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L'uomo nero |
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Un film di Sergio Rubini.
Con Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto.
continua»
Drammatico,
durata 116 min.
- Italia 2009.
- 01 Distribution
uscita venerdì 4 dicembre 2009.
MYMONETRO
L'uomo nero
valutazione media:
3,16
su
64
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Gabriele Rossetti, torna in Puglia, nel suo paese natale, per la morte del padre. La notte passata nella sua vecchia casa d'infanzia lo riporta indietro nel tempo, a quando era una bambino negli anni '60.
![]() Sergio Rubini ritorna al privato e al riesame del proprio passato |
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Marzia Gandolfi
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Gabriele Rossetti va a sud, torna al suo paese e al padre ricoverato in un ospedale di provincia. Al capezzale dell'uomo, Gabriele ripensa alla sua infanzia e alla sua relazione col genitore, capostazione ossessionato dall'arte e da Cézanne. Figlio unico di Ernesto e Franca Rossetti, insegnante e casalinga amorevole, Gabriele cresce osservando le manie degli adulti: le infatuazioni corrisposte di zio Pinuccio, le tele rifatte del padre, le conversazioni coi cari defunti della madre. Impressionato da un misterioso uomo nero e affascinato dal fascino impenitente dello zio, Gabriele vive la sua fanciullezza e subisce la frustrazione artistica del padre, ispirata dal pittore impressionista e umiliata da un critico d'arte locale e trombone. In viaggio lungo i binari della vita e del tempo procederà per agnizioni, riconoscendo padre e uomo nero per quello che sono e non per quello che fino ad allora aveva creduto che fossero.
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premi nomination |
Nastri d'Argento 0 2 |
Quando i preconcetti prendono il sopravvento
lunedì 14 dicembre 2009
di Nino Pell.
Questa pellicola di Sergio Rubini è sicuramente un ottimo film che fa riflettere su come spesso certi modi di pensare della società siano abbastanza atavici e poco propensi a guardare oltre certi preconcetti di tipo sociale. La trama è ambientata nel Sud Italia, ma io penso che, indipendentemente dal luogo in cui ci si trova, è di consueto uso comune il giudicare una persona dal lavoro che svolge o dalla sua cultura, senza essere in grado di percepirne capacità intellettive che magari alla prima continua » |
Retrospettiva
lunedì 28 dicembre 2009
di mariac
Colorato, leggero, frizzante, con un amaro retrogusto, queste le qualità del nuovo film di Sergio Rubini che scruta ancora una volta, come per La Terra, alcuni aspetti dell'entroterra pugliese. La retrospettiva della figura di un padre è il tema principale della pellicola a cui si accompagnano la chiusura, l'ipocrisia, l'accanimento raffigurato dai soliti personaggi di paese a cui nulla è dovuto ma a cui tanto è offerto in termini di rispetto e riconoscenza. L'immagine di un padre assente, assorto continua » |
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La rivincita del pittore incompreso
venerdì 4 dicembre 2009
di preziosa
E' un fim drammatico,a tratti triste e commovente;è ambientato in Puglia, a Gravina di Puglia, San Vito dei Normanni e Bari, presenta inquadrature molto nitide, è molto accurato nelle ricostruzioni ambientali e d'epoca, nei costumi e nel trucco dei personaggi principali, che all'inzio e alla fine del film sono trasformati in anziani. Poco dopo le prime scene, si torna nel passato, verso la metà degli anni '60,in cui si svolge il fulcro delle vicende. Ernesto di professione è un capostazione, ma continua » |
Rubini fa tornatore. un film ambizioso, ma...
martedì 5 gennaio 2010
di alespiri
RECENSIONE RILETTA E RISCRITTA Il film di Rubini, ambizioso nell’intento psicologico, indulge spesso su immagini oleografiche ed un po’ retoriche di un Italia che diventa lo stereotipo del sud di quegli anni. Le atmosfere sono chiaramente evocative di un taglio registico stile Tornatore e ricordano Baaria. La colonna sonora, a volte invadente, di Nicola Piovani (grande maestro, per carità!) ricorda troppo da vicino “la vita è bella”. Il film non decolla e indugia compiaciuto di se stesso, perdendosi, continua » |
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| Zio Pinuccio | |
| Allora non hai capito niente, tu puoi portargli pure la Gioconda di Pascoli, tanto quelli sempre diranno che è una schifezza! | |
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| donna Valeri aGiordano (Anna Falchi) | |
| Così gli diamo una bella svegliata a questo paese di terroni! | |
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| Gabriele Rossetti (Sergio Rubini) | |
| Quando si fa una cosa bella se ne vanno tutte le forze | |
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Altre frasi celebri del film L'uomo nero
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DVD | L'uomo neroUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 17 marzo 2010
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INTERVISTE | Rubini gira il suo decimo film e torna (di nuovo) alle origini e alla retorica delle radici.L'amore ritorna
lunedì 30 novembre 2009 - Marzia Gandolfi
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CELEBRITIES | Vita privata da stella senza mai cercare le copertine dei giornali.Protagonista senza glamour
martedì 1 dicembre 2009 - Stefano Cocci
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Padri e figli, un incontro impossibile con dolcezza
di Cristina Piccino Il Manifesto
Un figlio torna a casa per raccogliere l'ultimo soffio del padre che muore dopo averlo abbracciato. Inizio classico da cui si apre nel sentimento doloroso del lutto il flashback (montato con morbida leggerezza da Esmeralda Calabria) che narra la relazione tra i due, il figlio fuggito dal paesino pugliese soffocante di provincia vive in Svizzera, famiglia bilingue, carriera di successo e, esclamano con soggezione davanti alla bara del padre in chiesa i paesani: «Ti abbiamo visto in tv». Il padre invece è stato costretto dalla vita a un destino insopportabile, passione per la pittura e forse anche talento che non ha potuto coltivare visto che suo padre non gli ha fatto frequentare il liceo artistico costringendolo a lavorare come capostazione. » |
Le ossessioni di Rubini
di Alberto Crespi L'Unità
I treni, la pittura, la famiglia, la Puglia. Sergio Rubini ha messo in L'uomo nero, suo decimo film da regista, tutte le proprie ossessioni. Le ha frullate in un mix falsamente autobiografico («questa non è la vita che ho avuto, ma forse quella che avrei voluto», ha spiegato) e ha tirato fuori dal cilindro un film personale, sentito, bellissimo. Uno struggente omaggio al padre, capostazione e pittore dilettante, che quando si è rivisto sullo schermo– interpretato dal figlio, da Sergio medesimo – ha chiesto «e quello sarei io?». » |
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Mio padre, l'uomo nero
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Gabriele ricorda il genitore Ernesto, un capostazione vestito di scuro con la passione frustrata per l'arte. «Quanti colori vedi?», domanda il capostazione Ernesto Rossetti (Sergio Rubini) al figlio. I due viaggiano su un treno che corre verso Bari. Il piccolo Gabriele (Guido Giaquinto) guarda fuori dal finestrino, e prova a rispondere. C'è il verde, dice, e ci sono il marrone, il giallo. Ma il padre, appassionato di pittura, lo corregge: ci sono il verde, il marrone, il giallo, ma anche il rosso, l'azzurro, l'indaco, il viola, il fucsia. » |
di Alessio Guzzano City
«Che stronzi». Sono le ultime parole del capostazione Sergio Rubini, ostinato pittore fallito, sibilate al figlio Fabrizio Gifuni. Poi torniamo al suo paese pugliese, nel 1967: piazza assolata su cui si affacciano la Dc, il PCI e la Pro Loco dove si tenne la sua prima e ultima mostra. Un insuccesso dovuto alla non eccelsa qualità di opere quali "Trulli innevati" e a un black out causato dalla mano del figlioletto cresciuto seguendo con le pupille a ping ping il padre che litiga con l'incomprensione di compaesani saccenti e con Valeria Golino, perfetta mater familias dei tempi di Bobby Solo. » |
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