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baets
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giovedì 19 gennaio 2012
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americanata alla clooney ? no , grazie
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La solita americanata alla George Clooney , non è di certo una frase che si addice a questo capolavoro.
Un introduzione che ti trae in inganno soprattutto quando sullo schermo appare la scritta “questi fatti sono realmente accaduti” , portandoti a pensare al solito film sui soldati reduci dal Vietnam e invece…
Cast stellare per un film di una demenzialità elegante . Da notare l’interpretazione di George Clooney che ,nelle vesti di un ex soldato pazzo che crede di possedere poteri paranormali, riesce a dimostrare che può recitare anche le parti più bizzarre.
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La solita americanata alla George Clooney , non è di certo una frase che si addice a questo capolavoro.
Un introduzione che ti trae in inganno soprattutto quando sullo schermo appare la scritta “questi fatti sono realmente accaduti” , portandoti a pensare al solito film sui soldati reduci dal Vietnam e invece…
Cast stellare per un film di una demenzialità elegante . Da notare l’interpretazione di George Clooney che ,nelle vesti di un ex soldato pazzo che crede di possedere poteri paranormali, riesce a dimostrare che può recitare anche le parti più bizzarre.
Capace di strapparti spontanee risate con una trama a dir poco eccentrica , CONSIGLIATO.
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liuk©
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domenica 23 ottobre 2011
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poker d'assi
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Quello che risalta subito agli occhi è l'immenso cast: quattro pezzi da novanta, quattro tra i migliori attori viventi racchiusi in un'unica, beffarda e sagace pellicola. L'inizio non è decisamente male ed è lecito attendersi un capolavoro.
Questo non arriva ma viene sfiorato grazie ad un'intelligente script, ricco di battute, situazioni ilari e citazioni new age. Cosa manca? una trama solida. Cosa rimane? una recitazione superlativa di tutti e quattro gli assi.
Nel complesso un film assolutamente da vedere con la speranza di rivederli insieme nuovamente.
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tiamaster
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giovedì 22 settembre 2011
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una bella commedia
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tante,molte gag demenziali ed esilaranti,alcune delle quali veramente geniali!!!bravissimi clooney e mcgregor,una commedia affiatatissima,e con personaggi belli e simpatici,finalmente una commedia con una TRAMA.un ottima commedia,guardatela le risate non mancheranno.che la forza sia con voi,jedi.
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kildem
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domenica 20 febbraio 2011
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molto, molto gradevole.
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Il film capita a puntino.
In questo nuovo millennio pieno di guerra, tumulto, squilibrio e follia, i jedi servono più che mai, con amore, pace, e perché no, senso dell'umorismo!
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nirvana
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martedì 1 febbraio 2011
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l'inverosimle della realtà
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Una commedia divertentissima, con un umorismo al limite del grottesco, perchè come cita il libro da cui è tratto il film " la verità è in realtà molto più buffonesca di quella in cui credono la maggior parte dei sostenitori delle teorie cospirative". Attraverso questa storia inverosimile, ma realmente accaduta, realizza un film antimilitarista che esplora i torbidi retroscena dell’esercito americano con i fallimenti annessi. Il cast è eccezionale ma ciò che rimane di questo film sono i dialoghi, brillanti e profondi come: " le persone provano a fare qualcosa nella loro vita, qualcosa di duraturo e buono, ma c'è sempre qualcuno che manda tutto per aria" !
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gianmarco.diroma
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venerdì 7 gennaio 2011
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un altro mondo è possibile
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L'uomo che fissa le capre ha un nome: Lyn Cassady, soldato Jedi dell'esercito degli Stati Uniti d'America, uomo diverso per antonomasia, dotato di particolari doti psichiche che gli permettono con la sola forza della mente di scoprire dove si trova un uomo anche se rapito in un altro continente. Uomo di fede e fedele a Bill Django, il suo mentore, colui che gli ha insegnato l'arte della telepatia attraverso la liberazione delle forze e delle energie del corpo (per liberare la mente devi prima liberare i piedi). Lyn Cassady e prima di lui Bill Django sognano un mondo diverso; un mondo dove la guerra possa essere combattuta senza per forza uccidere ma prevenendo delle morti inutili.
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L'uomo che fissa le capre ha un nome: Lyn Cassady, soldato Jedi dell'esercito degli Stati Uniti d'America, uomo diverso per antonomasia, dotato di particolari doti psichiche che gli permettono con la sola forza della mente di scoprire dove si trova un uomo anche se rapito in un altro continente. Uomo di fede e fedele a Bill Django, il suo mentore, colui che gli ha insegnato l'arte della telepatia attraverso la liberazione delle forze e delle energie del corpo (per liberare la mente devi prima liberare i piedi). Lyn Cassady e prima di lui Bill Django sognano un mondo diverso; un mondo dove la guerra possa essere combattuta senza per forza uccidere ma prevenendo delle morti inutili. Credono che la terra vada considerata come un superorganismo di cui l'uomo fa parte, un superorganismo le cui energie l'uomo può sfruttare attraverso la liberazione del corpo e il controllo della mente (riecheggia il mito di Gaia e la figura di James Lovelock in tutto questo). Il regista Grant Heslov filma la vicenda di questi due (apparentemente) stralunati personaggi (Lebowski è dietro l'angolo) attraverso la vicenda del timido giornalista Bob Wilton, in fuga in Iraq, alla ricerca dello scoop della vita, perché ferito da un matrimonio fallito. In Iraq Bob conosce prima Lyn e poi Bill, la loro storia, le loro vittorie ma anche i loro fallimenti, rappresentati dall'avvento della "mela marcia" Larry Hooper, interpretato da Kevin Spacey, uomo di potere, uomo che desidera il potere e che il potere lo conserva nel più classico dei modi: attraverso l'esercizio della violenza, del controllo, della menzogna e dell'ingiuria. Sarà Larry Hooper ad assumere i connotati del nemico da sconfiggere, in una missione impossibile dove in gioco non c'è un premio in particolare, ma la possibilità di credere, di credere che un mondo dove non si debbano più fare prigionieri per vincere, dove non si debbano più fare esperimenti violenti su delle capre innocenti ed indifese, dove la droga possa essere ancora considerata non schiava del capitale bensì canale per la scoperta della libertà, è ancora possibile.
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ivanvalle90
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venerdì 15 ottobre 2010
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"mettete dei fiori nei vostri cannoni"
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Cosa può riunire sotto un unico “vessillo” attori come Ewan McGregor, George Clooney, Kevin Spacey e Jeff Bridges? La domanda potrebbe sembrare difficile, la risposta è invece semplice: una commedia intelligente, autoironica e divertente. In un periodo in cui le “boiate” cinematografiche vanno per la maggiore, Grant Heslov, alla sua prima regia, costruisce un film originale, con grandi attori, stuzzicanti battute e capace di sorprendere con bizzarri colpi di scena. La trama scorre bene, un alternarsi tra voce narrante e avvicendamenti del protagonista, catapulta subito lo spettatore al centro della storia. Bob Wilton, interpretato da un Ewan McGregor sempre in ottima forma, è un giornalista di una piccola testata locale, è sposato, e sembra che le cosa vadano bene.
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Cosa può riunire sotto un unico “vessillo” attori come Ewan McGregor, George Clooney, Kevin Spacey e Jeff Bridges? La domanda potrebbe sembrare difficile, la risposta è invece semplice: una commedia intelligente, autoironica e divertente. In un periodo in cui le “boiate” cinematografiche vanno per la maggiore, Grant Heslov, alla sua prima regia, costruisce un film originale, con grandi attori, stuzzicanti battute e capace di sorprendere con bizzarri colpi di scena. La trama scorre bene, un alternarsi tra voce narrante e avvicendamenti del protagonista, catapulta subito lo spettatore al centro della storia. Bob Wilton, interpretato da un Ewan McGregor sempre in ottima forma, è un giornalista di una piccola testata locale, è sposato, e sembra che le cosa vadano bene. Almeno così sembra fino a quando non si trova ad intervistare un certo Gus Lacey, uno strano soggetto che afferma di aver preso parte ad un programma militare di potenziamento dei poteri psichici, per combattere un nuovo tipo di guerra. Bob appare scettico a proposito delle rivelazioni di Lacey e decide di non proseguire le ricerche. Un ulteriore avvenimento, la morte di un collega, innesca una serie di avvicendamenti che lo condurranno, prima alla separazione e successivamente in Iraq dove vivrà una insolita avventura insieme a Lynn Cassady (George Clooney). Lynn è uno squinternato che afferma di essere un soldato Jedi, dotato anch’esso di poteri psichici, all’impresa con una missione affidatagli in sogno dal suo ex-generale Bill Django (Jeff Bridges). In una sorta di “on-the-road” attraverso l’Iraq, Bob e Lynn, discuteranno del progetto militare e dell’innovazione che avrebbe apportato: “combattere la guerra con la pace”. Giunti all’obiettivo, Lynn incontrerà Larry Hooper (Kevin Spacey), acerrimo nemico del passato, che aveva fatto chiudere il progetto “nuova terra”, e che ora lo stava ricostruendo con ben diversi propositi. Lynn si rende conto che la missione coincide con la sua stessa “redenzione” che riuscirà a portare a compimento, grazie ad uno stratagemma “stupefacente” messo in atto da Bob e Bill. La vicenda termina con la scomparsa di Bill e Lynn (ormai redenti) e il ritorno di Bob in patria dove continuerà a portare avanti il messaggio degli Jedi. Il mix equilibrato tra messaggi forti e chiari ma ben “calibrati” e una storia “surreale” permette la riuscita di un film non didascalico, originale e sensato. Un film da vedere per chi è alla ricerca di un divertimento-intelligente.
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blacky
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venerdì 15 ottobre 2010
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francamente ho visto di meglio
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Come film di denuncia verso la guerra e come commedie ho visto di molto meglio. Il film di Grant Heslov è abbastanza difficile da seguire, non perchè la trama sia complessa (perchè così non è anzi facilmente comprensibile) ma per le gag altamente demenziali che sono riuscite a strapparmi un mezzo-sorriso. La stessa storia è narrata in modo piuttosto disordinato, tra flashback gettati qua e là, quasi per cercare di mantere un determinato ritmo. L'incontro tra il personaggio di McGregor e Clooney sembrava promettere bene, ma si evolve in modo... strano, questo è l'unico aggettivo che riesco ad attribuirgli. Anche la tematica dell'essere predestinati mi ha interessato solo all'inizio, per poi lasciarmi un senso di vuoto del tipo: "E allora???"Del cast apprezzo e trovo fantastico ogni nome che lo costituisce, per quanto solo di Kevin Spacey posso essere definito vero fan.
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Come film di denuncia verso la guerra e come commedie ho visto di molto meglio. Il film di Grant Heslov è abbastanza difficile da seguire, non perchè la trama sia complessa (perchè così non è anzi facilmente comprensibile) ma per le gag altamente demenziali che sono riuscite a strapparmi un mezzo-sorriso. La stessa storia è narrata in modo piuttosto disordinato, tra flashback gettati qua e là, quasi per cercare di mantere un determinato ritmo. L'incontro tra il personaggio di McGregor e Clooney sembrava promettere bene, ma si evolve in modo... strano, questo è l'unico aggettivo che riesco ad attribuirgli. Anche la tematica dell'essere predestinati mi ha interessato solo all'inizio, per poi lasciarmi un senso di vuoto del tipo: "E allora???"Del cast apprezzo e trovo fantastico ogni nome che lo costituisce, per quanto solo di Kevin Spacey posso essere definito vero fan. Il continuo confronto con star wars e l'uso della parola jedi è stancante.
In verità gli darei 3 stelle o 2 stelle e mezzo. Il finale è l'unica cosa davvero apprezzabile.
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francesco2
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venerdì 24 settembre 2010
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un equivoco di fondo
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E' (relativamente) facile prendersela con un filmetto come questo. Perché di un filmetto si tratta, diciamo la "Verità". Un'opera che vorrebbe essere- Credo- significativa e divertente, ma rischia in vari punti di non essere né l'uno né l'altro. Perché le risate e i sorrisi con un "Significato " sono sostanzialmente altra cosa, e perché l'umorismo spesso è greve, demenziale nel senso più scipito del termine, come negli anni '89-'90 ecc., quando la vera o presunta comicità demenziale rischiava di non farci ridere più.
Ma questo è un ritratt(in)o in parte semplificatorio, che non chiarisce molto perché i colpi lanciati dal film con una certa frequenza vadano a vuoto, e non risponde ad una domanda: a parte che questo NON è un film dei Coen(Credo non c'entrino con la sceneggiatura, non so se ne siano produttori o co-produttori), la domanda che qualcuno si è posto anche su questo forum è: perché questo è un film lontano dall'umorismo dei Coen , nonostante l'atmosfera e gli attori potrebbero lasciar pensare il contrario?
In realtà una possibile risposta rischia di essere scontata, ma anche chi scrive non ci aveva pensato.
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E' (relativamente) facile prendersela con un filmetto come questo. Perché di un filmetto si tratta, diciamo la "Verità". Un'opera che vorrebbe essere- Credo- significativa e divertente, ma rischia in vari punti di non essere né l'uno né l'altro. Perché le risate e i sorrisi con un "Significato " sono sostanzialmente altra cosa, e perché l'umorismo spesso è greve, demenziale nel senso più scipito del termine, come negli anni '89-'90 ecc., quando la vera o presunta comicità demenziale rischiava di non farci ridere più.
Ma questo è un ritratt(in)o in parte semplificatorio, che non chiarisce molto perché i colpi lanciati dal film con una certa frequenza vadano a vuoto, e non risponde ad una domanda: a parte che questo NON è un film dei Coen(Credo non c'entrino con la sceneggiatura, non so se ne siano produttori o co-produttori), la domanda che qualcuno si è posto anche su questo forum è: perché questo è un film lontano dall'umorismo dei Coen , nonostante l'atmosfera e gli attori potrebbero lasciar pensare il contrario?
In realtà una possibile risposta rischia di essere scontata, ma anche chi scrive non ci aveva pensato. Se si valuta la loro cinematografia, credo che i due fratelli dell'Arizona non si siano mai confrontati con un reale fatto di cronaca (e la base pare essere quella, anche se, come è successo con "Changeling", andrebbe verificato se non ci siano state esagerazioni e forzature). Possono avere rivisitato miti dell' epica("Fratello, dove sei"?), e non a caso il compianto Buccheri ha detto che avolte non si limitavano a essere "registi", ma "assolvevano" altre funzioni.
Tuttavia applicare un certo umorismo ad un episodio(!), pare, realmente avvenuto, è cosa completamente diversa. L'inizio potrebbe apparire promettente: un uomo in crisi personale e professionale conosce questa misteriosa setta, che riuscirà a convincere anche personaggi insospettabili delle sue strane teorie. Potrebbe essere un modo, evitando nostalgie sessantottine, di interrogarsi su questioni che toccano molti di noi: la metafisica, il gandismo come filosofia di vita, la satira sui "Massimis istemi" ( vi dice niente "Burn After Reading", soprattutto nella sua seconda parte?). Invece, la scelta cade su spunti ispirati spesso alla pura goliardigia, che
convincono solo in alcuni casi: penso soprattutto alla scena della capra morta e a quella nel deserto, che in realtà è più girata bene che non altro.
Come mai, allora, certe critiche rivolte al film possono apparire severe? Perché, anche se non sempre divertente, ha la capacità di essere piacevolmente amarostico, ad esempio quando c narra la vicenda del medioorientale ed approfitta per offrirci divagazioni(E neanche tanto) sulla guerra, senza "Infilarci" la solita retorica di circostanza.
O come quando, nel finale, ci fa capire che "Chi di dovere" aveva liquidato certe teorie, non senza lasciare - credo- "Morti" sul campo, ma che in realtà tutti avremmo bisogno di teorie bislacche che però rappresentino un 'alternativa a lla guerra ed alla distruzione dell'ambiente. E' in quei momenti chje il film si libera della sua dimensione goliardica, e sembra una di quelle feste di liceo in cui ti divertivi, ma da cui riuscivi anche ad imparare qualcosa.
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doni64
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sabato 18 settembre 2010
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film....deplorevole
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Film..se cosi' si puo' giudicare deplorevole,inutile,meschino,insignificante,demente.....praticamente mediocre.Voto 5
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