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luana
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domenica 22 maggio 2011
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film pamphlet
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Il film si rifà al'attentato del 2005 a Londra per raccontarci una distanza generazionale profonda.Non è un caso che nel mondo della tecnica i due genitori lavorino a contatto con la natura e non conoscano ,in modo diverso, affatto i loro figli. Figli di cui si intuisce immediatamente il destino, per cui la nostra percezione di spettatori non è un sintonia con quella dei protagonisti che solo oscuramente temono qualcosa di brutto.Le note positive dono due. Una è il tuffo di questi due "vecchietti" proiettati di colpo in un tempo e una velocità moderna e qui il loro disorientamento e amgoscia vanno di pari passo con paure di ogni tipo che li animano. L'altra è che è molto ben resa l'ombra della donna attraverso l'adricano.
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Il film si rifà al'attentato del 2005 a Londra per raccontarci una distanza generazionale profonda.Non è un caso che nel mondo della tecnica i due genitori lavorino a contatto con la natura e non conoscano ,in modo diverso, affatto i loro figli. Figli di cui si intuisce immediatamente il destino, per cui la nostra percezione di spettatori non è un sintonia con quella dei protagonisti che solo oscuramente temono qualcosa di brutto.Le note positive dono due. Una è il tuffo di questi due "vecchietti" proiettati di colpo in un tempo e una velocità moderna e qui il loro disorientamento e amgoscia vanno di pari passo con paure di ogni tipo che li animano. L'altra è che è molto ben resa l'ombra della donna attraverso l'adricano. Ombra che verrà poi integrata fino a un sentimento di condivisione e qui l'aspetto "pamphlet" del film emerge tutto come scopo e limite del film stesso.Anche la colonna sonora jazz contribuisce a levarci da un reale coinvolgimento per un film costruito troppo a tavolino.
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ipno74
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sabato 19 febbraio 2011
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il tarlo che logora la mente
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Tutto potevo pensare, tranne di vedere un film così angosciante, e triste.
Potrebbe essere un'esperienza che ci potrebbe accadere in qualsiasi momento, perchè perdere una persona all'improvviso è la cosa più straziante che ci possa accadere, e ti senti impotente di fronte alla valanga di eventi e alla freddezza della gente che ci circonda perchè nessuno sa il dolore che proviamo.
Bravissimi gli attori e il regista che ci ha regalato un film che ti fa amare la vita, ma soprattutto ci da la forza di dire " ti voglio bene" a chi ci sta vicino.
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ipno74
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domenica 13 febbraio 2011
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un insinuante angoscia
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Tutto potevo pensare, tranne di vedere un film così angosciante, e triste.
Potrebbe essere un'esperienza che ci potrebbe accadere in qualsiasi momento, perchè perdere una persona all'improvviso è la cosa più straziante che ci possa accadere, e ti senti impotente di fronte alla valanga di eventi e alla freddezza della gente che ci circonda perchè nessuno sa il dolore che proviamo.
Bravissimi gli attori e il regista che ci ha regalato un film che ti fa amare la vita, ma soprattutto ci da la forza di dire " ti voglio bene" a chi ci sta vicino.
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ultimoboyscout
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giovedì 3 febbraio 2011
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la sofferenza che avvicina.
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Due persone diversissime tra loro si scoprono più vicine di quanto si possa immaginare. Sinceramente il film a tratti mi ha molto annoiato ma non si possono non premiare le interpretazioni maiuscole della coppia Blethyn-Kouyate e il tono del film che non scade mai nel sentimentale e sdolcinato, nel retorico (e sarebbe stato facilissimo che accadesse...) ma rimane sempre una bellissima storia etica. E a volte un evento drammatico può aiutare a permettere che altre situazioni migliorino, come abbattimento di tante barriere e sviluppo di un certo tipo di dialogo.
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dario
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lunedì 17 gennaio 2011
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un piccolo gioiello
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Secco, diretto, essenziale. Grande regia e grande interpretazione, di tutti, nessuno escluso. Sottofondo di umanità al calor bianco. Nessuna sbavatura (forse qualcosa all'inizio). Davvero una rarità. Una lezione di cinema.
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mabele
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domenica 2 gennaio 2011
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lontani
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I due protagonisti sono lontani: lontani tra loro per razza e cultura, lontani per lo stile di vita, lontani nel loro approcio a ciò che accade ai loro figli. Ma sono lontani anche dai loro figli, in modo diverso. Non sanno nulla dei due ragazzi che si amano e vivono in una Londra vera capitale della multietnicità (ben differente da New York). Sono distanti dai loro figli per pudore, per distrazione, per occasioni mancate, per incomprensioni, per indolenza, per fatti della vita. Sono lontani dai loro figli fino a quando il destino li unirà in una ricerca silenziosa e metodica ma inutile di due ragazzi che fanno ciò che solo i ragazzi sanno fare: vivere senza pregiudizi. Brenda Blethyn è come al solito bravissima ma Sotigui Kayaté sembra un personaggio epico, un dinoccolato vecchio saggio che sa molto della vita ma non può evitare il dolore per la perdita di un figlio.
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I due protagonisti sono lontani: lontani tra loro per razza e cultura, lontani per lo stile di vita, lontani nel loro approcio a ciò che accade ai loro figli. Ma sono lontani anche dai loro figli, in modo diverso. Non sanno nulla dei due ragazzi che si amano e vivono in una Londra vera capitale della multietnicità (ben differente da New York). Sono distanti dai loro figli per pudore, per distrazione, per occasioni mancate, per incomprensioni, per indolenza, per fatti della vita. Sono lontani dai loro figli fino a quando il destino li unirà in una ricerca silenziosa e metodica ma inutile di due ragazzi che fanno ciò che solo i ragazzi sanno fare: vivere senza pregiudizi. Brenda Blethyn è come al solito bravissima ma Sotigui Kayaté sembra un personaggio epico, un dinoccolato vecchio saggio che sa molto della vita ma non può evitare il dolore per la perdita di un figlio. Se fosse vero sarebbe veramente un uomo da conoscere.
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toro sgualcito
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venerdì 24 dicembre 2010
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la semplicità come virtù
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La storia di London River prende spunto dalla scomparsa a Londra di due giovani, una ragazza inglese e un ragazzo africano. Una madre ed un padre si incontrano per caso a Londra perché cercano notizie dei figli che improvvisamente non hanno più dato notizie di loro dopo gli attentati del 2005 a Londra. Contrariamente a quello che avevo letto altrove il sapore del film non è sdolcinato. E' vero ci si emoziona un po' per l'ansia e le difficoltà che vive la madre nel tentare di capire cosa è successo a sua figlia ma non è certo fuori misura. Lui, il padre del ragazzo è bravo, semplice e straordinario nella sua bella immagine di vecchio africano magro altissimo e con i lunghi capelli a dreads. Un corpo lunghissimo che sembra si muova quasi a rallentatore.
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La storia di London River prende spunto dalla scomparsa a Londra di due giovani, una ragazza inglese e un ragazzo africano. Una madre ed un padre si incontrano per caso a Londra perché cercano notizie dei figli che improvvisamente non hanno più dato notizie di loro dopo gli attentati del 2005 a Londra. Contrariamente a quello che avevo letto altrove il sapore del film non è sdolcinato. E' vero ci si emoziona un po' per l'ansia e le difficoltà che vive la madre nel tentare di capire cosa è successo a sua figlia ma non è certo fuori misura. Lui, il padre del ragazzo è bravo, semplice e straordinario nella sua bella immagine di vecchio africano magro altissimo e con i lunghi capelli a dreads. Un corpo lunghissimo che sembra si muova quasi a rallentatore. Semplice e significante è anche il rapporto tra la signora il vecchio africano. Quando loro si incontrano inizialmente lei, donna di campagna provinciale e spaventata dai musulmani, lo tratta con durezza e chiama la polizia. Lui in silenzio accetta di essere trattato male da lei e con diffidenza dalla polizia. Poi lentamente lei capisce che anche lui vive la sua stessa tragedia e così col tempo decide di scusarsi con lui e nasce una solidarietà. Il film segue da vicino queste due persone e il resto è solo contorno: una Londra fredda nel clima ma non distratta nei rapporti (come infatti è davvero Londra) anche se il cinismo è sempre ad un soffio. Qualcuno ha detto che il film è stato buonista con la polizia perché viene mostrato il lato umano di un investigatore mentre in quei giorni la caccia all'uomo (terrorista) era durissima. Infatti come è noto il 22/7/05 nella stazione di Stockwell a Londra la tensione portò la polizia a sparare sette colpi alla testa di un giovane brasiliano di 22 anni: Charles de Menezes, colpevole di portare un grosso giubbotto e una faccia olivastra. Sì forse questa è l'unica cosa che stona un po' con la storia reale. Ma nel film la figura dell’investigatore è credibile. I due protagonisti: la madre della ragazza e il padre del ragazzo mi sono parsi bravi e la storia pur assai semplice non perde mai forza. Un film onesto e non pretenzioso. Condivido l’idea di trovare in London River un sentore di Loach. Direi che Rachid Bouchareb (il regista) ha creato un film, per semplificare, a metà tra Loach e Romer: cioè lo sguardo tenero e ravvicinato di Romer su momenti di vita delle persone in un contesto duro e asciutto alla Loach.
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doni64
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mercoledì 15 dicembre 2010
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film....povero
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Un film povero di scenografia..recitazione...interpretazione...con attori totalmente sconosciuti al pubblico e non tanto preparati al ruolo per una storia contemporanea che tratta degli attentati terroristici avvenuti a londra nel 2005 dove persero realmente la vita alcune persone.Nel complesso un discreto film che...non mi ha colpito.Voto 6
[+] io credo di sì
(di mrs hide)
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corinne v.
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domenica 21 novembre 2010
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accettare il diverso da te
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a poco a poco permette allo spettatore di fare il percorso per capire e accettare la diversa cultura la diversa religione che alla fine é simile alla tua come il dolore della perdita di un figlio
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clavius
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mercoledì 27 ottobre 2010
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il dolore che sublima le differenze
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Due giovani che non danno più loro notizie all'indomani degli attentati londinesi del luglio 2005. Il padre di lui e la madre di lei si mettono sulle loro tracce con ostinazione e speranza. Storie di uomini e donne che non si conoscono. Il vecchio padre originario dell'Africa ha lasciato il figlio all'età di sei anni e non ha neppure idea di quale sia il suo volto oggi. La madre dal canto suo scoprirà di sapere poco o nulla della figlia, di ignorarne desideri ed aspirazioni. Questo intreccio di vite nella caotica e multirazziale Londra dei nostri giorni è il pretesto (piuttosto banale per la verità) di raccontare storie di incontri possibili, di legami auspicabili, di paure allontanate, di distanze culturali accorciate.
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Due giovani che non danno più loro notizie all'indomani degli attentati londinesi del luglio 2005. Il padre di lui e la madre di lei si mettono sulle loro tracce con ostinazione e speranza. Storie di uomini e donne che non si conoscono. Il vecchio padre originario dell'Africa ha lasciato il figlio all'età di sei anni e non ha neppure idea di quale sia il suo volto oggi. La madre dal canto suo scoprirà di sapere poco o nulla della figlia, di ignorarne desideri ed aspirazioni. Questo intreccio di vite nella caotica e multirazziale Londra dei nostri giorni è il pretesto (piuttosto banale per la verità) di raccontare storie di incontri possibili, di legami auspicabili, di paure allontanate, di distanze culturali accorciate.
La lezioncina sul come si dovrebbe imparare a convivere (per quanto sacrosanta) mi è sembrata ingenua in molti momenti, animata certo dalle buone ragioni, ma molto distante dalla realtà. La donna inglese interpretata da una sempre brava Blethyn (abbonata fin dai tempi dei film di Mike Leigh a ruoli di questo tipo) è un concentrato di convenzioni, è la rappresentante schiva e ostile di un'occidente impaurito e pieno di pregiudizi. Dall'altra parte il nero Kouyaté coi suoi modi gentili ed aperti, con la sua saggezza antica, con la sua umanità. E questo vale un po' per tutti i rappresentanti della comunità musulmana descritti come pieni di buone intenzioni, aperti e sinceri, disponibili all'aiuto (che si tratti di insegnare ad usare un telefonino o di prestare le chiavi di casa ad una sconosciuta). Una visione troppo edulcorata e semplicistica che assomiglia più ad uno spot che ad un tentativo maturo di riflettere sull'argomento. La visione mistificatoria di un occidente isolato ed ostile mi ha infastidito soprattutto se confrontata con un'immagine altrettanto falsa di un universo musulmano tutto teso al dialogo ed alla comprensione. E' la Storia (e nemmeno tanto recente) a raccontare di differenze incolmabili e di responsabilità condivise, dall'una come dall'altra parte, che non hanno pratifcamente mai permesso un reale meticciamento. E' l'assunto "politico" del film che mi crea qualche perplessità.
Grazie a Dio la chiusura della pellicola riporta in primo piano il dolore reale e incommensurabile. Riporta a galla la realtà cruda di esistenze spezzate. Fa riaffiorarare la fine delle speranze. Ed ecco che nella dolorosa condizione umana e di fronte alla morte la congiunzione tra i due unversi si fa reale. Da una parte il vecchio decreta il taglio dell'albero e dall'altra la donna zappa rabbiosamente una terra che non può consolarla. Nel dolore comune le differenze si sono annullate.
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