggire all'impulsività del padre il quale nella sua lucida follia, potrà riottenere la stima del figlio solo il giorno del suo funerale. Non dico nè come nè perchè,guardatelo;
e per piacere non paragonatelo a "Baaria" di Tornatore, film in cui la bellezza oggettiva di paesaggi e personaggi,lascia spazio al Nulla. Gusto Berlusconiano del resto.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eli.f.b. »
[ - ] lascia un commento a eli.f.b. »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
paride86
|
domenica 14 marzo 2010
|
già visto
|
|
|
|
Un uomo torna nel paese natale a causa della malattia del padre e rivive alcuni momenti significativi della propria infanzia e della vita del genitore.
Da "Nuovo Cinema Paradiso" in poi, il tema del ritorno alle origini è stra-usato nel cinema italiano, e "L'Uomo Nero" ammicca più di una volta ai modi e ai soggetti del cinema di Tornatore, pur senza averne l'intensità. Rubini, inoltre, inserisce molti cenni visionari che, però, ricordano parecchio quelli di "Fanny & Alexander" di I. Bergman.
Non si tratta di un brutto film, e tra l'altro è recitato molto bene; il problema è che tutto quanto è piuttosto prevedibile e sa di già visto.
[+]
Un uomo torna nel paese natale a causa della malattia del padre e rivive alcuni momenti significativi della propria infanzia e della vita del genitore.
Da "Nuovo Cinema Paradiso" in poi, il tema del ritorno alle origini è stra-usato nel cinema italiano, e "L'Uomo Nero" ammicca più di una volta ai modi e ai soggetti del cinema di Tornatore, pur senza averne l'intensità. Rubini, inoltre, inserisce molti cenni visionari che, però, ricordano parecchio quelli di "Fanny & Alexander" di I. Bergman.
Non si tratta di un brutto film, e tra l'altro è recitato molto bene; il problema è che tutto quanto è piuttosto prevedibile e sa di già visto.
Il cinema italiano deve cominciare a battere altre strade.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a paride86 »
[ - ] lascia un commento a paride86 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stevesteve
|
giovedì 11 marzo 2010
|
tra nuovo cinema paradiso e come due coccodrilli..
|
|
|
|
... ma senza la profondità del primo nè l'originalità del secondo. Autocitazioni ("La stazione": bell'esordio di regia), autocompiacimento. Dopo l'ottimo "La terra", un film birignao, con il ragazzino identico a quello di Tornatore, Rubini attore sempre bravo, sì, ma farci "vedere" la sostituzione del quadro quando ce lo ha telefonato da dieci minuti, io spettatore mi sento preso per cretino. L'uomo nero, poi, è solo un'occasione per qualche felliniata e qualche pezzo di bravura di regia, ma solo appiccicato al contesto narrativo. Più che deludente. Aspetto il prossimo comunque speranza, perchè di Rubini apprezzo le doti sia di attore che di regista: sarà il caso che si trovi uno sceneggiatore più fresco di se stesso?
|
|
|
[+] lascia un commento a stevesteve »
[ - ] lascia un commento a stevesteve »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
vittorio
|
martedì 9 marzo 2010
|
bella sorpresa!!
|
|
|
|
Film ben fatto, con uno strepitoso Rubini, una bella storia che si mescola tra favola e realtà, immaginazione e provincialismo, con una bella fotografia e un bel finale!!
Il cinema italiano è in netta ripresa...e questo film lo dimostra in pieno!!
Non adatto per chi ama i vari film di Vanzina....
|
|
|
[+] lascia un commento a vittorio »
[ - ] lascia un commento a vittorio »
|
|
d'accordo? |
|
|
|